Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema Temi e saggi per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema Temi e saggi.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
Qualsiasi lavoro dal questo elenco posso discutere e aggiungere i propri materiali. Aggiungere i propri lezioni e altri materiali di riferimento o l’informazioni aggiuntivi su tema Temi e saggi posso fare con l’aiuto del modulo dei contatti. I documenti di testo presentati in formato Word (.doc), PDF (.pdf). i lavori in laboratorio e risultati degli esperimenti in formato di Excel (.xls). Tutti i lavori archiviati con l’aiuto di WinZip.
Autori del sito non si assumono nessuna responsabilità del contenuto dei file e informazioni.
Il sito si apre meglio con l’aiuto di Mozilla Firefox.

Scarica Soluzioni del problema dell’immigrazione in Italia gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.07 Kb

Scarica Gratis

Descrivi le cause e le possibili soluzioni del problema dell’immigrazione degli extracomunitari in Italia L’immigrazione è un fenomeno che ha talvolta caratterizzato la formazione dei popoli, spesso influenzandone la politica sociale ed economica. Fin dall’antichità si sono verificate immigrazioni, a volte anche di massa, e, ancora oggi, questi spostamenti influenzano il mondo. L’Italia è tra i paesi europei più interessati dall’immigrazione. Vari sono i motivi che spingono extracomunitari a stabilirsi nel nostro stato: guerre che coinvolgono gli stati di provenienza, mancanza di lavoro nel proprio stato, sogno di trovare benessere nel paese di destinazione. L’Italia, come sempre tutto il mondo occidentale, è vista come una meta da raggiungere per trovare il benessere; purtroppo, non è veramente questo ciò che spesso trovano un volta qui. Una crisi di tipo economico che sta investendo gran parte dell’Europa e il numero sempre crescente di immigrati non rendono sempre disponibili posti di lavoro. Non avendo un impiego, si trovano a essere sottoposti a forme di lavoro nero, insicuro e sottopagato, oppure cadono preda di organizzazioni criminali. Oltre a problemi di tipo economico, gli extracomunitari in Italia sono soggetti a forme di emarginazione sociale e ingiustizie. Un altro problema sorto negli ultimi anni è la difficoltà da parte dello Stato a stimare il numero degli immigrati, poiché si è sviluppato anche il fenomeno dell’immigrazione clandestina; in effetti, in mancanza di chiare leggi sull’argomento, le frontiere non sono sufficientemente controllate. L’Italia, essendo la prima volta che si vede sottoposta a un così grande flusso migratorio, non ha ancora definito una propria linea di comportamento. Il governo sta affrontando l’argomento e ha approvato alcune leggi che possano aiutare gli immigrati a risolvere alcuni loro problemi di tipo economico; inoltre sta cercando di vararne delle nuove per rendere ancora meno difficile la vita degli extracomunitari in Italia. Il motivo principale per cui molte persone emigrano sta nel fatto che nel loro paese non si trova quel che loro vorrebbero; sapendo questo, e volendo frenare (o almeno diminuire) il flusso migratorio verso il nostro paese si potrebbero stanziare fondi per migliorare l’economia degli stati di provenienza degli immigrati. Gli extracomunitari credo, purtroppo, troveranno sempre dei problemi alla convivenza, posso solo sperare che la condizione in cui sono costretti a vivere nei loro paesi migliori, in modo che non debbano necessariamente lasciare la loro patria per cercare un futuro incerto in un altro paese. ()
(more…)

Scarica Le Tesmoforiazuse di Aristofane gratis

Materia: Greco
Dimensione: 3.03 Kb

Scarica Gratis

Le Tesmoforiazuse di Aristofane Le Tesmoforiazuse erano le donne che celebravano le Tesmoforie: queste, in occasione di una festa, stavano per condannare a morte Euripide, per le calunnie sul loro conto nelle sue tragedie. Venuto a sapere del pericolo, Euripide si preoccupò, ma un suo Parente si offrì per entrare nel Tesmoforio travestito da donna. Lì una Pubblica Accusatrice esponeva tutte le ragioni per cui Euripide doveva essere condannato a morte: per averle definite adultere, fannullone, ubriacone e scialacquatrici. A quel punto il Parente intervenne in difese di Euripide, dicendo che le donne avevano fatto cose peggiori di quello che aveva narrato il poeta. In quel momento arrivò Clistere che avvertì le altre che tra loro c’era un impostore: e così il Parente fu smascherato e fatto prigioniero. Per scampare alla morte egli strappò dalle braccia della madre un bambino, dicendo che l’avrebbe ucciso se non l’avessero lasciato libero, ma il bambino in realtà era finto. Tentò altri stratagemmi, ma tutto fu inutile. Così Euripide dovette scendere a patti per far sì che lasciassero libero il Parente. Euripide promise di non parlare più male delle donne nelle sue tragedie. Questo, però, non bastò: si dovette mascherare da donna per liberare il Parente. Il tema di questa commedia non è per nulla legato alla realtà di quel momento. Essa è tutta una parodia letteraria. La condanna del poeta è l’implicito riconoscimento dell’arte euripidea, e del pericolo che rappresenta questa troppo efficace poesia. Aristofane quindi tende a mettere in evidenza le donne euripidee spregiudicate e non quelle nobili e buone. ()
(more…)

Scarica La fragilit dei giovani gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.59 Kb

Scarica Gratis

“La fragilità dei giovani: il risultato di un epoca di cambiamenti” Diversi anni fa le difficoltà che incontrava un giovane erano da collegarsi principalmente alla povertà, alla scarsità di svaghi ed all’impossibilità di soddisfare tutti i propri capricci. Involontariamente questo però creava persone più forti e meno soggette all’instabilità psicologica. Al giorno d’oggi, con l’avvento di un certo benessere per tutti, i problemi dei giovani si concentrano maggiormente nell’ambito esistenziale. Mentre in altre epoche il destino di ciascuno era in larga parte deciso dalla nascita (i figli continuavano l’attività del padre e le donne erano relegate in casa) oggi la libertà che ci viene fornita da una relativa ricchezza, ci permette di scegliere il nostro destino. Questa è stata un’ importantissima conquista dell’umanità, che ci pone nelle condizioni di compiere delle scelte. Questa “autogestione” è anche causa però di smarrimento nel momento in cui bisogna operare delle decisioni. Ogni giovane ha davanti a se innumerevoli esempi che può seguire e spesso si genera confusione su quale prediligere. Spesso, inoltre, le scelte fondamentali che un giovane deve fare e che riguardano tutto il suo futuro, devono essere compiute in un’età ancora poco matura. Un ragazzo comincia a scegliere cosa diventerà sin dalla scuola superiore, quando potrebbe non avere ancora le idee chiare. I giovani vengono spinti a crescere in fretta ma si devono poi districare in una società eccessivamente rigida e inerziale. Un’altra causa plausibile per la fragilità dei giovani è che mentre diversi anni fa cercare di soddisfare i bisogni primari, quelli alimentari in primo luogo, impegnava spesso tutte le energie degli individui, oggi l’attenzione si sposta soprattutto su capricci e mode, che sono sicuramente più ambigui e difficili da seguire che le necessità basilari. Questi sono i risultati di una società evoluta ma che è anche causa di molti problemi. Inoltre un motivo che aggrava questa situazione è la carenza delle relazioni affettive in famiglia. Può essere che il padre e la madre siano impegnati nella propria professione e non abbiano il tempo di dedicarsi ad una completa educazione dei figli. Questa situazione lascia il ragazzo in una condizione di solitudine e dà uno stimolo a crescere ancora più in fretta e ad operare scelte autonomamente, anche quando una certa esperienza ed “anzianità” sarebbero indispensabili. In conclusione si può dire che orientarsi fra le molteplici idee e suggerimenti che percorrono la contemporaneità e nello stesso tempo dare coerenza alla propria vita spesso si rivela un compito molto arduo che può causare nei giovani uno stato d’animo fragile e dubbioso. ()
(more…)

