Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema scienza per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema scienza.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
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Scarica Bergson: intelligenza, intuizione e scienza gratis

Materia: Filosofia
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Intelligenza, intuizione e scienza Come detto, l’essenza della coscienza ? durata reale, continuo sviluppo in cui i diversi stati coscienziali si fondono, l’uno nell’altro ‘ come cristalli di neve al contatto prolungato della mano ‘. Per? noi siamo irresistibilmente portati ad una concezione spazializzata del tempo, in cui i diversi istanti e i diversi segmenti temporali si contrappongono gli uni agli altri come se si collocassero su una immaginaria linea geometrica: ma perch? accade questo? Perch? abbiamo difficolt? a penetrare la nostra durata interiore? Bergson sostiene che per rispondere a questo dobbiamo tener presente che possiamo conoscere un oggetto in due modi: in primis, lo possiamo conoscere dall’esterno, descrivendone i singoli caratteri e avvalendoci di simboli per rappresentarli, cos? come di una citt? possiamo scattare molte fotografie parziali e cercare poi di ricostruirne l’insieme combinando le diverse immagini ottenute. In altre parole, possiamo analizzare l’oggetto, per ricomporre poi sinteticamente i diversi aspetti cui si ? giunti tramite il procedimento analitico. Questo ? il modo di procedere dell’ intelligenza . Oppure possiamo anche cogliere l’oggetto dal di dentro e raggiungere la sua intima essenza compiendo un atto di identificazione simpatetica con esso e rinunciando ad ogni rappresentazione parziale o simbolica. In questo modo l’oggetto non viene ricostruito tramite la contrapposizione delle sue parti, ma viene colto immediatamente nella sua totalit?. Questo avviene, per esempio, quando, invece di ricomporre l’immagine di una citt? tramite le fotografie dei suoi diversi aspetti, la conosco per esperienza diretta, vivendo in essa, percorrendone effettivamente le strade e sentendone pulsare la vita. Questa seconda forma di conoscenza non ? pi? l’intelligenza, ma ? l’ intuizione . E’ evidente che solo l’intuizione assolve completamente alla funzione conoscitiva, dal momento che solo essa consente di conoscere la realt? come essa ? per davvero: solo con l’intuizione, per esempio, ci si pu? addentrare dal di dentro nella vita della coscienza e carpirla nella totalit? e nella continuit? del suo sviluppo, come durata reale. Grazie all’intuizione ? dunque possibile riscoprire la validit? della metafisica , messa in discussione da parecchi pensatori: la metafisica viene intesa come scienza assoluta del reale : la crisi della metafisica, salutata a gran voce da empiristi e razionalisti, ? imputabile esclusivamente al fatto che gli uni e gli altri hanno analizzato, sebbene in modi diversi, l’oggetto metafisico con le procedure dell’intelligenza, invece di limitarsi a coglierlo con un atto d’intuizione. La capacit? conoscitiva dell’intelligenza risulta invece limitata: le rappresentazioni statiche e parziali di cui essa si avvale consentono una conoscenza solo ‘relativa’; in essa non si coglie l’unit? assoluta dell’oggetto, ma si d? nozione esclusivamente del rapporto che intercorre tra i differenti aspetti della realt?, precedentemente isolati gli uni dagli altri e irrigiditi nella loro astrazione. Questo tipo di conoscenza per?, se sembra metodologicamente insufficiente dal punto di vista teoretico, svolge invece adeguatamente la ‘funzione pratica’ dell’orientamento dell’azione umano. Esso esprime la metodologia tipica della scienza che, in modo errato, i positivisti hanno considerato come sapere teoretico, anzich? una forma di conoscenza tecnica rivolta all’azione. Operare nel mondo vuol dire attivare un processo di adattamento del soggetto alla situazione oggettiva presente, la quale ? sempre una realt? materiale, ossia un agglomerato di immagini che spetta appunto all’uomo selezionare, in modo tale da potersi pi? facilmente adattare ad esse. Ma la materia ? estensione, insieme di cose ( o di ‘immagini’) congiunte da rapporti spaziali, le quali sembrano entit? statiche ed immobili. Per operare sulle cose sar? dunque necessario avere dei punti di riferimento altrettanto statici e fissi, collocabili in ()
