Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema Religione per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema Religione.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
Qualsiasi lavoro dal questo elenco posso discutere e aggiungere i propri materiali. Aggiungere i propri lezioni e altri materiali di riferimento o l’informazioni aggiuntivi su tema Religione posso fare con l’aiuto del modulo dei contatti. I documenti di testo presentati in formato Word (.doc), PDF (.pdf). i lavori in laboratorio e risultati degli esperimenti in formato di Excel (.xls). Tutti i lavori archiviati con l’aiuto di WinZip.
Autori del sito non si assumono nessuna responsabilità del contenuto dei file e informazioni.
Il sito si apre meglio con l’aiuto di Mozilla Firefox.

Scarica Religione Egizia e Greca gratis

Materia: Storia
Dimensione: 3.54 Kb

Scarica Gratis

La storia egizia inizia attorno al 3100 a.c. lungo il corso del Nilo: una lunga e stretta striscia di terra coltivata, in mezzo al deserto,che si allarga soltanto nella zona del delta. RELIGIONE Gli abitanti dell’Antico Egitto non concepivano alcuna differenza tra azioni sacre e profane, ogni azione, non importa quante terrena, era concepita come simbolo terreno come una specifica attività divina. Gli elementi fondamentali sono: origine divina, la creazione dell’universo, la creazione dell’uomo, canoni e l’aldilà. IL MITO DELLA CREAZIONE IL MITO DELLA RIBELLIONE DELL’UOMO Anche in Egitto, come in altre parti del mondo, esiste il mito della ribellione degli uomini contro gli Dei. La leggenda egiziana narra che il dio creatore Ra, per affrontare questa situazione, decise di inviare sulla terra il suo Occhio sottoforma della dea Hathor. Hathor, che ha sembianze di leonessa, divora in una notte parte dell’umanità e poi si addormenta. Ra crede che l’umanità sia stata punita a sufficienza e perciò decide di spargere sulla terra una birra colorata che, mescolata alle acque del Nilo, produce un liquido simile al sangue. IL LIBRO DEI MORTI Il Libro dei Morti ha origini molto antiche, forse addirittura precedenti all’inizio dell’epoca faraonica e contiene le direttive per un corretto viaggio dell’anima nell’al di là. Il Libro dei Morti era, per gli Antichi Egizi, quello che è la Bibbia per i Cristiani. In epoca tarda veniva addirittura preso alla lettera poiché, probabilmente, i suoi significati erano divenuti un po’ annebbiati. Il nome in egiziano era REU NU PERT EM HRU, letteralmente “Capitoli per il giorno futuro”. L’appellativo Libro dei Morti è stato assegnato dai primi studiosi che ne interpretavano i contenuti. LA MUMMIFICAZIONE Quando un egizio moriva, la sua salma veniva trasportata nel locale addebito alla mummificazione. I sacerdoti incaricati del processo di imbalsamazione si prendevano cura del defunto: in primo luogo asportavano il cervello mediante l’introduzione di un gancio attraverso il naso; tracciavano poi con un pennello una linea nel fianco sinistro del corpo, dove praticavano un’incisione per estrarre le viscere (non il cuore). Dopodichè lasciavano il corpo nel natron (miscuglio di sali) per un certo periodo di tempo, quindi lo lavavano e massaggiavano con profumi e oli e lo cospargevano d’incenso. LA STORIA A partire dal 2300 a.C. fiorisce a Creta una ricca civiltà: la fortunata posizione geografica e il clima favoriscono lo sviluppo dell’agricoltura e dello sviluppo marittimo. RELIGIONE RITI E SACRIFICI Nella religione greca si compivano diversi sacrifici; ma l’azione sacra per antonomasia era il sacrificio animale con uccisione della vittima e conseguente pasto cerimoniale nella cornice di feste regolate da un calendario. Il rapporto con la divinità era gestito dal sacerdote, semplice funzionario locale del tempo, e dall’individuo, capace di intraprendere i segni con la quale la divinità manifesta la propria volontà. ()
(more…)

Scarica Dewey: politica, educazione e religione gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 6.25 Kb