Scarica SPINELLI ……A GO’ GO’ gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 8.63 Kb

Scarica Gratis

SPINELLI ……A GO’ GO’ Le file di sedie sono tutte occupate, la classe è schierata nel grande salone, ragazzi e insegnanti riprendono fiato. Si è conclusa da poco la visita guidata nei laboratori della Comunità Casa del Giovane di Pavia. Ogni ragazzo ha potuto vedere e constatare quanto sia fondamentale per gli ospiti della comunità lo strumento lavorativo e la conseguente acquisizione di professionalità, nonché l’osservanza di alcune regole (non troppe) sufficienti a comprendere l’importanza di alcuni valori, quali il rispetto per l’altro accolto e accompagnato nel suo cammino di ricostruzione, di sganciamento da condotte criminogene, di dipendenza da sostanze, tutto ciò attraverso le risorse faticosamente acquisite e messe in campo. Il dibattito prende il via dopo la visione di un video, in cui Don Enzo Boschetti fondatore della comunità, pochi mesi prima di morire, con la parola piegata dalla sua malattia, disegnava il dolore incontrato nei tanti giovani raccolti ai margini della strada, le tante vite bruciate nella frazione di uno sparo, e la fatica sopportata per i tanti giovani liberati dalla droga, dalla necessità muta di sopravvivere in ginocchio. Nel salone è scomparso il brusio disturbante, ora c’è tensione dell’ascolto, c’è voglia di capire, di confrontarsi, di accorciare una distanza, e c’è pure chi ha voglia di fare il maledetto per forza: “mi scusi, non sono d’accordo con lei, io fumo qualche canna, ma non sono certamente un tossicodipendente, credo che l’hascish non faccia male”. Gli insegnanti mi guardano interdetti, i ragazzi fissano sbigottiti il loro compagno, alcuni….sono rapiti da tanto…..coraggio. La cosa che più colpisce non è la confessione pubblica come gesto di trasgressione, piuttosto è la smemoratezza per tutto ciò che pochi attimi prima hanno scoperto…impreparati totalmente. “In questa comunità ci sono duecento ospiti, tra giovani, adulti, donne, provate a chiedere ad ognuno di essi, come hanno cominciato a fare uso di sostanze. La maggioranza di loro vi risponderà: con uno spinello, sì, proprio con una canna, e tu ci stai dicendo che non fa male. Non c’è una droga che non faccia male, tutte le droghe fanno male. Avete sentito le storie anonime, blindate, di tante persone ridotte a numeri, che in questa comunità stanno ritrovando dignità e umanità “. Droghe leggere, droghe pesanti, quali allora le differenze, se a perdere sono sempre i più giovani, quelli che in leggerezza hanno iniziato e con pesantezza si sono perduti. Non esistono le droghe “leggere”, esistono “le droghe”, e sono tutte da evitare. I tempi mutano, noi cambiamo, e le droghe si misurano con le nostre debolezze, si ammodernano sulle nostre fragilità, cambiano abito mentale nelle nostre rese. Così è stato venti anni fa per l’eroina-droga-protestataria, così è ai giorni nostri per la droga in pillole, quella che non consegna più gli uomini ai pugni dritti nello stomaco, ma rende i più giovani attori formidabili di storie inventate da scrittori invisibili. Giovani rubati in corse folli contro il tempo che non basta mai, per poi rimanere inchiodati ai bordi di qualche rettilineo, o per buona sorte su qualche sedia a rotelle, fino a diventare vecchi per i rimorsi. Il fumo delle sigarette brucia i polmoni fino a morire di cancro. Il vino ubriaca fino a morire alcolisti. Qualche spinello non brucia i polmoni, non rende alcolisti né drogati, ma in quel volo che fa ridere intontiti c’è la sonnolenza della ragione, c’è il via libera della stanchezza che non placca alla discesa, ma avventura senza attenzione, alla disavventura già prossima. In questo salone si sta ripetendo un gioco antico, in cui si impone al sentire comune il valore del tollerare, tutto dentro una scrollata di spalle, piuttosto che la lotta che impegna duramente: tolleranza come possibilità di apertura a ciò che non è, che disamora verso ciò che non conosciamo, in molteplici risposte tutte pervase, conserva ()
(more…)

Scarica La tortura gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 9.59 Kb