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Scarica LA SCIENZA NON HA LIMITI? gratis

Materia: Temi e saggi
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SVOLGIMENTO TEMI - ESAME DI STATO 2001 TIPOLOGIA B - AMBITO SCIENTIFICO DOCUMENTI “Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c’è un’infinità di cose che la sorpassano. E’ ben debole, se non giunge a riconoscerlo. Se le cose naturali la trascendono, che dire di quelle soprannaturali?”. B. PASCAL, Pensieri, n. 139, trad. it. di P. Serini, Torino 1962 “E tuttavia il ventesimo secolo non si trova a suo agio con la scienza che è il suo risultato più straordinario e da cui esso dipende. Il progresso delle scienze naturali è avvenuto sullo sfondo di un bagliore di sospetti e paure, che di quando in quando si è acceso in vampate di odio e di rifiuto della ragione e di tutti i suoi prodotti. […] I sospetti e la paura verso la scienza sono stati alimentati da quattro sentimenti: che la scienza è incomprensibile; che le sue conseguenze pratiche e morali sono imprevedibili e forse catastrofiche; che essa sottolinea la debolezza dell’individuo e mina l’autorità. Né infine dobbiamo trascurare il sentimento che, nella misura in cui la scienza interferisce con l’ordine naturale delle cose, essa risulta intrinsecamente pericolosa”. E. HOBSBAWM, Il secolo breve, trad. it. Milano 1995 “Mi ricordo un colloquio che ebbi dopo la guerra con E. Fermi, poco prima che venisse sperimentata la prima bomba all’idrogeno nel Pacifico. Discutemmo di questo progetto, ed io lasciai capire che, considerate le conseguenze biologiche e politiche, si doveva abbandonare un simile esperimento. Fermi replicò: “Eppure è un così bello esperimento”. Questo è probabilmente il motivo più profondo che sta alla base dell’interesse per l’applicazione pratica della scienza; lo scienziato ha bisogno di sentirsi confermare da un giudice imparziale, dalla natura stessa, di aver compreso la sua struttura. E vorrebbe verificare direttamente l’effetto dei suoi sforzi”. W. HEISENBERG, La tradizione nella scienza, trad. it. Milano 1982 “La politicizzazione della scienza toccò il suo culmine nella seconda guerra mondiale […]. Tragicamente la stessa guerra nucleare fu figlia dell’antifascismo. Una normale guerra fra diversi stati nazionali non avrebbe quasi certamente spinto i fisici d’avanguardia, per lo più profughi dai paesi fascisti, a premere sui governi inglese e americano perché costruissero una bomba atomica. E proprio l’orrore di questi scienziati dinanzi al risultato ottenuto, i loro sforzi disperati all’ultimo minuto per impedire ai politici e ai generali di usare effettivamente la bomba, e in seguito i loro sforzi per opporsi alla costruzione della bomba all’idrogeno testimoniano della forza delle passioni politiche”. E. HOBSBAWM, Il secolo breve, trad. it. Milano 1995 “Galileo: Se gli uomini di scienza non reagiscono all’intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli per l’uomo. […] Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica autorità; e misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perché la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini. Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tollerata nei ranghi della scienza”. B. BRECHT, Vita di Galileo, Torino 1961 “Ho speso tutta la mia vita per la libertà della scienza e non posso accettare che vengano messi dei chiavistelli al cervello: l’ingegno e la libertà di ricerca è quello che distingue l’Homo Sapiens da tutte le altre specie… Solo in tempi bui la scienza è stata bloccata. Oggi più che mai bisogna affermare il principio che gli scienziati hanno il diritto di partecipare alle decisioni politiche piuttosto che essere vittime di movimenti oscurantisti ed antiscientisti”. R. LEVI MONTALCINI, dal Discorso tenuto il 13 febbraio 2001 nella sala della biblioteca di Montecitorio svolgimento LA SC ()
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Materia: Scienze