Scarica Gratis

Politica, educazione e religione In ambito politico Dewey è uno strenuo difensore del valore e dei metodi della democrazia . Essa costituisce infatti la più coerente traduzione politica della concezione deweiana della realtà e dell’esperienza. Come nella natura l’individuo è in continua interazione con l’ambiente, così nella democrazia ognuno collabora con le proprie forze al benessere della totalità e riceve a sua volta sostegno dal corpo collettivo. Dewey non si nasconde, tuttavia, che nelle democrazie esistenti, anche in quella americana,non sempre l’interazione tra individuo e totalità si è sviluppata in modo equilibrato(come del resto avviene anche nella natura):spesso i gruppi sociali più elevati traggono vantaggi maggiori dagli apporti che danno alla vita sociale, mentre i ceti inferiori finiscono con il lavorare a vantaggio di pochi. La responsabilità di questa situazione è in gran parte attribuibile, secondo Dewey, al liberalismo classico, che ha indissolubilmente connesso la difesa della libertà politica con quella della libertà economica (cioè il liberalismo con il liberismo).Contro questa concezione, Dewey difende invece una forma di liberalismo radicale, che garantisce l’effettiva libertà dello Stato, senza per questo comportare l’adozione di modelli socialistici o comunistici della società. Alle riflessioni sulla democrazia è anche connessa la pedagogia di Dewey, che ebbe grandissima fortuna non solo negli USA, ma anche in Europa. L’attività scolastica del bambino è infatti intesa da Dewey come partecipazione attiva e spontanea alla vita della comunità scolastica, una corretta educazione infantile può quindi, predisporre gli individui alle regole della vita democratica e rivelarsi in futuro l’unico potente mezzo per rafforzare e diffondere la democrazia. Ma, al di là della intenzionale relazione con la politica, la pedagogia di Dewey è ricca di assunti che costituiscono l’applicazione pratica dei suoi principi filosofici. Al centro di essa vi è la nozione di scuola attiva , il cui principio fondamentale,”imparare facendo( learning by doing ) è che l’insegnamento non deve essere subito passivamente attraverso la ricezione di nozioni mnemoniche, ma deve essere il risultato dell’attività volontaria del bambino, impegnato in lavori che rispondano ai suoi interessi e alle sue scelte. L’opera dell’educatore deve quindi limitarsi a suscitare in lui i giusti interessi, a fornirgli i materiali e a guidarlo nella realizzazione dei suoi lavori. Nella “scuola laboratorio” che Dewey fece aprire presso il dipartimento di Pedagogia dell’università di Chicago i bambini cucinavano, coltivavano l’orto e preparavano manufatti. Le stesse materie tradizionali (leggere,scrivere,far di conto, la storia, la geografia,ecc.) venivano insegnate partendo da interessi concreti legati appunto all’attività lavorativa dei bambini. Non è difficile scorgere sullo sfondo di queste dottrine pedagogiche i temi fondamentali della riflessione filosofica di Dewey: il principio dell’interazione tra individuo e ambiente, la situazione problematica come condizione dell’interesse e del processo cognitivo, il carattere strumentale del pensiero, la teoria del rapporto mezzi-fini. In definitiva, per Dewey ‘ l’educazione è ricostruzione e riorganizzazione dell’esperienza che accresce il significato dell’esperienza stessa e aumenta l’abilità di dirigere il corso dell’esperienza stessa ‘. Un ultimo accenno merita senz’altro la concezione della religione nel pensiero di Dewey. Il naturalismo monistico deweiano non consente di fare riferimento ad entità trascendenti dalla natura stessa. D’altra parte, Dio non può risolversi panteisticamente nella stessa unità dei processi naturali, poiché nella sua nozione è contenuta l’idea di una tensione ideale verso il valore che non si lascia chiudere entro i confini dell’esistenza. Dio non è , pertanto, un essere ontologicamente determinato, ma è rappresentato dall’unità dei fini ideali che muovono l’azione dell’individuo ()
(more…)

Scarica Hume: la religione gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 5.75 Kb

Scarica Gratis

La religione Anche per quel che riguarda la religione , Hume rinuncia ad ogni pretesa di ritrovare in essa un fondamento razionale. Contrariamente a quanto sostengono i deisti , nei Dialoghi sulla religione naturale egli afferma che la ragione non pu? fornire alcuna prova dell’ esistenza di Dio . Per quanto riguarda l’ argomento ontologico anselmiano , esso ? un illecito tentativo di ricondurre una “questione di fatto” ( come quella dell’ esistenza, ancorch? di Dio ) a una semplice “relazione di idee”. Maggiore attenzione merita l’ argomento che tenta di risalire dall’ ordine e dalla perfezione dell’ universo all’ esistenza di un suo autore, cos? come dall’ esistenza di una macchina si pu? risalire a quella del suo costruttore . Qui, infatti si cerca di spiegare una materia di fatto ( un’ esistenza ) ricorrendo all’ unico principio che pu? giustificarla, la relazione di causa ed effetto. Ma anche questo argomento non ? concludente, dal momento che esso si fonda indebitamente sull’ analogia tra cose troppo diverse tra loro: il rapporto tra Dio e il mondo e quello tra il costruttore e la macchina sono due cose troppo distanti tra loro . In nessun modo il mondo pu? essere paragonato a una macchina, una casa o un’ altra realt? di cui abbiamo molteplici esperienze, e quindi non ? possibile ipotizzare una sua causa allo stesso modo in cui da quelle realt? inferiamo legittimamente la natura del loro autore. Inoltre, la connessione causale si fonda sempre sull’ esperienza ripetuta e consolidata dall’ abitudine e non pu? quindi essere applicata al di fuori dell’ ambito fenomenico. La spiegazione dell’ esperienza religiosa , la quale, come tutte le altre esperienze, ? un fatto che non pu? essere negato , deve quindi essere ricercata ancora una volta sul terreno degli impulsi che fattualmente e storicamente hanno condotto alla sua emergenza. Nella storia naturale della religione l’ atteggiamento religioso ?, infatti, ricondotto al sentimento di timore e di speranza che ciascun uomo prova naturalmente di fronte alla forza della natura e al mistero della vita e della morte. Questo sentimento ha condotto prima alla nascita del politeismo, nel quale gli uomini spiegano le forze naturali ricorrendo a parecchie divinit? cui attribuiscono i caratteri che riscontrano in se stessi. Solo in un secondo tempo gli uomini sono passati dal politeismo al monoteismo, indotti soprattutto dall’ esigenza di rendere sempre maggiori onori alla divinit? che temono e quindi di rappresentarla in maniera sempre pi? pura e distinta dall’ uomo. Il culmine di questo processo, in cui le argomentazioni filosofiche si confondono con il sentimento di timore e di speranza, ? la rappresentazione di un Dio unico, perfetto e infinito, dal momento che al di l? dell’ infinito non vi ? pi? nulla di concepibile. Le religioni monoteistiche liberano cos? l’ uomo dall’ idolatria e dalla superstizione proprie del politeismo ma, a causa dell’ unicit? del Dio in cui credono, esse sono anche causa di un’ intolleranza e di un fanatismo che erano sconosciuti alle prime ingenue rappresentazioni della divinit?. Hume spiega quindi la religione togliendole ogni fondamento assoluto e riconducendola agli istinti e alle passioni intrinseche alla natura umana. Ciononostante egli non fa alcuna professione di ateismo, n? intende ridurre la religione alla superstizione in cui vivono gli ignoranti o all’ inganno perpetrato dai potenti pur di tenere a bada il volgo , come invece sostenevano i filosofi illuministi francesi . Insita nella natura umana stessa, la religione ? una manifestazione del modo in cui l’ uomo si rapporta al mondo che conosce e a quello che non conosce , una manifestazione di fondamentale importanza . Ma proprio perch? nasce nelle pieghe pi? oscure dell’ animo umano , essa appare un indovinello, un enigma, un mistero inesplicabile . Di fronte ad essa il saggio filosofo scettico n? tenter? impossibili giustificazioni ra ()
(more…)

