Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema Montale per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema Montale.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
Qualsiasi lavoro dal questo elenco posso discutere e aggiungere i propri materiali. Aggiungere i propri lezioni e altri materiali di riferimento o l’informazioni aggiuntivi su tema Montale posso fare con l’aiuto del modulo dei contatti. I documenti di testo presentati in formato Word (.doc), PDF (.pdf). i lavori in laboratorio e risultati degli esperimenti in formato di Excel (.xls). Tutti i lavori archiviati con l’aiuto di WinZip.
Autori del sito non si assumono nessuna responsabilità del contenuto dei file e informazioni.
Il sito si apre meglio con l’aiuto di Mozilla Firefox.

Scarica Montale - La negativit dell’esistere e l’asso gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 2.96 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Eugenio Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 7.09 Kb

Scarica Gratis

Eugenio Montale L’Ermetismo La parola ermetismo sta a indicare il carattere chiuso (ermetico, appunto), arduo e riservato a pochi delle opere che si possono ricondurre all’interno di questo movimento. I poeti ermetici vivono intensamente l’esperienza della solitudine, dell’incertezza, del male di vivere e puntano per comunicarla, sull’essenzialit?, della parola e sul gioco delle analogie. La poesia ermetica ? concentrata, spesso difficile, ignora i normali nessi logici e sintattici e vuole esprimere l’inesprimibile. I principali poeti ermetici sono Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo e Eugenio Montale. La vita Eugenio Montale nasce a Genova nel 1896, ultimo di sei fratelli di una famiglia di commercianti. Per motivi di salute ? costretto a interrompere gli studi regolari e consegue il diploma di ragioniere da autodidatta. Nel 1917 partecipa come ufficiale alla prima guerra mondiale combattendo in Trentino. Trasferitosi a Firenze nel 1928, ? nominato direttore di un prestigioso istituto, il Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, che ? costretto a lasciare dieci anni dopo per non aver voluto aderire al fascismo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale si trasferisce a Milano, dove lavora come redattore del Corrire della Sera fino al 1973. Nel ‘75 riceve il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue principali opere poetiche ricordiamo: Ossi di seppia (1925), Le occasioni (1939), La bufera e altro (1956). Muore a Milano nel 1981. Secondo Montale n? la poesia n? il poeta devono esprimere la ricercatezza, l’eccezzionalit?, l’effetto speciale (come, ad esempio, abbiamo visto nella poesia futurista o in alcune liriche di D’Annunzio); “la poesia,” dice Montale, “? una delle tante possibili positivit? della vita. Non credo che un poeta stia pi? in alto di un altro uomo che esista, che sia qualcuno”. Dunque il poeta ? una persona comune che ha un rapporto con le cose concrete e con il mondo e che del mondo percepisce il dolore o l’assurdit?; non ha soluzioni da proporre o messagi da comunicare, il poeta ? solo un testimone che esiste. Scrive ancora Montale: “La poesia non ? fatta per nessuno / non per altri e nemmeno per chi la scrive. / Perch? nasce? Non nasce affatto e dunque / non ? mai nata. Sta come una pietra / e un granellino di sabbia. Finir? / con tutto il resto”. Con queste parole il poeta ci dice dunque che la poesia esiste, allo stesso modo di una pietra o di un granellino di sabbia, da quando esiste il mondo. Nessuno l’ha creata o la crea. Poesie-campione: “Elogio del nostro tempo” e “La solitudine” Molti esaltano l’era contemporanea, spesso identificando le scoperte della scienza e l’invenzione di nuove, efficientissime tecnologie col progresso civile, culturale e sociale dell’umanit?. In Elogio del nostro tempo Montale, fingendo di associarsi al coro dei lodatori, sottolinea invece due aspetti veri quanto drammatici del mondo attuale: la fredda violenza e la rapidit? con cui tutto viene consumato. Poi, con ironia bruciante, torna alle lodi di questo modo sempre pi? gonfio di s?, ricordando per?, come un presagio, la favola della rana e del bue. Non si pu? esagerare abbastanza l’importanza del mondo (del nostro, intendo) probabilmente il solo in cui si possa uccidere con arte e anche creare opere d’arte destinate a vivere lo spazio di un mattino sia pur fatto di millenni e anche pi?. No, non si pu? magnificarlo a sufficienza. Solo ci si deve affettare perch? potrebbe non essere lontana l’ora in cui troppo si sar? gonfiata secondo un noto apologo la rana. Ne La solitudine La “famiglia” del poeta ? costituita da una “corporazione” di piccioni che beccano le briciole su un divano, contendendole a un merlo. C’? incece chi, di famiglie - di vere famiglie - ne ha una o due intere: un vero spreco, in confronto alla solitudine del poeta! Se mi allontano due giorni i piccioni che beccano sul davanzale entrano in agitazione secondo ()
(more…)