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Scienza e tecnica 1958 presentato il primo computer a transistor Quattro industrie presentano in quest’anno il primo computer commerciale interamente a transistor. Sono l’Americana Digital Equipment- fondata da Kenneth e Stan Olsen e da Alan Anderson - con il Pdp-1; la tedesca Siemens, che nel frattempo ha rilevato le attività di Zuse nel campo dell’informatica, con il modello 2002, la Sperry Rand e l’IBM col modello 7070. Con questi elaboratori, si apre la cosiddetta dei computer. 1958 primo piano elettrico La società americana Wurlitzer, fondata nell’800 dal tedesco Rudolph Wurlitzere specializzatasi nei juke-box, realizza il primo pianoforte elettrico trasportabile. E’ una rivoluzione nella musica popolare e rock. Negli anni ‘60 compariranno altri due pianoforti elettrici-elettronici , il Clavier della Hohner tedesca e il Fender dell’omonima società americana. La Wurlitzer realizzerà nel 1965 anche la prima batteria elettronica a transistor. 1958 primo satellite artificiale usa Un razzo Jupiter C a quattro stadi, progettato da von Braun con missili dell’esercito, mette in orbita il primo satellite artificiale degli Stati Uniti, l’Explorer-1. L’orbita è di 360 per 2.532 km e inizialmente il satellite doveva rimanervi almeno per qualche settimana. In realtà l’Explorer-1 resterà in orbita per 12 anni fino al 31 marzo 1970. Il satellite consentirà di scoprire le . 1960 bruno touschek realizza il primo anello di collisione Il fisico austriaco-italiano (1921-1978) realizza ai laboratori nazionali di frascati (Roma) dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare il primo > (more…)

Scarica Fichte: la dottrina della scienza gratis

Materia: Filosofia
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La dottrina della scienza Fichte ritiene che, per fondare il criticismo su basi solide, occorra individuare un principio assolutamente primo e incondizionato, dal quale l’ intero sapere possa essere dedotto in forma sistematica. In questo modo la filosofia potr? spogliarsi del suo vecchio nome (da filos, “amico”, e, sofia “sapienza”), che esprime pi? l’ amore per la scienza che il suo reale conseguimento, per diventare invece sapere assoluto, “scienza della scienza in generale” o, con un’ espressione gi? usata da Reinhold, dottrina della scienza, il principio primo, dovendo costituire il fondamento della verit? e della realt? del sapere, non pu? essere puramente formale. Al contrario, in esso si deve realizzare una perfetta unit? di forma e di materia: la forma deve essere immediata espressione del contenuto e, parimenti, il contenuti deve determinare immediatamente la forma. La dottrina della scienza non dipende quindi dalla logica, visto che non vi sono (come credeva Kant ) leggi generali del pensiero che valgano indipendentemente dal contenuto (come nella logica generale) o che siano condizioni della determinazione del contenuto (come nella logica trascendentale). Al contrario, la logica stessa trova il proprio fondamento nel principio assoluto: un fondamento che, a causa della natura di tale principio, non ? soltanto formale, ma sostanziale. Il principio primo ? la radice comune tanto della struttura logico-formale quanto del contenuto materiale del sapere. Se per Kant la logica precedeva la metafisica ed era condizione per valutarne la possibilit?, nella prima fase del pensiero di Fichte si afferma il principio dell’ identit? tra logica e metafisica. Il principio primo non pu? essere un fatto (Tatsache) dell’ esperienza o della coscienza empirica: un fatto ? sempre condizionato da altro, sia nella forma sia nel contenuto, mentre il principio primo ? assolutamente incondizionato. Dal momento che ? a fondamento di ogni fatto di coscienza, nonch? della possibilit? della coscienza stessa, esso deve quindi essere non gi? un fatto, ma un atto (Tathandlung) assolutamente libero, attraverso il quale la coscienza si autodetermina, ovvero costituisce il principio di se stessa. L’ intera scienza si fonda infatti, per Fichte, sull’ atto di autoposizione del soggetto, attraverso il quale l’ Io conferisce realt? a se