Apple II e Macintosh

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Apple II e Macintosh Apple II era un elaboratore in grado di gestire grafica a colori, con tastiera e alimentatore propri e otto slot per le periferiche, che offriva all’utente ampie possibilità di accrescere le potenzialità della macchina con dispositivi e software acquisibili in tempi successivi. Nel 1978 la Apple si trasferì nella sede di Cupertino e due anni dopo divenne una società per azioni. Il prodotto successivo, Apple III, fu però quasi un fallimento, a causa di problemi di hardware e di un prezzo di vendita troppo elevato. Nel 1982, comunque, grazie all’enorme successo avuto da Apple II, la società era diventata il primo produttore di personal computer, con un fatturato annuo di circa un miliardo di dollari. Nel gennaio 1983 la società introdusse Lisa, un personal computer progettato per il mondo degli affari, dotato di un mouse per selezionare i comandi e controllare il cursore sul video. A Lisa seguì il modello Macintosh, economico e di facile uso per l’utente, basato sul microprocessore 68000 prodotto da Motorola. La novità di Machintosh era l’interfaccia grafica utente, che ne rendeva estremamente semplice l’utilizzo. Successivamente la Apple si inserì nel mercato dei prodotti per ufficio con le Laserwriter Printer, nel 1985, e i Mac Plus, nel 1986: il lancio di questi prodotti innescò un drastico cambiamento delle modalità di lavorare in ufficio, che si tradusse in un’analoga rivoluzione nell’editoria elettronica. Dopo il rapido sviluppo nei primi anni Ottanta, le vendite deludenti e i dissidi interni portarono a una ristrutturazione dell’azienda, ai primi licenziamenti e a un periodo di transizione. Jobs lasciò la società, rimpiazzato nelle sue funzioni di portavoce e direttore dell’esecutivo da John Sculley, che lo stesso Jobs aveva assunto nel 1983 per ricoprire il ruolo di presidente. ()
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CPU

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CPU L’unità centrale di elaborazione può essere realizzata con un solo circuito integrato o con più integrati collegati. Oltre a svolgere operazioni aritmetiche e logiche, temporizza e controlla le operazioni di tutti gli altri elementi del sistema. Le tecniche di miniaturizzazione e integrazione hanno reso possibile lo sviluppo della CPU su un chip singolo, o in altre parole del microprocessore, che contiene anche circuiti ausiliari e memoria. L’introduzione del microprocessore, presente ormai nella maggior parte dei personal computer, ha permesso una riduzione della circuiteria di supporto e delle dimensioni complessive del computer. In generale una CPU (o un microprocessore) è composta da quattro sezioni: 1) un’unità aritmetico/logica (ALU, Arithmetic/Logic Unit); 2) alcuni registri; 3) una sezione di controllo; 4) un bus interno. L’ALU, sede delle capacità di calcolo, svolge operazioni aritmetiche e logiche. I registri sono spazi di memoria temporanei che conservano i dati e gli indirizzi delle istruzioni, i risultati delle operazioni e le locazioni in cui queste informazioni vanno archiviate. La sezione di controllo svolge tre funzioni principali: temporizza e regola le operazioni dell’intero sistema; per mezzo di un decodificatore di istruzioni legge le relative combinazioni in un apposito registro, le riconosce e produce le azioni necessarie per la loro esecuzione; infine, mediante l’unità di interrupt (interruzione) stabilisce l’ordine in cui i diversi dispositivi del sistema possono utilizzare le risorse della CPU e regola gli intervalli di tempo di lavoro che la CPU stessa deve destinare a ciascuna operazione. L’ultimo elemento strutturale di una CPU o di un microprocessore è il bus interno, una rete di linee di comunicazione che collegano le diverse parti del processore tra loro e ai terminali esterni. Una CPU ha tre diversi tipi di bus: 1) un bus di controllo, costituito da linee che ricevono segnali dall’esterno e da altre che trasportano all’esterno i segnali di controllo prodotti dalla CPU; 2) il bus degli indirizzi, unidirezionale, che trasporta i segnali per la selezione delle locazioni di memoria; 3) il bus dei dati, bidirezionale, che porta alla CPU i dati letti in memoria e alla memoria i nuovi dati. ()
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Il campo magnetico terrestre