Scarica Eugenio Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 5.44 Kb

Scarica Gratis

Eugenio Montale 1.1 - La Vita Montale nasce a Genova nel 1896; frequenta l’Istituto Tecnico Commerciale, ma interrompe gli studi per dedicarsi alla musica e al canto. Nel 1917 partecip? come sottotenente alla Prima guerra mondiale, combattendo a Vallarsa, in Trentino. Nel 1919 veniva definitivamente congedato. Ritornato a Genova, s’inser? negli ambienti letterari. Intanto comincia a scrivere per riviste e giornali e nel 1925 d? alle stampe la sua prima raccolta di liriche “Ossi di seppia”. Nel 1927 si trasferisce a Firenze, dove va maturando la sua poetica. Nasce cos? la raccolta di poesie “Le occasioni” uscite nel ‘39, intitolata cos? perch? ? la vita ad offrire spunti e occasioni per riflettere e capire che il vivere dell’uomo ? “sconfitta” e “solitudine”. E’ una poesia tutta personale. Il linguaggio si fa pi? oscuro, legato alle esperienze ermetiche di Quasimodo e d’altri poeti della stessa corrente. Scoppia la 2a guerra mondiale, una bufera che sconvolge l’Europa e il mondo intero. Da qui la terza raccolta poetica di Montale, “La bufera e altro”, uscita nel ‘56, ma composta in gran parte negli anni spaventosi del conflitto. Sono visioni tragiche, di lutti, dolori e rovine. Il linguaggio qui ? pi? chiaro e aperto, i temi e il tono sono polemici e drammatici. Nel ‘67 viene nominato senatore a vita. Intanto, col passare degli anni, le tensioni e i ricordi del passato si sfocano nell’anima del poeta dando origine a momenti pi? sereni. Il linguaggio si fa ancora pi? semplice in “Satura”, l’ultima raccolta, i cui temi sono gli affetti familiari e il ricordo nostalgico della moglie da poco morta. Nel ‘75 riceve il premio Nobel per la Letteratura. Muore a Milano nel 1981, a 85 anni. 1.2 - Le Opere “Ossi di seppia” In esso ? racchiuso tutto il programma poetico di Montale: come il mare liscia e leviga con le sue onde gli ossi di seppia, cos? il poeta leviga e lima le sue liriche fino a ridurle all’osso, all’essenziale; sono, infatti, poesie povere, costruite con linguaggio semplice, comune, antilirico. I temi trattati riflettono la sua visione della vita, una visione pessimistica della condizione umana, simboleggiata spesso con immagini di paesaggio desolate. Innanzi tutto si pone in evidenza il pensiero negativo di Montale, l’irriducibilit? al e la negazione d’ogni etichetta definitoria che possa decifrare l’informit? del reale. “Le occasioni” Questa seconda raccolta di liriche, composte dal 1928 al 1939, ? incentrata anch’essa sull’oggetto; sono frammenti del passato, un fluire di figure nella memoria, un contatto illusorio tra passato e presente. Il ricordo del passato che non ritorna pi? ? espressione di una vana lotta contro il tempo che tutto dissolve e cancella. Da qui il desiderio del poeta di abbattere la barriera della solitudine, di trovare il “varco”, la possibile salvezza incarnata dalle figure femminili; ma la speranza di un miracolo svanisce sempre pi? e resta dolorosa tristezza e un senso amaro di smarrimento, d’angoscia di fronte ad una desolante esistenza. Sul passaggio da Ossi di seppia a Le occasioni abbiamo un’illuminante testimonianza di Montale: “Non pensai ad una lirica pura nel senso che essa poi ebbe anche da noi, ad un gioco di suggestioni sonore; ma piuttosto ad un frutto che dovesse contenere i suoi motivi senza rivelarli, o meglio senza spiattellarli. Ammesso che in arte esista una bilancia tra il di fuori e il di dentro, tra l’occasione e l’opera oggetto bisognava esprimere l’oggetto e tacere l’occasione spinta. In sostanza non mi pare che il nuovo libro contraddicesse i risultati del primo: n’eliminava alcune impurit? e tentava di abbattere quella barriera fra interno ed esterno che mi pareva irreale anche dal punto di vista gnoseologico. Negli Ossi di seppia tutto era attratto e assorbito dal mare agitato> (more…)