stesso e, indirettamente, anche a tutto ci? che si distingue da se stesso. Tale attivit? del soggetto si articola in tre in tre momenti, esposti da Fichte fin dai Fondamenti dell’ intera dottrina della scienza del 1794 come i tre princ?pi della dottrina della scienza. Si tratta di tre momenti di un unico processo dialettico, all’ interno del quale essi assolvono rispettivamente la funzione della tesi (o posizione, dal greco tiqhmi,”pongo”), dell’ antitesi (o opposizione, da anti, “contro” e tiqhmi) e della sintesi (da sun,”con”, e tiqhmi) cio? dell’ unit? di tesi e antitesi. Poich?, come si ? visto, dall’ atto fondamentale dipendono pure le forme del pensiero logico, Fichte stabilisce anche una stretta correlazione tra ciascun principio della dottrina della scienza e quelle che per lui sono le leggi fondamentali della logica: il principio di identit?, il principio di opposizione e il principio di ragione. Il primo principio suona : “L’ io pone se stesso”, cio? ? causa del proprio essere. Prima di esaminare il significato di questa affermazione, bisogna premettere che il termine “Io” indica qui non il soggetto individuale, ma quello che per Kant era il soggetto trascendentale, l’ Io penso. Fichte usa anche il termine egoit? (Ichheit), per indicare la pura forma della soggettivit?, in base alle cui leggi si sviluppa deduttivamente e assolutamente a priori, in maniera analoga a quanto avviene nelle costruzioni matematiche, l’intero processo della conoscenza, inclusi i contenuti dell’esperienza (diversamente da come pensava Kant). Tuttavia per Fichte (diversamente da Kant) l’Io puro non ? solo il fondamento della conoscenz ()
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Scarica Nietzsche: la gaia scienza gratis

Materia: Filosofia
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La gaia scienza E’ qualcosa di nuovo, di piacevolmente nuovo rispetto alle opere precedenti. Nietzsche ha recuperato la salute ed esprime nel suo scritto una visione matura del mondo umano, un distacco composto. Il tema dominante dell’opera: “la sfera della conoscenza deve essere unita a quella della gioia”. Egli polemizza contro i filosofi che, da Platone in poi, hanno congiunto la conoscenza con la repressione degli istinti naturali, con l’astrazione dal mondo sensibile o addirittura con la condanna dell’esistenza. Vi ? una radicale critica in generale del pensiero scientifico, cui viene rimproverato il tentativo di spiegare tutto col nesso di causa ed effetto. Questo tipo di spiegazione ci consente di descrivere meglio il divenire nella successione delle sue immagini, ma non ce lo fa comprendere nei suoi aspetti qualitativi e per di pi? frammenta il flusso dell’accadere in elementi isolati; ed ecco che possiamo spiegare il singolare titolo dell’opera: la scienza moderna, a parere di Nietzsche, come accennavamo ? soltanto la forma pi? recente e nobile dell’ideale ascetico, essa ha ancora fiducia nelle verit? come valore in s?, superiore ad ogni altro e, quindi, non ? in grado di contrastare questo ideale. E’ tuttavia possibile quella che Nietzsche definisce gaia scienza , che si rivolge ai senzapatria, figli dell’avvenire e a disagio nel proprio tempo, amanti del pericolo e dell’avventura, avversi a ogni ideale, i quali non hanno intenzione di regredire ad alcun passato n? lavorare per il progresso, ossia per l’affermarsi dell’uguaglianza e della concordia tra gli uomini. Per raggiungere questo stato di gaiezza bisogna abbandonare la morale corrente, porsi liberi al di l? del bene e del male e quindi staccarsi da parecchie cose, ma per far questo occorre acquisire una condizione di leggerezza: e Nietzsche paragona questo stato a quello della “danza”. La prima domanda che ? bene porsi per costruire una gaia scienza ? se i cosiddetti valori morali siano segno di impoverimento o di pienezza della vita. Ma ? radicale anche la critica mossa alla religione: Avete sentito di quell’uomo folle che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare incessantemente: “Cerco Dio! Cerco Dio!”