Scarica Religione egiziana gratis

Materia: Storia
Dimensione: 15.05 Kb

Scarica Gratis

Religione egiziana Gli Dei Ra Personificazione del dio solare, associato ad Atum (il tutto) è, secondo le teologie Eliopolita ed Ermopolita, il creatore dell’universo. Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su due barche: quella del giorno e quella della notte. Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la mattina. Da lui era stata emanata una figlia, Maat. Atum Dio principale di Eliopoli, creatore per eccellenza, fu poi identificato con il sole la sera. I suoi animali sacri erano il leone, il serpente e l’icneumone. Shu Dio dell’aria secca, figlio di Atum-ra e gemello di Tefnut. Genera Geb e Nut. Nell’iconografia separava Geb da Nut. Tefnut Dea dell’aria umida, figlio di Atum-ra e gemella e sposa di Shu. Dea di Oxyrhynchos. Nut Dea del cielo, sorella e sposa di Geb, madre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Ingoia il sole a tramonto e lo partorisce al mattino. Geb Dio della terra, sposo e fratello di Nut, padre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Osiride Dio di Busiride. Figlio di Nut e Geb, é il dio-re dell’Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull’aldilà dove, oltre che sovrano, é giudice supremo. Come dio della vegetazione viene spesso rappresentato in forma di mummia da cui germogliavano delle piante. Iside Figlia di Nut e Geb, é la grande maga, la dea madre e regina. Osiride ne é lo sposo-fratello, Horus il figlio. Il suo nome significa “il trono”. Seth Dio di Ombos. Figlio di Nut e Geb, fratello di Osiride, Iside e Nefthi, di quest’ultima anche sposo. Dio della siccità e del cattivo tempo, in senso lato potenza distruttrice, simbolo del male. Secondo la leggenda fu l’uccisore di suo fratello Osiride. Nefthi Dea di Diospolis Parva. Figlia di Geb e Nut, sorella di Osiride, Iside e Seth, di quest’ultimo anche sposa (pur non innamorata) e madre di Anubi. E’ la dea della casa. Horus Dio di Behdet. Dio falco sdoppiato in Horus il Grande (Haroeris) e in Horus Bambino (Arpocrate). Figlio di Iside e Osiride, regna sull’Egitto dopo la morte del padre. I faraoni sono considerati suoi discendenti. Ptah Dio di Menfi e, secondo la teologia Menfita, creatore dell’universo. La sua esistenza avrebbe preceduto quella di Atum-ra. Patrono degli scultori e dei forgiatori, il suo animale sacro era il toro Apis. Sekhmet Dea di Rehesu, era la dea della salute e del male nello stesso tempo, patrona della guerra e della medicina. E’ raffigurata in forma leonina ed é ritenuta sposa di Ptah. Era legata a Bastet, la dea gatta, nella quale si riteneva si fosse trasformata. Nefertum Dio della regione di Menfi. Era figlio di Ptah e Sekhmet. Thot Dio di Hermopolis. Dio della saggezza, messaggero degli dei. Nell’oltretomba assiste alla pesatura del cuore del defunto. E’ generalmente rappresentato con al testa di ibis. E’ il dio della scienza, della scrittura, delle arti magiche e delle fasi lunari. Anubi Dio sciacallo di Cinopolis, assiste Horus e Thot nella pesatura del cuore dei defunti, preposto ai segreti. E’ figlio illegittimo di Osiride e di Nefthi. Hathor Dea di Afroditopolis e di Dendera. Dea dell’amore, patrona della musica e della danza, generalmente rappresentata nell’aspetto di vacca. Il suo emblema era il sistro. Sokar ()
(more…)