Scarica Eugenio Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 12.2 Kb

Scarica Gratis

Eugenio Montale Nacque a Genova, nel 1896, da un’agiata famiglia di commercianti. La formazione letteraria non fu il risultato di corsi scolastici, ma di assidue letture personali, condotte in particolare su autori quali i vociani, i futuristi, i simbolisti francesi e pi? in generale su tutta la cultura europea di fine Ottocento e primo Novecento, e dei frequenti contatti che egli svilupp? dapprima con autori liguri (C.Sbarbaro, A.Grande, A.Barile) e successivamente con scrittori come Svevo (che ammir? profondamente e di cui fu primo critico italiano) e Saba. Prese parte alla Grande Guerra e tornato in patria fond?, assieme a Solmi e Debenedetti , la rivista “Primo tempo” (1922) sulla quale stamp? i suoi primi versi. Nel ‘25 partecip? alla rivista di ispirazione antifascista “Il Baretti” il cui fondatore, Piero Gobetti, pubblic? lo stesso anno la prima raccolta di poesie, “Ossi di Seppia”. Sempre nel ‘25 ader? al “Manifesto” antifascista del Croce. Nel ‘27 si trasfer? a Firenze dove collabor? a riviste, conobbe Vittorini, Quasimodo, Pound (che accese in lui l’interesse per la letteratura anglosassone), si occup? di traduzioni, fu direttore del Gabinetto Viesseux ma perse l’incarico per il suo atteggiamento antifascista. E’ di questo periodo la seconda raccolta: “Le occasioni”, uscita nel 1939. Venutosi a trovare in serie difficolt? economiche si stabil? a Milano, dove divenne collaboratore del “Corriere della Sera”(’47), pubblic? la sua terza raccolta, “La bufera e altro”(1956), fu nominato senatore a vita (’67) e ottenne il Premio Nobel (’75). E’ lo stesso Montale a fornirci una profonda analisi critica della sua opera: “L’argomento della mia poesia ? la condizione umana in s? considerata, non questo o quell’avvenimento storico. Ci? non significa estraniarsi da quanto avviene nel mondo; significa solo coscienza, e volont?, di non scambiare l’essenziale col transitorio… Avendo sentito sin dalla nascita una totale disarmonia con la realt? che mi circondava la materia della mia ispirazione non poteva che essere “quella” disarmonia” (da un’intervista del ‘51). L’opera di Montale ? quindi scevra di un preciso messaggio politico e di riferimenti concreti alla situazione storica contemporanea; ? tuttavia innegabile che il pessimismo montaliano derivi in gran parte proprio dalla crisi della civilt? europea del ventesimo secolo, manifestatasi nelle forme della Guerra (le due atroci guerre mondiali), del fascismo degli anni Trenta (a cui, come si ? detto, Montale si oppose fermamente) e del consumismo degli anni successivi. E’ il susseguirsi continuo di queste “realt? storiche” a far maturare in Montale quella disperazione, quel “male di vivere” che egli proietta in una dimensione pi? universale. La concezione montaliana dell’esistenza, della condizione dell’uomo, pur attraverso successivi approfondimenti, rimane pressoch? immutata nel corso del suo iter poetico, il cui punto di partenza viene fatto coincidere con la raccolta “Ossi di seppia”. La disperazione, la negativit? del poeta nascono essenzialmente dall’impossibilit? da parte dell’uomo di stabilire un rapporto di comunione con la natura e con la vita, che appaiono incomprensibili e svuotate di ogni significato. Montale rifiuta le convinzioni positivistiche di una realt? dominata da ferree leggi fisiche: i gesti e gli eventi umani appaiono del tutto casuali e vengono privati di ogni giustificazione trascendente. L’esistenza ? quindi un qualcosa di arido, scabro, un “cammino assurdo, monotono e senza scampo”. La dimensione negativa, bench? prevalente, non ? tuttavia l’unica dell’opera: ? infatti percepibile il tentativo di ricerca da parte dell’autore di un qualcosa che possa liberare l’uomo dalla condizione d’impotenza e d’angoscia in cui ? costretto, un “varco”, una via di salvezza, una “maglia rotta nella rete che ci stringe”. Ogni sforzo, ogni speranza sono tuttavia destinati a risolversi in un’inevitabile e necessaria sconfitta. La volont? di raggiungere ()
(more…)

