Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema nazismo per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema nazismo.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
Qualsiasi lavoro dal questo elenco posso discutere e aggiungere i propri materiali. Aggiungere i propri lezioni e altri materiali di riferimento o l’informazioni aggiuntivi su tema nazismo posso fare con l’aiuto del modulo dei contatti. I documenti di testo presentati in formato Word (.doc), PDF (.pdf). i lavori in laboratorio e risultati degli esperimenti in formato di Excel (.xls). Tutti i lavori archiviati con l’aiuto di WinZip.
Autori del sito non si assumono nessuna responsabilità del contenuto dei file e informazioni.
Il sito si apre meglio con l’aiuto di Mozilla Firefox.

Scarica Il nazismo gratis

Materia: Storia
Dimensione: 5.86 Kb

Scarica Gratis

Il nazismo Origini. Il Nazismo nacque in Germania in seguito alla grave crisi economica e alle tensioni sociali, che erano sorte dopo la sconfitta della I guerra mondiale. Il trattato Versailles stabilì che la Germania doveva pagare tutti i debiti di guerra e, subire l’occupazione militare francese nel bacino della Ruhr, una delle zone più importanti per l’economia della Germania. Questo portò al tracollo economico con un’inflazione spaventosa e un altissimo numero di disoccupati. Crebbero movimenti di protesta sempre più forti e le potenze occidentali fecero ben poco per controllare la situazione politica tedesca. Dopo le prime tendenze democratiche, infatti, la situazione volse verso sempre più accentuati estremismi di destra e di sinistra e alla rinascita di un nazionalismo sempre più aggressivo con desideri di rivincita sulla Francia e sul trattato di Versailles. La crisi economica del 1929 aggravò ancora di più la situazione economica della Germania che si stava appena riprendendo e rese ancora più difficile il pagamento dei debiti nonostante fossero stati ridotti. Ascesa al potere di Hitler. Il partito Nazista nacque negli anni 20, ma raggiunse un alto numero di seguaci solo dopo il 1930. Era capeggiato da Adolf Hitler, il quale era già stato protagonista di una rivolta d’estrema destra nel 1923 a Monaco di Baviera, che gli procurò solo una leggera condanna. Egli riuscì a sfruttare questi problemi e crearsi consensi sempre più ampi alleandosi con i monarchici conservatori. Hitler accusò il trattato di Versailles e gli ebrei di essere la causa della crisi della Germania, e promuoveva il ritorno di una nazione forte e dominatrice sull’Europa con un “terzo reich” dopo il sacro Romano Impero e L’Impero tedesco (1871) . I deboli governi che si susseguivano non erano in grado di fronteggiare l’ascesa di Hitler e del suo partito nazista che aveva una sempre maggiore popolarità. Egli acquistò potere anche grazie all’appoggio dei grandi industriali degli ambienti militari e conservatori che vedevano nel nazismo un modo per contrastare i movimenti socialisti e comunisti che in quel periodo avevano un seguito considerevole. In occasione dell’incendio del Parlamento accusò i comunisti e ottenne l’appoggio dei partiti conservatori. Così dopo le elezioni che videro un successo per i nazisti, Hitler è chiamato da Hindenburg, il presidente della repubblica, un conservatore, a formare il governo nel gennaio del’33. Si trattò di un governo di coalizione tra nazisti ed esponenti conservatori. Egli raggiunse presto i pieni poteri dittatoriali assumendo tutte le cariche più importanti, anche quella di presidente della repubblica. Non appena al potere instaurò un regime nazista, che ispirandosi al fascismo di Mussolini in Italia, limitava le libertà personali ed eliminava gli oppositori. Furono cancellati la libertà di stampa, di sciopero, tutti gli atri partiti furono messi al bando e tutte le attività furono controllate dal regime. Assunse il titolo di “Führer” (condottiero), e si sbarazzò anche di alcuni suoi sostenitori come le SA (reparti d’assalto) le squadre armate che, come le “camicie nere” in Italia, gli avevano permesso di conquistare potere con atti di violenza. Egli instaurò delle milizie militari le SS (schutz staffeln, squadre di protezione) e una polizia segreta di stato (GESTAPO) che direttamente ai suoi comandi dovevano eseguire le più spietate operazioni di “pulizia” degli oppositori creando un clima di terrore. Il nazismo alla conquista dell’Europa. In politica estera Hitler trovò alleati nei regimi autoritari e fascisti come in Italia e Giappone, destò simpatie negli ambienti più conservatori di tutta l’Europa e sostenne il partito nazionalista durante la guerra civile in Spagna. Vennero iniziati grandi lavori pubblici che apparentemente servivano per migliorare l’economia ma in realtà preparavano la Germania ad uno scontro bellico. Le sue intenzioni di creare uno “spazio vitale” pe ()
(more…)

