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Scarica Kant: tempo e spazio gratis

Materia: Filosofia
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I concetti di tempo e spazio La distinzione fondamentale tra fenomeni e noumeni , fra conoscenza e pensiero , pone un problema delicato per quanto concerne la conoscenza di s? , la cui soluzione crea numerose difficolt? al kantismo . Nell’ Estetica trascendentale vengono esposte in modo assolutamente parallelo due forme pure a priori della sensibilit? : Kant non fa altro , apparentemente , che ripetere a proposito del tempo quello che aveva gi? detto a proposito dello spazio . Tuttavia non ? cos? semplice ed ? ora il senso interno ora quello esterno ad avere la meglio . Il primato del tempo consiste nel fatto che , dal momento che tutte le operazioni sono in definitiva operazioni dell’ anima, il tempo ? la condizione a priori di tutti i fenomeni in generale : ogni oggetto deve essere conosciuto internamente . Nulla sfugge al senso interno . Ma da un altro punto di vista vi ? un primato essenziale e notevole del senso esterno . La confutazione dell’ idealismo fa s? che gli stati interiori della nostra coscienza empirica , che si producono sotto la forma del tempo , siano tuttavia incapaci di realizzare da soli questa determinazione oggettiva del tempo che ? la permanenza ; hanno bisogno di appoggiarsi a qualche cosa che fuori di loro sia suscettibile a rimanere , e questo qualche cosa non pu? essere l’ io , dal momento che la rappresentazione ? senza contenuto . Per Kant il tempo ha sempre bisogno di una simbolizzazione tramite lo spazio . Egli dimostra che abbiamo bisogno dello spazio per assumere e conoscere la nostra esistenza . La rappresentazione spaziale del tempo ? quindi una necessit? assoluta senza la quale il tempo non potrebbe essere conosciuto . E dato che per svelare il tempo siamo obbligati a tracciare una linea mentale , deve intervenire necessariamente la motricit? del corpo , ma una motricit? interna vissuta dal di dentro e che possiamo chiamare trascendentale . Cos? Kant distingue il movimento nello spazio e il movimento generatore dello spazio , il movimento come determinazione di un oggetto e il movimento come atto del soggetto ( Analitica trascendentale , 24 ) . In questo modo Kant annuncia l’ importanza che la filosofia moderna attribuir? al corpo e alla motricit? intenzionale , necessaria non solo alla costruzione dell’ oggetto geometrico , ma per svelare il tempo stesso . Non possiamo pensare una linea senza tracciarla con il pensiero , un cerchio senza descriverlo … e nemmeno il tempo senza tracciare una linea retta ( che deve essere la rappresentazione esterna figurata del tempo ) ( Critica della ragion pura ) . Ne consegue che l’ esistenza stessa dell’ io ? certa soltanto riferita all’ esistenza del permanente al di fuori di noi . Non vi ? coincidenza fra s? e s? : il soggetto diventa storia tramite l’ esterno . Lasciato a se stesso nella successione temporale l’ io non sar? altro che successione , senza nulla che leghi gli istanti gli uni agli altri e li unisca . Lo spazio ? la condizione necessaria della nostra permanenza e della nostra stabilit? . Nel periodo precritico Kant era partito da una concezione leibniziana dello spazio ( il quale peraltro in quegli scritti occupava una posizione prioritaria rispetto al tempo ) , inteso come rapporto tra i luoghi , cio? tra le posizioni di due oggetti : lo spazio era pertanto qualcosa di relativo , essendo definito non gi? da un termine di riferimento assoluto e unitario , ma semplicemente dalle distanze e dalle relazioni reciproche delle cose . Ci? impediva tuttavia di spiegare la differenza di quelli che Kant chiama gli ” omologhi incongruenti ” , ad esempio la mano destra e la mano sinistra : in entrambe le mani , infatti , le relazioni spaziali tra le singole parti ( per esempio tra il pollice e il mignolo ) sono identiche e quindi , secondo la teoria relativa dello spazio , dovrebbero poter occupare lo stesso luogo , mentre ? ovvio che in nessun modo la mano destra pu? riempire il volume oc ()