Scarica Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 8.29 Kb

Scarica Gratis

E. Montale - La devastazione del secondo conflitto mondiale e l’apparizione salvifica di Clizia - La bufera Pur mancando a Montale un positivo sentimento religioso permane nei suoi versi una tensione prepotente all’evento imprevisto, inatteso, salvifico che miracolosamente rinnovi o comunque sia rivelazione di un divino che osserva la vicenda umana e ne traccia indirettamente gli oscuri destini. Tale presenza salvifica si oggettiva nel personaggio femminile di Clizia. Picasso - Guernica Burn Jones, The Princess Sabra Led to the Dragon La Bufera Les princes n’ont point d’yeux pour voir grand’s merveilles, leurs mains ne servent plus qu’à nous persécuter…. Agrippa d’Aubigné, A Dieu La bufera che sgronda sulle foglie dure della magnolia i lunghi tuoni marzolini e la grandine, (i suoni di cristallo nel tuo nido notturno ti sorprendono, dell’oro che s’è spento sui mogani, sul taglio dei libri rilegati, brucia ancora una grana di zucchero nel guscio delle tue palpebre) il lampo che candisce alberi e muro e li sorprende in quella eternità d’istante - marmo manna e distruzione - ch’entro te scolpita porti per tua condanna e che ti lega più che l’amore a me, strana sorella, - e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere dei tamburelli sulla fossa fuia, lo scalpicciare del fandango, e sopra qualche gesto che annaspa… Come quando ti rivolgesti e con la mano, sgombra la fronte dalla nube dei capelli, mi salutasti - per entrar nel buio. La Bufera ( la guerra ) I principi non hanno occhi per vedere queste grandi meraviglie, le loro mani non servono che a perseguitarci Agrippa d’Aubigné ( 1552 - 1630 ) La bufera diventa metafora della guerra; le si attribuisce tutta la violenza della pioggia e della grandine che colpisce violentemente le foglie dure della magnolia. ( la grandine crea un suono di cristallo percosso - è l’eco della guerra che scoppia improvvisa - e sorprende Clizia nel suo nido sicuro in America, dove può non temere le persecuzioni razziali - un barlume luminoso si spegne sui mobili dell’interno, sulle coste dei libri rilegati….appare un rapido baleno che si ritrae ma pare anche persistere nei tuoi occhi, come grana di zucchero che brucia ) il lampo che proietta la sua luce bianca illumina alberi, muri e li sorprende in un chiarore che sembra contrassegnarli per l’eternità - freddo, dolce e vivificante, distruttivo - …diventa in te, Clizia, luce salvifica, anche condanna nel tempo del sacrificio, che ti lega a me più che l’amore, in uno strana fraterna rivelazione e condivisione nella negatività del vivere. e poi lo schianto violento, sordo, i sistri, il fremere dei tamburelli sulla fossa sterminatrice, il muoversi del passo di danza dai toni trionfali, mentre qualcuno cerca di scampare allo sterminio…… Proprio come quando tu, Clizia, cercasti di scampare alla persecuzione e con la mano, sgombrata la fronte dalla frangia dei capelli, mi salutasti, nell’addio, per entrare nello spazio buio della memoria. La poesia vive di una sua complessa trama di rimandi analogici, che ci permettono di cogliere la specificità con la quale il poeta rivive poeticamente l’evento bellico. “La bufera è quella guerra dopo quella dittatura…; ma è anche guerra cosmica, di sempre e di tutti “. Come al solito Montale risolve in significati esistenziali e metafisici anche gli eventi oggettivi, come, in questo caso, il secondo conflitto mondiale e la persecuzione antisemita. Per riproporre l’intensità del duplice scacco storico ed esistenziale ( il devastante scoppio del conflitto e l’allontanamento definitivo di Irma Brandeis, Clizia, la donna - angelo portatrice di salvezza ) il poeta sceglie, come al solito, alcuni correlativi oggettivi. Una serie di immagini ha il compit ()
(more…)