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Applicazioni non lineari

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Applicazioni non lineari Rilevatore di zero In questa applicazione e nelle successive, non si ricorre all’uso della retroazione negativa, questo per sfruttare meglio il tratto verticale della transcaratteristica, in modo da avere in uscita un passaggio netto tra uno stato e l’altro, la mancanza della retroazione negativa o addirittura l’uso della reazione positiva, consente di dire che non vale pi? la relazione Vd = 0, perch? non si lavora pi? in zona lineare e l’uscita Vu ammette solo due valori: +Um o -Um, come si pu? facilmente intuire dalla transcaratteristica. Come si pu? vedere in figura, questo circuito rileva il passaggio per lo zero della Vi. Essendo il segnale di ingresso applicato al terminale (-), l’uscita Vu sar? uguale a +Um se Vi ? maggiore di zero e -Um se minore di zero. Se invece voglio che la Vu risulti uguale a -Um per Vi> (more…)

I sistemi operativi

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I sistemi operativi Le diverse periferiche di un computer gestiscono i dati in forme generalmente diverse da quelle proprie dell’elaboratore. I sistemi operativi interni, registrati nella ROM, hanno lo scopo primario di coordinare e adattare i flussi di dati provenienti da sorgenti diverse, quali i disk drive e i coprocessori (circuiti integrati con capacità di elaborazione, in grado di operare contemporaneamente all’unità centrale). Un sistema operativo è un programma di controllo che svolge operazioni fondamentali, risiede in una memoria interna permanente e interpreta i comandi di utente che richiedono varie specie di servizi, come la visualizzazione, la stampa o la copiatura di un file, il raggruppamento logico dei file in una directory o l’esecuzione di un programma. ()
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AutoShade

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AutoShade AutoShade è un programma di rendering a colori delle immagini tridimensionali generate da AutoCAD, utilizzabili per presentazioni o per valutazioni visive dei progetti. Le immagini vengono prodotte in prospettiva reale e possono includere più fonti di luce definibili dall’utente. Per semplificare la manipolazione dei parametri complessi, come il punto di osservazione o l’intensità delle fonti di luce, AutoShade sfrutta l’analogia come uno studio fotografico. Le immagini che vengono prodotte con AutoShade possono essere usate come strumento di verifica dei progetti, la chiarezza delle superfici e degli incastri aiutano a portare a termine delle valutazioni efficaci prima della costruzione dei modelli reali. In AutoShade è incluso anche un programma di animazione Autoflix, che può costruire sequenze animate utilizzando le immagini di AutoShade o la diapositiva (slide) di AutoCAD e di AutoSketch. I modi di animazione possibili sono due: cinetico, utile per mostrare l’effetto di parti in movimento, oppure il cosiddetto walkthrough che permette di simulare una passeggiata al interno di oggetti come edifici o elementi tridimensionali complessi. ()
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GPRS e UMTS

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GPRS e UMTS Il “complemento ideale per il protocollo Wap e per l’accesso ad Internet” sar? rappresentato proprio dal sistema GPRS che potr? rappresentare “un ponte fra l’attuale sistema GSM e le reti di terza generazione Umts” (www.telefonino.it)Grazie al GPRS sar? possibile ottimizzare la trasmissione dei dati e consentire ai gestori telefonici di introdurre nuovi servizi aggiunti. E’ del novembre dello scorso anno il primo accordo fra la Nokia e il gestore svedese Europolitan per la creazione di uno dei primi network GPRS. In Finlandia sempre la Nokia ha appena stipulato un accordo con la Radiolinja per l’aggiornamento della sua rete mobile alla nuova tecnologia GPRS. L’Umts, permettendo la trasmissione ad alta velocit? di servizi multimediali, dara` la possibilita` anche di vedere la TV sul telefonino; non a caso la Samsung, gi? nota per il cellulare-walkman e il cellulare da polso, ha realizzato il primo Phone-Tv (il Samsung SCH-M220), un telefono-televisore che permetter? di assistere ovunque al proprio programma televisivo, che viene interrotto in caso di chiamata. I futuri immaginari per lo sviluppo dei telefonini sono molteplici. Dai pi? realistici ai pi? fantasiosi il settore ? in grande movimento. La maggior parte delle case produttrici stanno realizzando prototipi di modelli puntando sull’estendibilit? del “display”, di dimensioni leggermente pi? grandi di quelli tradizionali Fantascienza? Sembra proprio di no, anzi le anticipazioni del mercato sono tantissime, del tutto impensabili fino a qualche tempo fa. Ultime novit? sembrano provenire dalla Nokia. La casa finlandese, sempre all’avanguardia, produce il 9110 e il 9000i Communicator. Sono complessi sistemi di comunicazione palmare, del peso di poco pi? di 250 grammi, con i quali si pu? oltre che telefonare, inviare fax, e.mail, Sms, memorizzare documenti ed informazioni su micro-dischetti grandi come un francobollo, inviare fotografie, parlare al vivavoce, disporre di un display retroilluminato facile da leggere, anche al buio. ()
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I vantaggi del cad nel disegno tecnico