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Scarica Kant: la dissertazione del 1770 gratis

Materia: Filosofia
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La dissertazione del 1770 La Dissertazione De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis, discussa da Kant per la sua nomina a professore ordinario , può essere considerata insieme come l’ ultimo scritto del periodo precritico e il primo della fase critica . La tradizione leibniziana presupponeva un rapporto di continuità tra la conoscenza sensibile e quella intellettuale , che venivano distinte solamente dal grado di coscienza in esse conseguito : fatta di piccole percezioni , la conoscenza sensibile é oscura e confusa ; portata a livello appercettivo , la conoscenza intellettuale è chiara e distinta , per dirla con Cartesio . In opposizione a questa tradizione Kant introduce una distinzione di genere tra le due conoscenze . Oggetto della prima sono le rappresentazioni delle cose come appaiono , mentre nella seconda ci si rivolge alle rappresentazioni delle cose come sono . La conoscenza sensibile riguarda cioè la dimensione fenomenica ( dal greco phaìnomai = appaio ) delle cose , considerate non già nel loro essere in s , ma nel loro essere modificate dalle forme della sensibilità . La conoscenza intellettuale riguarda invece le cose in sè, nella loro dimensione noumenica ( noumenon = pensato , dal verbo greco noeìn = pensare ) , nel loro vero essere, coglibile esclusivamente col pensiero . Nella prima parte dell’ opera , dedicata alla conoscenza sensibile , Kant perviene dunque , con piena maturità , all’ idea che noi non percepiamo le cose come sono in sè, ma necessariamente le modifichiamo nel procedimento percettivo , adattandole alle forme soggettive della nostra intuizione. Queste forme percettive , che sono a priori, perchè non dipendono dall’ esperienza , sono lo spazio e il tempo . Con questo Kant anticipa , quasi testualmente , il contenuto della Critica della ragion pura dedicata alla trattazione della sensibilità . Sotto questo aspetto la Dissertazione del 1770 compie pienamente , nell’ ambito della sensibilità , quella nuova rivoluzione copernicana che esprime l’ essenza del criticismo : la conoscenza non consiste nell’ adeguazione del soggetto all’ oggetto , bensì nella modificazione dell’ oggetto secondo le forme a priori del soggetto . La parte della Dissertazione riservata alla sensibilità é quindi pienamente critica . Tutt’ altro discorso vale invece per la seconda parte dell’ opera , relativa alla conoscenza intellettuale . Qui Kant si mantiene fedele al punto di vista dogmatico e non compie alcuna rivoluzione copernicana . I concetti dell’ intelletto , qui chiamati idee pure , non dipendono dalle rappresentazioni della sensibilità , escludendo ogni contagio tra cognizione sensitiva e cognizione intellettuale . Proprio in virtù di questa indipendenza del pensiero dalla sensibilità , le idee pure possono cogliere la realtà nella sua essenza noumenica , senza le alterazioni fenoumeniche comportate dalla percezione . Questa radicale contrapposizione della conoscenza ideale a quella sensibile , di forte sapore platonico , se da un lato consente a Kant di salvare la prima dalle contaminazioni fenomeniche della seconda e di sostenere la conoscibilità della realtà in sè nella sua assoluta oggettività ( senza tuttavia spiegare come ) , dall’ altro lato gli impedisce di estendere anche alla conoscenza intellettuale quell’ analisi critica che aveva già realizzato sul piano della conoscenza sensibile . Questa estensione costerà a Kant undici anni di lavoro e avrà come risultato la Critica della ragion pura . ()
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Scarica Kant: vita e opere gratis

