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Scarica Machiavelli: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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La vita, le opere e il contesto storico Nel 1512 quando ormai aveva pi? di quarant’anni (era nato a Firenze il 3 maggio 1496, da antica e nobile famiglia) Niccol? Machiavelli veniva privato del suo ufficio e veniva inviato al confino per un anno. Il provvedimento era abbastanza logico perch? tutta l’attivit? diplomatica e politica di Machiavelli si era svolta al servizio del regime repubblicano di Firenze e la sua continuazione non poteva riuscire gradita ai Medici che rientravano nella loro citt? al seguito delle vittoriose truppe spagnole. Machiavelli, dopo una giovinezza ( tra i grandi scrittori italiani dedicata in parte agli studi e in parte agli svaghi, aveva iniziato la sua attivit? pubblica nel maggio del 1498 (quando si era conclusa col rogo l’avventura savonaroliana) , ottenendo l’incarico di segretario della seconda Cancelleria . Tale attivit? non aveva mai avuto un grande rilievo sul piano della politica pratica, ma aveva permesso al segretario fiorentino di acquistare esperienza diretta degli avvenimenti e dei rivolgimenti politici di quegli anni tumultuosi che videro il crollo del sistema di stati italiani e della nostra indipendenza e lo scontro , sul nostro territorio , delle due nuove potenze europee, la Francia e la Spagna. E in Francia Machiavelli si rec? numerose volte (nel 1500, nel 1504 , nel 10 e nell’11 ) , tanto da conoscere molto bene la struttura di questo stato e da poter analizzare con precisione le ragioni della forza e del prestigio dei Francesi e, insieme , le cause dei loro insuccessi. Ma non meno importanti furono le esperienze che egli pot? fare presso Cesare Borgia , l’inquieto spregiudicato e ambizioso figlio naturale del papa Alessandro VI , che aspirava alla creazione di un forte stato nell’Italia centrale e minacciava direttamente e indirettamente Firenze . Presso il Valentino (cos? era chiamato il Borgia) Machiavelli si rec? due volte nel giugno e nell’ottobre del 1502 in occasione della ribellione della Valle di Chiana contro il dominio fiorentino ( ribellione fomentata dal Valentino stesso ) e da tali legazioni pot? trarre argomento di ammirazione per l’energia, l’audacia, le capacit? diplomatiche di questo signore “molto splendido e magnifico” che diverr? poi quasi l’incarnazione del suo principe . D’altra parte egli non fu solo testimone della fortuna del Valentino, ma anche del crollo di tutte le sue ambizioni , perch?, dopo l’improvvisa morte di Alessandro VI e il brevissimo pontificato di Pio III , fu inviato dal governo fiorentino a Roma per seguire il conclave e pot? assistere all’elezione di Giulio II, nemico di Cesare Borgia e sua ” ultima ruina ” . In quella occasione , e in una successiva legazione nel 1506 , il Machiavelli pot? anche rendersi conto del temperamento del nuovo papa , dell’energia e del ” furore ” che lo misero al centro degli avvenimenti politici di quegli anni . Se si aggiunge che il 1507 il nostro segretario si rec? in Germania presso la corte imperiale ( rimanendovi per oltre sei mesi ) , che nel 1509 assistette alla resa di Pisa e soprattutto, alla disfatta della maggiore potenza italiana, Venezia, e che , dal 1506 in poi , negli intervalli fra una legazione e l’altra, fu incaricato di arruolare e istruire un corpo di truppa cittadina, si vedr? quanto varia e complessa fosse l’esperienza di Machiavelli. I problemi di fondo della politica europea gli si erano cos? progressivamente chiariti: la necessit? di uno stato unitario moderno, la necessit? di truppe non mercenarie, il dramma della divisione italiana e della inettitudine della nostra classe dirigente. Questi problemi egli era gi? venuto elaborando in una serie di scritti minori : Descrizione del modo tenuto dal duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il signor Pagolo e il duca di Gravina Orsini; Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati; Parole da dire sopra la provvisione del denaio fatto in loco di p?roemio e di scusa; Discorso dell’ordinare ()
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Scarica Marx: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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Vita e opere Karl Marx nacque a Treviri nella Renania, all’epoca sotto il dominio prussiano, il 5 maggio 1818 da una famiglia di ebrei convertiti al protestantesimo: il padre era avvocato e consigliere di giustizia e nutriva simpatie per la cultura illuministica e liberale. Nell’ottobre del 1835 Marx si reca all’universit? di Bonn per studiare giurisprudenza, ma dopo un anno si trasferisce a Berlino. Qui frequenta le lezioni di Diritto romano di Savigny, esponente della scuola storica del diritto, contrario ad ogni forma di diritto naturale e alla critica degli ordinamenti giuridici fondati su una salda tradizione storica, e quelle di Diritto penale, tenute da un allievo di Hegel, Eduard Gans, avversario di Savigny e vicino alle idee liberali. Sono gli anni delle vivacissime polemiche hegeliane che sconvolgono Berlino, ma sono anche gli anni della reazione assolutistica, che giunge al culmine con l’avvento al trono di Prussia di Federico Guglielmo IV. Marx ha intanto aderito alla filosofia hegeliana ed ? vicino agli hegeliani di sinistra; fra il 1839 e il 1841 prepara la sua tesi di laurea sulla Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro , che invia all’universit? di Jena, dove nell’agosto del 1841 ottiene la laurea. In un primo momento egli aveva pensato di intraprendere la carriera universitaria grazie all’appoggio di Bruno Bauer, ma la cacciata di questi dall’universit? di Bonn lo fa desistere da tale proposito. Marx intraprende allora la strada del giornalismo politico e dal 1842 collabora alla ‘Rheinische Zeitung’ (’Gazzetta renana’), pubblicata a Colonia e diretta da Moses Hess, buon conoscitore delle dottrine dei socialisti francesi, oltre che della filosofia hegeliana. Sulla ‘Rheinische Zeitung’, espressione delle aspirazioni della borghesia liberale, Marx pubblica una serie di articoli in cui affronta le questioni della libert? di stampa, ma anche quelle dei contadini della Mosella e quelle del libero scambio. All’inizio del 1843 la censura prussiana soffoca il giornale; nel giugno dello stesso anno Marx sposa Jenny von Westphalen e a fine ottobre giunge a Parigi, dove, con Arnold Ruge, fonda i ‘Deutsch-franzosische Jahrb?cher’ (Annali franco-tedeschi). Qui egli pubblica, nel 1844, l’ Introduzione alla Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico e Sulla questione ebraica ; nella stessa rivista esce l’ Abbozza di una critica dell’economia politica di Engels. Questo scritto desta l’interesse di Marx, il quale nel 1844 intraprende un’intensa lettura degli scritti degli economisti: frutto di essa sono i cosiddetti Manoscritti economico-filosofici del 1844 , pubblicati per la prima volta solamente nel 1932. Friedrich Engels era nato a Barmen nel 1820 in una famiglia bigotta e reazionaria; il padre era un ricco industriale tessile che lo aveva avviato al commercio. Durante il servizio militare a Berlino, dall’ottobre 1841 all’ottobre 1842, Engels si era avvicinato ai giovani hegeliani, aveva collaborato alle loro riviste e nel 1842 aveva pubblicato uno scritto anonimo contro Schelling ( Schelling e la rivelazione ) e, forse per influenza di Moses Hess, aveva abbracciato la causa comunista. Nel novembre del 1842 era andato a Manchester a lavorare in una fabbrica tessile di cui il padre era comproprietario; durante il viaggio aveva avuto un primo incontro con Marx, ma senza grande seguito. In Inghilterra, Engels si era avvicinato al movimento cartista e aveva guardato con interesse alle idee riformatrici di Owen. Rientrato da Manchester, incontr? Marx a Parigi: qui inizia la loro ininterrotta amicizia e collaborazione politica e filosofica. Insieme essi decidono di prendere le distanze dai giovani hegeliani berlinesi e scrivono La Sacra Famiglia ovvero critica della critica critica. Contro Bruno Bauer e soci , pubblicata nel 1845. Marx, espulso da Parigi, si rifugia con la famiglia a Bruxelles, dove nell’estate Engels lo raggiunge per compiere insieme un breve viaggio in Inghilterr ()
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Scarica Nietzsche: l’arte e la vita gratis

Materia: Filosofia