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I vantaggi del cad nel disegno tecnico Introduzione autocad Imparare AutoCAD ? un po’ come provare a stabilire se ? nato prima l’uovo o la gallina. Da un lato, ? necessario conoscere molti aspetti basilari prima di poter iniziare a disegnare; dall’altro, ? molto difficile capire tali aspetti se non si ? mai avuta alcuna esperienza di disegno computerizzato. AutoCAD, creato da Autodesk, ? il programma di disegno tecnico pi? diffuso ovunque, con oltre 2,3 milioni di utenti registrati. Autodesk ? delle quattro principali societ? di software al mondo. Secondo Autodesk, CAD sta per computer aided design, cio? progettazione e disegno assistiti dal computer. La prima versione di AutoCAD ? stata rilasciata nel 1982 come programma per DOS. AutoCAD concepito per essere eseguito su un personal computer: a quei tempi la maggior parte degli altri programmi di disegni tecnico veniva eseguita su stazioni di lavoro ad alto livello, o perfino su mainframe. Il successo di AutoCAD ? stato attribuito alla sua famosa architettura aperta, che significa che molti dei file utilizzati da AutoCAD sono semplici file di testo (ASCII), facilmente personalizzabili a seconda della necessit?. Anche il supporto di AutoLISP , ed ora di applicazioni Visual Basic (VBA), linguaggi di programmazione concepiti apposta per la programmazione di AutoCAD, ? stato un fattore determinante nel rendere AutoCAD lo standard per il disegno tecnico di alto livello. Come risultato, AutoCAD ? il pi? flessibile programma di disegno disponibile, applicabile a tutti i campi. Il supporto di AutoCAD per lingue straniere, comprese quelle che utilizzano altri alfabeti, ? senza pari, e ci? fa si che AutoCAD non abbia una vera concorrenza. Questi fattori fanno di AutoCAD un programma che viene utilizzato in tutti i campi in ben oltre 150 paesi. Con un alto livelli di innovazione e perizia tecnica, Autodesk ha creato un programma con caratteristiche e propriet? incomparabili, comprendenti superfici, modellazioni e la visualizzazioni 3D, l’accesso a database esterni, la quotatura intelligente, l’importazione e l’esportazione di altri formati di file, e molto altro ancora. Autodesk ha ci? che essa chiama una corporazione virtuale, che include programmatori che creano software concepito per funzionare con AutoCAD (chiamato sowtware delle terzi parti), operatori che forniscono supporto tecnico e corsi specifici per i diversi campi di utenza e una rete di insegnamento che fornisce corsi di apprendimento a oltre un milione di utenti all’anno. Questa impostazione offre una notevole rete di supporto a tutti gli utenti del mondo. Le principali discipline che utilizzano AutoCAD sono le seguenti. ? Architterura (chiamata spesso anche AEC, per architectural,engineering, construction) ?Meccanica ? GIS (Geographic Information Systems) ? Gestione di installazioni ? Elettrotecnica / elettronica ? Multimedia Un sistema di disegno CAD, ovvero un sistema di disegno assistito da computer, ? un potente strumento di lavoro per ingegneri, architetti, periti e tecnici in generale. Un sistema CAD non ? certo in grado di progettare, non potendo competere con l’inventiva e la fantasia del progettista, ma pu? sostituire i tradizionali strumenti da disegno, come matite, squadre, tecnigrafo,e sopratutto pu? rendere pi? veloce e preciso il lavoro di progettisti e disegnatori. Con il CAD si possono creare librerie di disegni ed elementi grafici ricorrenti, come viti, tratteggi, elementi di macchine, porte e finestre, simboli elettronici, e trasferirli nei progetti senza doverli ogni volta ridisegnare; con il CAD ? possibile creare un archivio di progetti finiti e da questo richiamare disegni per correggerli, aggiornarl ()
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L’universo:Pianeti,stelle,galassie