Materia: Filosofia
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La vita , le opere e il contesto storico Immanuel Kant nacque a Königsberg , nella Prussia orientale , il 22 aprile 1724 da una famiglia di condizioni molto modeste . Sulla sua formazione esercitò una grande influenza la madre , Regina Reuter , la quale nutriva forti convinzioni religiose a carattere pietistico . Il pietismo informa anche l’ insegnamento impartito nel Collegium Fridericianum , in cui Kant riceve la sua educazione preuniversitaria : in quegli anni il Collegio era diretto dal pastore Franz Albert Schultz , che bene esprimeva le tendenze culturali del suo tempo , in quanto per un verso era stato discepolo di Philipp Jakob Spener , fondatore del pietismo , per l’ altro era seguace della filosofia di Wolff . Dal 1740 Kant frequentò l’ Università Albertina di Königsberg , dove studiò fisica e matematica , subendo l’ influenza di Martin Knutzen. Queste esperienze condizionarono fortemente la formazione e l’ evoluzione intellettuale di Kant : il pietismo , diffuso nell’ ambiente familiare e scolastico , determinò il carattere rigoristico della sua riflessione etica ; la filosofia di Wolff (come il pensiero di Leibniz che ne sta a monte) costituirà uno dei suoi riferimenti culturali primari, anche se spesso in termini polemici ; l’ istanza empiristica , comunicatagli da figure come Knutzen e Crusius e poi rafforzata attraverso la lettura di Hume , gli indicherà i limiti del razionalismo wolffiano e lo avvierà sulla strada del criticismo . Con la morte del padre , avvenuta nel 1746 , Kant lascia l’ università e , dal 1747 al 1755 , vive facendo il precettore privato , pur continuando a studiare in vista di una conclusione accademica del proprio iter universitario : infatti nel 1755 ottiene la promozione a magister lesens ( funzione che corrisponde alla libera “libera docenza” ) per l’insegnamento della fisica con la dissertazione De igne e nello stesso anno si abilita all’insegnamento della metafisica con lo scritto Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio , in cui prende le distanze da Wolff contestando la priorità assoluta del principio di non contraddizione . Sempre nel 1775 egli pubblica la Storia universale della natura e teoria del cielo , in cui formula l’ ipotesi dell’ origine dell’ universo da una nebulosa che , con poche varianti , ma in maniera del tutto indipendente ( anche perchè lo scritto di Kant non ebbe circolazione a causa del fallimento dell’ editore ) , sarà ripresa qualche anno dopo da Laplace ( donde la denominazione di teoria di Kant-Laplace ) . Tra il 1755 e il 1770 Kant tiene corsi all’ università su argomenti di fisica e metafisica , ottenendo un buon successo presso il pubblico studentesco : le sue lezioni , infatti , malgrado la complessità degli argomenti , avevano spesso - come testimonia Herder , allora studente a Königsberg - un carattere brillante . Ai successi professionali si accompagnano quelli mondani : il giovane Kant è assiduo frequentatore di caffè e salotti , nei quali consolida la sua fama di giovane ricco di promesse . Non vengono , invece , gli sperati riconoscimenti accademici : nel 1758 partecipa senza successo al concorso per la cattedra di Logica e di metafisica . Intanto , egli fa letture molto importanti per la sua futura formazione . Nel 1762 legge alcune opere di Rousseau , che influenza notevolmente il suo pensiero etico , infondendogli il senso del valore dell’ uomo in quanto tale , indipendentemente dalla sua posizione sociale o dal suo livello culturale . Pare che nello stesso anno legga anche Hume , al quale egli stesso ascriverà il merito di averlo “svegliato dal sonno dogmatico ” : il passaggio dalla fase che Kant stesso chiama “dogmatica” al “criticismo” è tuttavia determinato in lui , più probabilmente , da un lato dall’ influenza della metodologia di Newton (che eg ()
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Scarica Kant: cronologia gratis

