Marx: il rovesciamento della filosofia di Hegel

Materia: Filosofia
Dimensione: 6.82 Kb

Scarica Gratis

Rovesciamento della filosofia di Hegel All’inizio della loro formazione filosofica sia Marx sia Engels erano hegeliani. Nella sua tesi di laurea sulla Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro , Marx interpreta la situazione della filosofia dopo Hegel in analogia con la situazione delle filosofie ellenistiche dopo Platone e Aristotele. E’ possibile un nuovo avvio filosofico dopo il compimento della filosofia nelle grandi sintesi sistematiche? Secondo Marx proprio in questi momenti diventa possibile la ripresa di contatto della filosofia con la realt?, la sua realizzazione nel mondo esterno. Fedele al principio hegeliano dell’unit? di ragione e realt?, egli assegna a questo compito una valenza essenzialmente teorica: in sintonia con l’atteggiamento dei giovani hegeliani, esso si configura in primis come critica razionale della situazione esistente. Mostrando l’inadeguatezza della realt? rispetto a ci? che ? razionale, la teoria diventa prassi. Dopo Hegel, la filosofia riprende la sua funzione illuministica di critica della realt?; cos? come, dopo Aristotele, Epicuro, ‘ il pi? grande illuminista greco ‘ , aveva portato fino in fondo la critica della religione, combattuto il fatalismo e rivendicato la libert? dell’autocoscienza umana. Verso la fine del 1843, quando la sua attivit? giornalistica gli ha gi? fatto constatare la forza degli interessi materiali nella vita sociale, Marx si convince che per modificare la realt? occorre la forza, ma considera la teoria anch’essa una forza, quando si impadronisce delle masse. Cos? egli afferma: ‘ L’arma della critica non pu? sostituire la critica delle armi, la forza materiale deve essere abbattuta per mezzo della forza materiale, ma la teoria diventa, essa pure, una forza materiale, quando si impadronisce delle masse’. Marx avverte che la critica condotta da Feuerbach alla religione deve essere estesa anche alla sfera della politica e dello Stato. Questo compito spetta alla Germania, arretrata politicamente e socialmente rispetto all’Inghilterra e alla Francia: queste nazioni sono passate attraverso rivoluzioni politiche, ma la Germania ? filosoficamente pi? avanti rispetto ad esse. Per Hegel lo Stato era la realt? incondizionata, da cui dipendeva tutto il resto, la famiglia e la societ? civile, che solo in esso trovavano realizzazione compiuta, proprio come nella religione tutto dipende da Dio. Ma, per quanto riguarda l’ambito religioso, Feuerbach aveva mostrato la necessit? di invertire soggetto e predicato nella dialettica hegeliana, facendo dell’uomo il soggetto e di Dio il predicato. Secondo Marx questa operazione deve essere estesa anche al rapporto tra Stato e societ? civile : ‘ Come non ? la religione che crea l’uomo, ma ? l’uomo che crea la religione, cos? non ? la costituzione che crea il popolo, ma il popolo la costituzione ‘. Questo significa che nella realt? storica la priorit? spetta alla societ? civile, non allo Stato. Marx condivide l’analisi di Hegel della moderna societ? civile come sistema di bisogni, il cui principio ? l’interesse particolare dei singoli e dei ceti, ma non accetta la soluzione hegeliana che ravvisava nello Stato il superamento del contrasto tra interessi particolari e interessi generali e indicava nella burocrazia la classe universale, in grado di agire nell’interesse di tutti e perci? di mediare fra i gruppi sociali antagonisti. In realt?, il processo storico ? caratterizzato da una tendenza a realizzare l’idea di democrazia , intesa come la massima partecipazione possibile al potere legislativo. Pi? che di un’alternativa tra l’esercizio di questo potere mediante rappresentanti, da una parte, o la democrazia direttamente esercitata da tutti, dall’altra, si tratta di favorire la massima estensione possibile del diritto di voto attivo e passivo. Solo in questo modo la societ? civile pu? elevarsi ad esistenza politica: in questa fase Marx ritiene ancora possibile una soluzione politico del conflitto reale tra societ? ()
(more…)