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The photovoltaic system

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The photovoltaic system: From the solar surface to the heart surfase The structure of a photovoltaic system can be very varied; in its most general form, a block system is shown here. Even if, in general, the most practical realizations use only some components. The systems are usually composed of components assembled on a fixed carrying structure, generally at angle equal to the latitude of the site, so that the ratio of the energy to the pannel and the global cost of the system is optimum. Solar cell characteristics A photovoltaic cell is substantially a big diode behaving like a current generator when exposed to solar radiation. The maximum suppling power in specific conditions of lighting and temperature is measured in watt of peak (Wp). A junction temperature of the 25 C and a 1000 W radiation, are considered international conventional values [m?]. A photovoltaic cell efficiences, results from the ratio of its maximum power to the radiation on its surface (a cell): h = P max /1000 x A ceII PV cell operating block. Components of a complete PV system. Examples of elements on the market. PV block connected to the net. Photovoltaic station composed of pannels arranged in parallel lines. The photovoltaic block The photovoltaic block is composed of photovoltaic elements connected in series and in parallel so that the operating conditions you desire are possible the string is formed by: More components or panels electrically connected to get the nominal generation voltage. Finally the electric connection more laces constitute the block. In the planning phase of a photovoltaic block must be effects some choices.The block operation depends on them. A fundamental choice is, surely, the series-parallel configuration of the components of the photovoltaic block; such a choice, in fact, determines the electric characteristics of the block. As soon as the size of the photovoltaic block is over some kilowatts of peak, the sizes and the whole weight of the components are such to require the subdivision of the block in to panels. The panels in can be arranged parallel lines with the desired inclination. In this case the least distance among the lines of panels can not be accidental but must avoid that the shade of the anterior line covers those of the back line. It is therefore, necessary to calculate the least distance among the lines in accordance with the panel sheight, the place latitude and the inclination angle of the panels, morder that shading doesn`t take place at 12 o`clock of the winter solstice. Accumulators In the isolated photovoltaic system the energy is generally, stored by means of electrochemical accumulators. The presence of accumulation batteries allows to pace points of load, without the generators, as well as to guarantee the continuity of energy, supples also in the case of low radiation generator or temporary breakdown of the generators. Besides the accumulation battery, often effects, the excellent joining between the photovoltaic generator and the rest of the system. The technological development in this sector, tied up to the auto industry, has permitted to get acid lead accumulators with low auto discarge, long life (over 6 years) and reduced maintenance. Electrochemical accumulators Isolated village ()
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La modulazione

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La modulazione La trasmissione telefonica FDM come molte altri tipi di trasmissione (sia via etere che via cavo ) adopera un tipo di modulazione. Si parla in genere di modulazione di ampiezza,frequenza e fase, (che rappresentano i principali tipi di modulazione) ma che cosa si intende per modulazione in genere? La modulazione consiste nel modificare le caratteristiche di un segnale detto portante in funzione di un segnale detto modulante. La forma d’onda che si ottiene è detta segnale modulato. ()
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parti principali componenti l’apparecchio telefoni

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Caratteristiche delle parti principali componenti l’apparecchio telefonico Si considerano le caratteristiche dei microtelefono, dell’alimentazione, dei dipositivo di suoneria, del circuito antilocale e dei dispositivi di selezione. 1) Microtelefono Il microtelefono ? costituito da microfono e telefono; questi due componenti hanno la struttura descritta al Par. XIX.21. Il microfono ? a carbone, in quanto consente livelli di uscita superiori agli altri tipi di microfoni in commercio (piezoelettrici, a condensatore o elettromagnetici). Il ricevitore ? di tipo elettromagnetico costituito da magnete permanente, bobina e membrana, come nell’esempio schematizzato in Fig, XIX.21; l’impedenza della bobina ? dell’ordine del centinaio di ohm. 2) Alimentazione L’alimentazione pu? essere a batteria locale o a batteria centrale. La prima, ora poco usata, era impiegata particolarmente nei sistemi militari di comunicazioni. L’alimentazione ? costituita da una batteria, posta presso l’apparecchio telefonico; essa fornisce la corrente necessaria al funzionamento del microfono. La chiamata dell’utente desiderato ? effettuata tramite un generatore elettromagnetico, azionato a mano, che genera una corrente di chiamata a bassa frequenza. Nell’alimentazione a batteria centrale, l’alimentazione si trova presso la centrale; il sollevamento del microtelefono determina il passaggio di corrente continua nell’apparecchio telefonico dell’utente chiamante; il funzionamento ? descritto al Par. B precedente; Le tensioni usate possono essere di 12 V, 24 V, 48 V, 60 V; nelle centralli automatiche generalmente si impiegano tensioni di 48 V e 60 V. L’alimentazione, in continua, viene ottenuta raddrizzando la tensione di rete nelle stazioni di energia; per garantire, per?, la continuit? del servizio in casi di interruzione dell’alimentazione di rete, vengono impiegato batterie di accumulatori in tampone. 3) Dispositivo di suoneria Il dispositivo di suoneria ? costituito da un martelletto che fa parte dell’equipaggio mobile di un’elettrocalamita; la corrente di chiamata, percorrendo l’avvolgimento dell’elettrocalamita, causa l’oscillazione del martelletto che agisce su due timpani; il suono generato consente di avvertire l’abbonato chiamato. La corrente di chiamata ? a frequenza di 25 Hz, Il condensatore C, in serie alla suoneria, permette il disaccoppiamento per le coni ponenti continue. 4) il circuito antilocale Il circuito antilocale ? impiegato per evitare che l’utente senta, al ricevitore, la propria voce ed i rumori dell’ambiente (rumori di sala); diversamente l’ascolto sarebbe disturbato tenderebbe ad aumentare il volume della voce, con conseguente aggiornamento della comprensione. Un esempio di circuito antilocale ? riportato nello schema in figura. Il microfono M ? collegato fra il centro del primario di un trasformatore ed un estremo di impedenza Z, pari all’impedenza della linea vista dall’apparecchio telefonico; il ricevitore R ? collegato al secondario del trasformatore. Per spiegare il funzionamento del circuito ? conveniente impiegare il teorema di sostituzione al circuito di Fig. XIX.2.2. In assenza di segnale audio applicato al microfono, il circuito antilocale ? riportato in Fig. XIX.2.3a; Rm0 indica la resistenza del microfono in assenza di segnale audio. In presenza di segnale, si ha una variazione di resistenza,funzione del segnale audio applicato: il circuito diviene come in B),con DR la variazione della resistenza del microfono, variabile istante per istante. Ad esempio, un’onda sonora sinusoidale di frequenza f determina una variazione di DR = KRm0 sen 2fir (DR ? la variazione di R) con K costante di proporzionalit? dipendente dalle caratteristiche del microfono. Le variazioni di resistenza del microfono causano variazioni della corrente nel circuito, essendo costante la tensione di alimentazione E; per il teorema di sostituzione, le variazioni suddette possono essere calcolat ()
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Tubi a vuoto o valvole termoioniche