? - E poich? proprio l? si trovano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscit? grandi risa. “Si ? forse perduto?” disse uno. “Si ? smarrito come un bambino”? fece un altro. “Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si ? imbarcato? E’ emigrato?” gridavano e ridevano in una gran confusione. L’uomo folle balz? in mezzo a loro e li trapass? con i suoi sguardi: “Dove se n’? andato Dio?” grid? “ve lo voglio dire! L’abbiamo ucciso - voi e io! Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto? […] Dio ? morto! Dio resta morto! E noi lo abbiamo ucciso. Si vede che anche la scienza riposa su una fede, che non esiste affatto una scienza “scevra di presupposti”. La domanda se sia necessaria la verit?, non soltanto deve avere avuto gi? in precedenza risposta affermativa, ma deve averla avuta in grado tale da mettere quivi in evidenza il principio, la fede, la convinzione che “niente ? pi? necessario della verit? e che in rapporto a essa tutto il resto ha soltanto un valore di secondo piano”. Questa incondizionata volont? di verit?, che cos’? dunque? […] Ebbene, si sar? compreso dove voglio arrivare, vale a dire che ? pur sempre una fede metafisica quella su cui riposa la nostra fede nella scienza; che anche noi, uomini della conoscenza di oggi, noi atei e antimetafisici, continuiamo a prendere anche il nostro fuoco dall’incendio che una fede millenaria ha acceso, quella fede cristiana che era anche la fede di Platone, per cui Dio ? la verit? e la verit? ? divina… Ma come ? possibile, se proprio questo diventa sempre pi? incredibile, se niente pi? si rivela divino salvo l’errore, la cecit?, la menzogna, se Dio stesso si rivela come la nostra pi? lunga menzogna? Ed ecco che nell’agosto del 1881, in ()
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Materia: Storia
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Scienze e tecnica 24 gennaio 1948: l’ibm presenta il ssec,primo computer con un programma registrato in memoria La rivoluzione concettuale di von neumann(v.), basata sull’idea del “programma memorizzato” per i computer,trova l’applicazione pratica con il”SSEC”(selective sequence electronic calculator) realizzato dalla IBM, primo computer che utilizza un programma in memoria. Per la prima volta,inoltre,un computer si rivela in grado di fare tutto:dai banali calcoli commerciali alla progettazione delle turbine ,alle ricerche petrolifere. Il SSEC sar? utilizzato vent’anni dopo per calcolare le orbite lunari della capsula di apollo (v) 22 giugno 1948: shockley,brattain e bardeen presentano il transistor SHOCKLEY BRATTAIN BARDEN Svolta radicale nel campo dell’elettronica. Tre ricercatori americani dei Bell Laboratories presentano il primo transistor,da loro ideato e realizzato. E il primo dispositivo che sostituisce in pochissimo spazio le fragili e ingombranti valvole termoioniche. Il transistor,apre l’era della miniaturizzazione dell’elettronica e della portabilit? degli apparecchi. Il primo transistor, cosi chiamato dai termini transsferringresistor(trasferimento di resistenza) e composto da una sottilissima sfoglia(wafer)di cristalli di germanio(successivamente sostituito dal silicio) “drogato” cio? reso impuro da altri atomi che ne modificano le propriet? semiconduttrici. Come le valvole a triodo ha tre teminali elettrici:emettitore,base,collettore. Per questa invenzione, Shockley, Brattain e Bardeen riceveranno nel 1956 il premio nobel 14 giugno 1951: viene consegnato l’univac 1,primo computer prodotto in serie La Remington Rand consegna all’ufficio censimenti del governo americano l’UNIVAC 1, primo computer prodotto in serie. E stato progettato da Eckert(v) e Mauchly(v). L’UNIVAC 1 e anche il primo computer che utilizza una memoria su nastro magnetico. Con questa macchina nasce l’industria mondiale dell’informatica. 