Scarica Nazismo e fascismo gratis

Materia: Storia
Dimensione: 9.43 Kb

Scarica Gratis

LA GERMANIA NAZISTA La debole Repubblica di Weimar formatasi in Germania nel primo dopoguerra non riesce ad opporsi all’ascesa del nazismo favorita dalla grave crisi economica e dalla ripetute crisi politiche. Tra il 1932 e il 1933 una complessa e drammatica evoluzione degli avvenimenti politici conduce al potere di Hitler che nel giro di pochi mesi liquida il sistema democratico e instaura il regime dittatoriale del Terzo Reich. L’ apparato ideologico che sostiene lo Stato totalitario si fonda in buona parte sull’antisemitismo e il mito della razza. Superato il momento di maggiore crisi dei primi anni venti la Germania, grazie agli ingenti investimenti esteri, vive, tra il 1925 e il 1929, un’eccezionale ripresa economica. Alla fine degli anni venti l’economia tedesca torna a occupare un posto di primo piano nel sistema internazionale: i dati della produzione sono aumentati del 40rispetto a quelli precedenti il conflitto e il livello tecnico dell’industria torna a essere il più alto del mondo. Il riconquistato benessere non si traduce però in un serio consolidamento della debole democrazia repubblicana: le pressioni autoritarie della destra si fanno sempre più forti e l’agitazione nazionalista cresce in tutto il paese. Nel 1925, alla morte del socialdemocratico Ebert, viene eletto alla presidenza del Reich il vecchio maresciallo von Hindenburg, un conservatore vicino agli interessi della grande industria. Le forze democratiche riescono a ottenere un ultimo importante successo nelle elezioni politiche del 1928 quando si affermano i partiti socialista e cattolico e si forma il governo di coalizione del socialdemocratico Muller, ma la crisi economica internazionale dell’anno successivo rigetta la Germania nel panico. Il crollo di Wall Street ha conseguenze drammatiche per l’economia tedesca: all’inizio degli anni trenta i disoccupati raggiungono quota sei milioni. Alle forze di destra si offre l’occasione per una prova di forza: la popolazione tedesca, prostrata dalla crisi, è quanto mai sensibile alla propaganda nazionalista. Nelle elezioni del 1930 si afferma inaspettatamente un piccolo partito di estrema destra, il Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi, guidato da Adolf Hitler, che conquista 107 seggi e sei milioni e mezzo di voti. Chi sono i nazisti? Per capirlo bisogna fare un passo indietro e tornare al 1920 quando il trentunenne militare austriaco Adolf Hitler, imbevuto di idee antisemite e antidemocratiche, assume la guida di un piccolo gruppo estremista, il Partito dei Lavoratori tedeschi. Con un programma di stampo ultra nazionalista e autoritario, il partito nazionalsocialista (nome datogli dallo stesso Hitler) nel 1921 crea una propria organizzazione militare, le Squadre d’assalto (Sturmabteilungen, SA) e nel novembre del 1923 tenta senza successo un colpo di Stato a Monaco. Il fallimento del putsch costa a Hitler la condanna a cinque anni di carcere, di cui sconta solo nove mesi durante i quali scrive Mein Kampf, il testo contenente il suo sconcertante programma politico. Uscito dal carcere Hitler elabora una nuova tattica per il suo partito: lo instrada sul piano costituzionale e crea una nuova organizzazione militare più disciplinata, i Reparti di protezione (Schutzstaffeln, le famigerate SS). Come abbiamo visto, la crisi del 1929 offre l’occasione ai nazionalsocialisti di affermarsi sulla scena tedesca, occasione colta con il successo alle elezioni dell’anno successivo. Dopo l’importante successo ottenuto nelle elezioni del 1930 il partito nazionalsocialista e il suo leader Adolf Hitler raccolgono il consenso della grande industria tedesca e si preparano a sferrare l’ultimo attacco alla democrazia di Weimar. Intanto il governo del socialdemocratico Muller nella primavera del 1930 era stato costretto a cedere il posto al cattolico conservatore Heinrich Bruning in una situazione di grande confusione che sposta rapidamente a destra l’asse della politica tedesca: nel 1932 in occasione delle ()
(more…)