Marx: vita e opere

Materia: Filosofia
Dimensione: 8.68 Kb

Scarica Gratis

Vita e opere Karl Marx nacque a Treviri nella Renania, all’epoca sotto il dominio prussiano, il 5 maggio 1818 da una famiglia di ebrei convertiti al protestantesimo: il padre era avvocato e consigliere di giustizia e nutriva simpatie per la cultura illuministica e liberale. Nell’ottobre del 1835 Marx si reca all’universit? di Bonn per studiare giurisprudenza, ma dopo un anno si trasferisce a Berlino. Qui frequenta le lezioni di Diritto romano di Savigny, esponente della scuola storica del diritto, contrario ad ogni forma di diritto naturale e alla critica degli ordinamenti giuridici fondati su una salda tradizione storica, e quelle di Diritto penale, tenute da un allievo di Hegel, Eduard Gans, avversario di Savigny e vicino alle idee liberali. Sono gli anni delle vivacissime polemiche hegeliane che sconvolgono Berlino, ma sono anche gli anni della reazione assolutistica, che giunge al culmine con l’avvento al trono di Prussia di Federico Guglielmo IV. Marx ha intanto aderito alla filosofia hegeliana ed ? vicino agli hegeliani di sinistra; fra il 1839 e il 1841 prepara la sua tesi di laurea sulla Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro , che invia all’universit? di Jena, dove nell’agosto del 1841 ottiene la laurea. In un primo momento egli aveva pensato di intraprendere la carriera universitaria grazie all’appoggio di Bruno Bauer, ma la cacciata di questi dall’universit? di Bonn lo fa desistere da tale proposito. Marx intraprende allora la strada del giornalismo politico e dal 1842 collabora alla ‘Rheinische Zeitung’ (’Gazzetta renana’), pubblicata a Colonia e diretta da Moses Hess, buon conoscitore delle dottrine dei socialisti francesi, oltre che della filosofia hegeliana. Sulla ‘Rheinische Zeitung’, espressione delle aspirazioni della borghesia liberale, Marx pubblica una serie di articoli in cui affronta le questioni della libert? di stampa, ma anche quelle dei contadini della Mosella e quelle del libero scambio. All’inizio del 1843 la censura prussiana soffoca il giornale; nel giugno dello stesso anno Marx sposa Jenny von Westphalen e a fine ottobre giunge a Parigi, dove, con Arnold Ruge, fonda i ‘Deutsch-franzosische Jahrb?cher’ (Annali franco-tedeschi). Qui egli pubblica, nel 1844, l’ Introduzione alla Critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico e Sulla questione ebraica ; nella stessa rivista esce l’ Abbozza di una critica dell’economia politica di Engels. Questo scritto desta l’interesse di Marx, il quale nel 1844 intraprende un’intensa lettura degli scritti degli economisti: frutto di essa sono i cosiddetti Manoscritti economico-filosofici del 1844 , pubblicati per la prima volta solamente nel 1932. Friedrich Engels era nato a Barmen nel 1820 in una famiglia bigotta e reazionaria; il padre era un ricco industriale tessile che lo aveva avviato al commercio. Durante il servizio militare a Berlino, dall’ottobre 1841 all’ottobre 1842, Engels si era avvicinato ai giovani hegeliani, aveva collaborato alle loro riviste e nel 1842 aveva pubblicato uno scritto anonimo contro Schelling ( Schelling e la rivelazione ) e, forse per influenza di Moses Hess, aveva abbracciato la causa comunista. Nel novembre del 1842 era andato a Manchester a lavorare in una fabbrica tessile di cui il padre era comproprietario; durante il viaggio aveva avuto un primo incontro con Marx, ma senza grande seguito. In Inghilterra, Engels si era avvicinato al movimento cartista e aveva guardato con interesse alle idee riformatrici di Owen. Rientrato da Manchester, incontr? Marx a Parigi: qui inizia la loro ininterrotta amicizia e collaborazione politica e filosofica. Insieme essi decidono di prendere le distanze dai giovani hegeliani berlinesi e scrivono La Sacra Famiglia ovvero critica della critica critica. Contro Bruno Bauer e soci , pubblicata nel 1845. Marx, espulso da Parigi, si rifugia con la famiglia a Bruxelles, dove nell’estate Engels lo raggiunge per compiere insieme un breve viaggio in Inghilterr ()
(more…)

Karl Marx

Materia: Fisica
Dimensione: 9.29 Kb

Scarica Gratis

()

Marx: Il capitale e il plusvalore

Materia: Filosofia
Dimensione: 12.91 Kb

Scarica Gratis

Il capitale e il plusvalore Il modo di produzione capitalistico si presenta come un’enorme produzione e raccolta di merci: l’indagine sul capitale deve dunque principiare con l’analisi della merce . La merce ?, in primis, qualcosa che per le sue qualit? pu? soddisfare bisogni umani di qualsiasi tipo, materiali o intellettuali, come mezzo di sussistenza o di godimento o per produrre qualcosa: in questo sta il suo valore d’uso , che si realizza solo nell’uso, ovvero nel consumo che si fa di essa. Rispetto a questo valore si distingue il valore di scambio , che si presenta dapprima nei termini di un rapporto quantitativo e, pi? precisamente, come la proporzione in cui determinati valori d’uso sono scambiati con altri valori d’uso, per esempio una data quantit? di grano con una data quantit? di seta o con una d’oro, considerate equivalenti. Ogni merce ha quindi molteplici valori di scambi, secondo le altre merci con cui ? scambiata, ma perch? lo scambio sia attuabile bisogna che tutti i valori di scambio delle merci scambiate siano equivalenti e di uguale grandezza. Questo vuol dire che in queste merci scambiabili deve essere presente qualcosa di comune: questa cosa comune non pu? essere una qualit? connessa al loro valore d’uso, visto che ciascuna cosa ha valori d’uso differenti ed ? proprio l’astrazione dai valori d’uso che caratterizza il rapporto di scambio delle merci. Invece, tra cose che hanno valore di scambio equivalente non esistono differenze: esse risultano del tutto intercambiabili. Se si prescinde dal loro valore d’uso, nelle merci rimane solo una propriet?, quella di essere prodotte dal lavoro , ma non da un tipo particolare di lavoro distinto da ogni altro, ma dal ‘ lavoro umano eguale in astratto ‘. A determinare il valore di una merce ? quindi il lavoro cristallizzato in essa. Questo significa che si fa astrazione dalle differenze reali sussistenti fra i vari tipi di lavoro e ‘ li si riduce al carattere comune che essi possiedono in quanto dispendio di forza-lavoro umana ‘. In tal modo, un valore d’uso, cio? un bene, ha valore solamente perch? in esso viene oggettivato, o materializzato, lavoro astrattamente umano. Tale valore ? misurabile in base alla quantit? di lavoro cristallizzata in esso e la quantit? di lavoro, a sua volta, ? misurata in base alla sua durata temporale . Per determinare questa misura bisogna prescindere dal tempo necessario al singolo operaio: ? evidente infatti che se egli ? inabile o pigro, impiegher? pi? tempo per produrre un oggetto e dunque, paradossalmente, il suo prodotto verrebbe ad essere pi? costoso di quello di un operaio abile e solerte. E’ invece il tempo di lavoro socialmente necessario, in media, in specifiche condizioni storiche di produzione a determinare il valore dell’oggetto prodotto. Le cose, quando sono viste soltanto come merci interscambiabili, senza che si scorga il lavoro umano cristallizzato in esse, si trasformano in fetici , assumono una qualit? ’sovrasensibile’ , che contiene nascosto in s? un rapporto sociale. Si assiste ad un fenomeno analogo a quello che intercorre in ambito religioso, dove un oggetto fabbricato dall’uomo, il feticcio, ? tramutato in una divinit? autonoma rispetto all’uomo stesso. Questo fenomeno, tipico del modo di produzione capitalistico, dove il prodotto domina l’uomo e i rapporti sociali appaiono come semplici rapporti tra cose, autonome rispetto a chi le ha prodotte, Marx lo chiama feticismo delle merci . Il denaro ? l’equivalente generale di tutte le merci; con esso viene determinato sul mercato, tramite il rapporto tra la domanda e l’offerta, il prezzo delle merci, ovvero l’espressione in termini quantitativi del loro valore di scambio. Tipico del modo di produzione capitalistico ? il fatto che la conversione di merci in denaro, e viceversa, ? finalizzata non all’acquisto di altre merci e quindi al consumo di tali merci, ma all’aumento del denaro, ossia al profitto . Il primo tipo di circolazione denaro-merci , proprio di un mo ()
(more…)