Materia: Filosofia
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Vita e opere 1724 Immanuel Kant nasce a K?enigsberg, capitale della Prussia orientale (attualmente Kaliningrad), il 22 aprile, da Johann Georg Kant (1683-1747), sellaio, e da Anna Regina Reuter: quarto di undici figli, di cui sei morti in giovane eta’. Col fratello rimasto, divenuto pastore protestante, e soprattutto con le tre sorelle, conservera’ scarsi rapporti. 1732 Entra nel Collegium Fredericianum, diretto dal pastore Franz Albert Schultz, d’indirizzo pietistico, ma aperto all’illuminismo wolffiano. Oggetto particolare di studio, i classici latini. 1740 S’iscrive all’Universita’, dove Martin Knutzen gli trasmette l’interesse per la filosofia newtoniana e per la matematica. Sei anni dopo, conclude i suoi studi preparando i Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive (Koenigsberg 1747), in cui prende posizione nella disputa tra cartesiani e leibniziani sulla questione. 1746 Comincia l’attivita’ di precettore privato presso famiglie nobili della Prussia orientale (dalla quale non s’allontanera’ mai, per tutta la vita). 1754 Risponde alla questione messa a concorso dall’Accademia di Berlino: “Se la Terra abbia subito modificazioni nel suo movimento di rotazione”; e successivamente a un’altra: “Se la Terra invecchi”. 1755 Lasciato l’insegnamento privato, inizia la carriera universitaria, ottenendo il dottorato con la dissertazione De igne e la “venia legendi” con la Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio. Insegnera’ un po’ di tutto: matematica, logica, fisica, geografia; piu’ tardi filosofia, pedagogia, antropologia, psicologia. I suoi prevalenti interessi di geografia generale sono attestati dall’uscita della Storia universale della natura e teoria del cielo (Koenigsberg-Leipzig 1755), in cui anticipa la teoria di Laplace sulla formazione del sistema solare (senza, peraltro, attirare l’attenzione degli studiosi); nonche’ dai programmi d’insegnamento, che, tra il ‘56 e il ‘57, annunziano corsi su “la teoria dei venti”. 1756 Il terremoto di Lisbona gli da’ occasione per la pubblicazione di tre scritti in argomento, a cui si aggiunge la Monadologia physica, ispirata a un dinamismo alla Boscovich, piu’ che al monadologismo di Leibniz. 1758 Pubblica una Nuova teoria del moto e della quiete. 1762 Esce un saggio Sulla falsa sottigliezza delle quattro figure sillogistiche. 1763 Escono due tra i piu’ importanti scritti precritici: l’Unico argomento possibile per dimostrare l’esistenza di Dio e la Ricerca per introdurre il concetto di quantita’ negative in filosofia. Nel primo si prospetta la teoria dell’esistenza come posizione, e si afferma che, mentre la possibilita’ logica si riduce alla non contraddizione, la possibilita’ reale presuppone una qualche esistenza: essendo dunque impossibile un’assoluta non esistenza, si desume l’esistenza di un essere necessario, di cui si dimostrano poi l’unicita’, l’onnipotenza, ecc. L’argomento (che non puo’ esser confuso con l’”argomento ontologico”) non sara’ piu’ ne’ ripreso ne’ confutato da Kant. Nel saggio sulle grandezze negative si fa distinzione tra la contraddizione logica e l’opposizione reale (+a ?a), analoga a quella per cui due forze si annullano a vicenda. 1764 Pubblica la Ricerca sull’evidenza dei principi della teologia naturale e della morale, in cui mette in rilievo la differenza di metodo tra matematica e filosofia; e le Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime, in cui a fondamento della morale e’ posto “il sentimento della bellezza e della dignita’ della natura umana”. 1766 Dopo aver tentato invano (nel ‘56 e nel ‘58) di ottenere un insegnamento universitario di ruolo, e’ nominato sottobibliotecario alla Biblioteca reale, per essersi “reso celebre con i suoi scritti”. Pubblica i Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica, l’opera in cui piu’ si avvicina al punto di vista dell’empirismo inglese. Il visionario e’ il mistico svedese Swedenborg, che, tra l’altro, con la s ()
