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Scarica Breve commento: San Martino al Carso di Ungaretti gratis

Materia: Letteratura Italiana
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Breve commento: San Martino al Carso di G.Ungaretti In “San Martino al Carso” il poeta osserva lo scempio, che la guerra ha operato in questo paese del quale non ? rimasto che qualche brandello di muro e immediatamente pensa a tanti compagni dei quali non sono rimasti neppure brandelli, ma il loro ricordo ? sempre vivo nel suo cuore che ? simile a un cimitero nel quale nessuna croce manca. Il paese pi? straziato ? il cuore del poeta perch? la morte di ciascun compagno ? come un’amputazione del proprio animo di cui l’uomo Ungaretti porter? per sempre i segni dentro di s?. L’espressione brandello di muro conferisce umanit? al mondo inanimato e richiama immediatamente l’immagine di corpi mutilati, straziati, ridotti a brandelli. Allora ? immediato il passaggio da brandello di muro a brandello di carne. La 2a parte della lirica ? costituita da due distici fortemente avversativi. Vuole dire che se anche nulla ? rimasto dei compagni morti il loro ricordo ? vivo nel cuore del poeta. Nell’ultimo verso si ha l’analogia tra cuore e paese e c’? un richiamo al brandello di muro. I due ultimi versi si ricollegano nelle immagini e nel significato ai versi iniziali e racchiudono un senso di dolore. ()
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Scarica Breve appunto sul ‘900 gratis

Materia: Letteratura Italiana
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Breve appunto sul ‘900 Nel 1900 si realizza il concetto di societ? di massa, avviene cos? la nascita delle classi al posto delle caste con una conseguente consapevolezza della vita sociale. Le varie classi interagiscono fra loro e non vi ? pi? una distinzione netta e rigida come con le caste. Questi processi hanno facilitato la nascita degli stati moderni. La scuola di Stato divenne “patrimonio di tutti e non privilegio di pochi”; eterogeneit? dei componenti (appartenenza a diverse classi sociali: figli di avvocati, contadini, commercianti, operai…). Fu caratterizzato da: · Elevamento dell’obbligo scolastico (processi di alfabetizzazione). · Nuove tipologie di lavoro. · Processi di laicizzazione e di secolarizzazione della chiesa (papa Leone XIII); chiesa meno dogmatica ma pi? laica. · Emancipazione femminile: istituzione del suffragio universale. · Nuovo concetto di nazione: nuovo nazionalismo. · In filosofia la crisi del Positivismo coincide con la nascita del Decadentismo. Il Positivismo aveva portato alla nascita di tre correnti letterali: · Realismo (tratta di fenomeni storici); · Verismo (tratta di fenomeni sociali), movimento regionale soprattutto in Sicilia: Verga, Capuana · Naturalismo (tratta di fenomeni sociali) argomenti pi? universali: E. Zola Principali filosofi decadenti: Freud (padre della psicoanalisi), Nietzsche (teoria del Superuomo), Bergson (Spiritualismo), Max Weber (sociologia, scienze sociali). ()
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Materia: Fisica
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Breve storia della relativita’ La teoria della relatività è uno dei due cardini della fisica del XX secolo, l’altro è la meccanica quantistica. Essa nasce dalle profonde riflessioni e dalle geniali intuizioni di quello che può essere considerato come il più grande scienziato del XX secolo: Albert Einstein. La fisica classica [§], fino alla fine del XIX secolo, si era sviluppata sulle linee guida tracciate dai suoi grandi padri; il primo, Galileo Galilei, aveva tracciato la strada da seguire, ideando il metodo sperimentale e la teoria delle osservazioni. Il secondo, Isaac Newton, forse il più grande scienziato di tutti i tempi, aveva fondato su solide basi matematiche questa scienza, elevandola al più alto rango. Tuttavia, alla fine dell’ottocento, alcuni cruciali esperimenti di ottica e di elettrodinamica [§], p.es. quello di Michelson e Morley, avevano fornito risultati inaspettati e di difficile interpretazione. Nonostante i numerosi sforzi di una intera generazione di fisici, le difficoltà apparvero tali da non poter essere conciliate con i classici concetti di spazio e tempo enunciati da Newton. Albert Einstein, nel 1905, si risolse ad intraprendere una nuova e rivoluzionaria strada, che avrebbe cambiato le basi stesse della fisica, dando origine allo sviluppo della fisica moderna. Nel suo pensiero egli fu in parte anticipato dalle critiche di Ernst Mach ai concetti classici, e dai bei lavori di H.A.Lorentz ed altri precursori, ma indubbiamente spetta a lui il merito di aver costruito la prima teoria organica, completa ed autoconsistente. La critica di Einstein si esplica sia dal punto di vista teorico che da quello sperimentale. ()