Karl Marx

Materia: Filosofia
Dimensione: 342.08 Kb

Scarica Gratis

KARL MARX Dice Marx: > La base reale della coscienza è l’economia; l’uomo è ciò che produce. In ogni periodo della storia, i beni si producono e si distribuiscono in un dato modo, che è quindi il modo di produzione. Il “modo di produzione” e distribuzione dei beni prodotti crea determinati rapporti economici fra gli uomini e l’insieme di questi rapporti è ciò che si chiama struttura economica della società. Siccome la struttura economica è la base di tutto il resto, tutto il resto è il modo in cui essa si esprime: Diritto e politica sono le soprastrutture o epifenomeni. Morale, religione, filosofia, arte sono le ideologie, cioè il modo di sentire e di pensare (la coscienza) in cui si esprime una determinata struttura sociale. In questa dottrina, quindi, arte, morale, religione e filosofia non hanno una loro propria storia ma assieme al diritto e alla politica hanno la storia della struttura economica, che è a base di esse. La priorità della struttura economica non significa che il movente economico sia l’unica causa determinante delle soprastrutture e delle ideologie, ma significa che ne è la prima e fondamentale causa. Non soltanto il fattore economico non è l’unico fattore determinante delle soprastrutture e delle ideologie, ma queste, una volta consolidatesi, hanno la capacità di reagire sulla situazione che le ha generate, facendosi de determinate a determinanti. Siccome questa dottrina spiega la storia umana, mediante l’azione materiale di produzione dei beni economici, è detta materialismo storico in contrapposizione all’idealismo che la spiega come estrinsecazione dell’Idea. E siccome “materia” non è la corporeità del materialismo tradizionale ma è l’azione umana, e questa si realizza secondo la dialettica hegeliana rovesciata, questo materialismo è detto materialismo dialettico per distinguerlo dal materialismo tradizionale. Il materialismo storico, contro il “materialismo tradizionale” che riduce l’uomo e la sua storia ad un meccanico e necessario prodotto dell’ambiente, afferma il valore dell’iniziativa dell’uomo che pur essendo figlio del suo ambiente e del suo tempo, è capace di agire su di esso per trasformarlo. Se, dice Marx rivolgendosi ai liberali della Sinistra, la storia fosse l’estrinsecarsi dell’Idea e quindi fosse intrinsecamente razionalità per trasformarla basterebbe criticarla, perché un errore scoperto è un errore superato. Siccome, invece, essa è il prodotto della concreta azione umana la sola critica efficace è l’azione rivoluzionaria. Quindi la filosofia dell’uomo non può essere che una filosofia dell’azione, una “filosofia della prassi”, una interpretazione che sia anche impegno di trasformazione, un’attività critico-pratica; e il materialismo storico vuole essere proprio questo, perché intende non soltanto interpretare il mondo ma interpretandolo vuole trasformarlo. Le fasi storicamente accertate del processo dialettico sono: la comunità primitiva, il regime schiavista, il regime feudale e il regime borghese. Esse sono precedute dal periodo dell’ “orda primitiva” (gruppo di poche persone, che vive spostandosi di luogo in luogo e cibandosi di ciò che trova), periodo in cui non vi sono ancora veri e propri rapporti di produzione, perché l’unico strumento di produzione è la mano, e questa non è un mezzo di produzione ma di appropriazione dei beni. Quando per produrre i beni è necessario riunire le forze di ciascuno e affidare a ciascuno un determinato lavoro il modo di produzione si fa collettivo e nasce la comunità primitiva. In essa, come è collettivo il modo di produzione, collettivo è il modo di distribuzione della ricchezza: assieme si batte la preda e assieme la si consuma. A q ()
(more…)