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Scarica Kant: la metafisica dei costumi gratis

Materia: Filosofia
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La metafisica dei costumi La Metafisica dei costumi (1797-98) ? un’opera per dichiarazione dello stesso Kant scritta in uno stile molto pi? «popolare» delle altre. In essa non si tratta di altro infatti che di trarre le conseguenze della legge morale che nella sua forma pi? generale ? stata messa in luce dalla seconda Critica. Bisogna per? sottolineare che ? la Metafisica, e non la Critica, la vera e propria opera di filosofia morale di Kant. Essa ? divisa in due parti. Nella prima, dedicata alla «dottrina del diritto» o semplicemente «diritto», la legge morale viene considerata dal punto di vista della conformit? esterna dell’azione con i precetti della ragione, e viene quindi riformulata cos?: «Agisci esternamente in modo che il libero uso del tuo arbitrio possa essere compatibile con la libert? di ognuno secondo una legge universale» (Metafisica dei costumi, Diritto, A 34/B 34). Necessariamente il diritto prevede dunque anche la costrizione entro i limiti della legge di coloro che creano ostacoli alla libert? altrui. Kant distingue tra un «diritto privato», che riguarda gli uomini nello «stato di natura», anteriormente cio? alla fondazione dello Stato, e un «diritto pubblico», che riguarda lo Stato come «unione di una quantit? di uomini sotto leggi giuridiche». Lo Stato ? secondo Kant essenzialmente repubblica, cio? basato su un sistema rappresentativo e sulla divisione dei tre poteri. Il compimento del diritto pubblico ? costituito dal diritto internazionale. ? qui che Kant raggiunge le idee pi? avanzate del suo tempo: La ragione pratico-morale pronuncia in noi il suo veto incontrastabile: non ci deve essere nessuna guerra; n? quella tra me e te nello stato di natura, n? tra di noi come Stati, che, sebbene internamente siamo in uno stato legale, tuttavia esternamente (nei reciproci rapporti) siamo in uno stato illegale: questo non ? infatti il modo in cui ognuno deve cercare il proprio diritto. Dunque la questione non ? pi? se la pace eterna sia una realt? o una chimera, e se noi nel nostro giudizio teoretico ci inganniamo se supponiamo che sia una realt?; piuttosto ? necessario che ci comportiamo come se essa fosse una realt? (il che forse non ?), per poterla fondare, e che per avvicinarci ad essa promuoviamo quella costituzione che ci sembra pi? adatta allo scopo (forse quella repubblicana di tutti gli stati assieme), e che mettiamo una fine al disastroso guerreggiare al quale finora tutti gli Stati, senza eccezione, hanno diretto tutte le loro risorse come se fosse lo scopo finale. E anche se ci?, per quanto riguarda il compimento di questo intento, rimanesse comunque un pio desiderio, certamente noi non ci inganniamo ammettendo la massima di comportarci sempre in questa direzione: perch? questo ? un dovere. … Si pu? dire che questa fondazione universale e durevole della pace non costituisca semplicemente una parte, ma l’intero scopo finale della dottrina del diritto all’interno dei limiti della semplice ragione (Metafisica dei costumi, Diritto, B 264). La «dottrina delle virt?», o semplicemente «etica», si occupa invece della conformit? interna alla ragione, e ha questa variante della legge fondamentale: «Agisci secondo una massima dei fini, avere i quali per ciascuno possa essere una legge universale» (Metafisica dei costumi, Virt?, A 30). In questo modo viene stabilita una fondamentale differenza rispetto al diritto: Il diritto aveva a che fare solo con la condizione formale della libert? esterna … . L’etica invece mette a disposizione anche una materia (un oggetto del libero arbitrio), un fine della ragione pura, che contemporaneamente viene rappresentato per l’uomo come fine oggettivamente necessario, come dovere. Infatti, poich? le inclinazioni sensibili portano a fini … che possono essere contrari al dovere, la ragione legislatrice non pu? contrastare il loro influsso in altro modo che tramite un fine morale opposto, che dunque deve essere dato a priori indipendentemente dall’inclinazione (M ()