Scarica Gratis

La tortura Forma: SAGGIO BREVE Destinazione: rassegna di argomento culturale “Un male non ancora debellato” “La tortura è un cancro dell’anima, un male oscuro che può covare in silenzio anche nelle indoli più miti per esplodere improvviso quando le circostanze lo consentano” Sir Ivor Roberts, ambasciatore britannico a Roma Sconcertante. Nel XVIII secolo gli illuministi lombardi scrissero accesi opuscoli contro l’impiego nelle carceri della tortura e delle sevizie, fisiche o psicologiche, per ottenere dagli imputati delazioni e confessioni. Pietro Verri considera la tortura “uno strazio crudelissimo, e adoperato talora nella più atroce maniera e che dipende dal capriccio del giudice solo e senza testimoni l’inferocire come vuole.” Tempo dopo Beccaria pubblicando l’immortale pamhlet “Dei delitti e delle pene” sembrava aver decretato per sempre l’abolizione della millenaria procedura. Ma ci si sbagliava, perché i governi seguitarono ad indulgere a questa barbarie. Nel 1949 le Convenzioni di Ginevra sancirono norme che dovevano concludere l’esercizio del potere indiscriminato dei militari sui prigionieri di guerra. L’articolo 13 di tale Carta afferma: “I prigionieri di guerra devono essere trattati sempre con umanità. Ogni atto od omissione illecita da parte della Potenza detentrice che provochi la morte o metta gravemente in pericolo la salute di un prigioniero di guerra è proibito. In particolare, nessun prigioniero di guerra potrà essere sottoposto ad una mutilazione corporale e parimenti dovrà essere protetto in ogni tempo specialmente contro gli atti di violenza e d’intimidazione.” Il documento parla chiaro: la tortura è severamente vietata, anzi in seguito si dice che l’infrazione di tale articolo è considerata una “grave breaches” e come tale perseguibile dalla Corte penale internazionale. Ma pensare che questo documento potesse porre fine alla ferocia degli aguzzini di tutto il globo era una mera utopia. Pensiamo solamente cosa è avvenuto negli ultimi cinquant’anni di conflitti: consideriamo gli abusi dei mussulmani libanesi, che crocifiggevano i cristiani maroniti, o cosa accadeva in Cambogia all’epoca dei Khmer Rouges o alle crudeltà dei vietcong, e nel caso di questi due ultimi esempi è meglio non scendere nei dettagli. Anche in questi casi, con il nostro patetico ottimismo, pensammo che vergogne come queste avessero smesso di perpetrarsi: ritenemmo che simili brutalità fossero pallidi retaggi della Guerra Fredda, ma l’essere umano è riuscito a smentirci. ? accaduto a maggio: infatti in Iraq, per la precisione nel carcere di Abu Ghraib, quello che Sir Ivor Roberts definisce “un cancro dell’anima” è tornato a farsi sentire, quasi fosse una malattia assopita, di cui avevamo dimenticato la virulenza dai tempi del generale Giap. Ma sono bastati pochi fotogrammi a farci ricordare il degrado nel quale siamo affondati e affondiamo. Una soldatessa ventunenne, tale Lynndie England, che tiene al guinzaglio un prigioniero inerme e il video nel quale Nick Berg viene sgozzato con un coltello impiegato nella macellazione halal: nel primo caso un uomo privato di ogni dignità, tortura psicologica, nel secondo un uomo macellato come un agnello, tortura fisica. Ciò che poi è terrificante è che sembra non esserci modo di interrompere questa ondata di ferocia: infatti la decapitazione del pacifista scandinavo è stata compiuta in risposta agli abusi di Abu Ghraib. Adesso ciascuno è libero di giocare al torneo macabro da ragionieri della ferocia: conta più la soldatessa che dileggia il detenuto iracheno o la testa mozzata di Berg? Tuttavia come tuona il New York Times: “Nulla di ciò che l’America ha fatto giustifica la spaventosa crudeltà dell’esecuzione di Nicholas Berg; e d’altra parte la sua morte non vale a diminuire in nulla la vergogna dell’America e le responsabilità dell’amministrazione Bush”. Quindi questa rivalità fatta di botta-e-risposta sembr ()
(more…)

Scarica Maurizio Costanzo Show PROGRAMMA TV OPPURE NO? gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 8.55 Kb

Scarica Gratis

Maurizio Costanzo Show PROGRAMMA TV OPPURE NO? Fascicolo scolastico di ricerca e documentazione Nel novembre 1995, nel corso di un popolare programma televisivo, il Maurizio Costanzo Show, viene intervistata Saira, una ragazzina zingara cui un passante ha spezzato i polsi dopo averla sorpresa a derubare un altro passante. Dopo questa apparizione in TV nasce subito una polemica, non solo giornalistica, ma anche sul diritto di riservatezza, specialmente nel caso dei bambini, in quanto Saira ha solo undici anni. Su “L’Unità” del 29 novembre 1995 appaiono due articoli, il primo del responsabile della scelta e conduttore del programma, Maurizio Costanzo, il secondo di un autorevole giornalista, Andrea Barbato, che gli oppone altri argomenti. Uno sconosciuto, a mezzogiorno, in Piazza Barberini a Roma, ha rincorso una zingarella colpevole, insieme ad altri, di aver operato un borseggio spezzandole entrambi i polsi e insultandola. Tutto questo è successo in una zona centrale con molte altre persone che passavano e fingendo di non vedere. In questa brutta faccenda ci sono molte colpe. C’è quella dei genitori della zingarella che anziché continuare a mandarla a scuola come dovrebbero, la inducono al furto e al borseggio. Ma c’è anche la colpa di chi vuole farsi giustizia con le proprie mani e di chi non interviene assistendo a una violenza del genere. Queste sono alcune delle motivazioni che hanno spinto Costanzo a portare Saira davanti alle telecamere anche se sapeva di violare la carta di Treviso, che è un codice che invita i giornalisti a trattare con attenzione i minori. Costanzo, consapevole della violazione, se ne assume tutte le responsabilità, così ha dichiarato. “Volevo che ci si rendesse conto nei confronti di chi era stata perpetrata quella violenza”. Il conduttore televisivo non si è tirato indietro nel condannare i genitori della zingarella per la mancata frequenza a scuola e per l’istigazione al furto. I nomadi hanno il dovere di rispettare la società che li ospita e noi abbiamo il dovere di rispettare i loro figli senza spezzargli i polsi o insultarli anche se in flagranza di reato. Continua Maurizio Costanzo: “Avrei potuto scegliere la strada ipocrita di porre l’intervistata di spalle, di contraffare la voce o di metterle una mascherina sul volto. Ipocrisia appunto, dinanzi a una profonda indignazione che avevo e continuo ad avere nei confronti di chi scatena i propri sentimenti di violenza nei confronti di una minore.” La legge del taglione non è mai stata accettabile, soprattutto ora che siamo nel XXI secolo. Non si può accettare che la gente affronti e cerchi di risolvere i problemi facendosi giustizia da sola. Quanto accaduto a Roma, se non contrastato, può essere motivo di emulazione in altre città d’Italia. Non abbiamo bisogno che questo accada; i problemi non si sono mai risolti spezzando i polsi ma affrontandoli. Alle parole di Costanzo arriva subito un replica da parte di Andrea Barbato, giornalista: “Mettere la piccola Saira sotto le luci di scena del teatro Parioli, nel Maurizio Costanzo Show, è stato un errore”. Questa convinzione rimane anche dopo aver accettato alcune premesse: l’intenzione dell’intervistatore, la compassione e la solidarietà dell’uditorio, l’indignazione unanime contro il colpevole, il proposito di difendere la vittima e indicarla come esempio alle nostre coscienze. Ma il punto vero su cui soffermarsi è un altro: che effetto produce quell’intervista sulla protagonista e sul pubblico? Come viene letta dallo spettatore quella conversazione, quell’immagine? La TV non è impassibile, non è neutra e spesso racconta una cosa diversa da quella che il suo autore, conduttore, intervistatore, si propone. Si può giurare che avrà prevalso la pietà per Saira e lo sdegno per l’aggressore. Ma chi può essere sicuro che non siano sorti anche altri sentimenti? Lo sdegno per il furto, la paura degli zingari, il ricordo di esperienze vissute o il timore di viverle. ()
(more…)

Scarica Sempre pi giovani comprano evasione in pasticche gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.28 Kb