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L’arte e la vita Bisogna avere un caos dentro di s?, per generare una stella danzante. Il giovane e brillante Nietzsche intraprende gli studi di filologia classica, animato dalla profonda ammirazione per il mondo greco e per le sue produzioni artistiche, nelle quali egli ravvisa la manifestazione pi? alta della vita, in opposizione all’assenza di cultura e alla volgarit? del mondo moderno. Su questo punto, egli si sente in sintonia con la filosofia di Schopenhauer e con il rinnovamento estetico propugnato da Wagner. Di Schopenhauer, egli condivide la polemica contro la filosofia ridotta a scienza oggettiva e impersonale, praticata nelle universit?, e l’insistenza sulla centralit? del problema della vita e del suo significato. Wagner, dal canto suo, gi? ne “L’opera d’arte dell’avvenire” (1850), aveva considerato la tragedia greca l’espressione libera di una libera universalit?, scorgendo in essa il modello al quale l’arte rivoluzionaria del presente doveva richiamarsi contro la cultura impoverita e degenerata del mondo moderno. Sulla base di questi presupposti e della riscoperta della grecit? arcaica, gi? avviata a partire dagli inizi del secolo, soprattutto ad opera di Karl Otfried M?ller, Nietzsche compone la sua prima opera, “La nascita della tragedia”. Di fronte alla idealizzazione del mondo greco come regno della serenit? e dell’armonia, predominanti nella cultura tedesca a partire da uno dei padri della questione omerica (Winckelmann), Nietzsche mette in luce come siano presenti, in quello stesso mondo, aspetti inquietanti e dolorosi. I greci erano dominati, a suo parere, da due impulsi vitali, che egli definisce apollineo e dionisiaco. Il primo ? legato alla figura del dio Apollo e corrisponde alle visioni del sogno, nelle quali la realt? appare idealizzata e luminosa: tali apparvero ai Greci le figure degli dei, che furono da essi create per poter sopportare il dolore dell’esistenza. Gli dei, infatti, vivendo essi stessi una vita simile a quella umana, ma perfetta e priva di sofferenze, giustificano la vita. L’impulso apollineo ? dunque un impulso di bellezza, che genera un mondo illusorio e trova la sua espressione massima sul piano artistico nelle arti figurative, in particolare nella scultura. Esso corrisponde all’arte classica, cos? come era stata descritta da Winckelmann. Ma accanto ad esso coesiste, presso i greci, il dionisiaco, che si riferisce al dio Dioniso e alle esperienze religiose legate al suo culto: esso ? un impulso di ebbrezza, che spinge a immergersi senza freni nel caos della vita, dimenticando la propria individualit? e, quindi, riconciliandosi con gli altri e con la natura attraverso la danza e il canto. L’impulso dionisiaco trova, dunque, la sua espressione sul piano artistico nella musica. Quando si afferma, esso indebolisce e abbatte l’impulso apollineo, consentendo di ritrovare la verit? della vita nell’eccesso, anzich? nella misura. Solo qualche volta avviene la riconciliazione tra questi due impulsi contrastanti: nel mondo greco ci? si realizz? nella tragedia, che pertanto rappresenta il culmine della civilt? greca. La tragedia nacque, secondo Nietzsche, in connessione al culto di Dioniso, il dio che soffre, di cui tutti gli eroi tragici, come Prometeo, Edipo e cos? via, sono soltanto maschere. Essa nacque dal rito della processione in onore di Dioniso di uomini mascherati da satiri, esseri per met? animali e per met? umani: danzando e cantando in stato di eccitazione, questo coro si sentiva trasformato e fuori di s?, ed esprimeva le sue emozioni pi? forti in do apollineo si immagini. Originariamente la tragedia era costituita unicamente dal coro: solo in seguito venne ad aggiungersi l’azione, ossia la parte drammatica (in greco “dramma” significa appunto “azione compiuta”). Ma sorge la domanda: perch? ad un certo punto questa forma artistica ? morta? Secondo Nietzsche ci? sarebbe avvenuto con Euripide, che aveva attribuito una parte prevalente al dialogo tra i personaggi, a discapito ()
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Scarica Voltaire: Teorie e vita gratis

Materia: Filosofia
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Teorie e vita del filosofo Francois-Marie Arouet , detto Voltaire , ? sicuramente l’ autore che , nella coscienza culturale settecentesca , cos? come in quella posteriore , meglio rappresenta i caratteri , gli ideali e i limiti dell’ illuminismo francese . In lui , scrittore estremamente fecondo che sperimenta tutti i generi letterari , anche i pi? spericolati , convivono il filosofo , lo storico , il politico , il poeta e il romanziere . Tutte queste attivit? sono accomunate da uno spirito critico che oscilla tra la garbata ironia e il sarcasmo pi? corrosivo , soprattutto rivolto alla Chiesa cattolica ( schiacciate l’ infame era uno dei suoi motti ) e ai pregiudizi in generale , che impediscono all’ uomo di pensare con la sua testa , servendosi della propria ragione , la candela che ci illumina la strada ( come l’ aveva definita Locke ) . Quella di Voltaire ? una vita che ben risponde al nuovo stile dell’ illuminismo . Nato a Parigi nel 1694 , egli fu esponente di quell’ agiata borghesia francese che si avviava ad assumere un ruolo di primo piano nella vita economica e culturale del paese . Da giovane fu assiduo frequentatore dei salotti parigini , in cui circolava una cultura di schietta ispirazione libertina , che molto risentiva di quei pensatori brulicanti nella Francia del 1600 . Un’ offesa perpetrata al cavaliere di Rohan gli caus? una breve incarcerazione nella Bastiglia e un lungo esilio , durante il quale egli dimor? in Inghilterra , rimanendo fortemente affascinato dalla cultura e dallo stile inglese . Durante la sua lunga vita non gli mancarono onori e incarichi prestigiosi . Attraverso gli uffici di madame de Pompadour , favorita di Luigi XV , fu nominato storiografo e poeta di corte . Contemporaneamente entr? in stretti rapporti epistolari con il futuro re di Prussia , Federico II il Grande , e , quando i suoi rapporti con la corte francese si guastarono del tutto , si trasfer? a Berlino presso il suo nuovo protettore , ormai asceso al trono . L’ amicizia tra Voltaire , il philosophe per eccellenza , e Federico II, il re filosofo imbevuto di razionalismo , ? emblematica dei rapporti che la prima generazione di illuministi cerc? di intrattenere con il potere politico : l’ idea generale era quella di riformare il tutto per avere una societ? pi? giusta , nella quale dominasse la ragione e si cercasse il bene per l’ uomo ; si cerc? quindi di riformare partendo dall’ alto , ossia cercando alleanze con i sovrani . Quando per? ci si accorger? dell’ inattuabilit? di questo progetto , ecco che allora si decider? di riformare dal ” basso ” e scoppier? la Rivoluzione Francese . La critica della tradizione non veniva ancora intesa come attacco al potere costituito ma , senza mettere in dubbio i fondamenti giuridico-politici dell’ assolutismo , i filosofi speravano di avere udienza presso i potenti, coinvolgerli nei programmi razionalistici e promuovere attraverso di essi , dall’ alto la riforma della societ? : tutto ci? diede luogo alle esperienze dell’ assolutismo illuminato . Ma le speranze riposte da Voltaire in Federico II , come pi? tardi quelle riposte da Diderot in Caterina di Russia , rimasero deluse , e lo sposalizio tra filosofia e potere si tradusse presto in divorzio , preludendo alla nuova funzione che gli intellettuali illuministi avrebbero dovuto avere nei decenni successivi . Caduto in disgrazia anche presso la corte berlinese , Voltaire si ritir? dapprima in Svizzera e poi , per un ventennio , nel castello di Ferney , dove continu? l’ infaticabile attivit? di scrittore . La sua fama era ormai grandissima , e le nuove generazioni di illuministi vedevano nell’ anziano “patriarca di Ferney” un’ autorit? che si poteva a volte discutere , ma non disconoscere . Il suo ritorno a Parigi nel 1778 , poco prima di morire , ultraottuagenario , fu un vero trionfo : l’ illuminismo cominciava a celebrare se stesso e ad avviarsi , perci? , sulla strada del tramonto ()
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Scarica Cicerone: la vita gratis

Materia: Filosofia
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La vita Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. ad Arpino , nei pressi dell’ attuale Frosinone , da agiata famiglia equestre ; comp? ottimi studi di retorica e di filosofia a Roma e inizi? a frequentare il foro sotto la guida del grande oratore Lucio Licinio Crasso e dei due Scevola . Strinse con Tito Pomponio Attico un’ amicizia destinata a durare per tutta la vita . Nell’ 81 , o forse anche prima , debutt? come avvocato e nell’ 80 difese la causa di Sesto Roscio ( accusato di Parricidio ) , che lo mise in conflitto con autorevoli esponenti del regime sillano . Tra il 79 e il 77 si allontan? da Roma ( forse per paura di rappresaglie dopo il grande successo della sua orazione a difesa di Roscio ) ed effettu? un lungo viaggio in Grecia e in Asia dove studi? la filosofia e , sotto la guida di Molone di Rodi , la retorica . Al ritorno spos? Terenzia , dalla quale nacquero Tullia ( che Cicerone appell? affettuosamente ” Tulliola ” ) , nel 76 , e Marco , nel 65 . Nel 75 fu questore di Sicilia e nel 70 sostenne trionfalmente l’ accusa dei Siciliani contro l’ ex governatore Verre , accusato di truffa e di empiet? ( faceva rubare le statue dai templi ! ) ; con questa esperienza Cicerone si guadagn? fama di oratore principe . Nel 69 fu edile , nel 66 pretore e diede il suo appoggio alla proposta di concedere a Pompeo poteri straordinari per la lotta contro il re del Ponto , Mitridate , facendo cos? gli interessi degli equites ( lui stesso era di famiglia equestre ) che venivano ostacolati nel loro lavoro di esattori delle imposte da Mitridate ma nello stesso tempo tutel? anche i suoi stessi interessi , accattivandosi la simpatia del ceto equestre : in questo frangente scrisse la ” Pro lege Manlia ” in favore della legge proposta dal tribuno Manilio che prevedeva , come detto , la concessione a Pompeo di poteri straordinari su tutto l’ Oriente , e la ” De imperio Gnaei Pompei ” ( in un secondo tempo ripudiata da Cicerone stesso ) nella quale appunto prendeva le difese degli equites e che pu? essere considerata il suo punto di massimo avvicinamento alla politica dei populares , la fazione a lui avversa ( Cicerone era uno degli optimates ) . Nel 63 fu eletto console e soffoc? in modo duro la congiura di Catilina , che aveva cercato di salire al potere in modo illegale e di stravolgere la res publica : in quest’ occasione compose le 4 Catilinarie , con le quali svel? le trame sovversive che il nobile decaduto aveva ordito una volta vistosi sconfitto nella competizione elettorale : esse , con i loro toni veementi , minacciosi e carichi di pathos , possono essere considerate il suo capolavoro consolare : il celebre inizio ( Quo usque tandem abutere , Catilina , patientia nostra ? ) ? molto esplicativo in tal senso . In esse fece , tra l’ altro , uso di un’ arteficio retorico singolare : l’ introduzione di una prosopopea ( personificazione ) della Patria , la quale rimproverava aspramente Catilina stesso . Dopo la formazione del primo triunvirato , cui Cicerone guardava con preoccupazione perch? riteneva che potesse essere insidiosa per l’ autorit? senatoria , il suo astro inizi? a decadere : nel 58 dovette recarsi in esilio , con l’ accusa di aver messo a morte senza processo i complici di Catilina e la sua casa venne rasa al suolo . Richiamato a Roma , vi rientr? trionfalmente nel 57 . Nel 52 Clodio , acerrimo nemico di Cicerone , rimase ucciso e questo fatto pes? su Milone , il diretto rivale di Clodio ; Cicerone assunse le difese di Milone componendo la Pro Milone , una delle sue opere meglio riuscite . Nel 51 fu governatore di Cilicia , pur avendo accettato a malincuore di allontanarsi da Roma . Allo scoppio della guerra civile ( 49 ) ader? con scarso entusiasmo alla causa di Pompeo ; dopo la sconfitta di quest’ ultimo ottenne il perdono da Cesare . Negli anni successivi divorzi? da Terenzia e si rispos? con la sua giovane pupilla Publilia , dalla quale tuttavia divorzi? dopo pochi mesi . Nel 45 gli mor? la figlia Tullia e in quegli ()
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Scarica Bacone: vita, opere e innovazioni gratis

Materia: Filosofia
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La vita , le opere e le innovazioni Sulla figura di Francis Bacon ( italianizzato in Francesco Bacone ) sono corse le pi? disparate voci : si volle che fosse figlio naturale della regina Elisabetta e che fosse il segreto autore delle opere attribuite a Shakespeare . Egli nasce a Londra il 22 gennaio 1561 dal lord guardasigilli della regina Elisabetta . Studia a Cambridge , per poi trascorrere alcuni anni a Parigi al seguito dell’ ambasciatore di Francia . Tornato in patria riesce a intraprendere la carriera politica , conseguendo incarichi e onori sempre pi? elevati , grazie anche alla sua totale spregiudicatezza , che gli consent? , per esempio , di diventare accusatore pubblico del suo protettore , incriminato e mandato a morte per tradimento . Divenne avvocato generale nel 1607 , procuratore generale nel 1613 , lord guardasigilli nel 1617 e , infine , lord cancelliere nel 1618 , funzione che gli consentiva di presiedere le principali corti di giustizia . Ma nel 1621 la fortuna gli volt? le spalle : accusato di aver ricevuto denaro da una delle parti che doveva giudicare , dovette riconoscersi colpevole di corruzione , fu sospeso dalle funzioni e condannato , a discrezione del re , a un’ ammenda e al carcere . Grazie al favore di cui ancora godeva presso la corona , riusc? ad aver condonate entrambe le pene , ma dovette ritirarsi a vita privata , finch? lo sorprese la morte nel 1626 . Tra le prime opere importanti di Bacone vanno ricordati i Saggi ( 1597 ) e il Temporis partus masculus ( 1602 ) , nel quale rivel? un atteggiamento culturale che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita : la critica alla tradizione filosofica antica ( con l’ esclusione di Democrito ) e medioevale , e l’ appello sulla costruzione di un nuovo sapere scientifico . Altre sue opere non trascurabili sono : Sull’ utilit? e il progresso del sapere umano e divino ( in lingua inglese , 1605 ) , i Cogitata et visa ( 1607 ) , la Redargutio philosophiarum ( 1608 ) , il De sapientia veterum ( 1609 ) . Nel 1620 egli pubblica la sua opera pi? nota , il Novum Organum , che gi? nel titolo rivela la volont? di essere una nuova logica che si oppone al vecchio Organum di Aristotele . L’ opera ? redatta in forma di aforismi , che dovevano preludere forse a un ampliamento successivo . Infatti , il Novum Organum si presenta come la seconda parte di una vasta opera , intitolata significativamente Instauratio magna scientiarum , che sarebbe dovuta essere divisa in sei parti . Di essa Bacone pubblica tuttavia soltanto , oltre al Novum Organum , la parte preliminare ( la prefazione e il piano dell’ opera ) e , nel 1623 , la prima parte , costituita dalla traduzione latina ampliata dello scritto sull’ utilit? e il progresso del sapere del 1605 : De dignitate et augmentis scientiarum . Agli ultimi anni della sua vita appartiene anche La nuova Atlantide , che si inserisce nel filone utopico gi? intrapreso da Tommaso Moro e da Campanella . Nel quadro della rivoluzione scientifica che si svolge tra 1500 e 1600 si pu? anche inserire la figura di Francis Bacon , italianizzato in Francesco Bacone . Bisogna tuttavia precisare che questa riconduzione non ? giustificata dalla scoperta di un metodo nel quale ( come nel caso di Galileo ) si ritrovino i principi delle moderne procedure scientifiche . Il metodo baconiano , se condivide con quello galileiano l’ esigenza di una sapiente combinazione di esperienza e ragionamento , ? totalmente privo di quel legame con la matematica e con l’ analisi quantitativa dei fenomeni che costituisce una delle condizioni imprescindibili della scienza moderna . Sotto questo aspetto , anzi , Bacone ? ancora ampia ()
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Scarica Russell: la vita e le opere gratis

Materia: Filosofia
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La vita, le opere e la formazione culturale Bertrand Russell (1872-1970) nacque in Inghilterra, a Ravenscroft, da nobile famiglia, rimase preso orfano e fu educato dal nonno, lord John Russell. Nel periodo 1890-94 effettu? i suoi studi a Cambridge, dove si cominciava a respirare un’ aria di anticonformismo, avversa alla rigida morale vittoriana e ai tradizionali sistemi educativi. Qui si vennero formando personaggi quali il romanziere E. M. Foster, lo storico L. Strachey e l’economista J. M. Keynes, che avrebbero poi fatto parte del cosiddetto gruppo di Bloomsbury, animato anche dalla presenza di Virginia Woolf. Moore esercit? un’influenza decisiva su tutti i componenti del circolo, Russell compreso. A Cambridge Russell si interess? soprattutto di matematica e di filosofia e nel 1895 divenne membro del Trinity College. Una delle sue prime opere fu uno studio sulla socialdemocrazia tedesca, frutto delle sue osservazioni effettuate durante un viaggio in Germania. Gli interessi per la matematica e per la logica lo portarono a studiare Leibniz, in cui trovava espressa la tesi che i princ?pi della matematica sono deducibili da princ?pi logici tramite mezzi meramente logici: il risultato fu il volume Esposizione critica della filosofia di Leibniz del 1900. Ad avviso di Russell, il 1900 fu un anno decisivo della sua vita, perch? prendendo parte al Congresso internazionale di filosofia, tenutosi a Parigi, incontr? Giuseppe Peano e fu colpito dalla precisione da questi dimostrata nelle discussione, grazie all’impiego di un rigoroso simbolismo logico. Il risultato pi? apprezzabile di questa prima fase della riflessione di Russell ? costituito da I princ?pi della matematica , pubblicati nel 1903, a cui avrebbero fatto seguito i Principia mathematica (1910-1913) composti insieme con A. N. Whitehead. Nel 1912 Russell pubblic? una fortunata esposizione divulgativa del suo pensiero, I problemi della filosofia , e nel 1914 fu inviato a tenere una serie di lezioni ad Harvard, a Boston e ad Oxford, dalle quali ebbe origine il volume La nostra conoscenza del mondo esterno , del 1914. Durante la guerra, per via della sua attivit? pubblica a favore del movimento pacifista, Russell fu allontanato dall’insegnamento a Cambridge e condannato a sei mesi di reclusione in carcere, durante i quali compose l’ Introduzione alla filosofia matematica . Da allora la sua attivit? filosofica fu sempre intrecciata a battaglie politiche e sociali; nel 1920 fece un viaggio nell’Unione Sovietica, di cui condann? il totalitarismo nel volume Teoria e pratica del bolscevismo (1920). Nel 1920-1921 insegn? a Pechino e nel 1927 apr? con la seconda moglie una scuola sperimentale, dove era applicata una pedagogia non autoritaria. Tutto questo, unitamente ad una serie di scritti popolari, come L’educazione dei nostri figli (1926) , Matrimonio e morale (1929) , La conquista della felicit? (1930) , Religione e scienza (1935), nei quali abbracciava posizioni spregiudicate su questioni religiose ed etiche, anche nel campo dell’etica sessuale, suscit? critiche dei benpensanti. A parere di Russell gli enunciati etici non hanno una dimensione conoscitiva, ma esprimono desideri, che nascono dall’esperienza immediata dell’individuo, sebbene mantengano una portata universale, nel senso che sono mossi dall’intento che il proprio desiderio diventi il desiderio di tutti. In particolare, si tratta di rendere possibili le condizioni che consentano a ciascuno di conquistare la felicit?, rimuovendo ogni occasione di conflitto e, quindi, armonizzando tra loro i desideri individuali e rafforzando quelli che non producono effetti negativi sugli altri. Su questa base, Russell intervenne costantemente nel corso della sua vita a difendere la libert? degli individui e il loro diritto a perseguire la felicit?, contro tutte le forme di ingiustizia e di imposizione autoritaria, politica o religiosa. Russell defin? ‘buona’ la vita ‘guidata dall’amore e ispirata dalla conoscenza’, non asservita al p ()