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Scarica Kant: il periodo precritico gratis

Materia: Filosofia
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Il periodo precritico e le altre filosofie Come tutti i pensatori tedeschi del suo tempo , Kant è fortemente influenzato dalla sua formazione dal pensiero di Leibniz e di Wolff , anche se questi antecedenti costituiscono per lui soltanto un punto di partenza , il cosiddetto “periodo precritico” della filosofia kantiana ( quello precedente alla pubblicazione della Critica della ragion pura , o almeno alla dissertazione del ‘ 70 ) può infatti essere interpretato come il lento processo attraverso cui Kant rimedita il pensiero di questi autori , anche attraverso le meditazioni di altri filosofi (come Lambert e Crusius) , fino ad emanciparsene completamente . Gli scritti preferiti di Kant si possono dividere in due gruppi . Il primo comprende le opere scientifiche , nelle quali appare chiaro come Leibniz sia il punto di partenza della fisica kantiana . Nella sua tesi di laurea , i Pensieri sulla valutazione delle forze vive (usciti soltanto nel 1749), Kant afferma che , mentre in matematica la forza può essere espressa dalla formula cartesiana (mv) , in fisica e metafisica ( leibnizianamente ancora identificate ) vige quella elaborata da Leibniz (mv al quadrato) . Ma pochi anni più tardi, egli interpreta le monadi leibniziane in senso materiale (nella Monadologia physica) ed accetta la dottrina crusiana del nexus physicus , cioè della connessione fisica esterna tra le monadi , correggendo così le teorie di Leibniz con una dottrina che ricordava molto da vicino quella dell’ attrazione e repulsione universale fornita da Newton . Questa graduale sostituzione di Leibniz con Newton diventa esplicita nella Storia universale della natura e del cielo , nella quale la concezione dinamico-finalistica della realtà , tipica di Leibniz , lascia il posto a una descrizione dell’ origine dell’ universo in termini rigorosamente meccanicistico-casuali . Nel secondo gruppo di scritti precritici , relativi alle opere filosofiche , emerge invece quanto sia più lenta l’ emancipazione di Kant da Wolff (e quindi anche da Leibniz ) nell’ ambito della metafisica e della gnoseologia . Nel primo scritto kantiano di rilevanza filosofica , la Nova Dilucidatio , Kant enumera il principio di contraddizione e il principio di ragion determinante (una variante del principio di ragion sufficiente) tra i principi primi della metafisica . Ma è notevole che , anche in quest’ opera di chiara ispirazione wolffiano-leibniziana , Kant prenda le distanze dai suoi modelli contestando a Wolff la priorità assoluta del principio di contraddizione , che viene accostato al principio di identità (come sua versione in negativo) , e introducendo altri due princìpi - il princìpio di successione e il principio di coesistenza - che spiegano i rapporti temporali e spaziali attraverso la dottrina del nexus physicus . E’ qui impossibile seguire puntualmente , nelle singole opere , l’ evoluzione del pensiero precritico di Kant . Ci limiteremo quindi ad evidenziare le tendenze generali . Ben presto Kant dichiara la propria insofferenza per il metodo sillogistico di Wolff , che pretendeva di costruire astrattamente l’ intero edificio della metafisica , connettendo le singole conoscenze sulla base della loro non contradditotietà formale , senza preoccuparsi di trovare un riscontro nell’ esperienza . Questo metodo “sintetico” , che pretende di accrescere il sapere collegando ()
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Scarica Kant: risposta gratis