Scarica La religione a Roma gratis

Materia: Storia
Dimensione: 8.31 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica La religione egiziana gratis

Materia: Storia
Dimensione: 5.54 Kb

Scarica Gratis

LA RELIGIONE EGIZIANA IL CULTO DEGLI ANIMALI La religione egizia è basata sugli animali-totem. Questo fenomeno si evidenzia nelle tribù cacciatrici che adoravano, in segnio di buon auspicio, gli animali che più spesso venivano cacciati. L’origine di questa religione ha radici antichissime, infatti si pensa che gli egiziani fossero una delle città più religiose mai esistita. Questa religione, basata sul culto degli animali, fu sempre presente tra gli egiziani nonostante il passaggio dalla caccia all’agricoltura. L’abitudine di seppellire e fasciare con fascie di lino gli animali sacri, la ritroviamo in epoche molto lontane. Sono stati scoperti molti templi un onore di vari animali che rappresentavano alcuni dei. Alcuni di essi sono: - Api = il bue - Anubi = lo sciacallo - Altri ancora come il gatto, l’ippopotamo, il coccodrillo, ecc… Con il passare dei secoli, l’aspetto di questi dei si trasformò parzialmente diventando da intero animale, ad un essere con il corpo d’uomo e la testa di animale; ma il culto dei Totem rimase sempre vivo negli strati popolari. LA CIVILTA’ DELLA MORTE L’idea dell’oltretomba era talmente forte da costituire una tra le caratteristiche principali della cultura egizia; infatti la vita dopo la morte era considerata il seguito di quella terrena. In molte pitture tombali, il defunto veniva raffigurato in un banchetto insieme alla sua sposa, amici e parenti. Le tombe erano decorate con affreschi raffiguranti la vita quotidiana; inoltre si dipingeva una finta porta che aveva un significato simbolico. Al defunto venivano offerte le stesse condizioni che aveva in vita e per assicurare la salvezza dell’anima, il corpo veniva mummificato. Le tombe dei faraoni erano le piramidi, dove l’uomo riposava circondato da immense ricchezze. RA, ISIDE E OSIRIDE Dopo la fine del regno nuovo, il centro del culto di Iside fu Philae, un’isola sul Nilo in cui le venne dedicato un grande tempio. Il suo sposo, Osiride, fu il re d’Egitto e civilizzò il suo popolo con l’insegnamento della legge, dell’agricoltura e della religione. Fu assassinato dal suo malvagio fratello Seth che sparse i resti del suo corpo. Iside sapendo della sua morte, si trasformò in falco e trovò il corpo di lui; così gli infuse una nuova vita con il battito delle ali. Osiride risorge e ha un figlio da Iside: Horus. Egli vendicò la morte del padre uccidendo Seth e salendo al trono. Osiride attraverso Horus, fu considerato fonte di nuova vita e divenne del regno dei morti. Questo mito può rappresentare molti eventi, il più importante dei quali è il ciclo della vegetazione ( la rinascita annuale della natura ). Un’altra divinità importante era rappresentata da Ra, Dio del sole, rappresentato con il corpo di uomo e la testa di falco. Si pensava che i faraoni fossero “figli del sole” e che dopo la morte raggiungevano il loro padre oltre il tramonto. ISIDE E I CULTI MISTERICI Storia della resurrezione di Osiride Il culto di Iside era diffuso anche in molti paesi del Mediterraneo e anche a Roma dove però veniva represso. Nel 48 a.C. il senato ordinò di abbattere il tempio di Iside a Roma, ma nessuno volle farlo, così fu abbattuto dal console che lo aveva ordinato. Il sacerdote di Iside a Roma dice alla nobile Paolina che il dio Anubi voleva sedurla; così, con il consenso del marito, accettò, ma solo dopo si accorse che quello non era Anubi, ma Decio Mundo. Paolina denunciò il fatto al senato e i sacerdoti della dea Iside furono cacciati. Oltre al culto della dea Iside, c’è anche quello del Nilo che si manifesta in due ricorrenze: ” La navigazione di Iside “e il periodo che va dal 13 novembre al 16 dicembre dove si commemora il ritrovamento del cadavere di Osiride. IL DESTINO DELL’ESSERE UMANO Gli egiziani pensavano che ogni uomo vivesse lo stesso ciclo di Osiride: muore, viene imbals ()
(more…)

