Funzione inversa

Materia: Matematica
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Funzione inversa Una funzione di due variabili espressa in forma implicita può essere risolta rispetto all’una o all’altra delle variabili. Se in una delle due si scambia il ruolo delle variabili, le due funzioni che si ottengono si dicono una l’inversa dell’altra. Così se si ha la funzione y=2x-1 la sua inversa e’ la funzione y=(x+1)/2 ottenuta risolvendo la x e poi scambiando x con y. I grafici delle due funzioni così ottenute risultano correlati da una relazione di simmetria, per riflessione intorno alla bisettrice del I/III quadrante. ()
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Derivazione funzione composta

Materia: Matematica
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Studio di una funzione

Materia: Matematica
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Limite di una funzione

Materia: Matematica
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Limite di una funzione Per introdurre il concetto di limite di una funzione in un punto, conviene partire da un esempio. Consideriamo la funzione Vogliamo vedere a quale valore si avvicina la funzione ( la variabile y) se alla x attribuiamo valori sempre piu’ prossimi al numero 1. A tal fine costruiamo una tabella con i valori della x e a fianco i corrispondenti valori della y. Nella parte di sinistra ci “avviciniamo” a 1 per valori minori del numero, in quella di destra per valori maggiori. x y x y 0,6 1,6 1,4 2,4 0,8 1,8 1,3 2,3 0,9 1,9 1,2 2,2 0,95 1,95 1,1 2,1 0,98 1,98 1,02 2,02 Dall’esame dei risultati si può notare che i valori della y “si avvicinano” al numero 2, man mano che quelli della x “si approssimano” a 1. Cio’ accade sia per valori minori, sia per valori maggiori di 1. Si dice allora che la funzione ha limite 2 per x che tende a 1 e si scrive: In modo più rigoroso : Si dice che una funzione f(x) ha limite l per x che tende a e si srive se, comunqe si considera un numero piccolo a piacere, è possibile trovare in corrispondenza un intorno I del punto , in modo che per ogni x appartenente a I e diverso da risulti: o in alternativa La definizione è illustrata dalla seguente figura: ()
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Limite di una funzione

Materia: Matematica
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Il concetto di limite Il concetto di limite si presta molto bene a un’esposizione per non professionisti, in quanto intuitivamente non è molto difficile, anche se la sua formalizzazione ha presentato non pochi problemi ai matematici. Immaginiamo una normale funzione, y = f(x) (vedi geometria analitica), se noi vogliamo calcolare il valore che assume la y quando la x diventa grandissima cosa possiamo fare? Intuitivamente possiamo immaginare che la x diventa infinitamente grande, ma infinito non è certo un numero che possiamo raggiungere operativamente; in questo caso possiamo usare l’operazione matematica chiamata appunto limite, che ci dice come si comporta la y quando la x tende a infinito, cioè diventa grandissima, senza ovviamente diventare effettivamente infinito, per capire bene questo fatto possiamo dire che se noi troviamo un valore assunto dalla y quando la x in valore assoluto supera qualsiasi numero positivo arbitrariamente scelto da noi allora diciamo che quello è il limite di y per x che tende a infinito. Spesso accade che quando x tende a infinito anche la y tende a infinito, cioè anche la y diventa più grande di qualsiasi numero scelto. Si noti che si dice sempre che la x tende a un certo valore, cioè noi non sappiamo cosa succede quando la x diventa effettivamente infinitamente grande (e non c’è modo di saperlo), ma solo quando ci si avvicina quanto si vuole; la stessa cosa vale per la y, che non assume mai il valore che coincide con il limite, ma ci si avvicina solamente. In questo modo possiamo dire che x tende a infinito, a + infinito (cioè è arbitrariamente grande ma positivo) o a - infinito (cioè è arbitrariamente grande ma negativo). Tuttavia è anche possibile stabilire cosa succede quando x tende a un certo valore ben definito, e osservare a che valore tende allora la y. Per esempio consideriamo la retta di equazione y = x, per x che tende a infinito anche y tende a infinito, ma per x che tende a 2 che cosa succede? In questo caso si può dimostrare che facendo diventare la x arbitrariamente vicina a 2 anche la y diventa arbitrariamente vicina a 2, cioè il limite coincide con il valore della funzione. Questo però non è vero per tutte le funzioni, esistono funzioni per cui non è vero solo in alcuno punto, altre per cui non è vero in infiniti punti. Vediamo un esempio del primo caso: consideriamo la funzione y = 1/x, per x = 0 la funzione non è definita, mentre per x che tende a 0 y tende a infinito, perché si dimostra che facendo avvicinare x arbitrariamente a 0 y diventa arbitrariamente grande, vediamo che i due valori sono differenti, in questo punto la funzione ha una discontinuità, se la funzione non presenta queste discontinuità si dice che essa è continua. Si può pensare che le discontinuità si presentino solo dove la funzione non è definita, invece esistono anche delle discontinuità diverse da queste, per esempio dove la funzione fa dei “salti bruschi”. Esistono dei punti in certe funzioni in cui non è possibile calcolare il limite, principalmente perché in questi punti si comporta molto “stranamente”, vediamo come può non esistere il limite in questo modo: se immaginiamo di avvicinarci al punto arbitrariamente, ma da sinistra nel grafico otteniamo il limite sinistro della funzione in quel punto, similmente otteniamo il limite destro, se essi coincidono allora quello è il limite della funzione in quel punto, se invece non coincidono allora non vi è limite in quel punto, ma solo limite destro e sinistro. Le funzioni continue hanno molta importanza nella matematica perché dotate di numerose proprietà, per esempio una funzione continua considerata in un intervallo assume tutti i valori compresi tra i valori assunti negli estremi dell’intervallo. Oppure si può sempre calcolare l’area sottesa dal grafico di una funzione continua. Queste ed altre proprietà rendono le funzioni continue le più semplici che si studiano in analisi, ma danno loro anche grande importanza. ()
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Continuit di una funzione