Scarica Gratis

CALA, CHE TI SCIALA Sempre più giovani comprano evasione in pasticche Ecstasi, LSD, hashish, cocaina, anfetamine; sono ormai sostanze associate automaticamente al sabato notte, alla vita da discoteca. L’opinione pubblica ha le idee molto chiare su questo argomento: nelle discoteche e nei luoghi di divertimento giovanile viene fatto uso e abuso di stupefacenti, di sostanze che deformano la realtà. ? vero. Non è possibile obiettare, i recenti avvenimenti hanno reso inutile ogni tipo di difesa, di “No, non è vero, non sempre e ovunque è così”. A questo punto le domande da porsi sono due: ma era proprio necessario aspettare il morto per intervenire? O lo si sapeva già prima? Ma soprattutto, perché i giovani si drogano? La risposta alla prima domanda è semplice, basta cercarla nelle tasche gonfie di soldi di gestori di locali, negli appunti europei dei politici, nell’indifferenza abulica di poliziotti e/o carabinieri pronti ad accanirsi contro tre ragazzini pescati a fumare una canna, e che di fronte alla moda del “sabato sera” hanno sempre chiuso tutti e due gli occhi. Soltanto quando la situazione si è fatta irrecuperabile non è stato più possibile far finta di nulla. Come nel caso eclatante del “Number One”, nota discoteca del bresciano, che da almeno cinque anni era il centro di smistamento di droghe di ogni tipo. E lo sapevano tutti. Si faccia avanti chi dubitava. Trovato un morto fuori dal locale, “è scoppiato il fenomeno delle droghe leggere”, e da lì gli interventi delle forze dell’ordine di cui tutti siamo a conoscenza. I casi di morti e di malori causati da queste sostanze sono spuntati come funghi in un bosco dopo un temporale, e si è perso il conto degli arresti per spaccio e dei locali chiusi e posti sotto sequestro dalle magistrature. Per quanto riguarda il perché le risposte potrebbero essere molte, persino una per ogni soggetto interpellato. Voglia di evadere, di sfuggire dalla noia del quotidiano, di sentirsi più forti, più potenti, più fighi. E allora, giù una pasta. Giù un cartone. E il mondo si trasforma. La vista si annebbia, il battito aumenta, i denti si stringono e le mani hanno voglia di muoversi, si strappano dal corpo, spesso finiscono in faccia a qualche sconosciuto, colpevole solo di essersi avvicinato in quel momento. Molti lo fanno per moda, come per tutte le cose; dai vestiti, ai telefonini, alla droga. E il mondo si interroga. I “drogati” secondo la piazza sono sporchi, senza una lira, ladri, barboni, immigrati. Mentre i “drogati” sono anche ragazzi di ricca famiglia, senza preoccupazioni né problemi di alcun tipo. ? questa la cosa che turba maggiormente. Non sono più riconoscibili. E si espandono a macchia d’olio. I giovani sono depressi, demotivati, annoiati dalla routine quotidiana, in alcuni casi stanchi di vivere. Ma la colpa di tutto questo è da cercare solamente nei giovani? Non si dia mai la responsabilità, anche minima, ad una società che a i suoi figli offre poco o niente! E i figli stanno, pian piano, morendo. ()
(more…)

Scarica Intervista a Galileo Galilei gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 8.12 Kb

Scarica Gratis

Intervista a Galileo Galilei VITA DI GALILEO (Anno Domini 1633; Galileo Galilei sta costeggiando l’Arno, a Pisa, per fare ritorno alla sua dimora, dopo il Vespro serale. Alto, un po’ curvo sotto il peso degli anni, avanza con passo incerto a causa dell’incombente cecità. Improvvisamente si ferma, siede su un ceppo e con lo sguardo pare scrutare il sole ormai fioco all’orizzonte. Mi avvicino cauta, un po’ intimorita da quest’uomo fiero e risoluto). IO - Mi perdoni Messere, vorrebbe ascoltarmi e rispondere a qualche domanda? GALILEO - Cosa vuoi sapere? E’ parecchio che più nessuno mi rivolge questioni, mi considerano tutti un nemico, un sovvertitore, non mi permettono neppure di scrutare il cielo. IO - Già il cielo! Che coraggio ha avuto a confutare il sistema Tolemaico con l’affermazione che la terra ruota intorno al Sole ed i pianeti non sono contenuti in una calotta cristallina. Come ha avuto l’idea di creare un telescopio per scrutare le stelle? GALILEO - Non è stata un’idea originale, mi sono infatti avvalso di uno strumento ideato in Olanda, atto a far vedere le cose lontane perfettamente così come se fossero state vicine; osservando poi gli artigiani occhialai adoperare vetri a forma di lente per correggere i difetti visivi, ne ho migliorato le potenzialità, allungando il corpo del tubo e giustapponendo i cristalli. Sono riuscito così a scrutare il cielo più profondamente e con deduzioni matematiche, basandomi sulle affermazioni di un frate polacco, un certo Copernico, ho capito che la terra non poteva essere immobile al centro dell’universo, ma a svolgere un ruolo di centralità era il sole, intorno al quale giungevano a ruotare i pianeti e lo stesso globo terrestre. Grazie agli studi matematici ho potuto altresì appurare la mobilità degli astri che circoscrivevano orbite ben determinate. IO - A lei spetta dunque il merito incomparabile di essersi servito di tale apparecchio per la ricerca astronomica, di aver avuto fiducia nella verità di ciò ch’esso faceva osservare, di avergli dato insomma piena cittadinanza entro la scienza. GALILEO - Si, ma è certo stato più semplice scoprire i quattro satelliti di Giove, le macchie della luna o le fasi di Venere, che non fare accettare la Mia Verità! Avevo concepito l’ambizioso programma di farmi pubblico paladino della nuova teoria copernicana, nell’illusione di riuscire a rimuovere ogni ostacolo d’ordine filosofico e teologico, aprendo definitivamente la via al trionfo della scienza nel mondo moderno ma non hanno creduto all’evidenza dei fatti, hanno avuto timore di ciò che non hanno saputo comprendere. Io non ho mai pensato di negare le verità contenute nelle Sacre Scritture o di peccare di eresia, il mio scopo è sempre stato quello di alleviare la fatica dell’esistenza umana, chiarendo, sebbene solo parzialmente, i dubbi che da secoli l’affliggono. Se prima questi erano colmati dalla fede, ora solo la scienza li può risolvere. IO - Il suo è stato, insomma, un ardito piano di politica della cultura? GALILEO - Si, e mi sono dedicato con tale entusiasmo d’avere più interesse per esso che non per qualsiasi scoperta particolare: matematica, fisica o astronomica che fosse. Neppure la pestilenza è riuscita a fermare la mia ricerca e non vi riuscirà l’Inquisizione. IO - Non ha forse abiurato pubblicamente le sue teorie? GALILEO - Si, ma come ho già spiegato al mio discepolo prediletto Paolo Sarti, meglio sporcarsi le mani che averle vuote. Rinnegando le mie teorie ho avuta salva la vita, una vita che verrà spesa fino all’ultimo respiro perché i posteri possano avvalersi delle mie nuove scoperte. IO - Nuove scoperte? GALILEO - Nuove scoperte! Sto lavorando alla stesura de I Discorsi: opera articolata in quattro giornate, i cui temi spaziano dalla costituzione della materia agli atomi fisici e agli indivisibili geometrici, dalla condensazione alla rarefazione, dalla natura dei fluidi alla velocità della luce, dalla s ()
(more…)

