Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema guerra per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema guerra.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
Qualsiasi lavoro dal questo elenco posso discutere e aggiungere i propri materiali. Aggiungere i propri lezioni e altri materiali di riferimento o l’informazioni aggiuntivi su tema guerra posso fare con l’aiuto del modulo dei contatti. I documenti di testo presentati in formato Word (.doc), PDF (.pdf). i lavori in laboratorio e risultati degli esperimenti in formato di Excel (.xls). Tutti i lavori archiviati con l’aiuto di WinZip.
Autori del sito non si assumono nessuna responsabilità del contenuto dei file e informazioni.
Il sito si apre meglio con l’aiuto di Mozilla Firefox.

Scarica La seconda guerra mondiale gratis

Materia: Storia
Dimensione: 20.9 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica La prima guerra punica gratis

Materia: Storia
Dimensione: 7.95 Kb

Scarica Gratis

La prima guerra Punica Roma e Cartagine Compiuta l’unità della Penisola, ragioni di difesa e di sviluppo richiamarono Roma alla nuova missione mediterranea. L’ Italia romana, ricca di giovani energie, era ora spinta verso il mare per cercarvi la sicurezza e il fondamento della sua potenza; ma si trovò di fronte Cartagine. I Cartaginesi, dediti quasi esclusivamente ai commerci e all’espansione coloniale, possedevano una potenza navale di prim’ordine, forte e sperimentata, ma un esercito di terra formato da elementi mercenari. Roma era invece una forte e sperimentata potenza militare, fondata essenzialmente sull’agricoltura e sulla proprietà terriera dei suoi cittadini, pronti a difendere la patria non solo col cervello e col braccio ma anche col cuore. Essa dimostrò infatti quanto facile le riuscisse di costituire anche una forte potenza navale. Questa differenza della struttura dello Stato e delle forze economiche, sociali e morali dei due grandi antagonisti, ci fa intendere le profonde ragioni sul trionfo finale di Roma. Fino alla conquista romana della Magna Grecia le relazioni fra Roma e Cartagine erano rimaste amichevoli. Alla fine della monarchia etrusca a Roma, un primo trattato di amicizia riferito da Polibio al 509 a. C. costituisce il più antico documento sulle relazioni internazionali di Roma. Nel 306 fu convenuto il reciproco riconoscimento dell’Italia come sfera di azione esclusiva di Roma, e della Sicilia come sfera d’azione esclusiva di Cartagine; successivamente di fronte a Pirro si stipulò una nuova alleanza militare (278). Dopo la sconfitta di Imera (circa 480 a. C.), la riscossa cartaginese in Sicilia si iniziò solo a seguito della catastrofe ateniese a Siracusa (418) e fu favorita dalla lotta fra i Sicelioti e gli Elimi. Con due spedizioni del 409 e del 406 Cartagine si era impadronita dei due terzi dell’isola e minacciava di nuovo Siracusa. Ma Dionisio, siracusano, nel 892 restrinse il dominio dei Cartaginesi alle città fenice ed elime dell’angolo occidentale della Sicilia. Altre sconfitte a opera dei Siracusani, i Cartaginesi subirono da Timoleonte (339), finché la gelosia di Agrigento non portò alla sconfitta del siracusano Agatocle ( Ecnomo, 3l0). A questo momento storico si deve l’accordo del 306 a. C. fra Roma e Cartagine, dal quale si desume che Roma non si disinteressava delle condizioni della Sicilia, dove gli insuccessi più recenti di Agatocle e più tardi di Pirro avrebbero lasciato l’isola alla mercè di Cartagine. In Sicilia infatti, nel duello contro i Cartaginesi per il dominio del Mediterraneo occidentale, ai Greci indeboliti dalla lunga lotta, stava per sostituirsi Roma. La causa occasionale della guerra fu offerta dai Mamertini. Questi erano soldati mercenari italici e prendevano il nome da Mamers, nome osco di Marte. Licenziati dal governo siracusano, invece di ritornare alla loro patria si impadronirono di Messina (289 a. C.) e, sconfitti più tardi da Ieron ()
(more…)