12 settembre 1958: Jack kilby annuncia l’invenzione del circuito integrato L’ingegnere americano che lavora alla Texas Instruments, inventa in estate il primo circuito integrato. Per la prima volta su una piastrina di silicio si realizza una completa unit? elettronica che svolge le funzioni di transistor, diodo, condensatori, resistenze ecc. Il circuito integrato far? compiere uno spettacolare balzo in avanti alla miniaturizzazione dell’elettronica, riducendo inoltre drasticamente la complessit? dei montaggi e dei cablaggi. La paternit? del circuito integrato sar? contestata a Kilby dall’ingegnere americano Robert Noyce, che sviluppa un dispositivo analogo nel gennaio 1959 alla societ? Fairchild. Soltanto nel 1982 il governo degli Stati Uniti ne riconoscer? il merito a Kilby. Il suo circuito integrato aprir? una dinastia che sar? composta, negli anni ‘60, dai Ssi (Small-scale Integration, poche decine di componenti sulla piastrina), negli anni ‘70 dagli Lsi (large-scale, oltre 100 mila componenti) e negli anni ‘80 dai Vlsi (very large scale, circa un milione di componenti). ()
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Materia: Storia
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Scarica Vico: la scienza nuova gratis

Materia: Filosofia
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La scienza nuova In seguito alla lettura di Ugo Grozio - che ? cronologicamente l’ ultimo dei suoi quattro “autori” - Vico concentra i propri interessi su quello che egli chiama il “mondo civile” : l’ambito dei costumi , del diritto e della politica , considerati nella concretezza delle loro realizzazioni e trasformazioni , cio? nell’ elemento della storia . La storia ? infatti , la scienza nuova che d? il titolo al capolavoro vichiano, il cui assunto fondamentale consiste nell’ estendere ad essa il principio del verum ipsum factum , che nei lavori precedenti era primariamente applicato alla matematica : a differenza del mondo naturale , che ? creato da Dio e da Dio soltanto pu? essere pienamente conosciuto , il “mondo civile” ? opera dell’ uomo e pu? essere oggetto di un vero e proprio sapere scientifico . In questo modo Vico interrompeva una lunga tradizione - che proveniva da Aristotele , ma era stata recentemente confermata da Cartesio e dal cosiddetto “pirronismo (cio? scetticismo ) storico” - secondo la quale della storia non si d? scienza . Nello stesso tempo egli anticipava quell’ interesse per i princ?pi e il significato generali dello sviluppo storico che sarebbe stato alla base delle numerose “filosofie della storia” (come si disse poi) germinate , a partire dalla met? del Settecento , sul terreno dell’ illuminismo e del romanticismo . La scienza storica ? resa possibile dal concorso di due discipline , le quali riflettono la duplicit? del suo scopo . In primo luogo , la storia deve accertare i fatti , distinguendo criticamente ci? che ? veramente accaduto da ci? che ? privo di fondamento . In ci? soccorre la filologia , intesa da Vico in senso molto lato come l’ insieme delle discipline aventi una funzione documentaria mediante l’ analisi critica delle testimonianze del passato : la filologia ? la scienza del certo . In secondo luogo , la storia deve comprendere le ragioni e le cause dei fatti gi? filologicamente accertati . Perci? essa ha bisogno della filosofia , che ? la scienza del vero , delle cause che possono spiegare gli avvenimenti . Affinch? la storia raggiunga il suo scopo , il certo e il vero devono convergere mediante una stretta collaborazione tra filologia e filosofia ; e gli insufficienti risultati conseguiti nel passato della storia come scienza sono imputati da Vico al fatto che i filosofi non accertarono le loro ragioni con l’ autorit? de’ filologi , cos? come i filologi non curarono d’ avverare le loro autorit? con le ragioni dei filosofi ( Degnit? X ) . Lungi dal limitarsi ad accertare filologicamente i fatti , la storia deve “inverare” filosoficamente il certo , spiegandone la natura . In che cosa quest’ ultima consista ? detto chiaramente nella Degnit? XIV : Natura di cose altro non ? che nascimento di esse in certi tempi con certe guise , le quali sempre sono tali , indi tali e non altre nascon le cose . Per conoscere la natura delle cose occorre dunque conoscere la loro genesi , i modi e le forme ( le “guise” ) in cui sono nate , la causa che le ha prodotte . E poich? , come si ? visto , il “mondo civile” ? fatto di uomini , per conoscere e spiegare i fatti storici occorre fare riferimento al modo in cui essi sono nati nella mente degli uomini , prima ancora che nella concretezza della realt? . La storia si configura dunque come una metafisica della mente umana , un’ analisi dello sviluppo dell’ attivit? spirituale dell’ uomo , inteso sia come singolo sia come specie . Il primo compito di chi coltiva la “scienza nuova” ? dunque quello di ricostruire una lingua che preceda la formazione di tutti i linguaggi storici , una lingua mentale comune a tutte le nazioni , sulla base della quale si pu? comporre un vocabolario mentale comune a tutte le lingue articolate diverse , morte e viventi (Degnit? XXII) . Questa sintassi e questo lessico mentali costituiscono la struttura fondame ()