Scarica La crisi degli anni ‘30: ascesa del nazismo gratis

Materia: Storia
Dimensione: 5.47 Kb

Scarica Gratis

La crisi degli anni ‘30: ascesa del nazismo Nel 1929 si interruppe bruscamente il ciclo positivo dell’economia internazionale ed una crisi gravissima si abbatté sulle economie dei Paesi industrializzati. Ad avviare questa seconda grande depressione, dopo quella del 1873/96, fu la crisi dell’economia americana, ormai divenuta il cuore del sistema economico mondiale, iniziata il 24 ottobre 1929, il cosiddetto «giovedì nero», con il crollo di Wall Street. Come 50 anni prima, anche nel 1929 la crisi si presentò come gigantesca sovrapproduzione di merci che il mercato non era in grado di assorbire. Negli anni ‘20 si era verificato un enorme incremento della produzione dovuto alle innovazioni tecnologiche ed all’ulteriore intensificazione della divisione del lavoro che, sul finire di quel decennio, si scontrò con un mercato popolato di nuovi produttori estremamente concorrenziali. Tramontava così l’epoca in cui gli USA erano l’unico grande produttore attivo sul mercato mondiale, e l’economia americana si trasformò ben presto in una gigantesca macchina produttrice di eccedenze. Dagli Stati Uniti la crisi dilagò in Europa, colpendo un sistema produttivo appena ripresosi dalla grave crisi del dopoguerra e che contava sugli aiuti americani per il consolidamento della propria ripresa economica. Le conseguenze non si fecero attendere: dal punto di vista economico si ebbe il crollo del sistema monetario internazionale fondato sull’oro, dal punto di vista politico tale crollo fece sì che le potenze accentuassero la propria spinta all’espansione, all’allargamento delle proprie aree di influenza a scapito delle altre nazioni; tale allargamento, una volta esauritasi la spinta coloniale di fine ‘800, venne inteso verso le cosiddette «aree piene», ossia verso i Paesi confinanti, con tutti i rischi di conflitti e di destabilizzazione dell’intero sistema di relazioni internazionali. Questa via venne intrapresa soprattutto dalla Germania, seriamente colpita dalla crisi anche a causa degli ingenti debiti di guerra. In questo scenario si aprirono notevoli spazi per l’estremismo di destra ed in particolare per il Partito Nazional-Socialista guidato da Adolf Hitler che cavalcò il malcontento popolare dovuto alla disoccupazione ed al crollo dei salari per destabilizzare l’intero sistema politico. Nel 1932, l’anno più duro della crisi, i nazisti, col 37,4 2048ei voti, ottennero un grande successo elettorale divenendo il partito di maggioranza relativa; il 30 gennaio 1933 il Presidente della Repubblica, il maresciallo Hindenburg, conferì ad Hitler la carica di Cancelliere di un governo di coalizione. Un atto terroristico oscuro, l’incendio del Reichstag, sede del Parlamento tedesco, fornì ai nazisti il pretesto per scatenare una sanguinosa repressione delle opposizioni. Alle elezioni del marzo 1933 i nazisti, instaurando un clima di autentico terrore, ottennero il 43,9 1243832ei voti ed Hitler ebbe così il via libera per mettere in atto i suoi programmi dittatoriali. L’ascesa al potere del partito nazista fu resa possibile dall’appoggio dichiarato della grande borghesia industriale e delle caste militari che si riconoscevano nell’ideologia del Partito Nazista. Questo era essenzialmente costituito dagli strati medio-bassi della struttura sociale, su cui maggiormente faceva presa l’ideologia nazista, col suo appello alle «radici», al mito ed all’eroismo, al culto per la potenza e la razza. Uno dei punti cardine della dottrina nazista era appunto la pretesa superiorità genetica ed intellettuale della razza ariana. Hitler proclamava quindi la necessità di assicurare al «VOLK» tedesco i territori che gli spettavano, mediante un vigoroso espansionismo ad oriente ed in Russia al fine di conquistare il «LEBENSRAUM» (=spazio vitale). Il volto più cupo ed aggressivo del nazismo si manifestò senza indugi: il 30 giugno 1934, in quella che fu chiamata la «NOTTE dei LUNGHI COLTELLI», Hitler fece assassinare i dirigenti ()
(more…)