Scarica Eugenio Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 2.91 Kb

Scarica Gratis

Eugenio Montale Nacque a Genova il 12 ottobre 1896, ricevette un Premio Nobel per la letteratura nel 1975. Mor? a Milano il 12 settembre 1981. RACCOLTE: -Ossi di seppia. -Le occasioni -La bufera e altro -Satura. ()

Scarica Eugenio Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 7.55 Kb

Scarica Gratis

Eugenio Montale (Genova 1896 - Milano 1981) Le idee totalitarie del fascismo, l’assolutismo, l’appiattimento dei valori umani, l’imposizione di determinate regole ed il completo disconoscimento della libera espressione di parola e di comportamento, causarono la ribellione di molti intelettuali, che vissero questo periodo in modo molto sofferto, sia interiormente che politicamente, pur astenendosi, nella maggior parte dei casi dalla militanza politica attiva. Tra questi spicca per acume, capacit? ed impegno, Eugenio Montale. Montale trascorre l’infanzia e la giovinezza nella citt? natale, dove il padre, uomo severo, educa il figlio in modo rigido. Frequenta le scuole tecniche, ottenendo nel 1915 il diploma di ragioniere. Prende intanto lezioni di canto, che interromper? alcuni anni pi? tardi, rinunciando ad una carriera di basso, ma continuando a nutrire una profonda passione per la musica, che gli sar? d’aiuto pi? tardi nella sua carriera di critico musicale. Come letterato ? piuttosto un autodidatta; studia per conto suo fino a 30 anni, ritirandosi spesso a Monterosso, nelle Cinque Terre, luoghi marini che saranno presenti nelle sue poesie e determineranno un tipico paesaggio pietroso ed arido, fatto di rocce arroventate e suolo riarso. Nel 1917 viene chiamato sotto le armi come ufficiale di fanteria; finita la guerra ritorna a Genova, dove stringe rapporti con alcuni letterati. Impara lo spagnolo e l’inglese, che gli permetter? una profonda conoscenza della cultura americana; S’interessa di filosofia, sentendo l’influenza di Bergson e poi degli esistenzialisti francesi. Nel 1922 si trasferisce a Torino, e qui fonda la rivista “Primo tempo”, su cui pubblicher? le sue prime poesie. Nel 1925 esce la raccolta di poesie “Ossi di seppia”, che segna uno dei punti capitali nella storia della poesia italiana del Novecento. Sempre nel 1925, Montale firma il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” redatto da Benedetto Croce. ? l’espressione di un netto dissenso, civile e patriottico, nei confronti della dittatura, che vedr? Montale condurre un’esistenza schiva e appartata negli anni del fascismo; ma ? anche la spia di un atteggiamento pi? generale, che anche in seguito terr? lontano il poeta da ogni forma di partecipazione e di militanza politica attive, considerate indifferenti ed estranee rispetto all’impegno intellettuale e poetico. Pubblica poi sulla rivista milanese “L’esame”, “Omaggio a Italo Svevo”, che segnala per la prima volta in Italia l’importanza dello scrittore triestino, da cui nascer? un’affettuosa amicizia. Nel 1927 si trasferisce a Firenze, lavorando dapprima presso una casa editrice e poi ottenendo il posto di direttore del Gabinetto letterario Vieusseux, incarico che ricoprir? fino al 1938, quando verr? allontanato perch? non iscritto al Partito fascista. Si lega strettamente agli scrittori antifascisti riuniti intorno alla rivista “Solaria” e al caff? delle “Giubbe rosse”. Il gruppo di Solaria era intenzionato a porre argine alle direttive del regime fascista (”Solariano” era diventato sinonimo di “antifascista”, “europeista”, “universalista”, “antitradizionalista”). Nel 1939 esce la raccolta “le occasioni” presso Einaudi. Far? parte del CLN toscano e dopo la guerra si iscrive al Partito d’azione e svolge attivit? di giornalista politico. Nel 1948 si trasferisce a Milano, assunto come redattore al “Corriere della Sera”, svolgendo le sue mansioni fino al 1973. Nel 1956 esce la terza raccolta lirica, “La bufera e altro”: i temi sono la guerra, il dopoguerra, lo stalinismo e gli anni della guerra fredda, ma vi sono anche i segni della speranza. La sua fama ? ormai a livello internazionale; riceve lauree “ad honorem” dalle universit? di Roma, Milano, Cambridge, Basilea. Nella raccolta “Satura”, uscita nel 1971, accanto alle poesie composte per la moglie morta, si trova il rifiuto dei miti e delle ideologie d ()
(more…)