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Materia: Letteratura Italiana
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Emile Zola Le esigenze di trasformare il romanzo in uno strumento scientifico e di rappresentare la realt? in tutte l esue forme, furono riprese da Emile Zola (1842- 1902). Le concezioni che stanno alla base della narrativa zoliana si trovano esposte nella forma pi? organica nel volume “Il romanzo sperimentale” del 1880. Prendendo le mosse dal fisiologo Claude Bernard, Zola sostiene che il metodo sperimentale delle scienze, applicato in un primo tempo ai corpi inanimati (chimica, fisica), poi ai corpi viventi ( fisiologia), deve essere ora applicato anche alla sfera “spirituale”, agli atti intellettuali e passionali dell’ uomo. Di conseguenza la letteratura e la filosofia, che hanno come oggetto di indagine proprio tali atti, devono entrare a far parte delle scienze, adottando il metodo sperimentale. La scienza, sostiene Zola, non ha ancora trovato con certezza tutte le leggi che regolano la vita passionale ed intellettuale dell’uomo; ma due sono i principi che si possono gi? affermare 1. l’ ereditariet? biologica; 2. l’ influsso esercitato dall’ ambiente sociale, che ? anch’ esso un ambiente materiale, e che modifica continuament ei meccanismi della vita individuale. La conclusione a cui approda il discorso di Zola ? che come il fine della scienza sperimentale ? far s? che l’uomo diventi padrone dei fenomeni per dominarli, cos? anche il fine del romanzo sperimentale ? impadronirsi dei meccanismi psicologici per poi poterli dirigere. Quando si possederanno leleggi generali dell’agire umano, si dovr? solo operare in conformit? sugli individui e sugli ambienti per migliorare le condizioni della societ?. Il romanziere ha quindi un fine importantissimo: aiutare le scienze politiche ed economiche nel regolare la societ? ed eliminare le sue storture, fornendo ai legislatori e ai politici gli strumenti per dirigere i fenomeni sociali. Alla base del romanzo zoliano vi ? perci? una concezione progressista della societ? e della funzione dello scrittore, a cui viene asseganto un preciso impegno sociale e politico. Inoltre secondo Zola il lavoro dello scienziato- scrittore si pu? svolgere solo in un regime repubblicanoe democratico, che utilizzi gli strumenti della scienza moderna per realizzare il progresso e il benessere degli uomini. L’atteggiamento ideologico di Zola ? decisamente progressista, da un lato violentemente polemico verso la corruzione e l’avidit? dei ceti dirigenti e verso l’ottuosit? interessata della piccola borghesia, dall’altro pieno di interesse per i ceti subalterni, operai, artigiani e contadini, di cui sono denunciate con forza le condizioni disumane di vita. Tale atteggiamento evolve da un generico democraticismo iniziale a posizioni dichiaratamente marxiste. Lo scrupolo dello “scienziato” impedisce per? che Zola, sotto la spinta della sua simpatia ideologica, dia una rappresentazione idealizzata e di maniera degli ambienti popolari: al contrario, anzi, lo induce a riprodurne con implacabile crudezza, anche gli aspetti pi? ripugnanti. Questo aspetto dei suoi romanzi fu quello che colp? maggiormente il pubblico contemporaneo, suscitando la reazione violenta dei moralisti, ma assicurandogli anche, tramite lo scandalo, la fama e la ricchezza. Dietro la facciata dei propositi scientifici e del crudo realismo “sociale” ? facile per? scorgere in Zola il permanere di un temperamento fondamentalmente romantico, che si rivela talora in episodi lirici o idilllici, oppure nella descrizione esasperate di oggetti materiali che, accumulati dallo scrittore come per una sorta di ebrezza sensuale, assumono proporzioni gigantesche e visionarie, oppure ancora nell’assunzione di determinati oggetti ad un valore simbolico, circondato da un’atmosfera assoluta, che pretende di riassumere in s? il senso di tutto il racconto. Alla dimensione simbolica si associa talora una componenete di vitalismo panico nella raffigurazione della natura, come ne “La colpa dell’abate Mouret” (1875), in cui gli amori d ()
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