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Scarica Sant’Agostino: la vita gratis

Materia: Filosofia
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La vita e le opere Agostino nasce nel 354 a Tagaste , nell’ attuale Algeria . La madre Monica ? cristiana e sar? la figura dominante nella vita del figlio . Il padre Patrizio , pagano , pur avendo scarsi mezzi , gli fa impartire un’ educazione letteraria e retorica . Nella provincia d’ Africa da tempo fioriva la cultura retorica , come dimostra l’ opera di pagani quali Apuleio e di cristiani quali Tertulliano . Agostino studia a Madaura e poi nel 371 a Cartagine , ma non apprende il greco . In questo periodo conduce una vita di dissipazione e si lega con una donna , della quale si ignora il nome , con la quale convive per 15 anni , avendone anche un figlio di nome Adeodato . Respinto dalla rozzezza dei racconti e dello stile della Bibbia , legge un’ opera perduta di Cicerone , l’ Ortensio , dove trova teorizzato il primato della vita filosofica . Si avvicina allora ad una forma di religione di tipo gnostico , il manicheismo , ampiamente diffuso in Africa . Il fondatore di esso , Mani , originario della Persia , si era presentato come apostolo di Cristo , ma fautore di una religione universale e aveva svolto intensa opera di predicazione , sicch? verso il 276 era stato giustiziato dal governo sassanide . I suoi discepoli ne avrebbero continuato l’ attivit? missionaria , diffondendo il manicheismo fino in Cina . A Cartagine il manicheismo si era insediato gi? dal 297 . Si trattava di una religione dualistica , nella quale confluivano elementi di origine persiana , ma soprattutto elementi gnostici , anche cristiani . Il nucleo era il riconoscimento dell’ esistenza di due regni , della luce e delle tenebre , ciascuno retto da un principio divino . La vita del manicheo era vista come preparazione all’ evento che avrebbe posto fine alla mescolanza di luce e tenebre . Per 9 anni circa , dal 374 al 383 , Agostino , suscitando la contrariet? della madre , aderisce al manicheismo come uditore ( l’ equivalente del catecumeno cristiano ) : per il manicheismo ? il male il creatore del mondo e paradossalmente questo ? il peggiore dei mondi possibili ( l’ esatto contrario di quanto dicevano gli Stoici ) . Il manicheismo era una religione che andava incontro ad un personaggio come Agostino che sentiva assai forte il senso del peccato in quanto essa dava al male consistenza ontologica : da giovane Agostino aveva condotto una vita piuttosto dissoluta e peccaminosa e questo lo testimonia egli stesso affermando di aver proferito in giovent? queste parole ” Signore dammi la castit? , ma non adesso ” . Dopo un soggiorno a Tagaste nel 375 , si reca a Cartagine per continuare i suoi studi e insegnare la retorica . Qui si circonda di alcuni amici , tra i quali Alipio e Nebridio , compone verso il 380 il suo primo scritto ” Sul bello e sul conveniente ” , che non ci ? pervenuto , e comincia a nutrire i primi dubbi sul manicheismo : si reca da uno dei principali esponenti manichei per avere spiegazioni esaurienti , per? quello gli d? spiegazioni effettivamente poco convincenti sul piano razionale : fa appello a una mitologia ricca e lussurreggiante . Deluso tanto dal cristianesimo della madre , rozzo e irrazionale quanto dal manicheismo si d? alla filosofia scettica dove arriva alla conclusione di sapere di non sapere , per dirla alla Socrate . Tutte queste esperienze lasciano tracce in lui : del manicheismo permane in Agostino l’ idea del senso del peccato e la visione dell’ umanit? come ” massa damnationis ” , dello scetticismo gli rimarr? l’ idea dell’ impossibilit? di avere certezze . Nel 382 decide di trasferirsi con la madre , la concubina , il figlio e alcuni amici a Roma , dove insegna retoric ()
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Scarica Freud: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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Vita e opere Sigmund Freud nacque il 6 maggio 1856, da una modesta famiglia israelitica, a Freiberg (Moravia). A Vienna dove la famiglia si era trasferita quattro anni dopo la sua nascita, si iscrisse dapprima alla facolt? di Scienze, dedicandosi con alcuni successi alla ricerca pura e, successivamente, a causa di problemi economici, a Medicina. Nel 1881 si laure?. Quattro anni dopo ebbe la libera docenza in neuropatologia ed una borsa di studio; ne approfitt? per andare a Parigi, alla Salp?tri?re, da Charcot, il pi? grande neurologo europeo di quei tempi. Per la cura degli isterici Charcot si serviva dell’ipnoterapia ed in quegli anni l’interesse di Freud per l’ipnosi divenne vivissimo. Dell’ipnosi per la terapia dei casi isterici si serviva anche a Vienna il dottor Joseph Breuer. A partire dal 1887 Freud inizi? a collaborare con lui. Da questa collaborazione, che dur? sino al 1895, Freud ricav? alcune acquisizioni che resteranno essenziali per la terapia dell’isteria e di altre nevrosi. I risultati di questo lavoro comune furono pubblicati nell’opera Studi dell’isteria apparsa nel 1895. Motivi teorici e pratici e in massima parte una sostanziale diversit? di interessi provocarono il graduale allontanamento di Freud da Breuer, allontanamento che si comp?, come abbiamo gi? accennato, poco dopo la pubblicazioni degli Studi. A partire dal 1895 Freud inizi? la propria autoanalisi che si concluse nel 1900. Freud che aveva conseguito la libera docenza nel 1885 ottiene la carica di professore straordinario all’universit? di Vienna nel 1902 e, in seguito, nel 1920, di professore ordinano. Tali riconoscimenti erano dovuti al suo prestigio di neuropatologo, infatti in quegli anni la psicoanalisi era ancora fraintesa o ritenuta scandalosa ed oggetto di accuse e di polemiche, tuttavia aveva iniziato, sia pure lentamente, a diffondersi. Nel 1902 si costitu? un primo gruppo di Vienna, con segretario Otto Rank, nel quale si ebbero, gi? le prime ripicche per questioni di priorit?. Nel 1907 si strinsero i primi rapporti con il B?rgh?lzli, la clinica psichiatrica di Zurigo, e cio? con Bleuler ed i suoi assistenti Eitington e Jung, che dovevano ben presto dar luogo alla pubblicazione d’una rivista di studi comuni, lo Jahrbuch fuer Psychologie und Psychopathologie. Questa collaborazione consent? una maggiore diffusione della psicoanalisi, grazie alla istituzione di una associazione privata ed all’insegnamento che pubblicamente se ne faceva da una clinica di cos? grande risonanza. In quegli anni Freud aveva pubblicato alcuni importanti lavori: Psicopatologia della vita quotidiana (1901), Tre saggi sulla sessualit? (1905), Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio 1905). Nel congresso di Norimberga, tenutosi nel 1910, fu fondata una Associazione ufficiale degli psicoanalisti a capo della quale venne eletto Jung. Negli anni seguenti si tennero altri congressi, a Weimar (nel 1911) e a Monaco (nel 1913), e questi contribuirono a far uscire definitivamente la psicoanalisi dalla sua preistoria. Nel febbraio del 1923 Freud avvert? i primi sintomi di un male che si rivel? un cancro alla mascella. Egli conserv?, tuttavia, la sua straordinaria vitalit?; continu? il lavoro di analista e di scrittore; volle rimanere sempre consapevole e presente a se stesso, rifiutando ogni pietoso inganno; nonostante i dolori, non prendeva calmanti, per non ottundere la propria usuale chiarezza intellettiva. Aveva continuamente accanto, in un rapporto sempre pi? stretto, la figlia Anna, cui era legato, dice Jones, da “una reciproca, profonda, silenziosa comprensione e simpatia”. Anna era la sua compagna, la segretaria, l’assistente, la collaboratrice. Nel 1933 i nazisti prendono il potere in Germania; nonostante i cattivi presagi di un’aggressione all’Austria e le ripetute esortazioni degli amici, Freud non acconsente a lasciare Vienna. Vi si decider? solo cinque anni pi? tardi, di fronte all’Anschluss. Nel 1938, dunque, si trasferisce con la famiglia a Lond ()
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Scarica Leibniz: cronologia della vita e delle opere gratis

Materia: Filosofia