Materia: Filosofia
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Risposta alla domanda: che cos’? l’ illuminismo? L’ illuminismo ? l’ uscita dell’ uomo dallo stato di minorit? che egli deve imputare a se stesso. Minorit? ? l’ incapacit? di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi ? questa minorit? se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude ! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza ! - ? dunque il motto dell’ illuminismo. La pigrizia e la vilt? sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha da lungo tempo affrancati dall’ eterodistinzione ( naturaliter maiorennes ), tuttavia rimangono volentieri minorenni per l’ intera vita; e per cui riesce tanto facile agli altri erigersi a loro tutori. E’ tanto comodo essere minorenni ! Se ho un libro che pensa per me,un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene, ecc., io non ho pi? bisogno di darmi pensiero da me. Purch? io sia in grado di pagare, non ho bisogno di pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione. A far s? che la stragrande maggioranza degli uomini ( e con essi tutto il bel sesso ) ritenga il passaggio allo stato di maggiorit?, oltrech? difficile, anche molto pericoloso, provvedono gi? quei tutori che si sono assunti con tanta benevolenza l’ alta sorveglianza sopra costoro. Dopo averli in un primo tempo istupiditi come fossero animali domestici e aver accuratamente impedito che queste pacifiche creature osassero muovere un passo fuori dal girello da bambini in cui le hanno imprigionate, in un secondo tempo mostrano ad esse il pericolo che le minaccia qualora tentassero di camminare da sole. Ora questo pericolo non ? poi cos? grande come loro si fa credere , poich? a prezzo di qualche caduta essi alla fine imparerebbero a camminare: ma un esempio di questo genere rende comunque paurosi e di solito distoglie la gente da ogni ulteriore tentativo. E’ dunque difficile per ogni singolo uomo districarsi dalla minorit? che per lui ? diventata pressoch? una seconda natura. E’ giunto perfino ad amarla, e attualmente ? davvero incapace di servirsi del suo proprio intelletto, non essendogli mai stato consentito di metterlo alla prova. Regole e formule, questi strumenti meccanici di un uso razionale o piuttosto di un abuso delle sue disposizioni naturali, sono i ceppi di una eterna minorit?. Anche chi da essi riuscisse a sciogliersi, non farebbe che un salto malsicuro sia pure sopra i pi? angusti fossati, poich? non sarebbe allenato a siffatti liberi movimenti. Quindi solo pochi sono riusciti, con l’ educazione del proprio spirito, a districarsi dalla minorit? e tuttavia a camminare con passo sicuro. Che invece un pubblico si illumini da s? ? cosa maggiormente possibile; e anzi, se gli si lascia la libert?, ? quasi inevitabile. In tal caso infatti si troveranno sempre, perfino fra i tutori ufficiali della grande folla, alcuni liberi pensatori che, dopo aver scosso da s? il giogo della tutela, diffonderanno il sentimento della stima razionale del proprio valore e della vocazione di ogni uomo a pensare da s?. V’ ? a riguardo il fenomeno singolare che il pubblico, il quale in un primo tempo ? stato posto da costoro sotto quel giogo, li obbliga poi esso stesso a rimanervi, non appena abbiano a ci? istigato quelli tra i suoi tutori che fossero essi stessi incapaci di ogni lume. Seminare pregiudizi ? tanto pericoloso, proprio perch? essi finiscono per ricadere sui loro autori o sui predecessori dei loro autori. Perci? il pubblico pu? giungere al rischiaramento solo lentamente. Forse una rivoluzione potr? s? determinare l’ affrancamento da un dispotismo personale e da un’ oppressione avida di guadagno o di potere, ma mai una vera riforma del modo di pensare. Al contrario: nuovi pregiudizi serviranno al pari dei vecchi a mettere le dande alla gran folla d ()
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