Scarica La religione etrusca gratis

Materia: Scienze
Dimensione: 7.25 Kb

Scarica Gratis

La religione etrusca Alla base della religiosit? etrusca, soprattutto nei tempi pi? antichi della civilt?, stava l’idea fondamentale che la natura dipendesse strettamente dalla divinit? e che perci? ogni fenomeno naturale fosse espressione della volont? divina. Gli dei erano concepiti come esseri soprannaturali, misteriosi, vaghi, e l’uomo non ne aveva alcuna conoscenza. Incerti sia del loro numero che del loro sesso o delle loro apparenze, gli etruschi potevano soltanto cercare di captarne le manifestazioni ed i desideri attraverso l’interpretazione di ” segni”, spesso costituiti da semplici fenomeni naturali, o cercare di carpirne i favori attraverso riti, sacrifici ed offerte votive. In effetti gli etruschi divennero dei veri esperti, famosi e rinomati anche presso i romani, nell’arte dell’interpretazione dei “segni” attraverso i quali si credeva manifestarsi la volont? divina, mentre l’aspetto ritualistico esteriore era talmente sviluppato e scrupolosamente osservato da colpire i contemporanei e gli antichi che definirono l’etrusco come un popolo”… che tra tutti gli altri si dedic? particolarmente alle pratiche religiose in quanto si distingueva nel saperle coltivare”.(Tito Livio) Depositaria della dottrina ed esperta della disciplina era la casta sacerdotale, aristocratica discendenza di quei “lucumoni” che avevano ricevuto dagli dei la rivelazione ed i testi sacri. I sacerdoti erano divisi in collegi ed indicati con nomi diversi a seconda del settore in cui erano esperti, si trattasse della interpretazione delle viscere (haruspex) o dei fulmini (fulgitur). La sacra scrittura era composta da tre libri: i Libri Aruspicini, che trattavano dell’interpretazione ai fini divinatori delle viscere degli animali, i Libri Fulgurales, che contenevano la dottrina dei fulmini, i Libri Rituales, che riguardavano le norme di comportamento da seguire sia nella vita pubblica che in quella privata. Particolarmente affascinante appare l’osservazione delle viscere degli animali, cuore e fegato soprattutto, pratica che aveva precedenti anche nel mondo mesopotamico ma che tra gli etruschi ebbe un ruolo talmente spiccato da assurgere a caratteristica nazionale. Questa disciplina, come del resto anche l’ars fulguratoria, poggiava sul fondamento teorico della corrispondenza magica tra macrocosmo e microcosmo, cio? tra mondo celeste e mondo terrestre. I due mondi si corrispondevano nell’ambito di un preciso e preordinato sistema unitario e tutto ci? che accadeva nella volta celeste ( divisa in caselle che erano le dimore dei singoli dei) doveva avere necessariamente una ripercussione sulla zona corrispondente nel mondo umano. Un fegato poteva cos? venire interpretato osservando le sue irregolarit?, imperfezioni o regolarit? e quindi prendere in considerazione i messaggi della divinit? che occupava la casella interessata. Questa intima connessione tra mondo umano e mondo divino ebbe conseguenze molto importanti anche sul culto dei morti: come vedremo infatti la tipologia edilizia delle necropoli e la struttura stessa delle tombe rifletteva esattamente quella abitativa. Questo ? per noi un grande vantaggio dal momento che le necropoli etrusche sono incomparabilmente meglio conservate rispetto ai siti urbani. Nel corso del VII secolo inizi? un processo di assimilazione delle divinit? etrusche all’Olimpo greco o addirittura di importazione di nuovi dei greci che venivano “etruschizzati”. Tuttavia questo non attenu? la specificit? della religione etrusca ed il senso di completo annullamento dell’uomo di fronte al volere divino. Il culto dei morti Gli etruschi attribuivano grande importanza al culto dei morti, anche perch? questo culto equivaleva a quello degli antenati ed in particolare del capostipite ed era quindi mezzo per l’affermazione del prestigio e della potenza di una famiglia. Possiamo tuttavia distinguere diversi momenti nell’esercizio di questo culto e la sua evoluzione si rifletter? ()
(more…)

Scarica Berkeley: religione, morale e politica gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 5.64 Kb

Scarica Gratis

Religione, morale e politica Finora abbiamo esposto le dottrine metafisiche e gnoseologiche di Berkeley , tutte presenti nei suoi scritti giovanili . Nonostante essi siano i più importanti dal punto di vista storico , non sono i preferiti di Berkeley nè tanto meno quelli per cui gode di maggior fama nel 1700 . Negli scritti della maturità infatti queste dottrine giovanili non vengono più riprese , per quanto restino comunque sullo sfondo e non incompatibili con il contesto : in primo piano emergono invece apertamente le argomentazioni apologetiche del filosofo . Nell’ Alcifrone Berkeley illustra , in forma di dialogo , il suo pensiero religioso e morale . Egli muove un’ aperta polemica ai deisti e ai liberi pensatori : Alcifrone significa letteralmente ” mente potente ” , con una sprezzante allusione alla presunzione di coloro che pretendono di risolvere tutto con il proprio cervello , convinti che la ragione possa tutto . Berkeley denuncia la totale inadeguatezza della religione naturale - razionale di stampo aristotelico , che é assolutamente insufficiente a esprimere la dimensione della fede e del culto , momenti di fondamentale importanza nella vita religiosa . Una religione che sia davvero tale deve per Berkeley essere una religione rivelata . Questo comunque non vuol dire che Berkeley non si preoccupi della ragionevolezza della religione : per giustificare i miracoli e i misteri cristiani egli ricorre al paragone con la scienza , ricordando che anche in essa i primi princìpi non sono suscettibili di spiegazione razionale ed é come se venissero colti dal “sentimento ” , come aveva detto Pascal . Contro i deisti e i moralisti , Berkeley sostiene inoltre la stretta dipendenza della morale dalla religione : egli critica quindi Shaftesbury , il quale assimila il sentimento morale al gusto estetico , privando così l’ etica di ogni riferimento alla natura divina . Una polemica dai toni ancora più aspri Berkeley la conduce contro il tentativo di Mandeville di valutare i comportamenti umani in base alla dinamica dell’ istinto , al quale Berkeley contrappone evidentemente l’ incommensurabile superiorità dei valori spirituali . Nella Siris egli ritratteggia la sua metafisica tramite la costruzione di una cosmologia di innegabile impianto neoplatonico . L’ intero universo é permeato e animato da quella sostanza invisibile che é l’ etere . Ma dal momento che esclusivamente lo spirito é attivo , l’ etere é solamente il mezzo tramite il quale Dio esplica la propria opera e comunica con gli uomini per mezzo delle cose da esso animate . Ecco allora che Berkeley riprende in forma diversa la tematica della natura come linguaggio di Dio . Tramite una comprensione intellettuale della natura e dell’ ordine insito in essa , l’ uomo può tra l’ altro realizzare un’ ascesi che lo riconduce all’ intelletto divino ; da notare che il tema dell’ ascesi era particolarmente caro alla tradizione neoplatonica ed in particolare a Plotino . Anche il pensiero politico di Berkeley , infine , risulta fortemente legato alla religione . In un Discorso sull’ obbedienza passiva o princìpi della legge di natura ( 1712 ) egli afferma che gli uomini devono obbedire passivamente all’ autorità costituita , dal momento che la legge che da essa viene emanata é riflesso di quella naturale e divina , senza la quale ogni felicità mondana é impossibile . Questo esclude ovviamente ogni concezione contrattualistica dello Stato , concezioni che avevano cominciato a fiorire nel 1600 e che trovano un campo fertile nel 1700. ()
(more…)