Marx: Introduzione

Materia: Filosofia
Dimensione: 11.81 Kb

Scarica Gratis

Breve introduzione IL DENARO - “Il denaro, in quanto possiede la proprietà di comprar tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è dunque l’ oggetto in senso eminente. L’universalità della sua proprietà costituisce l’onnipotenza del suo essere, esso è considerato, quindi come ente onnipotente…Il denaro è il mediatore fra il bisogno e l’oggetto, fra la vita e il mezzo di vita dell’uomo. Ma ciò che media a me la mia vita mi media anche l’esistenza degli altri uomini. Per me è questo l’altro uomo. (—) Tanto grande è la mia forza quanto grande è la forza del denaro. Le proprietà del denaro sono mie, di me suo possessore: le sue proprietà e forze essenziali. Ciò ch’io sono e posso non è dunque affatto determinato dalla mia individualità. Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella fra le donne. Dunque non sono brutto, in quanto l’effetto della bruttezza, il suo potere scoraggiante, è annullato dal denaro. Io sono, come individuo storpio, ma il denaro mi dà 24 gambe: non sono dunque storpio. Io sono un uomo malvagio, infame, senza coscienza, senza ingegno, ma il denaro è onorato, dunque lo è anche il suo possessore. Il denaro è il più grande dei beni, dunque il suo possessore è buono: il denaro mi dispensa dalla pena di esser disonesto, io sono, dunque, considerato onesto; io sono stupido, ma il denaro è la vera intelligenza di ogni cosa: come potrebbe essere stupido il suo possessore? Inoltre questo può comprarsi le persone intelligenti, e chi ha potere sulle persone intelligenti non è egli più intelligente dell’uomo intelligente? Io, che mediante il denaro posso tutto ciò che un cuore umano desidera, non possiedo io tutti i poteri umani? Il mio denaro non tramuta tutte le mie deficienze nel loro contrario? (—) Poichè il denaro, in quanto concetto esistente e attuale del valore, confonde e scambia tutte le cose, esso costituisce la generale confusione e inversione di ogni cosa, dunque il mondo sovvertito, la confusione e inversione di tutte le qualità naturali e umane.”. (dai MANOSCRITTI ECONOMICO-FILOSOFICI DEL 1844) DA DOVE NASCE LA RICCHEZZA? - “Il lavoro non è la fonte di ogni ricchezza. La natura è la fonte dei valori d’uso (e in questi consiste la ricchezza effettiva!) altrettanto quanto il lavoro, che a sua volta, è soltanto la manifestazione di una forza naturale, la forza-lavoro umana. (—) I borghesi hanno i loro buoni motivi per attribuire al lavoro una forza creatrice soprannaturale; perchè dalle condizioni naturali del lavoro ne consegue che l’uomo, non ha altra proprietà all’infuori della sua forza-lavoro, deve essere, in tutte le condizioni di società, e di civiltà, lo schiavo di quegli uomini che si sono resi proprietari delle condizioni materiali del lavoro. Egli può lavorare solo col loro permesso, e quindi può vivere solo col loro permesso.”. (dalla CRITICA AL PROGRAMMA DI GOTHA - 1875) LA STORIA UMANA - “La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi. Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in una parola oppressi ed oppressori sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto una lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese: una lotta che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta.”. (Marx-Engels, MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA - 1848) LE IDEE E CIO’ CHE SIAMO - “Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere sociale, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza” (1859) LA RELIGIONE, IL MONDO CAPOVOLTO - “Il fondamento della critica alla religione consiste propriamente in ciò: è l’uomo che fa la religione, non la religione che fa l’uomo. (—) La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l’anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l’oppio del popolo. (—) La critica della religione approda alla teo ()
(more…)

Marx: la lotta di classe e il ritorno all’economia

Materia: Filosofia
Dimensione: 11.08 Kb

Scarica Gratis

La lotta di classe e il ritorno all’economia Secondo Marx ed Engels la concezione materialistica della storia pone il socialismo su basi scientifiche, perchè si costruisce sull’analisi del processo storico e delle condizioni reali che porteranno alla transizione del socialismo ed é quindi lontana dalle costruzioni utopiche e immaginarie dei primi socialisti (Fourier, Saint-Simon, etc.): i socialisti utopistici, infatti, non prevedevano il raggiungimento dei loro obiettivi sociali con la rivoluzione, bensì progettavano a tavolino delle società utopiche e le presentavano ai ceti dominanti, sperando che essi volessero metterle in atto: ovviamente si tratta solo di un’utopia, in quanto le classi dominanti non concederanno mai quanto richiesto da questi socialisti; tuttavia il motivo per cui questo socialisti non penseranno ad un’azione rivoluzionaria, come farà invece Marx, é piuttosto semplice: a quei tempi stava appena nascendo e non aveva ancora preso piena coscienza di sè l’attore principale della rivoluzione prevista da Marx: il proletariato. Un esempio tipico di questa erronea impostazione socialista era dato, secondo Marx, da Proudhon, che egli sottopone a critica nella Miseria della filosofia , dove rende note al pubblico le linee essenziali della concezione materialistica della storia. Proudhon accettava la teoria economica di Ricardo, ma la estendeva come valida ad ogni epoca della storia, ricorrendo a leggi e a idee eterne come motori della storia. Spiegando i fenomeni economici in termini morali e filosofici, egli mistificava la reale base economica e storica della società capitalistica, con la conseguenza di propugnare non una soppressione di essa, ma un astratto ideale di giustizia orientato verso una migliore distribuzione delle ricchezze e una politica di collaborazione tra le classi. A questo Marx ed Engels contrappongono, soprattutto nel Manifesto del partito comunista , la tesi secondo la quale il motore della storia é la lotta tra le classi : ‘ La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe. ‘ La posizione e missione storica delle classi é determinata dalla loro collocazione all’interno di specifici modi di produzione. La divisione del lavoro, da cui deriva la proprietà privata, genera la disuguaglianza sociale e, quindi, i conflitti tra interessi particolari e interesse collettivo, tra l’attività del singolo e il potere di chi controlla questa attività: da ciò emerge la lotta di classe. Quando ad un determinato grado di sviluppo della divisione del lavoro non corrispondono più rapporti sociali adeguati, allora la relazione tra forze produttive e forme di cooperazione sociale entra in ‘contraddizione’ e si produce una crisi e una transizione rivoluzionaria ad un diverso modo di produzione e al dominio di una nuova classe. Così é avvenuto con la borghesia nei confronti del precedente mondo feudale: Marx ed Engels tracciano un profilo storico dei trionfi della borghesia sul piano economico ed intellettuale. L’ascesa della borghesia coincide con lo sviluppo del capitalismo: solo con la forma moderna della proprietà e la formazione dell’industria, si afferma un modo di produzione su scala mondiale, ma con esso si genera al tempo stesso una massa ingente di forze produttive, il proletariato industriale, destinato ad abbattere il dominio della borghesia e a condurre all’eliminazione delle classi e della divisione del lavoro. Nella rivoluzione ‘ i proletari non hanno da perdervi altro che le proprie catene. Da guadagnare hanno un mondo ‘ , cosicchè Marx ed Engels possono concludere il Manifesto con la parola d’ordine: ‘ Proletari di tutti i paesi, unitevi! ‘. Ma in Europa nel 1848 vi é un fallimento generale delle rivoluzioni: Marx e Engels ne prendono atto, ma sono coscienti che, accanto alla sconfitta politica, vi é una vittoria: il proletariato ha finalmente preso coscienza di sè, di essere una forza autonoma, diversa e opposta alla borghesia; fino ad allora il proletariato, infatti, aveva ()
(more…)