Scarica Le stragi del sabato sera gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 3.19 Kb

Scarica Gratis

Il problema delle stragi del sabato sera Fra i molti problemi che coinvolgono i giovani di oggi, sono sempre più presenti le stragi del sabato sera. Per questo tema, largamente discusso già da molti anni, non si è ancora giunti a trovare delle soluzioni. Tutti i giorni, leggendo giornali o seguendo notiziari in televisione, ci si può accorgere di quanto siano alte le percentuali dei giovani che perdono la vita, sia su strade provinciali che su autostrade, nella notte fra il sabato e la domenica. I giovani attendono il sabato per divertirsi e liberarsi di tutte le tensioni, le noie e le fatiche accumulate nel corso della settimana; tuttavia, nella maggior parte dei casi, (ciò è ampiamente dimostrato dalle statistiche rilevate), è proprio questo il giorno in cui si verificano le peggiori stragi dell’intera settimana. Alla base di tutto ciò, sono presenti, come cause principali, i fumi dell’alcol, la droga, ma soprattutto la voglia che hanno i giovani di confrontarsi fra loro e di superarsi a vicenda. Gli incidenti del sabato sera, infatti, sono spesso la prova di alcune “bravate” eseguite dai giovani per mostrare al gruppo il proprio coraggio e, specialmente, per non farsi emarginare da esso. Secondo me, per risolvere questo problema, bisognerebbe adottare misure che limitino queste stragi, cominciando ad apportare serie modifiche all’interno delle discoteche. Sarebbe infatti opportuno ridurre l’uso di bevande alcoliche e favorire questa iniziativa con l’introduzione di un bonus per quelle analcoliche; avere cioè la possibilità di poter consumare gratuitamente o a prezzo ridotto le bevande prive di alcol. Un’altra limitazione a questo problema, secondo me, arriverebbe se i giovani “cercassero di mettere la testa a posto” e capissero che, spesso, comportarsi da imprudenti e compiere azioni molto pericolose per non apparire inferiori al resto del gruppo, è una delle cause principali delle loro sciagure. Inoltre, se i padroni delle discoteche decidessero di chiudere i proprio locali ad un’ora più ragionevole, sono convinta che anch’essi contribuirebbero a salvare, anche se in modo indiretto, molte vite di giovani. Infine credo che, in molti casi, se i giovani fossero più responsabili, potrebbero evitare di lasciarci la pelle nel bel mezzo delle strade. Mi riferisco a quelle situazioni in cui essi, appena usciti dalle discoteche, pur sapendo di trovarsi in uno stato di salute ben lontano da quello ottimale, decidono ugualmente di mettersi alla guida; così facendo, i giovani ignorano il fatto che, nella maggior parte dei casi, stanno “dirigendosi” da soli verso la morte. Sono consapevole che questo problema non potrà essere risolto in tempi brevissimi, poiché esso necessita di soluzioni concrete, che vanno studiate a fondo dagli esperti. Tuttavia mi auguro che, con il passar del tempo, le stragi del sabato sera diminuiscano, in modo che esse non compariranno più né sulle prime pagine dei giornali, né come titoli di apertura dei notiziari, ma rimarranno solo come un brutto ricordo del passato. ()
(more…)

Scarica Olimpiadi ….. un successo sportivo mondiale gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 8.31 Kb

Scarica Gratis

Olimpiadi ….. un successo sportivo mondiale. Durante queste ultime due settimane si sono svolte ad Atene, dopo un secolo, le Olimpiadi, competizioni che, ogni quattro anni, interessano parecchie discipline sportive in cui gareggiano tutti gli atleti del mondo e le cui origini risalgono agli antichi greci. A gare finite posso dire di essere soddisfatto degli atleti che hanno rappresentato l’Italia e mi sento orgoglioso dell’impegno che essi hanno profuso per vincere infatti il presidente del CONI aveva previsto per noi 25 medaglie, ne abbiamo conquistate ben 32. Il simbolo più significativo dei giochi olimpici, per me, è la bandiera che raffigura cinque anelli di colore diverso intrecciati su campo bianco e simboleggianti i continenti (nero l’Africa, verde l’Oceania, giallo l’Asia, azzurro l’Europa, rosso le Americhe). Resta comunque innegabile l’emozione che mi prende proprio in fondo al cuore quando un nostro atleta vince la medaglia d’oro e, salendo sul podio, sul gradino più alto, esprime con sorrisi, pianti e grida la sua soddisfazione ed esultanza per la vittoria conquistata, quando poi suonano l’inno di Mameli mi commuovo e mi sento partecipe alla sua gioia, mi sento veramente orgoglioso di essere italiano. La medaglia più sofferta per me è stata quella assegnata a Yuri Chechi che ha dimostrato che anche a una certa età, soffrendo, ma tenendo duro ed allenandosi costantemente, si può arrivare a livelli mondiali ed ambire ad importanti risultati: lo sport è passione, gioia, amicizia un insieme di buoni sentimenti che non dovrebbero essere guastati dal denaro, invidie, ritorsioni. Ho seguito con particolare attenzione gli incontri di pallacanestro perché è lo sport che preferisco e pratico e quindi potevo capire le strategie, gli schemi e le tattiche di gioco, contestare gli eventuali errori arbitrali e godere appieno delle vittorie. Questa nazionale, formata da atleti semisconosciuti ai più, ci ha regalato una medaglia d’argento contro ogni pronostico, ha gareggiato con il cuore mettendo il massimo dell’impegno in ogni incontro; mi sarebbe proprio piaciuto poter stringere la mano a questi grandi giocatori. Ho ammirato anche il nuoto, i tuffi, le gare di atletica e comunque credo che ogni competizione sia una sfida, si nota l’impegno che gli atleti spendono, si mettono in gioco ed il vincitore non è solo colui che arriva primo, ma anche chi supera i propri limiti per raggiungere lo scopo prefisso, chi si migliora, chi crede. Questo non conta solo per le Olimpiadi, sfide a livello più alto, ma anche per gare europee o regionali, per una partita a calcio con gli amici, ed in genere vale anche per la vita. Pure la cornice esterna delle Olimpiadi è molto simpatica sullo schermo scorgi, in secondo piano, una marea colorata di persone, tutte allegre, che incitano e sostengono calorosamente i propri beniamini, ma anche gli altri atleti come se fossero in una grande festa, felici di partecipare ed essere presenti in uno stadio che contiene …….. il mondo. E’ questo il vero spirito sportivo …. L’importante è partecipare in tutti i sensi. Ho sentito, al telegiornale, parlare di un grosso problema che affligge il mondo dello sport: alcuni atleti olimpici sono stati squalificati perché si “doppavano”. Penso che dopparsi oltre che essere pericoloso per il fisico, non è corretto né leale: ci sono atleti cha hanno lavorato sodo per guadagnarsi un’ambita medaglia ed il loro sogno viene infranto da “una pastiglia” che il concorrente, senza scrupoli, si beve per potenziare il suo rendimento. E’ una vergogna! Credo sia molto più soddisfatto del suo lavoro uno sportivo che, anche se bocciato nelle eliminatorie, può sinceramente dirsi “fin qui ci sono arrivato con le mie forze, proverò a far di meglio la prossima volta, mi allenerò ancora”, che un atleta “doppato” che vince la medaglia d’oro. Egli, anche se sfugge ai controlli, saprà che non se la merita e di aver ingannato prima di tutto sé stesso, ()
(more…)