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Cronologia della vita e delle opere 1. Il periodo giovanile a Lipsia (1646-1666) 1646 Gottfried Wilhelm Leibniz nasce il 1 luglio a Lipsia, da famiglia protestante di origine slava. 1652 Muore il padre Friedrich, notaio e professore di filosofia morale all’Universita’. La sua educazione prosegue a cura della madre, terza moglie di Friedrich, Catharina Schmuck, figlia di un celebre avvocato di Lipsia. 1653 Inizia i suoi studi alla scuola ginnasiale Nicolai, dove rimarr?fino al 1661. 1654 Accede alla ricca biblioteca paterna: inizia a leggere, come autodidatta, i classici latini e i Padri della Chiesa. 1659 Studia a scuola la sillogistica di Aristotele, appassionandosi alla questione delle categorie; e, per suo conto, intraprende studi di metafisica e di teologia, con particolare riguardo alla dottrina scolastica e al pensiero di F. Suarez. 1661 Entra all’Universit? di Lipsia, dove frequentera i corsi di filosofia su Aristotele e Euclide tenute da J. Kuehn. 1662 Frequenta le lezioni di filosofia e retorica di J. Thomasius, di cui conserver? sempre una grande stima. Sotto la guida di questi, porta a compimento la tesi per il baccellierato in filosofia Dissertazione metafisica sul principio di individuazione (Disputatio Metaphysica de Principio Individui). 1663 Discute, e pubblica, la tesi di baccellierato De Principio Individui - tema affrontato da Avicenna, Tommaso d’Aquino e Duns Scoto -, in cui e’ preannunciata la futura concezione monadologica mediante la formulazione del principio: omne individuum sua tota entitate individuatur. In estate soggiorna a Jena, dove frequenta i corsi universitari del matematico E. Weigel. Ritornato a Lipsia per il semestre invernale, inizia a seguire studi specialistici in giurisprudenza sotto la guida di Q. Schacher e di B. Schwendoerffer. 1664 All’inizio di febbraio ottiene a Lipsia il grado di Magister philosophiae con la dissertazione Prospetto delle questioni filosofiche concernenti il diritto (Specimen quaestionum philosophicarum ex jure collectarum), che pubblicher? in dicembre. Il 6 febbraio muore la madre. 1665 Pubblica a Lipsia la Dissertazione giuridica sulle condizioni (Disputatio juridica de condicionibus), tesi con cui ottiene il baccellierato in diritto. 1666 Pubblica a Lipsia i suoi primi scritti di logica matematica: la Dissertazione aritmetica sulle complessioni (Disputatio de arithmetica de complexionibus), che funge da premessa alla successiva e pi? importante Dissertazione sull’arte combinatoria (Dissertatio de arte combinatoria). Con l’Ars combinatoria, che gli vale l’abilitazione in filosofia, Leibniz riprende i motivi dell’Ars magna del teologo e filosofo catalano R. Lullo, sviluppandoli per? in senso logico-metafisico al fine di pervenire a una ars inveniendi, cio? a una logica della scoperta di verit? nuove mediante la combinazione di concetti semplici. In ottobre, disgustato degli “intrighi” accademici di Lipsia, passa ad Altdorf, nei pressi di Norimberga, dove si iscrive in legge. In novembre, presenta e pubblica la tesi che aveva gia’ preparato a Lipsia: Sui casi controversi nel diritto (De casibus perplexis in jure). 2. Il periodo di Magonza (1667-1671) 1667 Il 22 febbraio discute ad Altdorf la tesi Sui casi controversi, e ottiene il grado di dottore. In seguito, le autorit? di Norimberga gli offrono un posto di professore, ma Leibniz declina l’offerta. Dopo aver conseguito il dottorato, frequenta a Norimberga la casa dell’alchimista D. Wuelfers, che lo introduce alla societ? alchemica dei Rosacroce. Durante i pochi mesi in cui rimane affiliato alla confraternita esoterica conosce il barone J.C. von Boineburg, gia’ ministro dell’elettore di Magonza J.P. von Schoenborn. In novembre si stabilisce a Francoforte, dove in dicembre pubblica anonimo il Nuovo metodo per l’apprendimento e l’insegnamento della giurisprudenza (Nova methodus discendae docendaeque jurisprudentiae), che dedica all’elettore di Magonza. 16 ()
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Scarica Mill: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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Vita e opere La connessione tra positivismo e utilitarismo appare evidente anche in John Stuart Mill ( 1806-1873), figlio di James. Pur non volendo essere definito positivista il giovane Mill nutrì sempre una grande attenzione per le opere di Comte con il quale rimase a lungo in corrispondenza, fino a che i due non interruppero la loro relazione epistolare per ragioni politiche. All’insegnamento del padre sono invece imputabili le sue convinzioni associazionistiche, soprattutto la sua adesione ai principi dell’utilitarismo etico e sociale. Tanto dalla tradizione positivista quanto da quella utilitaristica, Mill derivava inoltre un atteggiamento di sospetto nei confronti della metafisica, assumendo posizioni assai distanti da quelle dei tardo-romantici Coleridge e Carlyle , ampiamente debitori nei confronti della tradizione tedesca. Tuttavia la lettura di questi “metafisici” inglesi lo aiutò a dare una riformulazione dell’utilitarismo in una prospettiva filosofica più ampia: in particolare, in in uno scritto su Bentham del 1833, egli critico il principio di Bentham ( ripreso anche da James Mill ) per cui lo stesso altruismo avrebbe una radice egoistica. Da Bentham e dal padre John Stuart Mill ereditò anche la passione per la politica e l’orientamento radical-liberale. Collaborò attivamente alla “London and Wenstminter Review”, fondata da Bentham e, dopo aver lavorato nella Compagnia delle Indie Orientali, si dedico alla politica attiva tentando tra l’altro, di raccogliere in un nuovo partito radicale tutti gli oppositori dei coservatori - tories - ma il progetto non fu portato a termine. Conseguentemente Mill si ritirò dalla politica, dedicandosi interamente agli studi. Nel 1848 uscì il suo capolavoro, il Sistema di Logica deduttiva e induttiva . Seguirono i Principi di economia politica (1848) Sulla libertà (1859) Utilitarismo (1863) i Tre Saggi sulla religione , usciti postumi nel 1874. Il confronto con i filosofi del suo tempo lo indusse a scrivere il già citato Saggio su Bentham, uno Scritto su Auguste Comte e il Positivismo e un Esame della filosofia di Sir W. Hamilton, entrambi del 1865. Importante, per le informazioni che contiene, anche la sua Autobiografia . ()
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Scarica Kierkegaard: gli stadi della vita gratis

Materia: Filosofia
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Gli “stadi” della vita Negli Stadi del cammino della vita ,Kierkegaard distingue tre condizioni o possibilit? esistenziali fondamentali,alle quali egli d? il nome di “stadi”,poich? possono essere considerati come momenti successivi dello sviluppo individuale,anche se-contrariamente alle affermazioni hegeliane sulla necessit? del passaggio dialettico-tra l’uno e l’altro non vi ? nessuna forma di automatismo,bens? un “salto”che pu? essere colmato soltanto con la libera scelta del singolo.Queste determinazioni sono lo stadio estetico,lo stadio etico e lo stadio religioso.Nella prima opera pubblicata dopo la tesi di laurea, Aut-aut ,Kierkegaard delinea la distinzione tra i primi due stadi.Lo stadio estetico ? incarnato dalla figura del seduttore,che dedica la sua intera esistenza alla conquista dell’animo femminile per il puro piacere della conquista stessa.La vita estetica,infatti,? incentrata sul desiderio e sul godimento. L’esteta non esce dalla sfera della sensualit?:per questo il personaggio che meglio lo rappresenta ? il Don Giovanni di Mozart. La musica ? infatti la pi? sensuale delle arti,poich? in essa l’espressione ? totalmente immediata,senza far ricorso alla parola,che gi? comporta una dimensione concettuale e riflessiva.Analogamente il seduttore vive nell’elemento dell’immediatezza:egli non compie mai una scelta definitiva,non si impegna mai in nulla,la sua filosofia ? il motto graziano del “carpe diem”.La vita dell’esteta ? una successione ininterrotta di istanti indipendenti gli uni dagli altri:egli passa da un’esperienza all’altra senza che quella precedente lasci una traccia di s? su quella successiva,senza che la sua esistenza abbia una storia. L’unico elemento costante nella sua vita ? la ricerca del nuovo e del rifiuto della ripetizione,considerata come fatale principio di noia.Il suo unico compito ? la ricerca dell’eccezionalit?, nell’ esasperata volont? di diversificarsi da tutti gli altri individui,cos? come da tutte le proprie esperienza passate.Proprio a causa dell’assenza di un punto unificatore dell’esistenza,l’esito finale dello stadio estetico ? la disperazione,la presa di coscienza della assoluta vanit? di ogni cosa.Anche la disperazione,tuttavia,pu? essere vissuta in due maniere diverse.Essa pu? venire considerata una forma estremamente raffinata di divertimento,che consiste appunto nel non prendere mai sul serio nulla e godere anzi della mancanza di senso di ogni cosa:in questo caso non si esce dalla sfera estetica.Oppure l’esteta pu? pervenire alla disperazione vera che,mostrandogli la vanit? delle sue esperienze,lo induce a compiere il salto verso un genere di vita superiore,retto da principi completamente estranei alle regole dell’estetica;in questa situazione il singolo perviene allo stadio etico.Tra i due stadi,comunque,non c’? alcuna forma di mediazione.Il passaggio dalla disperazione finita(estetica)alla disperazione infinita(etica)? un salto che pu? essere compiuto solo in base alla libera scelta del singolo.Lo stadio etico trova la sua migliore rappresentazione nella figura del marito o,pi? in generale,nel personaggio del Consigliere di Stato Guglielmo,la cui esistenza ? circoscritta dalle sfere del matrimonio,della famiglia,della professione,della fedelt? allo Stato.Se l’esteta trapassa di istante in istante senza impegnarsi mai in nulla,la vita dell’uomo etico ? invece contrassegnata dalla scelta.In primo luogo,egli compie la scelta fondamentale tra bene e male;in secondo luogo,una volta scelto un determinato bene una certa sposa,una certa professione,ecc. egli conferma in ogni momento la sua scelta,tornando a scegliere in ogni istante ci? che ha gi? scelto per sempre. L’uomo etico, a differenza dell’esteta,non teme dunque la ripetizione,anzi la ama,vedendo in essa una continua riconferma della sua decisione iniziale.Se la vita dell’esteta si frantuma in una miriade di istanti privi di storia,quella dell’etico si sviluppa nella continuit? del tempo. All’ esasperata ricerca dell’eccezio ()