Scarica Il superuomo e il nazismo gratis

Materia: Storia
Dimensione: 11.16 Kb

Scarica Gratis

IL SUPERUOMO ED IL NAZISMO: Il mito del Superuomo, nella prima met? del secolo scorso, non affascina solo l’ambiente letterario, ma anche quello politico, anche se le questioni di tale ambiente rimangono estranee al filosofo, dato che il nazionalismo per lui ? un punto di vista troppo angusto. Egli ? toccato solo da una questione che ? gi? stata messa in gioco nel suo tempo e particolarmente in Germania: l’antisemitismo. Il suo rifiuto energico, spesso direttamente astioso di questo movimento, che determin? la rottura perfino con l’unica sorella, le sue numerose conoscenze ebree, ci fanno oggi apparire completamente incomprensibile il fatto che la Germania razzista del 1933 potesse esaltare proprio Nietzsche come “suo” filosofo. E ancor pi? grottesco si fa poi la storia, quando si viene a sapere che l’archivio nietzschiano di Weimar, temporaneamente covo ideologico di questa idea di Stato, era stato fondato con capitali ebrei! L’interpretazione nazista di Nietzsche, che ha trovato la pi? emblematica espressione nel libro di Alfred Baeumler ” Nietzsche, il filofoso e il politico” (1931), ? stata facilitata da una singolare vicenda filologica, consistente nel fatto che la sorella, Elisabeh Forster-Nietzsche, nel desiderio di fare del fratello il teorico di una palingenesi reazionaria dell’umanit?, non esit?, dopo essersi impadronita degli inediti, a manipolare i testi del filosofo, pubblicando nel 1906 la “Volont? di potenza” nella quale il pensiero di Nietzsche assume quella fisionomia anti-umanitaria ed anti-democratica sulla quale far? leva la lettura nazista. Nella cultura tedesca tra le due guerra, Baeumler gioca un ruolo di primo piano. Egli pu? essere considerato il filosofo classico della cultura di quel tempo, anzi, il maestro cui si rifanno molti intellettuali del partito nazionalsocialista. Come esprime lo stesso titolo della sua opera, Baeumler sostiene la tesi che Nietzsche sarebbe a un tempo filosofo e politico; non a caso lo studio si divide in due parti fondamentali, rispettivamente intitolate “Nietzsche filosofo” e “Nietzsche politico”, che sono tra loro strettamenta unite. Con ci? Baeumler vuole sottolineare che nel pensiero nietzschiano non si pu? distinguere il momento teorico da quello pratico. Tale unit? inscindibile tra teoria e prassi viene messa particolarmente in evidenza nella seconda parte del suo studio, quando considera Nietzsche come un “pensatore esistenziale”, la sua tematica culturale non si esaurisce nelle polemiche che egli conduce in tutti i suoi scritti nei confronti della cultura del suo tempo, ma ? sorretta da un’impostazione metafisica che si esprime nella sua dottrina della volont? di potenza. L’opera che va sotto la denominazione di “Volont? di potenza”, secondo Baeumler, rappresenta il complesso dei pensieri postumi del filosofo, collegati tra loro secondo una interna coerenza; essi presentano un pensare che ci richiama da vicino quello eracliteo. Considerare uomo e mondo secondo una concezione eraclitea significa considerarli in un continuo divenire che come tale non pu? mai esaurirsi. Tale concezione filosofica prende il nome di “realismo eroico”. Cos? le due espressioni “pensiero esistenziale” e “realismo eroico” sono in fondo affini e intendono mettere in luce un filosofare eracliteo come continuo superamento, anzi, come continua lotta. Ora, proprio il concetto di lotta (Kampf), inteso appunto in senso metafisico porta Baeumler a cogliere l’unit? del filosofare nietzschiano nei due momenti indissolubili, quello teorico e quello pratico. In altre parole, il concetto metafisico di lotta presenta il terreno comune tra filosofia e politica. si pu? cos? dire che Nietzsche ? filosofo in quanto ? politico o, che ? lo stesso, ? politico in quanto ? filosofo. Cos? riceve un senso nuovo l’individualismo nietzscheano, dato che l’essenza dell’individuo pu? realizzarsi solo in una dimensione politica che trova la sua espressione ultima nella concezione dello stato. Lo stato riceve in t ()
(more…)