Scarica L’aborto gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 6.72 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica La televisione gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 3.92 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica La questione Femminile gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.86 Kb

Scarica Gratis

ESAME DI STATO 2001 TIPOLOGIA C - TEMA STORICO Uno dei fenomeni più significativi del Novecento è la presa di coscienza dei propri diritti da parte delle donne, prima nei paesi più avanzati come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna e poi negli altri paesi occidentali. Dalle rivendicazioni del diritto di voto agli appelli sempre più chiari e vigorosi per l’uguaglianza con gli uomini in tutti i settori della vita economica e civile. Il principio delle “pari opportunità” è stato il vessillo delle lotte femminili. Illustra le fasi e i fatti salienti che hanno segnato il processo di emancipazione femminile nel nostro paese facendo possibilmente anche riferimento a canzoni, film, pubblicazioni e a qualunque altro documento ritenuto significativo. svolgimento LA QUESTIONE FEMMINILE Nel secolo XIX cominciarono a comparire in Inghilterra e negli Stati Uniti i primi movimenti e gruppi di cosiddette “sufragette”. Erano le donne che prendevano coscienza dei propri diritti e reclamavano la possibilità di votare. L’obiettivo era che il suffragio fosse realmente universale, e non universale solo degli uomini. ? logico che tale movimento ebbe il suo sorgere negli stati in cui già da tempo era in vigore l’esercizio della democrazia rappresentativa, anche perché spesso in quella società persisteva un’oppressione puritana dalla quale le donne volevano giustamente liberarsi (vedi La lettera scarlatta di Nathaniel Hawtorne e soprattutto i romanzi di Virginia Wolf). Queste idee si realizzarono all’inizio del secolo XX, con le prime leggi che concedevano quel diritto appunto in quegli stati. E in Italia? Si dovette aspettare il 2 giugno 1946 per vedere riconosciuto questo diritto, in verità più per la presa di coscienza di alcuni uomini politici illuminati e di poche donne politiche, come Nilde Jotti, che non per la presenza di un vero e proprio movimento femminile nel nostro paese. Quest’ultimo si ebbe solo sull’onda delle manifestazioni studentesche del 1968, con la nascita dei primi collettivi femministi. Si passò in pochi anni da canzoni come “Non ho l’età” ad altre di carattere opposto, come “Non sono una signora”. Molte più donne incominciarono perfino a far politica, soprattutto nei ranghi del Partito Radicale, come Adele Faccio e la giovane Emma Bonino, ma anche della Democrazia Cristiana, come Tina Anselmi, che fu anche il primo ministro donna della nostra repubblica. In questa fase il processo di emancipazione non investì più solo il piano della rappresentanza politica, ma si spostò in tutti i campi della società. Si arrivò allora a dichiarazioni “radicali”, del tipo: “l’utero è mio e me lo gestisco io” a “l’uomo a casa e la donna al lavoro”, ecc… Sembrava che la donna, per liberarsi, dovesse abbandonare il ruolo di madre e tutta la sua femminilità. In fondo anche questa poteva diventare una vittoria dell’uomo, che riusciva a rendere “maschile” anche l’altro sesso. Molti film insistono ancora oggi su una immagine virile della donna, che diventa poliziotto, soldato, e supera l’uomo in un campo che non è il suo (la violenza e la sopraffazione). In altri film commerciali la donna torna ad essere oggetto stupido e inconsapevole nelle mani dell’uomo gaudente (vedi le varie serie di Vacanze di Natale e simili). Forse sono le donne-registe come Jane Campion le uniche che riescono a descrivere l’universo femminile con intensità senza cadere negli slogan. Dal punto di vista politico, qualche anno fa è nato il ministero delle pari opportunità, proprio perché talvolta le affermazioni di diritto non coincidevano con quelle di fatto, e le donne faticano ancora oggi ad occupare tutti i posti che sono occupati dagli uomini. Il cammino è ancora lungo. ()
(more…)

Scarica IO HO SMESSO DI FUMARE gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 8.1 Kb