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Scarica Husserl: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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Vita, opere e contesto storico Edmund Husserl nacque nel 1859 a Prossnitz, in Moravia, da famiglia ebrea, studiò matematica e fisica, prima presso l’università di Lipsia e poi, dal 1878, in quella di Berlino, dove seguì i corsi dei matematici Kronecker e Weierstrass, laureandosi con quest’ultimo nel 1833. Nel 1884 ritornò a Vienna, dove si avvicinò a Brentano e, nel 1887, sostenne l’esame per la libera docenza ad Halle. In questo stesso anno, dopo essersi convertito alla confessione evangelica, sposò Malvine Charlotte Steinscheider, anch’ella ebrea convertita. Nel 1891 pubblicò la sua prima opera Filosofia dell’aritmetica , poi nel 1900 e 1901 i due volumi di Ricerche logiche . Nominato nel 1901 professore straordinario all’università di Gottinga, vi rimase fino al 1916, quando divenne professore a Friburgo. In questo periodo fondò la rivista che poi divenne l’organo del movimento fenomenologico, lo ‘Jahrbuch für Philosophie und phanomenologische Forschung’ (Annuario di filosofia e di ricerca fenomenologica), in cui compariranno anche scritti importanti dei suoi primi discepoli, quali Scheler e Heidegger, e pubblicò alcuni dei suoi scritti più significativi, quali Filosofia come scienza rigorosa (1911) e il primo tomo delle Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica (1913). Nel dopoguerra, la filosofia di Husserl cominciò ad essere conosciuta anche fuori dalla Germania: nel 1922 tenne una conferenza a Londra sulla fenomenologia e, nel 1929, altre conferenze alla Sorbona di Parigi, poi ripetute a Strasburgo, il cui testo fu trascritto in francese, sotto la guida di A. Koyré, da G. Pfeiffer ed E. Lévinas, comparendo nel 1931 con il titolo Meditazioni cartesiane . Intanto, nel 1928, sulla cattedra di Friburgo gli era successo l’allievo Heidegger, mentre egli si dedicava alla composizione di altre opere, come Logica formale e trascendentale (1929) e una Postilla alle Idee , da apporre come premessa alla traduzione inglese di quest’opera, uscita nel 1931: in essa, egli prendeva posizione tra l’altro contro la filosofia dell’allievo Heidegger. Con l’avvento del nazismo nel 1933 arrivarono tempi duri per Husserl: fu radiato dall’università di Friburgo in quanto ebreo, proprio nel periodo in cui Heidegger ne era rettore; stessa sorte toccò al figlio, professore di Diritto, che nel 1936 emigrò negli USA. In alcune conferenze, tenute a Vienna e a Praga nel 1935, Husserl rilanciò il programma fenomenologico come via di salvezza dai pericoli di disumanizzazione e irrazionalismo che incombevano sulla cultura europea: esse costituiscono l’abbozzo della sua ultima opera, incompiuta, che sarà pubblicata postuma col titolo La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale (1954) . Nel 1938 Husserl morì a Friburgo; i suoi numerosi manoscritti, grazie a H. L. van Breda, poterono essere salvati dalla distruzione ed essere trasferiti all’università di Lovanio, dove costituiscono il fondo degli ‘Archivi Husserl’. A partire dal 1950 ha preso avvio, sotto il titolo di ‘Husserliana’, la pubblicazione di questi inediti: tra essi vanno ricordati i volumi secondo e terzo delle Idee (1952) , Filosofia prima (1956) e Sulla fenomenologia della coscienza interna del tempo (1966) . Altri scritti sono stati pubblicati dal suo allievo L. Landgrebe ( Esperienza e giudizio del 1939) e da G. Brand ( Mondo, io e tempo del 1955). ()
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Scarica Platone: la vita mista gratis

Materia: Filosofia
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La vita mista Platone discute ancora una volta (come gi? nel “Gorgia” o nel “Fedone” ) se bene e piacere siano identificabili : a differenza degli altri dialoghi in cui aveva affrontato questo problema , nel “Filebo” Platone assume posizioni pi? moderate : anche qui nega l’identificazione , ma arriva tuttavia ad individuare diversi tipi di piacere , non necessariamente negativi : non tutti i piaceri sono per forza accompagnati dal dolore . Ci sono anche piaceri intellettuali (ad esempio la musica o quelle conoscenze che danno un senso di piacere)che non sono cos? strettamente legati al dolore: sono piaceri a dimensione positiva.In poche parole quando ci sono un piacere , quando non ci sono un dolore.Secondo Platone bisogna privilegiare e coltivare solo certi piaceri.Una vita buona non pu? essere priva di piaceri (cos? avevamo anche detto a riguardo dell’anima : le passioni sono fondamentali).Platone delinea cos? la “vita mista” , basandosi sull’idea che la bont? consista in un equilibrio dato dalla mescolanza di elementi diversi che si mescolano secondo misura : da notare che misura , 1 , numero etc. sono sinonimi per definire il bene in s?. La vita buona , per Platone , ? mescolanza di intelligenza e piacere : questa mescolanza non ? casuale , ma ponderata : bisogna vedere attentamente in che misura mescolare intelligenza e piacere.Per Platone l’intelligenza ? superiore al piacere e tender? sempre a prevalere per il semplice fatto che se si deve stabilire in che misura mescolare piacere ed intelligenza , ? l’intelligenza stessa che ci indica la misura in cui mescolare . ()
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Scarica Rousseau: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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La vita, le opere e la formazione culturale All’ interno dell’ illuminismo francese Rousseau occupa una posizione peculiare , avendo egli assunto atteggiamenti teorici che lo portano a prendere le distanze , anche sul piano personale , dai philosophes . Jean-Jacques ( Gian Giacomo ) Rousseau nacque a Ginevra nel 1712 ed ebbe un’ infanzia difficile : la madre mor? di parto e il padre dovette ben presto abbandonare la citt? . Pi? tardi egli ricevette l’ appoggio di madame de Warens , una dama svizzera al servizio del re di Sardegna , che prima gli fece da madre , poi ne divenne l’ amante . Durante questo periodo , in cui soggiorn? ad Annecy ( Savoia ) , Torino , varie localit? della Svizzera e Chamb?ry , esercit? diversi mestieri e complet? la sua fotmazione filosofica con diverse letture . Separatosi da madame de Warens , Rousseau comp? alcuni viaggi , che lo portarono anche a Venezia, per poi ritornare a Parigi , dove entr? in contatto con gli Enciclopedisti . Per l’ Enciclopedia scrisse alcuni articoli di carattere musicale : egli era infatti compositore e un suo melodramma fu anche rappresentato a Versailles alla presenza del re . Nel 1750 egli partecip? a un concorso indetto dall’ Accademia di Digione sul tema “Se il ristabilimento delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi” e lo vinse con il Discorso sulle scienze e sulle arti : con quest’ opera consegu? una grande notoriet? sul piano filosofico , anche perch? la tesi da lui sostenuta , la negativit? del processo di incivilimento ( prerogativa che accompagner? l’ intera sua filosofia ) , andava fortemente controcorrente . Nel 1755 pubblic? il Discorso sull’ origine e i fondamenti dell’ ineguaglianza tra gli uomini , scritto in occasione di un nuovo concorso . Nel 1757 Rousseau interruppe i suoi rapporti con gli Enciclopedisti . Si ritir? dunque prima all’ Ermitage , poi a Montmorency , dove scrisse la sua opera pi? importante , il Contratto sociale (1762) , nonch? La nuova Eloisa (1761) ( riprendendo le tragiche vicende medioevali del filosofo razionalista Abelardo e della sua donna amata , Eloisa appunto ) e l’ Emilio (1762) . Poich? il Contratto sociale e l’ Emilio furono condannati dalle autorit? sia parigine sia ginevrine , Rousseau dovette riparare a Neuchatel , nel territorio svizzero soggetto al re di Prussia imbevuto di razionalismo , dove redasse le Lettere scritte dalla montagna contro Ginevra e un Progetto di costituzione per la Corsica . La sua condizione di esule lo costrinse ancora ad alcuni spostamenti , tra cui anche un trasferimento a Londra su invito di Hume : ma l’ instabilit? nervosa , di cui Rousseau soffriva e che andava velocemente peggiorando , provoc? ben presto una rottura tra i due filosofi . Tornato in Francia , riprese a peregrinare tra varie localit? , tra cui anche Parigi , per ritirarsi infine , a causa delle sue condizioni di salute , nella tenuta di Ermenonville , dove mor? nel 1778 . A Parigi egli scrisse le Considerazioni sul governo di Polonia e concluse un’ autobiografia cui diede il titolo di Confessioni . ()