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Materia: Tesine
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Materia: Tesine
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Scarica hume: la scienza dell’uomo gratis

Materia: Economia
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La scienza dell’ uomo In una lettera del 1734 Hume scrive che all’et? di diciotto anni gli si era aperta una nuova scena del pensiero . Sin dal Trattato sulla natura umana il nuovo indirizzo che egli intende imprimere alla ricerca filosofica si concreta nel progetto di costruire una scienza sistematica della natura dell’ uomo. Nel corso della tradizione filosofica , egli osserva nelle Ricerche , si sono imposti due generi di filosofia che per vie diverse , non hanno condotto a risultati soddisfacenti . Da un lato , un tipo di filosofia pratica “facile e ovvia” si ? limitato a cercare gli argomenti retorici pi? persuasivi per convincere l’ uomo ad essere virtuoso , senza tuttavia mostrare in che modo la virt? e gli altri valori siano fondati sulla natura umana . Dall’ altro lato , un genere di filosofia “rigorosa e profonda” ha avuto il merito di indagare teoreticamente la natura dell’ uomo , sia nei suoi aspetti conoscitivi sia in quelli pratici . Ma purtroppo questo secondo tipo di pensiero ha spesso identificato la natura umana con una ragione intesa in maniera astratta e intellettualistica : di qui lo scaturire di quelle complicazioni , di quegli errori grossolani , di quei falsi problemi e quelle false soluzioni che costituiscono il tessuto della metafisica . Il modo di filosofare “rigoroso e profondo” deve quindi essere corretto con un’ analisi empirica che anzich? costruire razionalmente un’ immagine astratta della natura umana , studi sperimentalmente i fenomeni in cui essa si manifesta , in analogia con le procedure delle scienze fisiche . Questa scienza della natura umana deve avere carattere sistematico. Infatti , essa investe sia l’ ambito gnoseologico , attraverso l’ analisi dei poteri e dei limiti dell’ intelletto ; sia quello etico , politico e religioso , esaminando gli istinti e le passioni che effettivamente muovono l’ azione dell’ uomo , lo spingono alla convivenza sociale e determinano la sua credenza nel divino . Questo nuovo modo di fare filosofia si appella al metodo illustrato da Newton nella seconda met? del Seicento : risolvere i fenomeni in princ?pi comuni e ricondurre questi ultimi a pochi princ?pi semplici dai quali derivare tutto il resto . Nella sua indagine filosofica anche Hume tenta di ritrovare empiricamente o , come egli dice con chiaro riferimento a Newton , “sperimentalmente” , alcuni princ?pi fondamentali , cio? alcuni caratteri essenziali della natura umana , in base ai quali spiegare i meccanismi della conoscenza e dell’ agire dell’ uomo . Ma dalla lezione newtoniana , congiunta a quella dei grandi empiristi inglesi , Hume apprende soprattutto che la condizione essenziale di ogni corretta indagine sperimentale ? quella di non trascendere i limiti dell’ esperienza e di non accettare mai ipotesi non confermate empiricamente . Se ci? non aveva impedito a Newton di condividere una concezione metafisica della realt? ( basti pensare alla nozione del tempo e dello spazio come sensori di Dio ) , in Hume l’ empirismo sperimentalistico conduce a una rigorosa critica della metafisica che completa e radicalizza l’opera iniziata da Locke . Nella conclusione , divenuta famosa , delle ricerche sull’ intelletto umano , Hume , certo in modo volutamente ( ed esageratamente ) provocatorio afferma : Se ci capita per le mani qualche volume , per esempio , di teologia o metafisica scolastica , domandiamoci : Contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esperienza ? No . E allora gettiamolo nel fuoco , perch? non contiene che sofisticherie e inganni. ()