Scarica Mito e religione: le dimensioni del divino gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 4.35 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Spinoza: religione e scrittura gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 5.88 Kb

Scarica Gratis

Religione e scrittura Nel Tractatus theologico-politicus , pubblicato anonimo nel 1670 , Spinoza espone le proprie idee in materia di religione e di politica . A noi sembrano due ambiti nettamente distinti , ma per Spinoza sono strettamente connessi dal momento che tutti e due trovano il loro centro concettuale nell’ esigenza di salvaguardare la libert? di pensiero e di espressione . L’ avversario costante e acerrimo del Tractatus ? quello spirito di intolleranza che Spinoza aveva gi? provato di persona per quel che riguardava le questioni religiose e che di l? a pochi anni , una volta caduta la repubblica , contaminer? anche la vita politica olandese , a tal punto da indurlo a rinunciare alla pubblicazione dell’ Ethica . Spinoza intraprende una rigorosa e serrata critica storico - filologica della Bibbia , volta a mostrare come la forma espositiva e la struttura categoriale della Scrittura siano fortemente condizionate dalla situazione storica che le espresse , cosa che peraltro aveva gi? fatto Galileo facendo notare come la Scrittura insegna come si va in Cielo , non come va il cielo . Nel testo biblico la parola di Dio ? infatti interpretata secondo la cultura , il linguaggio e la mentalit? particolari del popolo ebraico . I contenuti scritturali possono quindi essere legittimamente reinterpretati in modo da essere adattati a forme di sensibilit? storicamente pi? recenti e , a maggior ragione , possono essere fatti oggetto di un’ analisi razionale che , privandoli del loro carattere specificatamente positivo , li trasformi in una religione naturale accattabile da tutti gli uomini in tutti i tempi . Un esempio tipico dell’ analisi razionale cui Spinoza sottopone la tradizione religiosa ? la critica al concetto di miracolo che , introdotto dalla cultura ebraica per mostrare la onnipotenza divina capace di stravolgere le leggi fisiche , appare invece al filosofo un’ assurdit? , comportando l’ interruzione di quell’ ordine necessario della natura in cui si esprime la stessa volont? di Dio . Del resto , le interminabili dispute nel corso dei secoli su tematiche religiose , nonch? lo spirito di intolleranza che spesso le ha seguite , dipendono da una cattiva conoscenza dei rapporti tra fede e filosofia . Mentre quest’ ultima ha per oggetto la verit? teoretica , la religione concerne invece esclusivamente l’ obbedienza a cui l’ uomo ? tenuto nei confronti di Dio . I dogmi nei quali la fede si esprime non entrano quindi nel merito teoretico , ad esempio non si pronunciano sull’ essenza di Dio o sulla natura della libert? divina se essa consista in una forma di libero arbitrio o se coincida con la necessit? , ma riguardano solamente quelle verit? pratiche che costituiscono i presupposti stessi del dovere dell’ obbedienza ( che Dio esiste , ? unico , ? onnipotente , ? sovrano del mondo , vuole amore nei confronti del prossimo , premia o castiga e cos? via ) . Tali dogmi sono davvero semplici e , visto che sono comuni a tutte le religioni , escludono ogni motivo di disputa e di conflitto . In questo modo Spinoza intendeva , da una parte , impedire che la discussione religiosa sfociasse nell’ intolleranza e nella guerra , dall’ altra parte intendeva riservare alla ristretta cerchia dei filosofi e dei dotti la possibilit? di dibattere quelle tematiche che , ormai lontane dalla pratica religiosa e dalla politica , potevano essere interpretate in chiave rigorosamente razionalistica nella pi? classica tradizione seicentesca , senza temere di fare la fine di Giordano Bruno , bruciato vivo dalla Chiesa romana solo perch? di idee discordi . ()
(more…)