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Scarica Schopenhauer: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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Vita e opere Arthur Schopenhauer nasce a Danzica nel 1788 da un ricco commerciante e da una scrittrice di romanzi. Quando Danzica cessa di essere “citt? libera” e viene inglobata nella Prussia, suo padre, fervente repubblicano, trasferisce la famiglia ad Amburgo, altra citt? libera dell’ Hansa. La giovinezza di Arthur ? costellata di viaggi, nei quali il padre vede uno strumento di istruzione e di preparazione professionale del commercio: egli soggiorna per due anni a Le Havre, in Francia (1797-99), visita Praga (1800), compie con i genitori un lungo viaggio attraverso l’ Olanda, Inghilterra, Francia, Svizzera, Austria, Prussia. Dopo la morte del padre, suicida nel 1805, gli succede per breve tempo nell’ attivit? commerciale, ma poi decide di dedicarsi agli studi. La madre, intanto, trasferitasi a Weimar, apre un salotto letterario,frequentato anche da Goethe, con cui il giovane Arthur avr? qualche incontro. Pur vivendo per qualche tempo anch’ egli a Weimar, abita in una casa diversa da quella della madre, di cui non approva la condotta emancipata. Al compimento del ventunesimo anno riceve parte dell’ eredit? paterna, che gli consente di vivere di rendita. Frequenta l’ universit? di Gottinga, dove Jacobi lo introduce alla lettura di Platone e di Kant, che costituiscono le due fonti filosofiche pi? influenti sulla sua formazione, almeno per quanto riguarda il pensiero occidentale. Rilevantissima fu, infatti, l’ influenza esercitata su Schopenhauer dalla lettura delle Upanishad, i testi sacri della sapienza indiana, incentrati soprattutto sulla dottrina dell’ Uno-tutto, cio? sull’ unit? sostanziale che soggiace alla molteplicit? dei fenomeni. A Berlino segue anche le lezioni di Schleiermaker e di Fichte, che trova insopportabile. Durante un nuovo soggiorno a Weimar, scrive la quadruplice radice del principio di ragion sufficiente (1813), che egli considerer? sempre come un lavoro fondamentale, indispensabile per la comprensione delle opere successive. Separatosi definitivamente dalla madre, dal 1814 al 1818 vive a Dresda. Qui scrive dapprima un’ opera su La vista e i colori (1816), in cui si risente l’ influenza di Goethe e poi, nel 1818, il mondo come volont? e rappresentazione, pubblicato l’ anno successivo. Visita l’ Italia nel 1819 (Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli) e nel 1822 (Milano, Firenze, Trento). Frattanto, ottenuta la libera docenza, si trasferisce a Berlino, dove tiene lezioni all’universit? nelle stesse ore di quelle di Hegel, per fargli concorrenza: il risultato ? che si trova senza allievi. Nel frattempo arrivano le prime, poco favorevoli, recensioni del Mondo , mentre le copie dell’opera, rimaste invendute, vanno al macero. Schopenhauer decide di porvi rimedio non riscrivendo il libro, ma lavorando ad una serie di aggiunte, che saranno raccolte con il titolo di Supplementi e pubblicate come secondo volume nella seconda edizione del Mondo (1844). Nel 1831 Schopenhauer si trasferisce a Francoforte per sfuggire all’epidemia di colera che travaglia Berlino (e che coster? la vita ad Hegel). Un decennio dopo la morte di Hegel, quando l’hegelismo accusa i primi scossoni, Schopenhauer comincia a ottenere qualche consenso e a guadagnare qualche discepolo. Ma la grande fama gli arriver? soltanto nel 1851 con i Parerga e paralipomena, in due volumi, che raccolgono vari saggi, tra cui i famosi Aforismi sulla saggezza della vita e La filosofia delle universit?, aspra requisitoria contro gli ambienti filosofici accademici della Germania. Ora Schopenhauer riesce a vendere bene anche il Mondo e ne ottiene una terza edizione (1859). Nel 1860 Schopenhauer muore di polmonite. ()
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Scarica Fichte: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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Vita e opere Nell’ambito della discussione sul Kantismo rientra anche l’ opera di Fichte. All’ inizio del suo percorso filosofico, egli infatti, si propose di essere un onesto interprete del criticismo kantiano, che dovrebbe trovare nella “dottrina della scienza” la sua formulazione pi? compiuta e corretta. Johann Gottlieb Fichte nacque a Rammenau, nei pressi di Dresda, nel 1762. Dalle ristrettezze economiche in cui versava la famiglia lo sollev? un facoltoso aristocratico, che lo adott? e gli permise di frequentare il collegio di Pforta. La perdita del protettore lo obblig? a coniugare gli studi universitari (nelle universit? di Jena e di Lipsia) con l’ attivit? di precettore privato.Nel frattempo, lo studio appassionato di Rousseau lo port? ad abbracciare i princ?pi della rivoluzione francese : a questo periodo “giacobino” appartengono due scritti giovanili, entrambi pubblicati nel 1793 : Rivendicazione della libert? di pensiero dai pr?ncipi d? Europa, che finora l’ hanno conculcata e Contributi alla rettifica dei giudizi del pubblico sulla Rivoluzione francese . Oltre a Rousseau, Fichte studi? intensamente Kant, ritenendo che il criticismo fosse altrettanto rivoluzionario, sul piano pi? propriamente filosofico, di quanto l’ insegnamento di Rousseau lo era sul piano politico. Nel 1791 egli si spinse a Konigsberg per conoscere personalmente il suo maestro ideale e consegnargli il manoscritto del Saggio di una critica di ogni rivelazione , in cui la rivelazione divina veniva ricondotta ai suoi contenuti morali e razionali. Per interessamento di Kant l’ opuscolo fu pubblicato anonimo nel 1792 e, a causa della sua aderenza ai princ?pi kantiani fu subito attribuito a Kant stesso. Quando quest’ ultimo intervenne pubblicamente per rifiutare la paternit? dello scritto e rivelare il nome del vero autore, Fichte divenne improvvisamente famoso. Grazie ai buoni uffici di Goethe egli ottenne a Jena la prestigiosa cattedra di Filosofia lasciata vacante da Reinhold. In questo avamposto del kantismo, in cui insegn? per cinque anni, dal 1794 al 1799, Fichte elabor? il passaggio dal criticismo all’ idealismo. Gi? nella recensione all’ Enesidemo di Schulze (1794) egli aveva denunciato il carattere frammentario dell’ opera kantiana, rinvenendo nell’ attivit? dell’ Io il principio unificatore dell’ intero sistema. I corsi universitari di Jena sono dedicati allo sviluppo di questa dottrina e trovano espressione nelle varie edizioni di quella che ? generalmente indicata come “prima dottrina della scienza” : Sul concetto della dottrina della scienza o della cosiddetta filosofia (1794), Fondamento dell’ intera dottrina della scienza (1794), Profilo della particolarit? della dottrina della scienza (1795), Prima introduzione della dottrina della scienza (1797), Seconda introduzione della dottrina della scienza (1797). Gli sviluppi pratici della dottrina della scienza sono invece contenuti nel Fondamento del diritto naturale (1796-97) e nel Sistema della dottrina dei costumi (1798). Appartengono a questo periodo anche le Lezioni sulla missione del dotto (1794), in cui Fichte riconosce agli intellettuali la funzione di guida degli altri uomini nel perfezionamento della societ?. Nel 1799 Fichte si lascia coinvolgere nella cosiddetta polemica sull’ ateismo (Atheismusstreit), che avr? come conseguenza le sue dimissioni dall’ universit? di Jena. L’ anno precedente egli aveva pubblicato, nel “Giornale filosofico” di cui era co-direttore, un articolo di F.K. Forberg, intitolato Lo sviluppo del concetto di religione, in cui si sosteneva la riduzione della religione ai suoi contenuti razionali e morali, secondo quanto avevano affermato sia Kant sia Fichte stesso. Quest’ ultimo, infatti, aggiunse allo scritto un’ appendice dal titolo Sul fondamento della nostra fede in un governo divino del mondo, in cui identificava la divinit? con l’ ordine morale dell’ universo, rifiutando di conseguenza la tradizionale concezione teistica di un Dio-persona. Fichte e Forbe ()
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Scarica Galileo: vita, opere e il processo gratis

Materia: Filosofia
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Vita, opere e il processo Galileo Galilei ? lo scienziato che pi? di ogni altro ha contribuito alla riformulazione delle basi metodologiche della scienza moderna . Nello stesso tempo le sue innovazioni non interessano soltanto l’ambito tecnico-scientifico , ma hanno importanti risvolti filosofici : in base ad esse risulta notevolmente ridimensionata l’ influenza del pensiero aristotelico sulla filosofia moderna e , contemporaneamente , viene definito un nuovo rapporto tra filosofia e scienza , da un lato , e filosofia e religione , dall’altro . Con buona ragione la “rivoluzione scientifica”del Cinque-Seicento ? stata talvolta ricondotta alla “rivoluzione galileiana”. Nato a Pisa nel 1564 , egli vi studia matematica sotto la guida di Ostilio Ricci , a sua volta allievo di Nicol? Tartaglia , uno dei pi? illustri matematici del Cinquecento . A soli ventidue anni pubblica un’operetta sulla bilancetta idrostatica - La bilancetta era appunto il titolo dello scritto - in cui appare evidente l’influenza di Archimede , che gi? nell’Antichit? aveva applicato la geometria allo studio della meccanica e dell’idrostatica e le cui opere erano state recentemente tradotte . Nel 1589 ? nominato lettore di Matematica presso lo Studio ( l’ universit? ) di Pisa : l’anno successivo scrive il De motu , in cui riprende la dottrina medievale di Buridano dell’impetus , prima embrionale formulazione - ancora in forma qualitativa - del principio di inerzia . Dal 1592 insegna matematica a Padova , dove rimarr? fino al 1610 : in una lettera posteriore ricorder? questi diciotto anni come i migliori della sua vita . Qui redige alcune opere di architettura militare e di fisica , tra cui il trattato Le meccaniche . Entra in contatto con l’ambiente aristotelico padovano ( soprattutto con Cesare Cremonini ) e con alcuni esponenti del mondo culturale veneziano ( come Paolo Sarpi , l’autore dell’ Istoria del Concilio tridentino , e Giovan Francesco Sagredo , un nobile veneziano che diventer? suo discepolo ) . Risale a questi anni la costruzione del cannocchiale . Certamente Galilei non lo inventa , ma utilizza informazioni che gli erano pervenute dall’ Olanda e pi? in particolare dai suoi espertissimi artigiani . E’ tuttavia suo merito averlo perfezionato tecnicamente , trasformandolo in in un vero e proprio strumento scientifico . Servendosi del cannocchiale , infatti , egli realizza le sue importanti scoperte astronomiche. Pubblicate nel Sidereus Nuncius del 1610 , esse resero Galilei immediatamente famoso in tutto il mondo . Forte di questa fama , nello stesso 1610 , Galilei viene chiamato a Pisa con la nomina di “matematico e filosofo primario” del granduca di Toscana , nonch? “matematico primario” dello Studio pisano senza l’ obbligo di insegnamento : l’ elevato stipendio e la libert? da ogni impegno didattico (egli vive difatti a Firenze) gli consentono di concentrarsi esclusivamente sulla ricerca : escono alcune opere importanti : il Discorso intorno alle cose che stanno in su l’acqua ( 1612 ) , l’Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari ( 1613 ) , il Discorso sul flusso e sul riflusso del mare ( 1616 ) , in cui si tenta di dimostrare la teoria copernicana ricorrendo al fenomeno delle maree . Proprio per questa sua difesa delle dottrine copernicane - che gi? alla fine del 1612 erano state dichiarate eretiche dai domenicani - Galilei viene denunciato al Sant’ Uffizio , sempre ad opera di un domenicano : per difendersi dall’accusa Galilei scrive una famosa lettera a Cristina di Lorena , madre del granduca , in cui sostiene che la Bibbia si occupa non di problemi scientifici , ma di questioni morali e religiose . Nel febbraio 1616 il Sant’Uffizio condanna la teoria copernicana e Galilei viene ammonito a non difenderla ()