Scarica Gratis

IO HO SMESSO DI FUMARE In una sala della Comunità Casa del Giovane di Pavia, Don Dario stava parlando ai ragazzi di un oratorio lombardo: c’ero anch’io invitato a partecipare a quell’incontro. “ Non esiste differenza tra droghe leggere e droghe pesanti, esistono le droghe e sono tutte negative“, diceva Don Dario. Questa premessa mi ha consentito di raccontare la mia ultima esperienza, e rendermi conto una volta di più, di quanto una scelta importante sia sempre difficile al punto che non credevo possibile mantenerla fino in fondo. Io ho smesso di fumare. Sessanta sigarette al giorno, tre pacchetti, dal mattino alla sera, tra le labbra una sigaretta per svegliarmi, e l’ultima per addormentarmi. Mai sprovvisto nella tasca, mai sprovvisto nella mente. Quante volte mi sono detto……smetterò domani….ma chi me lo fa fare. Smettere di fumare….. quante volte ho ascoltato saggi, santoni e predicatori, elencare medicamenti miracolosi, ed ho sorriso per tanta presa in giro. Per tanti anni ho fumato, eppure su una cosa non mi sono mai sbagliato, e cioè che smettere non dipende da un cerotto o da una pastiglietta, bensì dal peso e dalla somma della propria volontà. Ho avuto modo di pensare bene alle sigarette fumate, così ai motivi che mi sono sfuggiti volutamente per non raccogliere motivazioni valide a porre fine al mio tabagismo. Non è stato semplice dire basta, non è facile tuttora, la sofferenza è davvero molta. A volte sono motivi di salute a obbligare a voltare pagina, altre volte è il costo elevato del pacchetto di sigarette a indurre a smettere di fumare, quasi mai un sentimento di sana cultura ambientalista. di rispetto del prossimo. Vorrei poter citare quest’ultimo passo per disegnare la mia scelta, invece questo sentimento non mi appartiene, né quanto precedentemente sottolineato. Ho smesso di fumare per il carico opprimente di un percorso analitico sistematico, scatenato da una frase buttata lì per caso, rivolta da un padre al proprio figlio: “ tu non sei capace di smettere, con te vince la sigaretta “. Così a poco a poco, nella mente si insinuava l’urto e il fastidio per quelle parole, l’urto per avermi strattonato dalle mie lentezze, e il fastidio per aver messo a nudo le mie debolezze. I giorni sono corsi via come le sigarette portate alle labbra, ma ora ad ogni boccata, saliva la domanda: vinci veramente tu? La domanda era sempre lì, più che mai ingombrante. Ho pensato alla sigaretta che nasconde un disagio, una difficoltà che serpeggia, ma viene celata. Una sigaretta dietro l’altra, comunicando insofferenza per qualcosa, per qualcuno, addirittura dimenticando il linguaggio del proprio corpo, del piacere che deriva dalla sua naturale relazionalità. Ho riflettuto sui limiti, sui miei, quelli sottaciuti per egocentrismo, per personalismo, per superbia, ho sentito il morso del nervo scoperto per la mia arrendevolezza, per le mie ottuse ostinazioni, scambiate per tenacia. Ho riflettuto davvero sotto il peso della solita domanda: vinci davvero tu? Non è facile smettere di fumare, come non è facile fare leva, ricorrere a tutte le proprie energie interiori per trovare appunto quella leva. Ho riflettuto a lungo su questa sfida. La paura di non farcela è stata molta, tant’è che ad ogni persona incontrata, confidavo di avere chiuso con le sigarette…………..così se non fosse stata sufficiente la volontà e motivazione per continuare nella scelta fatta, l’eventuale “ perdere la faccia “avrebbe figurato da deterrente di non poco conto. Credo sinceramente che non si smette di fumare per lo stesso motivo per cui non si coglie il valore della preghiera, per paura. Paura di non riuscire a fare a meno di una sigaretta, timore di non reggere alla sofferenza della privazione. Non si prega e non ci si ascolta per paura di una chiamata, non quella che eleva a Santità, bensì quella che demanda alle proprie responsabilità, ai propri impegni assunti, al proprio ()
(more…)

Scarica Lettera ad un ragazzo drogato gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.5 Kb

Scarica Gratis

Lettera ad un ragazzo drogato Scrivi una lettera ad un ragazzo drogato, reale o immaginario, esprimendogli solidarietà ed amicizia. Dagli indicazioni, consigli e suggerimenti per aiutarlo ad uscire dalla droga. Caro Marco, mi dispiace apprendere solo adesso, da amici comuni, del tuo “problema”, spero non sia troppo tardi per porvi rimedio, anche se ci vorrà molto tempo, aiuto, costanza ed una grande forza di volontà. Ce la farai, se lo vuoi veramente. Io non so come ti ci sei trovato in una situazione del genere, se per curiosità di provare qualcosa di nuovo, per sentirti più grande o per scappare via da qualche problema che ti sembrava più grande di te, non ti condanno per questo ma penso che la droga non sia “la soluzione” di nessun problema anzi è un chiudere gli occhi, un non affrontare le difficoltà facendosi contemporaneamente molto male. I miei genitori sostengono che di qualsiasi esame, inteso in tutti i sensi, la vita ti sottopone si deve fare esperienza diretta, sempre tenendo conto delle regole generali di convivenza, cioè vivere sulla propria pelle ogni prova, anche sbagliando pesantemente. Ciascuno deve trovare la sua soluzione ideale, non importa se agli altri può sembrare sbagliata, questo ci fortifica e ci permette una crescita ed una maturazione che conduce ad una vita adulta più saggia, equilibrata e forse “giudiziosa”. Nel tuo caso penso sia assolutamente necessario che tu rifletta e riconosca il grave danno fisico, intellettuale e morale che la droga ti arreca e mettercela tutta, con l’aiuto di tutti quelli che ti vogliono bene o anche di qualche comunità specificatamente preparata, per vincere le singole battaglie all’inizio… la guerra poi e infine superare l’ostacolo definitiva-mente. Io mi considero tuo amico e non farci caso se ti sembra che ti parli da un piedistallo, l’importante è che ci tengo molto a te e mi dispiace vedere come butti al fuoco la tua vita: questi amici comuni mi assicurano che assomigli solo lontanamente a quel ragazzo dalla brillante personalità, pieno di gioia di vivere, intelligente e capace che conoscevo. Sappi che sono sempre qui a tua disposizione se avrai bisogno ed anche se qualche volta vorrai sfogarti piangendo sulla mia spalla fai un fischio e, per quel che vale, avrai sempre il mio aiuto. ()
(more…)

Scarica L’importanza dell’insegnamento dei latino gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.74 Kb

Scarica Gratis

L’importanza dell’insegnamento dei latino nella scuola a indirizzo scientifico. tema svolto Tesi: il Latino nelle scuole a indirizzo scientifico è una materia superflua; Argomenti a favore: -Latino cosiddetta lingua morta; -Minor possibilità di approfondimento di materie scientifiche; -difficoltà di studio di una lingua nuova oltre all’inglese. Antitesi: -Latino da cui puoi estrapolare il significato di termini di oggi; -Cultura più ampliata e varia. Confutazione antitesi: -Cultura più mirata al tipo di lavoro che ti preparerai a fare e non obbligo di studio ma solo facoltativo per chi ne sia davvero interessato. Riaffermazione tesi: -Le ore utilizzate per il Latino possono essere spese per attività più interessanti e utili agli studenti nel loro futuro. Svolgimento: lo considero lo studio dei Latino, nelle scuole ad indirizzo scientifico, una materia superflua e, priva di frutto nel futuro di chi è costretto a studiarlo. Difatti ho scelto un indirizzo in cui le ore dedicate al Latino vengono sostituite con materie scientifiche che vanno ad aumentare le mie conoscenze nelle materie che ho deciso di sviluppare per poi trarre vantaggio in futuro. Inoltre il Latino è una lingua che non si usa più e ormai la si può trovare solo in testi antichi o nei nomi scientifici di medicine, specie animali, dinosauri,… Non dico che il Latino sia inutile, infatti non ne propongo la totale eliminazione dalle materie di studio ma solo che venga tolto dagli indirizzi scientifici dove le materie umanistiche (come Latino, grammatica, antologia, … ) dovrebbero esser meno sviluppate rispetto a quelle scientifiche. inoltre il Latino è una lingua nuova da imparare che si va ad aggiungere all’inglese che, notoriamente, non è una materia facile da studiare e, soprattutto, riuscire a capire e “praticare” correttamente. Ma a differenza dell’Inglese che ti servirà nella vita il Latino è una delle cosiddette lingue “morte” non essendo più parlato, normalmente, da nessuno. Infatti anche se sia uno Spagnolo sia un Italiano hanno studiato Latino non gli verrebbe mai in mente di utilizzare questa lingua conosciuta da entrambi come mezzo di comunicazione. Tuttavia il Latino ha anche dei vantaggi, infatti, dal Latino puoi risalire al vero significato di molte parole della nostra lingua e di molte lingue europee. Inoltre con lo studio del Latino avvantaggi la tua cultura in campi diversi da quelli rigorosamente scelti dall’indirizzo scientifico. Ma molte persone preferirebbero avere una cultura più adeguata nella materia che usano quotidianamente sul posto di lavoro rispetto ad ampliare la loro “saggezza” in settori in cui non hanno mai niente a che fare. Ma qualora non si volesse eliminare totalmente il Latino si potrebbe sempre proporlo come materia aggiuntiva e facoltativa in modo che chi ne sia davvero interessato o voglia solo provar I”emozione di un parare una lingua internazionale dei tempi antichi ne possa far la conoscenza. Concludo dicendo ribadendo che le materie scientifiche troverebbero solo vantaggio dalla sparizione del Latino, dando la possibilità agli studenti di apprendere cose di cui non avrebbero potuto avere conoscenza con un minor numero di ore di spiegazione. ()
(more…)