Scarica La prima guerra d’indipendenza gratis

Materia: Storia
Dimensione: 4.35 Kb

Scarica Gratis

Il 1848 in Italia: la Prima Guerra d’Indipendenza Nel 1848 in Italia le rivolte furono diretta conseguenza dei moti parigini e viennesi e testimoniano la crescita del movimento liberale italiano che aveva fatto un passo avanti con l’elezione a Papa di Pio IX, che avviò una politica di riforme d’ispirazione liberale, concedendo un’amnistia per i reati politici ed istituendo una CONSULTA di STATO. Questi provvedimenti, pur non avendo intenti rivoluzionari, aprirono una nuova fase politica in Italia. In Piemonte ed in Toscana i sovrani concedettero delle riforme istituzionali, concedendo una limitata libertà di stampa e cambiando in senso liberale l’ordinamento giudiziario e di polizia; questi provvedimenti erano stati da tempo auspicati dalle classi popolari e dall’opinione pubblica borghese. Dove non furono fatte queste concessioni, come nel Regno delle Due Sicilie, esplosero le rivolte. A Palermo una rivolta popolare, che si estese anche a Napoli, costrinse il sovrano a concedere la Costituzione. Questo fatto ebbe ripercussioni in tutti gli Stati Italiani. A Torino le pressioni popolari tendenti ad ottenere la Costituzione, costrinsero Carlo Alberto, diventato re dopo la morte dello zio Carlo Felice, a concedere lo Statuto, cosiddetto «Albertino» (4 marzo 1848) e fu subito imitato dal Granduca di Toscana. Appena si sparse la notizia che a Vienna era scoppiata una sommossa liberale e Metternich era stato costretto alla fuga, la popolazione veneziana insorse, liberò dalle prigioni due noti patrioti, Manin e Tommaseo, che si posero alla guida dell’insurrezione e proclamarono la Repubblica dopo aver cacciato gli Austriaci. La notizia si propagò nel Lombardo-Veneto: il 18 marzo Milano insorse ed in 5 giornate le truppe austriache furono sconfitte e costrette a rifugiarsi nel «QUADRILATERO» (formato dalle città di Mantova, Peschiera, Verona e Legnago). Anche le altre città lombarde insorsero mentre a Milano si formava un governo provvisorio diretto da forze moderate capeggiate da Gabrio Casati. A questo gruppo si contrapponevano i democratici capeggiati da Carlo Cattaneo e Angelo Cernuschi. I fatti di Venezia e Milano si diffusero in tutta la penisola: a Parma gli insorti costrinsero il Duca a concedere la Costituzione, a Modena il Duca preferì abbandonare la città; colonne di volontari si mossero da ogni angolo d’Italia in aiuto dei governi provvisori di Venezia e Milano. Durante questi fatti, esponenti della borghesia liberale e dell’aristocrazia si erano rivolti a Carlo Alberto perché intervenisse contro l’Austria. I liberali moderati che guidavano i governi provvisori pensavano che solo con l’intervento di un esercito regolare si potesse sconfiggere definitivamente l’Austria. Questa richiesta era anche motivata dalla preoccupazione che le sommosse prendessero una piega radicale e repubblicana: le divergenze fra moderati e democratici rimanevano profonde, perciò i moderati puntavano sull’iniziativa sabauda per togliere spazio al movimento popolare e dare alla Casa dei Savoia l’immagine di difensore dell’indipendenza e dell’unità nazionale. Premuto da queste sollecitazioni e dal timore che nel Regno di Sardegna si potessero verificare fatti analoghi a quelli di Milano e di Venezia, Carlo Alberto dichiarò guerra all’Austria il 23 marzo 1848 (PRIMA GUERRA D’INDIPENDENZA). L’entusiasmo dei liberali costrinse i sovrani di Toscana e Napoli e lo stesso Papa ad inviare contingenti di truppe in aiuto dell’esercito sabaudo. Dopo i primi successi (Milano, d’altronde, si era già liberata da sola!) la condotta militare suscitò molte perplessità per lentezza ed incertezze. L’eccessiva fretta con cui Carlo Alberto puntava all’annessione della Lombardia piuttosto che impegnarsi ulteriormente contro gli Austriaci, insospettì i rivoluzionari ed anche gli altri sovrani, che, uno dopo l’altro, a cominciare da Pio IX, ritirarono le truppe. L’azione militare non procedeva perché Carlo Alb ()
(more…)