Scarica Mill: morale e religione gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 7.22 Kb

Scarica Gratis

Morale e religione L’ etica di John Stuart Mill ? basata sull’ utilitarismo mutuato da Bentham attraverso la mediazione del padre James Mill. A fondamento della morale sta, anche per lui, il principio dell’utilit?, cio? della massima felicit? per il maggior numero possibile di persone. Mill rivendica come propria l’invenzione del termino ‘utilitaristico’, che per? in realt? era gi? stato impiegato, anche se con un’accezione lievemente diversa, da Shaftesbury. Rispetto alle formulazioni di Bentham e del padre James, John apporta alcune importanti modifiche, insistendo in particolare sulla necessit? di una determinazione qualitativa dei piaceri , in opposizione al calcolo puramente quantitativo di Bentham, in modo da garantire la superiorit? dei piaceri intellettuali e morali su quelli puramente sensibili. Per quel che concerne la religione , Mill sostiene che essa sia riconducibile all’ambito dell’esperienza ed ? perfettamente conciliabile con la conoscenza scientifica del mondo. L’ordine cosmico rinvenibile nel mondo, anche in base a considerazione scientifiche, presuppone infatti una causa intelligente che agisce in vista di uno scopo. Questo non vuol dire per? che il fautore del mondo sia onnipotente: la presenza di un disegno nella creazione presuppone anzi la commisurazione dei mezzi al fine, e il necessario ricorso ai mezzi rivela, a sua volta, una limitazione della capacit? creatrice. L’ Essere da cui il mondo dipende deve essere piuttosto concepito come un Demiurgo finito: la sua potenza ? limitate dalle sue intrinseche possibilit? e dalla materia, da sempre esistente, sulla quale egli opera; gi? in Platone era presente l’idea che la materia fosse l’origine dell’imperfezione. Di conseguenza, gli uomini non possono attendersi ogni cosa dalla provvidenza divina, ma devono piuttosto collaborare con la divinit? per il perfezionamento del mondo. ()
(more…)

Scarica Locke: religione e tolleranza gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 6.85 Kb

Scarica Gratis

Religione e tolleranza I grandi rivolgimenti politici che interessano l’ Inghilterra del 1600 sono intrinsecamente connessi a complesse lotte di religione . Per questo motivo il problema della tolleranza religiosa riveste nel pensiero di Locke un’ importanza analoga a quella presentata dai suoi interessamenti politici . In tema di tolleranza egli arriva infatti ad elaborare formulazioni teoriche che avranno una grande influenza sul pensiero successivo , contribuendo in maniera determinante a formare una sensibilit? culturale che caratterizzer? gran parte dell’ illuminismo e che costituisce tutt’ oggi uno dei capisaldi della mentalit? e della cultura occidentale . La posizione di Locke sulla tolleranza non ? stata comunque sempre la stessa . Nei primi scritti dedicati al problema , risalenti agli anni 1661 -1662 e rimasti inediti , egli rivela pi? ostilit? che favore nei confronti di un atteggiamento permissivo da parte dello Stato nelle questioni religiose . La religione , fa notare Locke , si sviluppa nell’ ambito della coscienza interiore , per cui i suoi aspetti esteriori , quelli relativi alla dimensione chiesistica e cultuale , non hanno in essa un’ incidenza sostanziale . Il magistrato pu? dunque intervenire nella loro determinazione senza per questo condizionare la vita religiosa del fedele . Sull’ interesse per la tolleranza prevale dunque ancora in questi scritti la preoccupazione , di derivazione hobbesiana , per l’ ordine pubblico , che sembra poter essere garantito solamente attraverso il controllo della Chiesa da parte dello Stato . Ben diversa ? la posizione assunta da Locke nel Saggio sulla tolleranza del 1667 . Qui viene esplicitamente affermato che esistono alcune sfere di pensiero e di azione in cui l’ individuo non deve subire alcuna limitazione da parte dello Stato , visto che esse non hanno alcun effetto sulla vita politica e sociale della nazione . Tra queste egli colloca le opinioni filosofiche e il culto divino . La piena giustificazione di questa posizione si ha tuttavia soltanto nell’ Epistola sulla tolleranza del 1689 , che ? diventata un termine di riferimento imprescindibile per i fautori della tolleranza dei secoli successivi . La modernit? di questo scritto consiste nell’ aver sancito la nettissima separazione tra Chiesa e Stato per quanto riguarda le finalit? , le funzioni e i poteri che ad essi rispettivamente competono . Lo Stato ? un’ associazione di individui che ha come scopo la tutela del diritto naturale alla vita , alla libert? e alla propriet? . Esso non pu? dunque intervenire con la costrizione ( che gli compete essenzialmente ) in questioni che , come quelle religiose , non hanno alcuna attinenza con la difesa di quei diritti , a meno che esse non comportino pratiche nocive per la salute sociale o l’ integrit? dello Stato stesso . Per questo Locke esclude dal diritto alla tolleranza due categorie : i cattolici o , come allora si usava dire , i papisti , perch? obbediscono a un’ autorit? politico-religiosa che ? a sua volta intollerante , e gli atei , poich? non esistendo per essi alcunch? di sacro , non possono dare garanzia alcuna sui patti e sui giuramenti che assicurano la coesione dello Stato e l’ armonia della societ? . Questa duplice esclusione non ? certo da poco , ma pu? essere compresa tenendo conto delle particolari condizioni storico-politiche in cui Locke vive . La Chiesa ? invece un’ associazione intesa a procurare ai propri membri la salvezza dell’ anima , la qual cosa , dipendendo esclusivamente dalle convinzioni interiori del credente , non pu? in nessun modo essere indotta con la forza . Il sacerdote non pu? richiedere l’ intervento del magistrato per realizzare con la coazione ci? che non riesce a ottenere con le armi della parola e della convinzione. La Chiesa pu? legittimamente espellere dal proprio seno mediante la scomunica coloro che non condividono i dogmi e i riti che essa propone come mezzi di salvez ()
(more…)