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Tubi a vuoto o valvole termoioniche I tubi a vuoto sono ampolle di materiale dielettrico (di solito vetro) che presentano al loro interno un catodo e un anodo fra i quali avviene passaggio di elettroni. L’emissione di elettroni da parte del catodo avviene per mezzo termico, ossia il catodo, portato ad alta temperatura, emette elettroni per lo stesso fenomeno che porta all’evaporazione delle molecole di un liquido. Infatti gli elettroni che alla superficie del metallo si muovono più velocemente superano un dislivello di potenziale ed escono dal metallo (”evaporano”). Questo effetto prende il nome effetto termoionico. Il riscaldamento del catodo avviene per via elettrica e può essere diretto o indiretto. Nel primo caso si applica una differenza di potenziale direttamente al catodo attraverso due reofori che escono dall’ampolla (la corrente circolante provoca riscaldamento del catodo per effetto Joule), mentre nel secondo caso il catodo ha la struttura di un tubicino dentro cui è posta una resistenza elettrica che riscalda il catodo stesso. Di solito l’anodo ha forma cilindrica allungata e il catodo è posto al suo interno, così viene facilitata la raccolta da parte dell’anodo degli elettroni emessi dal catodo. Un dispositivo del genere svolge una funzione molto interessante: · Se fra catodo e anodo non c’è d.d.p., non circola corrente: gli elettroni emessi ritornano al catodo poiché richiamati dalle cariche positive che essi vi hanno abbandonato. · Se fra anodo e catodo c’è una d.d.p. negativa ( il catodo è a potenziale superiore a quello dell’anodo), a maggior ragione non circola corrente poiché il campo applicato stesso spinge gli elettroni verso il catodo · Se fra anodo e catodo c’è una d.d.p. positiva ( il catodo è a potenziale inferiore a quello dell’anodo), gli elettroni emessi possono finire sull’anodo, facendo circolare corrente sui due reofori che escono dall’ampolla e che sono collegati al catodo e all’anodo. Il tubo a vuoto acquista allora la funzione di valvola termoionica ( da cui deriva la primitiva denominazione del tubo a vuoto) che apre e chiude il circuito elettrico, interrompendo o meno la corrente, in dipendenza del potenziale applicato all’anodo. Per d.d.p. elevate il passaggio dall’anodo al catodo avviene per tutti gli elettroni, mentre per d.d.p. più limitate, solo gli elettroni emessi con maggiore energia giungono al catodo. Quindi la corrente circolante dipende dalla d.d.p. secondo il grafico: Struttura di un tubo a vuoto: Il diodo, utilizzatato anche come raddrizzatore di corrente (per trasformare corrente alternata in corrente continua, è stato il capostipite di una serie di dispositivi elettronici, fra i quali abbiamo il triodo. Il triodo, che equivarrebbe ad un diodo in cui tra l’anodo e il catodo è presente una griglia con potenziale variabile, ha l’importante funzione di amplificatore. Infatti la griglia, a potenziale diverso dal catodo, modifica il campo esistente tra anodo e catodo, respingendo gli elettroni verso il catodo (se il potenziale della griglia è minore rispetto a quello di quest’ultimo), spingendoli verso l’anodo se il potenziale della griglia è maggiroe di quello del catodo. Questo provoca una diminuzione o un aumento della corrente circolante, e conseguentemente una dimunuzione o un aumento della differenza di potenziale ai capi di un resistore colelgato in serie all’anodo. ()
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Dispositivi di ingresso