Scarica La guerra fredda gratis

Materia: Storia
Dimensione: 5.7 Kb

Scarica Gratis

La guerra fredda La seconda guerra mondiale è riconosciuta dagli storici come il più violentemente spettacolare fenomeno bellico-sociale che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto. Nessun avvenimento ha segnato così profondamente la vita di (quasi) tutta la popolazione mondiale, niente fu tanto sconvolgente e drammatico, nulla da allora sarà più come prima. Tutti i rami della società furono toccati e da essa mutati profondamente. Dalla scienza alle ideologie politiche, dall’industria alla cultura, tutto fu inglobato nel gigantesco vortice della guerra. Gli episodi e gli avvenimenti che si tramanderanno fino all’estinzione della specie umana sono innumerevoli. Auschwitz, Hiroshima, Pearl Harbor e tanti altri sono nomi che non saranno mai rimossi dalla memoria dei popoli. Simboli di una crudeltà e una malvagità che l’umanità non aveva mai conosciuto neanche nelle epoche più barbare. Questa universalità di fenomeni mi ha sempre affascinato. Quei sei anni nell’evoluzione politica e sociale del genere. Con le Conferenze di Yalta (4-12 febbraio 1944) e di Postdam (17 luglio - 2 agosto) (febbraio 1945) si stabilì che l’Europa occidentale, compresa la Grecia, sarebbe stata assegnata agli anglo-americani e l’Europa orientale all’influenza sovietica. Questo provocò la divisione del mondo in due blocchi ideologici: gli accordi stabilivano l’influenza parziale o totale dell’URSS nei paesi dell’Europa orientale (Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Albania) che l’Armata rossa aveva liberato dalla dominazione tedesca, mentre l’Italia e la Grecia, con tutte le altre nazioni occidentali, sarebbero dovute rimanere sotto l’influenza americana. La carta d’Europa mutò profondamente. Le maggiori annessioni furono realizzate dall’Unione Sovietica la quale aggiunse alle terre occupate tra il 1939 e il 1940 (Galizia, Estonia, Lettonia e Lituania) e la Polonia orientale. Quale compenso per tale perdita il nuovo governo polacco ricevette dalla Germania l’ampia fascia territoriale comprendente importanti centri quali Stettino e Breslavia nonché Danzica e il suo territorio. Tra il luglio e l’ottobre del 1946, i rappresentanti dei 21 paesi si riunirono a Parigi per stipulare le condizioni di pace che furono firmate nel febbraio del 1947. L’Italia dovette cedere l’Istria e parte della Venezia Giulia alla Iugoslavia; l’Austria e la Cecoslovacchia riottennero l’indipendenza. La Germania, privata di una buona parte dei territori sul confine orientale (Prussia orientale, Pomerania e Slesia, cedute alla Polonia), venne divisa in due repubbliche, la Repubblica Federale Tedesca e la Repubblica Democratica Tedesca, mentre Berlino risultò a sua volta divisa fra gli ex alleati in quattro settori. Da Yalta in poi fino 1989 assistiamo al capitolo di storia, a noi contemporaneo, chiamato guerra fredda. Il primo avvenimento della “guerra fredda” fu la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Truman (marzo 1947), nella quale egli si impegnava a sostenere militarmente e finanziariamente i governi minacciati dal comunismo (dottrina Truman di “contenimento del comunismo”). La politica enunciata da Truman non si prefiggeva l’obiettivo di intervenire negli Stati dell’Europa centro- orientale presidiati dall’esercito sovietico, ma di impedire l’espansione del comunismo negli altri paesi. Alle parole Truman fece seguire subito i fatti chiedendo al Congresso la concessione di aiuti militari ed economici alla Grecia, dal 1946 teatro di una sanguinosa guerra civile tra le forze monarchiche al governo e i comunisti, e alla Turchia, considerata troppo esposta alla pressione sovietica. Con il lancio del piano Marshall (giugno 1947) la politica americana di “contenimento del comunismo” si dispiegò in Europa. Così chiamato dal nome del segretario di Stato americano che lo promosse, il piano consisteva in un’offerta di aiuti economici per oltre 13 miliardi di dollari da parte degli USA ai paesi europei devastai dalla guerra al fine di agevo ()
(more…)