Scarica Freud: Religione e civilt gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 8.98 Kb

Scarica Gratis

Religione e civilt? A partire dagli anni Venti, in Freud crebbe sempre pi? la convinzione che la psicoanalisi fosse la chiave di volta per comprendere non solo alcuni aspetti della civilt?, ma l’origine e i caratteri della civilt? nel suo insieme. Nel 1935 egli asserir? di essersi accorto ‘ che gli eventi della storia, gli influssi reciproci tra natura umana, sviluppo civile e quei sedimenti preistorici di cui la religione ? il massimo esponente, altro non sono che il riflesso dei conflitti dinamici fra Io, Es e Super-io, studiati dalla psicoanalisi nel singolo individuo: sono gli stessi processi ripresi su uno scenario pi? ampio ‘. Nel 1927, il pensatore austriaco aveva pubblicato L’avvenire di un’illusione , in cui affrontava la problematica della religione . Egli, analogamente a quanto diceva Nietzsche per la religione greca, scorgeva nella religione un insieme di rappresentazioni sorte dal bisogno di rendere sopportabile l’infelicit? e la miseria umana. Essa svolgeva quindi una mansione positiva per alcuni individui, soprattutto l’aveva svolta in epoche passate, ma comportava costi assai elevati, in quanto finiva per essere dannosa per la mente e cos? Freud poteva dire che ‘ la religione ? un narcotico con cui l’uomo controlla la sua angoscia, ma ottunde la sua mente ‘. Di fronte alle critiche della scienza, la religione non era in grado di reggere per Freud, ma era destinata a rivelarsi sempre pi? come un’illusione e, quindi, a soccombere. In questo modo Freud si riallacciava alla tradizione illuministica, per un verso, della critica alla religione in nome della ragione e, per un altro verso, a quanto avevano detto, non molto tempo prima di Freud, Marx (’la religione ? l’oppio del popolo’) e Nietzsche (’Dio ? una risposta grossolana, un’indelicatezza contro noi pensatori’). Al tempo stesso Freud precisava che la scienza moderna, proprio perch? consapevole dei propri limiti, non era un’illusione come la religione e che sarebbe stato pernicioso pretendere di ottenere per vie alternative ci? che essa non era in grado di fornire. Il messaggio che Freud ricavava da tali ragionamenti era che ‘ Se l’uomo distoglier? dall’aldil? le sue speranze e concentrer? sulla vita terrena tutte le forze rese cos? disponibili, riuscir? probabilmente a rendere la vita sopportabile per tutti e la civilt? non pi? oppressiva per alcuni ‘. La trattazione pi? organica e generale lasciataci da Freud sulle radici psichiche della cultura e della societ? ? contenuta in una delle sue ultime opere, intitolata Il disagio della civilt? (1930); Freud aveva gi? da tempo riconosciuto che uno dei princ?pi psichici basilari ? la pulsione di morte, che, proiettata all’esterno, si configura come pulsione di aggressivit?, ma lasciata completamente libera di esprimersi e di espandersi, potrebbe avere effetti devastanti e distruttivi. Per evitare questo pericolo, che comprometterebbe radicalmente la sopravvivenza dell’uomo, occorre che alla libido individuale siano sottratte energie per metterle a disposizione della societ?, cio? volte ad istruire e a rinsaldare i legami tra gli uomini: ed ? su queste basi che si regge la civilt? . Essa non ? altro che l’insieme delle realizzazioni e degli ordinamenti che distinguono la vita umana da quella dei suoi antenati animali; il fine di essa ? sostanzialmente, come gi? diceva Hobbes, la salvaguardia degli uomini e della loro sopravvivenza, nelle loro relazioni con la natura e con i loro simili. A questo provvedono le tecniche, le norme igieniche e di convivenza, gli ordinamenti sociali e politici. Alla base di questa transizione dalla natura alla cultura vi ? la sublimazione, cio? lo spostamento di energie libidiche dalle mete sessuali ad altri fini maggiormente apprezzati sul piano sociale, come l’arte, la cultura, l’illusione religiosa o l’amore del prossimo. Ma questo non implica una vittoria definitiva dell’eros e, di conseguenza, una scomparsa delle componenti aggressive nei rapporti fra gli uomini: la civilt? per F ()
(more…)