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Dispositivi di ingresso I dispositivi di ingresso permettono all’utente di inviare alla CPU dati, comandi e programmi. Il più comune dispositivo d’ingresso è la tastiera, simile a quella di una macchina da scrivere, che trasforma ciascun carattere battuto in una combinazione di bit leggibile dal computer. Altri sono la penna ottica, usata in combinazione con la tavoletta grafica; il joystick e il mouse, che controllano il movimento di un cursore sullo schermo; lo scanner ottico, che “legge” pagine stampate traducendone le immagini e i caratteri in sequenze di bit elaborabili o memorizzabili da un computer; infine, i riconoscitori vocali, che traducono le parole pronunciate dall’utente in segnali digitali. Anche i dispositivi di memoria possono essere usati per trasferire dati verso l’unità di elaborazione. ()
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Dispositivi di memoria

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Dispositivi di memoria I sistemi di calcolo possono immagazzinare dati in due tipi di memoria: la memoria di lavoro (interna) e la memoria di massa (esterna). Le memorie di lavoro contengono dati temporanei e sono costituite da RAM (Random Access Memory, memoria ad accesso casuale) integrate, montate direttamente sulla scheda principale del computer oppure su schede aggiuntive (espansioni), inserite nella principale mediante appositi connettori. Una RAM integrata contiene oltre un milione di circuiti elementari a transistor, il cui stato (binario) può essere imposto mediante comandi elettrici. In assenza di comandi, le RAM statiche mantengono i propri dati inalterati finché l’integrato viene alimentato (cioè finché riceve energia elettrica da un generatore); nelle RAM dinamiche, invece, i dati devono essere periodicamente letti e riscritti per non essere persi (questa operazione, detta “rinfresco”, deve essere eseguita a intervalli che non superino i due millisecondi). Le memorie ROM (Read-Only Memory, memoria di sola lettura) contengono circuiti elementari il cui stato, fissato in fase di costruzione, non può essere variato mediante comandi esterni. Su queste memorie, non cancellabili, sono raccolti comandi, dati e programmi necessari al corretto funzionamento del computer. Le RAM, dunque, possono essere scritte ripetutamente, ma si cancellano quando il computer viene spento; il contenuto delle ROM invece può essere soltanto letto, ma è permanente. Entrambe le memorie sono collegate alla CPU. Le memorie di massa non risiedono sulla scheda principale del computer. Le più diffuse immagazzinano i dati in forma di alterazioni dello stato magnetico di un supporto sensibile, come il nastro di un registratore o, più comunemente, un disco rivestito da un sottile strato di materiale magnetico, come il floppy disk o l’hard disk. Nella maggior parte dei grandi sistemi di calcolo vengono impiegate unità di memoria con banchi di nastri magnetici. I floppy disk possono contenere dalle centinaia di migliaia a oltre un milione di byte. Gli hard disk (dischi rigidi o dischi fissi), capaci di contenere da parecchi milioni a oltre un miliardo di byte, non possono essere estratti dal loro alloggiamento nel circuito che li pilota e che contiene i dispositivi di lettura e scrittura. I CD-ROM, che impiegano tecnologie ottiche simili a quelle dei compact disc (CD) per riproduzioni audio, permettono di raggiungere capacità di memoria di diversi miliardi di byte. ()
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Modulatori fm

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Modulatori fm I modulatori FM sono dispositivi utilizzati per generare un segnale modulato in frequenza. Essi possono essere di due tipi: · modulatori diretti · modulatori indiretti ()