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Scarica Galileo: scienza e scrittura gratis

Materia: Filosofia
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Scienza e scrittura Esaminiamo ora il rapporto tra la Sacra Scrittura e la scienza ; dobbiamo innanzitutto dire che Galileo era e si sentiva un buon cristiano e il suo atteggiamento nei confronti della Chiesa fu ben diverso rispetto a quello di Giordano Bruno . Egli , a differenza del Nolano , ? convinto della verit? della Chiesa e non deve assolutamente ” sconfessare ” . Fu a partire dal novembre 1612 che la teoria copernicana venne proclamata eresia e anche le posizioni di Galileo vennero attaccate : sostenere l’ eliocentrismo significava indubbiamente mettere in discussione la veridicit? delle Scritture ; c’ ? infatti un passo nella Bibbia in cui Giosu? ordina al Sole di fermarsi ; se il Sole deve fermarsi ? ovvio che ? concepito in movimento ed ? per? altrettanto ovvio che questo ? in contrasto con la teoria copernicana che lo vuole fermo al centro dell’ universo . Galileo dovette cos? intraprendere la difesa delle sue teorie e lo fece in alcune lettere in cui affrontava la questione del rapporto scienza - Scrittura . Le sue sono e rimangono comunque posizioni ortodosse , di rispetto per la Chiesa . Galileo deve riuscire a fondare l’ autonomia della ricerca scientifica , sciogliendola dal vincolo delle Scritture : il pensiero di Galileo ? pervaso dalla convinzione che scienza e Scrittura abbiano un’ unica fonte . Gi? Agostino , uno dei padri della Chiesa , sosteneva che il Logos fosse l’ origine sia della ragione , sia della rivelazione e anche della creazione ; riprendendo in parte queste idee di fondo Galileo arriva a dire che scienza e Scrittura hanno un’ unica origine , quella divina . In altre parole , ci? che l’ uomo scopre nella natura non pu? essere in contrasto con la rivelazione : il libro della Scrittura e quello della natura finiscono per essere la stessa cosa , quasi come se Dio volesse comunicare con l’ uomo tramite la rivelazione e in pi? tramite tutto ci? che ci circonda : ? come se Dio si fosse rivelato a noi parallelamente con questi due libri , quello della Scrittura e quello della natura . Tuttavia risulta stridente la contraddizione tra natura e Scrittura nel caso della teoria copernicana , da Galileo sostenuta e dimostrata autentica : la Scrittura mi dice che il Sole ruota intorno alla Terra , la natura mi dice invece che ? la Terra a girare intorno a lui . Galileo cerca di risolvere il problema sottolineando come gli obiettivi del libro della Scrittura e quelli del libro della natura siano diversi . Il libro della natura ci insegna come ? fatto il mondo , il libro della rivelazione ( la religione ) ci mostra invece come comportarci per ottenere la salvezza dell’ anima : il libro della natura ? latore di un messaggio teoretico , quello della Scrittura di un messaggio etico - religioso . Non a caso Galileo ripeteva sempre : ” la Scrittura non ci insegna come vada il Cielo , ma come si vada in Cielo ” . Essendo diversi gli obiettivi , spiega Galileo , ? evidente che la Bibbia per perseguire il suo abbia dovuto adattarsi alla mentalit? delle persone dell’ epoca per rivelare l’ onnipotenza divina : se a quei tempi si pensava che il Sole girasse intorno alla Terra , per mostrare l’ onnipotenza di Dio bisognava dire che egli era in grado di fermare il Sole . Non ha un valore teoretico quest’ asserzione , ma solo etico : non mi dice come ? il mondo , vuole solo dimostrare come Dio possa tutto . D’ altronde nella Bibbia ci sono altre espressioni che fanno ben intendere come le finalit? siano quelle di mostrare la potenza di Dio e non di spiegare come effettivamente sia il mondo ; la figura stessa di Dio nella Scrittura ? antropomorfica : si parla dell’ occhio di D ()
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