Materia: Matematica
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Continuità di una funzione Una funzione f(x) si dice continua in un punto x=c se esistono i due limiti, destro e sinistro, in tale punto, se essi sono uguali tra loro e uguali al valore della funzione in quel punto. In formule si scrive: Una funzione continua ha una proprietà intuitiva dal punto di vista grafico: può essere tracciata senza staccare la penna dal foglio. Se la funzione è continua in tutti i punti di un intervallo [a,b] essa si dice continua in [a,b]. Le funzioni continue ci saranno particolarmente utili nel seguito. Notiamo che le funzioni elementari (potenza, esponenziale, logaritmo, funzioni trigonometriche dirette e inverse) sono continue dove definite. ()
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Lo studio di funzione

Materia: Matematica
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PROGRESSIONI ARITMETICHE: an=a1+(n-1)d Sn=((a1+an)/2)n PROGRESSIONI GEOMETRICHE: an=a1q^(n-1) Sn=a1(1-q^n)/(1-q) [N.B. se abs(q)

Studio di una funzione

Materia: Matematica
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Studio di una funzione

Materia: Matematica
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Procedimento nello studio di funzione: Premessa: regole generali per lo studio di una funzione: 1)studio il c.d.e.: ovvero applico le regole per le varie tipologie di funzioni(ovvero : 1)f(x)=log x: allora x>0; 2)f(x)=srqx: allora x>=0; 3)f(x)=x: allora tutto R; 4) f(x)=(x+2)^un numero irrazionale: allora (x+2)> (more…)

Il concetto di funzione

Materia: Matematica
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Il concetto di funzione Una funzione è una corrispondenza tra due insiemi, che lega gli elementi del primo insieme a quelli del secondo. Nel seguito ci interesseranno prevalentemente le funzioni definite sugli insiemi numerici ma, in realtà, si può definire una funzione su insiemi qualsiasi. In matematica una funzione si può esprimere sotto forma di tabella, in forma grafica o in forma analitica. Quest’ultima è quella che prevede l’uso di una o più formule per stabilire il legame tra le variabili. Si usa distinguere tra variabili indipendenti e variabili dipendenti, ma spesso è solo una questione convenzionale. La relazione tra le variabili può essere data in forma esplicita y=f(x) quando una variabile è risolta in funzione delle altre, oppure in forma implicita, quando si esprime soltanto la relazione tra di esse f(x,y)=0. Per esempio la parabola y=x²+3x+1 e’ data in forma esplicita, mentre la circonferenza x²+y²+3x+1=0 è data in forma implicita. La rappresentazione grafica delle funzioni viene fatta in genere servendosi di un riferimento cartesiano, grazie al quale è possibile associare visivamente alle coppie (o terne) di numeri, dei punti del piano (o dello spazio). Lo studio di funzioni verrà affrontato in uno dei prossimi capitoli. ()
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Sviluppo in serie di una funzione

Materia: Matematica
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Sviluppo in serie di una funzione Si definisce sviluppo in serie di una funzione f(x) la trasformazione della funzione stessa in una somma di potenze della variabile indipendente x. Una estesa classe di funzioni può essere sviluppata in serie di Taylor. Queste funzioni sono dette ‘analitiche’. Si tratta di funzioni che possono essere differenziate infinite volte, con derivate tutte superiormente (inferiormente) limitate, ossia che non assumono valori infinitamente grandi in modulo. Per una sèiegazione del concetto di derivata si veda il capitolo relativo. Risulta allora: f(X) = f(Xo)+f’(Xo)(X-Xo)+f”(Xo)(X-Xo)²/(2!)+f”’(Xo)(X-Xo)³/(3!)+… Se lo sviluppo viene interrotto dopo n termini, si commette un errore, che tuttavia in genere (anche se non sempre) tende a 0 per n che tende all’infinito. Gli addendi dello sviluppo relativi alle potenze maggiori di 1 vengono chiamati “ordini superiori”. Consideriamo come esempio la funzione esponenziale f(x)=exp(x), il cui sviluppo e’ semplificato dal fatto che le derivate sono tutte uguali alla funzione di partenza. Il suo sviluppo di Taylor nel punto Xo = 0 si ottiene nel seguente modo: f(x)=exp(x); f’(x)=exp(x); f”(x)=exp(x); … f(0)=f’(0)=f”(0)=…=1 si ottiene pertanto lo sviluppo riportato in figura. ()
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