Tesina su Calvino - Marx - Resistenza

Materia: Tesine
Dimensione: 198.99 Kb

Scarica Gratis

()

Marx: cronologia

Materia: Filosofia
Dimensione: 11.53 Kb

Scarica Gratis

Cronologia della vita e delle opere 1818 Karl Heinrich Marx nasce il 5 maggio a Treviri, la pi? antica citt? della Germania, all’una e mezza di notte. Il padre ? un affermato avvocato di origine ebraica, cos? anche la madre di Marx, Henrietta Pressburg. 1830 Si iscrive al Liceo-ginnasio di Treviri. Si dedica agli studi classici e letterari, trascurando la storia. 1835 Per volont? del padre, Karl si reca all’Universit? di Bonn a studiare diritto. Frequenta le lezioni di filosofia e di letteratura del vecchio A.W. Schlegel. Ma si d? anche alla vita godereccia e boh?mienne che preoccupa la famiglia. Condannato per ubriachezza e schiamazzi notturni, trascorre perfino un giorno in prigione. Successivamente, in un duello fra studenti, ? ferito al sopracciglio. Si sente portato per la poesia, altra inclinazione che non piace per nulla al padre. 1836 Si fidanza segretamente con Jenny von Westphalen. Il futuro suocero di Marx ha un affetto ricambiato dal filosofo tedesco. Nell’autunno Marx parte per Berlino per proseguire i suoi studi di diritto in un ateneo ancora pi? austero e prestigioso di quello di Bonn. Qui aveva insegnato Hegel. Tutta la cultura berlinese era dominata dal pensiero hegeliano, non soltanto in campo filosofico ma anche scientifico e giuridico. 1837-1841 A Berlino, Karl rafforza le sue inclinazioni romantiche. Scrive molte poesie a Jenny, raccolte poi in due libri: “Libro dei canti” e “Libro dell’amore”, che Jenny custodir? sempre gelosamente. Viene esonerato dal servizio militare per una malattia agli occhi. Entra in un circolo di giovani della “sinistra hegeliana” impegnati in politica su posizioni radicali. Sono mesi di studi e riflessioni. Inizia a scrivere la sua tesi di laurea sulla “Differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro”. Dopo la laurea decide di dedicarsi al giornalismo. 1842 Inizia la collaborazione con la “Rheinische Zeitung” (”Gazzetta Renana”), giornale liberale appena fondato dall’amico Arnold Ruge, esponente della sinistra hegeliana. La Gazzetta Renana avr? breve vita, per ragioni politiche. Marx vi scrive in merito alla libert? di stampa, sulla caccia di frodo e sul problema dei furti di legname e sulla divisione della terra. 1843 La Gazzetta Renana viene interdetta per ragioni di censura e, pochi mesi dopo, il 31 marzo ? costretta a chiudere. Marx si dedica allora agli studi di filosofia, inizia a fare i conti con il “materialismo” di Feuerbach e scrive la “Critica del diritto pubblico di Hegel”. Ruge lo invita a raggiungerlo a Parigi, dove gli offre un posto di condirettore della rivista “Annali franco-tedeschi” e uno stipendio di 500 talleri. Questa prospettiva lo convince a sposare Jenny nella piccola chiesa luterana di Kranznach (19 giugno). Poi partono per la Francia. Destinazione: Parigi. 1844 Gli “Annali franco-tedeschi”, per?, fanno la fine della Gazzetta Renana: Marx scrive due articoli, “Sulla questione ebraica” e “Sullo Stato e sulla religione” che provocano la reazione della Prussia che interdice ai redattori il rientro in Germania. Marx inizia a frequentare Blanc e Proudhon, ma anche l’anarchico Bakunin e il poeta tedesco Heine. Scrive i “Manoscritti parigini (Manoscritti economico-filosofici)” in cui denuncia l’alienazione del lavoro industrializzato. Entra nella “Lega dei Giusti” e collabora con il giornale comunista “Vorwarts”. Tutta questa attivit? gli procura l’espulsione dalla Francia. 1845-1846 Si trasferisce nella pi? tollerante Bruxelles. Pubblica in febbraio con FRIEDRICH ENGELS “La Sacra famiglia” contro le concezioni filosofiche di Bauer. A primavera Engels lo raggiunge a Bruxelles e nell’estate i due amici compiono un viaggio in Inghilterra per prendere i contatti con le associazioni operaie, in particolare con i cartisti. Sempre con Engels inizia la stesura dell’ “Ideologia tedesca”, prima organica esposizione del MATERIALISMO STORICO. Scrive le “Tesi su Feuerbach”. 1847 Primo congresso della Le ()
(more…)

