I fori

Materia: Storia
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I Fori Nell’antica Roma il Forum era la piazza pubblica che, posta al centro della città, costituiva il cuore della vita associata nei suoi aspetti pubblici e privati. Era infatti luogo di riunione e di ritrovo, di mercato e di divertimento, vi si amministrava la giustizia e vi si organizzavano le manifestazioni di protesta, si parlava di affari e si andava a passeggio, era lo scenario in cui si celebravano i trionfi dei generali vittoriosi. Nel Foro si incontrava dunque gente di ogni tipo: uomini politici in cerca di voti, mercanti, banchieri, perdigiorno, imbroglioni, borsaioli… Il Foro Romano Il Foro si trovava nella valle tra Campidoglio, Palatino, Esquilino e Viminale. Era vicino al fiume, ed era attraversato da un grande collettore fognario, la Cloaca Maxima, che sfociava nel Tevere all’altezza dell’Isola Tiberina. I primi edifici nel Foro romano sono stati costruiti addirittura in epoca monarchica: si scelse questo spazio per amministrare la vita politica della città, e fu quindi deviato il corso di un fiumiciattolo che rendeva la zona malsana e paludosa. Nei primi anni della repubblica fu costruito il tempio di Castore e Polluce per ringraziarli del loro aiuto durante la battaglia del Lago Regillo contro i membri della lega latina. Ai piedi del Palatino, la valle compresa tra questo, il Campidoglio e il Quirinale, marginalmente occupata da qualche capanna e da un’estesa necropoli della prima età del Ferro, venne presto interessata dall’estendersi delle attività commerciali del Foro Boario (e dell’adiacente Foro Olitorio), fino a diventare, verso la fine del VII sec. a.C., il centro della vita cittadina, dopo essere stata bonificata con opere di drenaggio e con la costruzione di un canale (Cloaca Maxima) diretto al Tevere. La zona centrale e più estesa della valle diventa la piazza della città, il Foro per eccellenza (Forum). La sistemazione definitiva del foro si ebbe con gli interventi di Cesare e di Augusto che condussero tra l’altro alla soppressione del Comitium, allo spostamento di alcuni edifici (Curia e Rostri) e alla costruzione di nuovi. Dopo queste modificazioni si avviò a trasformarsi in un luogo monumentale di rappresentanza e di memorie storiche mantenendo ormai immutata la sua struttura. Durante l’età imperiale ci fu soltanto qualche “intrusione”, in particolare i monumenti onorari come l’arco di Settimio Severo. La storia antica del foro romano era già da tempo terminata quando nel 608 d.C. fu elevata la colonna in onore dell’imperatore di Bisanzio Foca. Trasformati in luoghi di culto cristiani alcuni dei suoi monumenti, a cominciare dalla Curia, e abbandonati gli altri, gran parte della zona, rimasta ai margini della città andò progressivamente interrandosi, diventando zona di pascolo (Campo Vaccino). Nel periodo del Rinascimento divenne una gigantesca cava di materiali. L’inizio degli scavi sistematici si ebbe solo al principio dell’800 e da allora sono continuati fino ai nostri giorni affiancati da interventi di consolidamento e restauro delle strutture già riportate alla luce. 1. Curia Iulia 2. Basilica Aemilia 3. Basilica di Massenzio 4. Tempio di Venere e Roma 5. Tempio di Antonino e Faustina 6. Necropoli arcaica 7. Tempio di Romolo 8. Arco di Settimio Severo 9. Miliarum Aureum 10. Rostri 11. Piante di fico, di vite e di ulivo 12. Lacus Curtius 13. Doliola 14. Rostra ad Divi Iulii 15. Basilica Iulia 16. Tempio di Cesare 17. Arco di Augusto 18. Tempio di Castore e Polluce 19. Tempio di Vesta 20. Casa delle Vestali 21. Arco di Tito Dall’attuale ingresso si scende per la rampa e ci si ritrova nel cuore dell’antico centro della città. Seguiamo l’itinerario di un romano dell’epoca che, venendo dal Foro della Pace, ove si trova l’attuale ingresso, passeggiava per il Foro. Ci siamo riferiti come periodo al II sec. d.C., quindi aggiunte posteriori saranno indicate con delle note. Q ()
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