Scarica Tesina sulla seconda guerra mondiale gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 11.69 Kb

Scarica Gratis

Tesina sulla seconda guerra mondiale Sicuramente molte persone conosceranno le principali vicende che caratterizzarono la seconda Guerra mondiale, ma ben poche credo, sappiano spiegare con chiarezza la fase finale di questa terribile e logorante guerra. In godesta relazione infatti, volevo illustrare inanzitutto come si svolse la liberazione dei paesi occupati dalle forze dell’Asse, e in secondo luogo raccontare il difficile e drammatico periodo passato dall’Italia dopo la caduta del regime fascista, magari appoggiandomi a delle testimonianze artistiche, lasciate dai personaggi che caratterizzarono questo mutamento ricco di nuove prospettive civili e politiche. Storia Alla metà del 1942, le forze dell’Asse avevano raggiunto la loro massima espansione. In Europa, fra stati occupati, regimi vassalli e alleati, la coalizione nazifascista dominava su un territorio di 2.5 milioni di chilometri quadrati, popolati da 250 milioni di persone. Nell’Africa settentrionale gli italo-tedeschi si apprestavano a lanciare l’offensiva decisiva per la conquista dell’Egitto. Nel Pacifico, i giapponesi avevano compiuto una travolgenteavanzata e controllavano l’intera fascia costiera cinese, l’Indonesia, l’Indocina, la Birmania, la Filippine, oltre a un gran numero di isole di grande importanza strategica e militare nel conflitto con gli Stati Uniti, che aveva carattere essenzialmente aeronavale. Non mancavano, tuttavia, i fattori di debolezza. La strategia della guerra lampo era sostanzialmente fallita: la Germania si trovava ora a dover condurre su più fronti una logorante guerra di lunga durata. L’Italia, nonostante i numerosi episodi di valore di cui si resero protagonisti i reparti delle forze armate, aveva mostrato tutta la sua impreparazione militare e la fragilitta delle sue strutture economiche. Per quanto riguarda il Giappone, i suoi stessi successi lo avevano portato a dover agire militarmente su un teatro di guerra di enorme estensione, difficile ed oneroso da presidiare. Sull’Asse, poi, pesava una grande incognita: quale potenza militare sarebbero stti in grado di dispiegare gli Stati Uniti? La risposta non avrebbe tardato a giungere. A partire dalla seconda metà del 1942 le sorti del conflitto volsero progressivamente a favore degli anglo-americani e dei sovietici, alleati in una lotta che aveva come obiettivo la resa senza condizioni della Germania. Un primo evento decisivo si verificò sul fronte orientale: qui, nel giugno 1942, i tedeschi lanciarono una violenta offensiva, intesa a conquistare le ricche regioni petrolifere del Caucaso e a prendere Mosca. Affiancavano l’esercito tedesco diversi contingenti dei paesi alleati, tra i quali i 220mila soldati deel’Armir, il corpo di spedizione italiano inviato da Mussolini ad appoggiare Hitler nella campagna di Russia. Gli attacchi colsero importanti successi iniziali, respingendo i sovietici oltre il fiume Don, ma in luglio l’offensiva si arrestò a Stalingrado. Qui si svolse una drammatica battagli, durata fino al febbraio del 1943, combattuta nelle strade e nei quartieri delle città. I tedeschi non riuscirono a prendere Stalingrado, e ciò segnò una svolta nel conflitto in quel settore: la resa dell’armata tedesca a Stalingrado fu il primo atto di una ritirata, sotto l’incalzare della controffensiva sovietica, destinata a concludersi solo a Berlino. Nel terribile inverno 1942-43 le forze dell’Asse furono decimate e l’armata italiana, nonostante la disperata reistenza, distrutta.Ma l’elemento che determinò in modo irreversibile la disfatta dell’Asse fu l’intervento degli Stati Uniti. L’apparato industriale americano fu in grado di produrre, tra il 1940 e il 1945, 3000mila aerei, 86mila carri armati, 71mila navi da guerra, 3milioni di mitragliatrici: un impegno economico senza precedenti, reso possibile da un completo accordo fra imprenditori, governo e sindacati. Gli uomini e i mezzi americani rappresentarono un forza d’urto insostenibile sia per la Germania, sia per il G ()
(more…)