Marx: il lavoro e l’alienazione

Materia: Filosofia
Dimensione: 10.42 Kb

Scarica Gratis

Il lavoro e l’alienazione Sul finire del 1843 Marx ha scoperto nel proletariato la forza in grado di trasformare la societ?; ci? significa che le questioni sociali non possono pi? essere considerate e risolte in una prospettiva esclusivamente politica. Nell’ Abbozzo di una critica dell’economia politica , giudicato ‘geniale’ da Marx, Engels mostrava che l’aumento dell’accumulazione capitalistica genera crisi economiche, una riduzione dei salari e l’impoverimento progressivo delle classi lavoratrici, con il conseguente inasprirsi della lotta di classe. Questa situazione sembrava smentire l’esaltazione dei vantaggi della propriet? privata da parte dei teorici dell’economia: miseria e conflitti sociali potevano essere eliminati, secondo Engels, soltanto eliminando la propriet? privata, ossia instaurando il comunismo . Stimolato da questo scritto engelsiano, MaManoscritti economico-filosofici del 1844 . Essi sono costituiti da tre parti, riguardanti essenzialmente tre temi: a ) la critica dell’economia classica; b ) la descrizione del comunismo; c ) la critica della dialettica hegeliana. Queste tre tematiche rinviano al tempo stesso alle tre fonti principali del pensiero di Marx; gli economisti classici, i pensatori socialisti ed Hegel; ma ? tipico della procedura di Marx condurre insieme un lavoro di assimilazione e critica delle proprie fonti. Un primissimo obiettivo ? individuare le leggi che regolano il movimento dell’ industria e spiegare, in base ad esso, la formazione del proletariato. Il mondo dell’economia non ? una totalit? di rapporti armonici, come era apparso a Smith, ma un terreno di conflitti , che contraddicono i presupposti di ordine naturale, felicit? della maggioranza e armonia sociale, sostenuti dalla maggior parte degli economisti. Per gli economisti i conflitti sono solamente accidentali e perci?, quando si formulano le leggi economiche, bisogna farne astrazione. Questo significa attribuire a queste leggi, che di fatto coincidono con quelle della produzione capitalistica, un carattere di immutabilit? ed eternit? e, in particolare, assumere la propriet? privata come un fatto che non richiede spiegazioni. Proprio questo aveva invece messo in discussione, tra gli altri, Proudhon nel 1840, con la domanda formulata nel titolo del suo scritto ‘ Che cosa ? la propriet? privata ? ‘ , alla quale aveva risposto: un furto. Di fatto, secondo Marx, la societ? industriale progredisce in ricchezza in misura proporzionale all’impoverimento della gran massa della popolazione. L’economia politica, trascurando il rapporto tra l’operaio e il suo lavoro e la produzione, occulta l’alienazione che caratterizza il lavoro nella societ? industriale moderna. Alienazione era un termine messo in circolo dalla filosofia di Hegel, che letteralmente vuol dire il ‘diventare altro’ e quindi anche il cedere ad altri ci? che ? proprio. Nella produzione capitalistica essa assume, stando a Marx, vari aspetti, connessi tra loro. In primis, essa riguarda il rapporto dell’operaio con il prodotto del suo lavoro: tale prodotto ? per lui un ente estraneo, che non gli appartiene, ma ? esclusivo possesso del capitalista, per il quale egli lavora. In secondo luogo, nell’attivit? produttiva l’operaio si estrania da s?, ovvero non considera il proprio lavoro come parte della sua vita reale. Questa si svolge altrove, a casa, fuori e indipendentemente dal lavoro, che si trova sotto il comando di un potere estraneo. Infine, nella produzione capitalistica l’operaio perde la sua essenza generica (Gattungswesen) , ovvero ci? che propriamente contrassegna l’essenza dell’uomo. Con questo termine, impiegato anche da Feuerbach, Marx intende l’essere che si realizza storicamente nella sua appartenenza al genere di cui fa parte, ossia il genere umano: contrassegno decisivo di esso ? il lavoro , che distingue l’uomo dall’animale e stabilisce un rapporto costitutivo con la natura; attraverso il lavoro in cui, sotto la spinta dei bisogni, oggettiva le sue capacit?, l’u ()
(more…)