Usi e costumi egizi

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Usi e costumi Egizi Alimentazione Attraverso le scene affrescate sulle pareti delle tombe, si é potuto ricostruire le abitudini alimentari degli antichi Egizi. Sulla tavola sia del ricco che del povero non mancavano i cereali e il pane era modellato in forme diverse. Le zuppe di verdure erano il piatto ricorrente, arricchite con gallette di pane. Per completare il menu, dolci a base di mandorle e frutti tropicali come il mango e l’avocado. Il clima caldo creava qualche problema per la conservazione della carne che veniva riservata alle grandi occasioni. Il pesce era molto gradito ed era disponibile in abbondanza. Era presente anche presso le case più modeste, conservato in salamoia. Nelle case più ricche i servizi da tavola erano di materiale pregiato, come l’alabastro. Il cibo veniva portato alla bocca con le mani (senza l’utilizzo di posate), che venivano deterse in appositi catini pieni d’acqua. Eleganti ancelle servivano alle mense dei ricchi. Nell’antico Egitto venivano consumate bevande alcoliche come la birra ed il vino, ma anche superalcolici ricavati dalla lavorazione del dattero. Casa Quel che é rimasto dell’edilizia civile egizia consente agli archeologi osservazioni interessanti. All’esterno della valle del Nilo, sono venuti alla luce numerosi insediamenti, mentre lungo il Nilo l’alto tasso di umidità ne ha impedito la conservazione nel tempo. Si tratta di abitazioni che variavano nelle dimensioni in base alla crescita in altezza della popolazione; la casa tipo del funzionario era caratterizzata da un piano terra destinato alle attività commerciali, il primo piano al ricevimento degli ospiti, il secondo alle stanze da letto ed agli allogi per le donne dell’harem. I vari piani erano collegati da una scala che arrivava fino al granaio. Nella parte alta spesso trovavano posto anche poveri alloggi per i servi. Ad Amarna, dove i lavori di scavo hanno evidenziato l’esistenza di una vasta area abitativa, le case degli amministratori del faraone erano caratterizzate da un vasto cortile d’accesso rettangolare occupato da una piscina, popolata di pesci e decorata da piante acquatiche galleggianti. I muri interni erano decorati da affreschi. I costruttori di tombe di Deir El Medina, vivevano invece in case realizzate in mattoni crudi. Le stanze erano solo quattro, di modeste dimensioni. L’arredamento della casa egiziana era essenziale: panche, stuioe, letti in vimini e poggiatesta, ma solo per i più ricchi. Nelle ore buie venivano utilizzate delle ciotole di ceramica riempite di olio su cui galleggiava uno stoppino in fibra vegetale. Condizione della donna La donna egizia era considerata “la signora della casa”; se si trattava di una donna del popolo, si occupava della macinatura dei cereali e della preparazione della birra, della filatura e della tessitura del lino; se apparteneva alla nobiltà, invece, sovrintendeva al lavoro delle ancelle. La donna condivideva con il marito la vita sociale e disponeva di un patrimonio che portava in dote allo sposo, ma che un contratto le restituiva in parte in caso di vedovanza. Per legge il marito era tenuto a mantenere la propria moglie. La sua posizione giuridica non differiva da quella dell’uomo. Si preoccupava assieme allo sposo dell’educazione dei figli ed in particolare le era affidata l’educazione della figlia femmina. Si sposava molto giovane, spesso con un uomo più anziano di lei. Solitamente il matrimonio era combinato dai genitori. I due sposi potevano essere consanguinei e appartenevano sempre allo stesso ceto sociale. Colui che sposava una schiava, viveva al di fuori della legalità e i loro figli erano considerati schiavi. All’interno dell’harem, la donna in apparenza godeva di molti agi, ma in realtà era costretta in uno stato di confinamento. Il matrimonio era una semplice festa tra le due famiglie e si concludeva con il trasferimento della sposa a casa del marito. Contratti scritti sono riferibili solo all’età tarda. In caso di div ()
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Grammofono