Scarica La prima guerra mondiale gratis

Materia: Storia
Dimensione: 14.08 Kb

Scarica Gratis

Storia: prima guerra mondiale Schieramenti Chi Germania Austria-Ungheria Impero ottomano (dal 31 0ttobre 1914) Bulgaria (dal 6 settembre 1915) contro chi Francia Russia (fino al 1917) Inghilterra Belgio Serbia Montenegro Giappone (dal 23 agosto 1914) Italia (dal 24 maggio 1915) Portogallo (dal 9 marzo 1916) Romania (dal 27 agosto 1916) Stati Uniti (dal 6 aprile 1917) Grecia (dal 27 giugno 1917) Cina (14 agosto 1917) Obiettivi Austria La reazione austro-ungarica all’assassinio dell’arciduca fu sproporzionata al fatto in sé. E’ più verosimile pensare che l’Austria-Ungheria mirasse a servirsi dell’incidente per risolvere una buona volta a suo favore la questione balcanica e liberarsi per sempre dell’ingombrante Serbia, ritenuta responsabile dell’instabilità della regione in quanto forza emergente nei Balcani. Il piano austro-ungarico, elaborato dal Conrad, prevedeva l’eliminazione rapida della Serbia e un attacco alla Russia dalla Galizia. Germania La Germania mirava a ridisegnare la mappa della supremazia politica, dal momento che il suo peso politico era inferiore al peso industriale, commerciale e finanziario che aveva acquistato negli ultimi decenni. Il governo di Berlino non credeva nella solidità dell’Intesa (Inghilterra, Francia e Russia) e dava per scontata la neutralità dell’Inghilterra, troppo impegnata nel difficile problema irlandese. Riteneva pertanto che l’occasione fosse propizia per battere la Duplice franco-russa e porre su salde basi la propria potenza mondiale. Il piano, che il generale von Moltke aveva ereditato dal suo predecessore von Schlieffen, affidava alle deboli forze di von Prittwitz nella Prussia Orientale e agli Austro-Ungarici l’incarico di contenere i Russi, mentre lo sforzo principale sarebbe stato operato immediatamente verso la Francia. Inghilterra Da secoli padrona indiscussa dei mari e dei commerci intercontinentali, l’Inghilterra era decisa a stroncare la crescente potenza imperiale tedesca. Francia La Francia sognava la rivincita contro la Prussia che la aveva umiliata nel 1870 e ancora di più rivoleva i territori dell’Alsazia e Lorena persi nel 1871. Il piano francese prevedeva un’offensiva generale in Lorena, partendo dai due lati delle fortificazioni di Metz. Italia L’Italia rimase neutrale durante il primo anno di guerra (si giustificò affermando che l’Austria e la Germania non erano state aggredite: le condizioni della Triplice Alleanza erano difensive e quindi non potevano essere applicate). Ma all’interno del paese si formarono vasti schieramenti favorevoli alla guerra e il governo si convinse che quella fosse l’occasione per ottenere importanti vantaggi territoriali. Prima di effettuare la scelta di campo, il capo del governo Antonio Salandra aprì trattative e cercò di acquisire elementi di valutazione sulla consistenza dei due schieramenti. Rifiutata l’offerta, austriaca, del Trentino in cambio della neutralità, l’Italia aprì trattative con Londra che si conclusero con la ratifica di un accordo segreto (25 aprile 1915). L’Intesa avrebbe finanziato con prestiti ingenti lo sforzo militare dell’Italia, dichiarandosi disponibile riconoscerle in caso di vittoria il Trentino, la Venezia Giulia, ma anche l’Alto Adige e la Dalmazia, l’egemonia sull’Adriatico e dunque una specifica influenza sull’Albania e sul Montenegro, oltre a eventuali concessioni coloniali in Turchia e in Africa a spese dell’Impero ottomano e della Germania. Stati Uniti Woodrow Wilson giustificò l’intervento degli USA con il motivo che la democrazia era ormai in pericolo ovunque e che la Germania aveva annunciato un attacco sottomarino indiscriminato contro tutte le navi dirette ai porti nemici, violando i diritti dei paesi neutrali. Guerra Il 28 giugno 1914 l’Arciduca Francesco Ferdinando, erede ()
(more…)