Marx: Frasi

Materia: Filosofia
Dimensione: 7.55 Kb

Scarica Gratis

Frasi significative Che le classi dominanti tremino al pensiero di una rivoluzione comunista. I proletari non hanno da perdervi altro che le proprie catene. Da guadagnare hanno un mondo. La religione ? l’oppio del popolo. L’arma della critica non pu? sostituire la critica delle armi, la forza materiale deve essere abbattuta per mezzo della forza materiale, ma la teoria diventa, essa pure, una forza materiale, quando si impadronisce delle masse. Come non ? la religione che crea l’uomo, ma ? l’uomo che crea la religione, cos? non ? la costituzione che crea il popolo, ma il popolo la costituzione. Le armi con cui la borghesia ha annientato il feudalesimo si rivoltano ora contro la borghesia stessa. Ma la borghesia non ha solo forgiato le armi che la uccidono; ha anche prodotto gli uomini che imbracceranno queste armi: i lavoratori moderni, i proletari. I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta per? di mutarlo. Il punto di vista del vecchio materialismo ? la societ? “borghese”; il punto di vista del nuovo materialismo ? la societ? umana, o l’umanit? socializzata. Voi inorridite perch? noi vogliamo eliminare la propriet? privata. Ma nella vostra societ? esistente la propriet? privata ? abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una propriet? che ha per condizione necessaria la mancanza di propriet? per la stragrande maggioranza della societ?. Il proletariato deve marciare con il grande esercito democratico alla punta dell’ala sinistra, ma guardandosi bene dal rompere ogni legame con il grosso dell’esercito. Il proletariato non ha il diritto di isolarsi, ma esso deve, per quanto ci? possa sembrare duro, respingere quanto potrebbe separarlo dagli alleati. Le idee dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l’espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio. Il movimento proletario ? il movimento autonomo della stragrande maggioranza nell’interesse della stragrande maggioranza. Il comunismo non toglie a nessuno il potere di appropriarsi dei prodotti sociali; toglie soltanto il potere di soggiogareil lavoro altrui mediante questa appropriazione. E’ stato obiettato che, con la soppressione della propriet? privata, cesser? ogni attivit? e si diffonder? una pigrizia generale. Se cos? fosse, la societ? borghese sarebbe da parecchio tempo andata in rovina a causa dell’indolenza, dal momento che in essa chi lavora non guadagna e chi guadagna non lavora. ()
(more…)

Marx: Pasolini

Materia: Filosofia
Dimensione: 7.04 Kb

Scarica Gratis

Come sono diventato marxista? Al marxismo ader? nel Novecento anche il celebre poeta Pierpaolo Pasolini; qui egli ci spiega come divenne marxista. Come sono diventato marxista? Ebbene andavo tra fiorellini candidi e azzurrini di primavera, quelli che nascono subito dopo le primule, - e poco prima che le acacie si carichino di fiori, odorosi come carne umana, che si decompone al calore sublime della pi? bella stagione - e scrivevo sulle rive di piccoli stagni che laggi?, nel paese di mia madre, con uno di quei nomi intraducibili si dicono fonde, coi ragazzi figli dei contadini che facevano il loro bagno innocente (perch? erano impassibili di fronte alla loro vita mentre io li credevo consapevoli di ci? che erano) scrivevo le poesie dell’Usignolo della Chiesa Cattolica; questo avveniva nel ‘43: nel ‘45 fu tutt’un’altra cosa. Quei figli di contadini, divenuti un poco pi? grandi, si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo ed erano marciati verso il centro mandamentale, con le sue porte e i suoi palazzetti veneziani. Fu cos? che io seppi ch’erano braccianti, e che dunque c’erano i padroni. Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx. [] [da Poeta delle Ceneri in Bestemmia, Poesie disperse II Garzanti, Milano 1993] ()
(more…)

Marx: le scienze e la dialettica della natura

Materia: Filosofia
Dimensione: 6.61 Kb

Scarica Gratis

Le scienze e la dialettica della natura Mentre in tutta l’ultima fase della sua attivit? Marx concentr? le forze nella stesura del Capitale , Engels invece si dedic? alla divulgazione della teoria del materialismo storico e all’analisi dei problemi delle scienze naturali e allo studio delle formazioni economiche, sociali e politiche antecedenti al modo di produzione capitalistico. Sia Marx sia Engels salutarono con grande entusiasmo la teoria dell’evoluzione di Darwin tanto che Marx voleva dedicare proprio a Darwin il secondo libro del Capitale . La teoria darwiniana dell’evoluzione poneva infatti fine ad ogni forma di antropocentrismo e di concezione finalistica della natura, sottolineando l’intreccio indisgiungibile tra storia della natura e storia degli uomini. Con essa la storicit? appariva una prerogativa non solo dell’umanit?, ma della natura in generale; il materialismo storico e la dialettica potevano trovare un’estensione anche sul piano cosmologico e delle scienze naturali . Nell’ Anti-D?hring Engels polemizza contro le concezioni positivistiche della scienza, per le quali la scienza ? un sapere fuori dal tempo, i cui oggetti sono fissi e immutabili, anch’essi fuori dal tempo. In realt? anche la scienza, a parere di Engels, ? soggetto ad un processo di evoluzione storica e il materialismo moderno, che trova la sua espressione nelle scienze, ? ormai essenzialmente dialettico e non richiede pi? una filosofia al di sopra delle scienze. Della filosofia restano in piedi solamente la dottrina del pensiero e delle sue leggi, ovvero la logica formale e la dialettica, che assume a proprio oggetto anche lo studio della formazione ed evoluzione delle teorie scientifiche, contribuendo per questo aspetto allo sviluppo tecnico delle varie scienze. Caduta la pretesa filosofica di raggiungere la verit? assoluta, si ? aperto lo spazio alle verit? accessibili alle scienze positive e ad una sintesi dei loro risultati mediante la dialettica. Tramite teorie come quelle della convertibilit? dell’energia in lavoro meccanico, della cellula biologica e dell’evoluzione, le scienze si sono decisamente sollevate al di sopra di un livello meramente empirico di raccolta dati, raggiungendo un adeguato livello teorico, caratterizzato dalla formulazione di leggi. A parere di Engels esiste una vera e propria dialettica della natura , non solo della storia. Per dialettica si deve intendere non solo ‘leggi del pensiero’, ma ‘leggi esistenti oggettivamente nella realt?. Tali leggi vanno scoperte nelle cose, estratte da esse: qui sta la difficolt?, soprattutto per quel che concerne la natura. Caratteristica costitutiva della materia ? il movimento : di esso, secondo Engels, possono essere ravvisate tre leggi basilari, gi? riconosciute a suo tempo da Hegel, ma solo come leggi del pensiero, non della realt?; esse sono: 1 ) la conversione della quantit? in qualit? e viceversa: essa comporta, tra l’altro, che tramite aggiunte o sottrazioni continue di materia o movimento, a un certo punto interviene un mutamento qualitativo, e non solamente quantitativo; 2 ) la compenetrazione degli opposti, per cui in una totalit? a un elemento se ne trova opposto un altro che lo implica ed ?, a sua volta, implicato dal primo: cos? ? per le cariche elettriche opposte o per l’attrazione e repulsione degli elementi chimici; 3 ) la negazione della negazione, per cui ogni realt? ? negata per dar luogo ad una formazione pi? alta. Cos?, ad esempio, il seme, cadendo su un terreno opportuno, ? negato come seme, ma germogliando d? luogo alla pianta. Engels fornisce diversi esempi allo scopo di mostrare come queste leggi dialettiche operino nei vari livelli della natura, ma anche nell’ambito dei numeri algebrici. Egli non esclude che la materia in perpetuo movimento, retta da queste leggi, possa portare alla distruzione di questo mondo e generare nuove aggregazioni e nuovi mondi. Tra il mondo della natura e il mondo umano esiste per Engels intreccio e continuit?, ma ambo i mondi n ()
(more…)