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Scarica Wittgenstein: giochi linguistici e forme di vita gratis

Materia: Filosofia
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Giochi linguistici e forme di vita Dopo la composizione del Tractatus , Wittgenstein, certo di aver risolto nell’essenziale tutti i problemi, abbandon? la filosofia, ma nel maggio 1928 ud? a Vienna una conferenza di Brouwer sui fondamenti dell’aritmetica, in cui di dimostrava che la matematica non ? un corpo di leggi eterne, ma un complesso di operazioni, fondate sull’intuizione originaria della serie numerica. In Wittgenstein torn? a ridestarsi l’interesse assopitosi per la filosofia della matematica; egli and? convincendosi che l’intrusione della logica nella matematica, perseguita da Frege e Russell, aveva effetti perniciosi, perch? creava l’illusione di un linguaggio ideale perfetto. La sua esperienza di maestro gli dava la conferma che il modo in cui si fa matematica nelle scuole elementari ? rigoroso ed esatto e non ha per niente bisogno di correzioni tramite gli strumenti della logica. Il calcolo si giustifica da s? come un gioco che si giustifica in base alle proprie regole; ma che cosa vuol dire seguire una regola? Le tracce della riflessione di Wittgenstein su questi argomenti sono documentate gi? a partire dal 1933, negli appunti raccolti nei Quaderni blu e marrone e poi nelle Osservazioni sopra i fondamenti della matematica , tra il 1937 e il 1944. La matematica ? un insieme molteplice di tecniche, che esibiscono la struttura che ? propria di un gioco. Un calcolo infatti ? un complesso di operazioni compiute in conformit? a certe regole, le quali, come le regole di un gioco, prescrivono o proibiscono determinate mosse. A differenza di altri giochi, per?, come per esempio gli scacchi, la matematica pu? entrare a far parte anche di altri giochi: essa serve anche a contare, a misurare, a fare inferenze e cos? via. Se cambiassero o scomparissero le regole degli scacchi, la nostra vita quotidiana non ne sarebbe gravemente modificata; ma se cambiassero le regole della matematica, sarebbe ancora possibile la maggior parte dei giochi della vita quotidiana e, in generale, comunicare? Si tratta allora di indagare su che cosa voglia dire in matematica seguire una regola per compiere inferenze e dimostrazioni, chiedendosi anche che cosa succederebbe se non si seguisse quella regola, per esempio se non si effettuassero le inferenze in quel determinato modo che di fatto ? impiegato. La prova o dimostrazione matematica ? una successione finita di passi, che possono essere seguiti e, nella loro configurazione grafica, abbracciati con lo sguardo. Ma essa ? anche riproducibile e, per questo aspetto, pu? essere considerata un modello, che costituisce la regola di un procedimento. In quanto modello, la regola non ha bisogno di essere giustificata, proprio come avviene nelle regole della grammatica: la regola (ad esempio, che l’articolo debba precedere il sostantivo) ? applicata concretamente e nel suo uso consiste la sua stessa giustificazione. In questo senso, regole e modelli sono convenzioni e non devono essere intese come leggi logiche, inscritte in un mondo esterno ed immutabile, come pretendevano Frege e Russell e come Wittgenstein stesso aveva creduto nel Tractatus . Se si pone il quesito ‘ Perch? a certe proposizioni o a certi numeri ne seguono determinati altri? ‘, si ? portati a rispondere che ci? ? dipendente dal fatto che tra numeri o proposizioni esistono relazioni in s?, dotate di intrinseca necessit?. Ma questo quesito, per Wittgenstein, ? mal formulato; il quesito formulato bene ? ‘Perch? a determinate proposizioni o numeri ne facciamo sempre seguire certi altri? ‘. In quest’ultimo caso allora la risposta diventa ‘Perch? ci hanno insegnato a inferire o a contare cos? e cos? facciamo nella vita di ogni giorno’. Queste riflessioni di Wittgenstein sulla matematica si accompagnano all’abbandono dell’idea che sia possibile e abbia un senso trovare la forma generale della proposizione, cio? un linguaggio ideale con un’unica struttura portante. Egli acquista sempre pi? consap?evolezza dell’esistenza di una pluralit? di gi ()
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Scarica Husserl: l’io e il mondo della vita gratis

Materia: Filosofia
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L’io e il mondo della vita Husserl sapeva bene che la sua esigenza di un nuovo, radicale inizio e di una nuova, radicale fondazione della conoscenza presentava analogie con il programma perseguito tre secoli addietro da Cartesio. Proprio su questo punto Husserl ritorna nelle Meditazioni cartesiane : Cartesio ha inaugurato una filosofia di specie nuova, il passaggio dall’oggettivit? ovvia e spontanea al soggettivismo trascendentale, e su questa linea si colloca pure la fenomenologia. Anche oggi infatti ? andato perduto, a parere di Husserl, il senso dell’unit? della scienza a causa della carenza di chiarezza sui princ?pi di essa e i filosofi non collaborano pi? in vista di questo fine, cosicch? bisogna rievocare in vita il radicalismo di Cartesio. La scienza ? in cerca di verit? valide per tutti, ma non pu? pretendere ad alcuna validit? definitiva se manca l’ evidenza assolutamente certa, scevra di ogni dubbio, del suo fondamento. Questa non ? ricercabile nel mondo quale appare all’esperienza comune e alle stesse scienze naturali, perch?, come aveva dimostrato Cartesio, quel mondo potrebbe essere solo un sogno o una serie di immagini virtuali inviate al nostro cervello da un genio maligno. Mettendo il mondo tra parentesi, per?, io raggiungo non un puro nulla, ma me stesso come io puro o coscienza pura, in cui e per cui l’intero mondo oggettivo ? per me. Infatti io possiedo, in quanto io, un mondo continuativo che ? ‘per me’ ed io stesso sono dato a me stesso in un’esperienza evidente. Il tempo , come coesistenza e successione dei momenti di vita, ? la forma universale che sta alla base di ogni genesi dell’io. Affiora qui l’evidenza apodittica dell’io sono, erroneamente trasformato da Cartesio in una sostanza pensante: si tratta invece dell’ io o ego trascendentale , che ? indisgiungibile dalle sue esperienze vissute, ? il polo identico dei momenti di vita della coscienza e l’universo delle possibili forme che essi possono assumere. Questa ? l’evidenza originaria: e Husserl dice che ‘ non ha senso voler cogliere l’universo dell’essere vero come qualcosa che stia al di fuori dell’universo della cosa possibile ‘ . Il mondo e le cose assumono un significato e un senso solo attraverso l’io, cosicch? si pu? affermare che la soggettivit? trascendentale ? ‘ l’universo della possibilit? di senso ‘ . La fenomenologia, avendo il suo fondamento nell’evidenza dell’io trascendentale, ? definita da Husserl come idealismo trascendentale , differente dall’idealismo psicologico alla Berkeley , ma anche da quello kantiano, il quale persevera nel mantenere un mondo di cose in s? come concetto limite. A differenza dell’idealismo tradizionale, quello trascendentale non nega l’esistenza del mondo, ma ha come unico fine il chiarimento del senso di questo mondo . Su questa base, Husserl pu? asserire che la filosofia pu? solo rivelare il senso del mondo, non mutarlo. Il rischio del primato accordato all’io pu? consistere in una forma di solipsismo, che rinchiuda il soggetto in se stesso e lo renda irraggiungibile agli altri e incapace di accedere lui ad essi. Sempre nelle Meditazioni cartesiane Husserl si prende la briga di mostrare che l’ intersoggettivit? ? costitutiva della soggettivit? trascendentale; per il pensatore ebreo, infatti, io originariamente ho esperienza del mondo come intersoggettivo, cio? come ‘ un mondo che ? per tutti ed i cui oggetti sono disponibili a tutti ‘. Entro questa sfera comune io tento di delimitare la sfera specifica di quel che ? ‘mio proprio’, ma questo presuppone il concetto di ‘altro’. In questo modo, si dirada l’apparenza di solipsismo, pur continuando a valere il principoio secondo cui tutto quel che ? per me, compresi gli altri soggetti, possono attingere il loro senso esclusivamente dalla mia sfera di coscienza. Le filosofie della vita, e anche filosofi che facevano proprio il metodo fenomenologico (Scheler ed Heidegger), biasimavano Husserl per un eccesso di intellettualismo, per un’insistenza unilaterale sul ()
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