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Grammofono Il grammofono, al contrario del fonografo funzionava a dischi, fu inventato nel 1887 dal tedesco Emilie Berliner dove fece la sua prima apparizione nel 1889 in Germania, ma i dischi furono stampati in serie solo nel 1898 e venivano letto con lo stesso metodo del fonografo. La lettura avveniva a spirale su un disco di policarbonato di vinile con una velocità di 33 o 78 giri al minuto, con un diametro di 16, 12, 10 e 7 pollici (sono espressi in pollici perchè il disco è nato in america dove si usa appunto il pollice come unità di misura). Lettura La lettura avviene tramite la rotazione de piatto del disco tramite un motore elettrico, il quale deve girare a una velocità angolare costante, pari al valore di registrazione del disco. Nei sistemi professionali la velocità è controllata costantemente con dei segni neri stampati sul piatto rotante, che permetto alla luce di riflettersi o non riflettersi dove un circuito provvederà a contare quante di queste linee verranno riflesse e si occuperà, nel caso in cui il numero sia sbagliato, di accelerare o decelerare il disco. Sul disco il segnale è a bassa frequenza sotto forma di variazioni del solco da destra a sinistra e viceversa. Il segnale viene letto da una puntina che scorre all’interno del solco. In un disco mono la puntina subisce variazioni solo su asse orizzontale, e siccome la puntina è immessa in un campo magnetico queste variazioni orizzontali creano un segnale elettrico, che in seguito verrà filtrato e amplificato per poterlo ascoltare. La lettura di dischi stereo è invece più complessa in quanto abbiamo solamente un solco, ma due canali (destro e sinistro) che sono registrati. Icanali sono registrati in modo trasversale a 90° di distanza uno dall’altro, e a 45° rispetto all’orizzontale (lettura mono). In questo caso la puntina non è adibita solo a movimenti in orizzontale, ma ha la possibilità di muoversi liberamente su di un campo di 90°. Mediante l’angolazione che la puntina assume e alla distanza dall’asse che essa raggiunge si riesce a riprodurre il segnale per tutti e due i canali. La puntina per la lettura ne esistono di vari tipi costruite con materiale diverso e sono: magnetico, cristallo piezoelettrico e ceramico. Per quanto riguarda il magnetico posso dire che è quello di qualità più bassa perché è sensibile ai campi magnetici esterni. Le puntine piezoelettriche sono quelle di qualità più alta in quanto non sono sensibili a campi magnetici e sono molto resistenti nel tempo e l’unico svantaggio che hanno è il costo elevato. Per apparecchi di fascia media esistono rivelatori ceramici che non sono sensibili al magnetismo, hanno durata abbastanza lunga, ma costi contenuti. Scrittura Per quanto riguarda la durata, un disco in vinile a 33 giri registrato sulle due facce può arrivare a memorizzare fino a 64 giri, questi dischi vengono comunemente chiamati “Long Playing (LP)”. La qualità registrata su quest’ultimo è abbastanza buona, infatti la sua banda passante parte da 50 Hz e arriva fino a circa 15 kHz. In un disco stereo questo tipo di registrazione sfavorisce la qualità del suono perché può presentare una diafonia (interferenza tra un canale e l’altro) che vale solamente 23dB, questo è fastidioso soprattutto se vi è molta disparità di volume tra i due canali. I dischi da 45 giri invece non sono “Long Play”, infatti riescono a riprodurre brani solamente per poco più di 5 minuti, che tra l’altro è la durata di un disco di medie dimensioni che ruota a 78 giri. Con il passare degli anni questi dischi si sono evoluti nella quantità di solchi contenuti in un pollice. I primi dischi venivano incisi direttamente dagli artisti, mediante una sistema esattamente opposto rispetto alla lettura. Più precisamente il suono faceva vibrare un diaframma collegato alla puntina, che a sua volta per mezzo delle sue oscillazioni, solcava la superficie del disco rotante. Questo sistema però non permetteva di poter duplicare ()
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La luna

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La Luna Il satellite della terra si differenzia rispetto agli altri per vari caratteristiche fisiche, tra cui la maggiore massa, la forma regolare ed il volume. La mancanza di atmosfera ed idrosfera, dovuta alla bassa forza di gravit?, implica un’escursione termica piuttosto alta. Riguardo ai moti, la luna ne compie uno di rotazione attorno al proprio asse ed uno di rivoluzione attorno alla terra seguendo un orbita ellittica. Da qui deriva il fatto che essa mostri sempre la stessa faccia alla terra, essendo la durata dei due moti pressoch? uguale. La luna, inoltre, si muove assieme alla Terra intorno al Sole, compiendo quindi un moto di traslazione. La luna non ha luce propria, ma gode dell’illuminazione del Sole che per? varia regolarmente al variare della sua posizione rispetto alla Terra ed al sole: da qui derivano le 4 fasi lunari. Esse si susseguono approssimativamente ogni 29 giorni. La reciproca attrazione gravitazionale tra Luna e Terra da origine al fenomeno delle maree. Inoltre, se Sole, Terra e Luna si trovano tutti e tre quasi in corrispondenza della linea dei nodi, ovvero della linea che unisce le orbite di rivoluzione, abbiamo le Eclissi. Possono essere lunari, se ci si trova in plenilunio e solari se ci si trova in novilunio Il paesaggio lunare ? caratterizzato da una serie di ampie regioni chiare e craterizzate chiamate terre alte e da una serie di minori distese scure a fondo quasi piatto chiamate oceani. La superficie ? cosparsa di regolite, una polvere prodotta dalla disgregazione delle rocce a causa di vento solare, impatti meteoritici e forti escursioni termiche. ()
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