Marx: il materialismo storico

Materia: Filosofia
Dimensione: 10.16 Kb

Scarica Gratis

Il materialismo storico Restava aperto il problema di individuare quali fossero i caratteri del movimento storico orientato verso l’attuazione del comunismo. La risposta si sarebbe avuta, nel 1845, con quella che Engels avrebbe definito ‘concezione materialistica della storia’. In via preliminare, Marx e Engels dovevano sgombrare definitivamente il campo dagli equivoci dei giovani hegeliani, che si erano illusi di trasformare la societ? tramite l’attivit? puramente teorica della critica: per questo motivo essi provvidero con La Sacra Famiglia . La punta pi? avanzata del movimento filosofico contemporaneo era tuttavia rappresentata da Feuerbach: con lui soprattutto bisognava fare i conti. Ci? avvenne nelle 11 Tesi su Feuerbach di Marx e nell’ Ideologia tedesca , opera di entrambi, anche se Engels ne attribu? il merito principale a Marx. Feuerbach aveva smascherato il mondo rovesciato della religione, ravvisandone la radice antropologica, ma non aveva colto in modo adeguato il carattere storico della natura umana e le condizioni storiche che rendono possibile il costituirsi della religione stessa. Il problema per Marx ed Engels consiste nell’abolire, pi? che la religione, le condizioni storiche che la rendono possibile. Questo programma di modificazione storica della realt? trova espressione nella celebre tesi secondo cui ‘ I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta per? di mutarlo. ‘ Nella filosofia di Feuerbach ? ancora forte un’eredit? di stampo illuministico, specialmente nella sua concezione della natura umana come essenza priva di storia e nell’interpretazione materialistica di tale essenza. Il materialismo di Feuerbach, vicino al materialismo settecentesco di La Mettrie, concepisce l’uomo come entit? naturale dotata di corporeit? e sensibilit? e quindi fondamentalmente passiva, non come prassi attiva trasformatrice della natura; di conseguenza esso considera la realt? sensibile come oggetto gi? costituito, non prodotto dall’attivit? sensibile umana. Da questo punto di vista, Hegel risulta superiore a Feuerbach, in quanto ha individuato il carattere autoproduttivo dell’attivit? umana, anche se solamente in quanto spirito e non come attivit? sensibile. In realt?, si dice nell’ Ideologia tedesca , gli uomini si distinguono dagli animali non perch? dotati di pensiero, bens? quando iniziano a produrre i loro mezzi di sussistenza. Ci? che gli individui sono, dipende dalle condizioni materiali della loro produzione: questo ? il presupposto basilare della concezione materialistica della storia . Marx non adopera pi? il concetto di ‘essenza umana’ , ma parte dagli uomini caratterizzati dai bisogni e dai mezzi per soddisfarli. Invece di dedurre le categorie dell’economia politica dal principio filosofica dell’essenza umana alienata, come avveniva nei Manoscritti , ora viene introdotta un’analisi storica, economica e sociologica, delle forme di produzione e dei rapporti sociali corrispondenti ad esse. Marx rifiuta una concezione della storia come pura raccolta di fatti senza connessioni, ma anche quella della storia speculativa, che attribuisce le vicende storiche all’azione di soggetti immaginari, come l’autocoscienza hegeliana. Il problema ? di spiegare i fatti nella loro successione, senza pretendere di dedurli da un principio filosofico astratto. Dagli scozzesi Ferguson, Smith e Millar, Marx ed Engels riprendono l’idea che la base della societ? civile in tutti gli stadi della sua storia ? il modo in cui gli uomini si procurano la sussistenza: questi pensatori avevano distinto gli stadi della caccia e della pesca, della pastorizia, dell’agricoltura, dell’industria e del commercio. Anche per Marx la base della societ? ? economica ed ? data dal modo di produzione che la caratterizza. La soddisfazione dei primi bisogni e l’incremento della popolazione generano nuovi bisogni, per soddisfare i quali ? necessario una pi? articolata divisione del lavoro . Il grado di sviluppo delle forze produttive ? quind ()
(more…)