Scarica La conversione religiosa dell’Innominato gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 8.74 Kb

Scarica Gratis

La conversione religiosa dell’Innominato ne I Promessi sposi di Manzoni Traccia: Commenta questo brano tratto da I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: ” rispose pacatamente il cardinale. ” “Ci sono persone che pensano che Dio sia un’invenzione dei deboli per sopravvivere e che loro non hanno bisogno di crearsi miti; altri, a mio parere la posizione più terribile, sostengono che la vita è nulla, tutto finisce in niente, che tutto è una finzione. Ma io, personalmente, mi rifiuto di credere in ciò, non voglio pensare che se io sono qui, che se ho certi amici e certi incontri sia per il “fato”. La posizione invece religiosa, di chi crede in Cristo per me è la più ragionevole. Si può obiettare che Cristo non lo vediamo e non ci parla, ma io Lo vedo e Lo sento quando incontro i miei amici, quando vengo richiamata da loro. Manzoni fa comprendere benissimo quanto il cambiamento di un uomo avviene attraverso un incontro con qualcuno di più grande. Comunque esistono tante persone come l’Innominato che magari poi si danno all’ateismo. Questa posizione però mi pare brutta perché rende l’uomo solo, gli impedisce di aprire il proprio cuore a qualcuno e questa è un’esigenza fondamentale. E in genere comunque anche negli atei riaffiorano delle domande sulla loro vita che possono apparire terribili, come parvero all’Innominato, se non vi è una risposta” Sara “In questo brano, tratto dal capitolo XXIII, l’Innominato esprime tutto il suo dramma esistenziale, che rappresenta la domanda di ogni uomo. Ognuno prima o poi incorre in questo “quesito” perché a tutti Dio ha dato la possibilità di cambiamento. L’Innominato davanti a questo interrogativo così grande non può restare indifferente perché intuisce che la risposta che darà gli può cambiare la vita. L’Innominato, come ogni persona, vorrebbe vedere e sentire Dio per avere una prova della sua esistenza. Anch’io spesso mi chiedo se esiste veramente o è solo un’illusione di molti. Ho capito che Dio esiste veramente e che mi è vicino dopo un cammino in cui ho dovuto fidarmi di altri. Il Signore mi ha offerto, e mi offre tuttora, segni della Sua presenza. Ho incontrato degli amici che vivono questa presenza nella compagnia, i loro occhi sono contenti per una gioia vera, che non dura solo un giorno o che ti illude, ma per una gioia che si raggiunge anche nella sofferenza e che permane nel cuore. Vivendo con loro mi sono dovuta fidare e penso sia stato l’unico modo per incontrare Dio. Dopo aver incontrato ciò, non sono riuscita a restare indifferente alle cose che mi circondano: osservando con stupore la natura mi accorgo che è irragionevole pensare che tutto sia successo per puro caso. La presenza di Lucia è stata per l’Innominato ciò che per me è stato lo sguardo sulla realtà di questi amici. Questo non mi ha risolto i problemi, anzi penso che me li abbia aumentati perché continuo a mettermi in crisi. In questi momenti avverto la presenza di Cristo. Dopo ciò che ho vissuto, mi sembra di partecipare al dramma dell’Innominato, ai suoi momenti di crisi, ma anche di ricerca.. Maria “Mi rammarico pensando a chiunque non si ponga la domanda suddetta [Dio dov'è?], alla quale non è facile rispondere razionalmente; o a chiunque non se la voglia porre pensando di essere superiore a tutti e a tutto, pensando di vedere ogni cosa, di capire ogni cosa, non ammettendo che c’è e ci sarà sempre qualcosa più grande di noi sulla quale potremmo sempre contare: questo non può essere altro che l’amore del Signore, grande, infinito, che è messo a disposizione di tutti.” Roberto “Devo confessare che anch’io ho dovuto affrontare questo problema, anch’io ho messo in dubbio la mia fede. A pensarci ora (ed a scriverlo) me ne vergogno quasi. Per me è terribile. Forse, è una delle cose più insensate che un uomo possa fare. Ora, al ()
(more…)

Scarica La droga: il dramma che si ripropone ogni giorno gratis

Materia: Temi e saggi
Dimensione: 7.96 Kb

Scarica Gratis

La droga: il dramma che si ripropone ogni giorno sotto gli occhi di noi giovani e che costituisce il problema più grave della nostra società. La droga costituisce forse uno dei problemi più gravi e drammatici che la società contemporanea conosca e dopo essere stata per qualche tempo un fatto caratteristico soltanto di alcuni paesi, è oggi una piaga che ha esteso e conquistato tutto il mondo. La droga e l’uso che l’uomo fa abitualmente di sostanze vegetali o chimiche per alterare le proprie sensazioni, non sono un fatto nuovo, né caratteristico solo della nostra società contemporanea.Ne conosciamo l’uso presso popoli antichissimi, ma sappiamo anche che il ricorso a sostanze stupefacenti era limitato ad una cerchia ristrettissima di persone e interessava precise e ben delimitate aree geografiche.Oggi invece questoè giunto in ogni paese e si espande con una velocità impressionante, raggiungendo cifre incredibili, sia per quanto riguarda il numero dei tossicomani, sia per la loro età media.E’ finita, infatti, l’epoca in cui i soggetti che si dedicavano alla droga erano pochi appartenenti all’alta società o incurabili malati.Da qualche tempo invece il fenomeno si è sempre più esteso ed oggi,anche in Italia,si dice che la droga sia diffusa persino nella scuola elementare. Pensare ad un bambino di otto o dieci anni che fuma una sigaretta o che,ancor peggio, si fa una iniezione di sostanza stupefacente, mi fa venire i brividi,eppure è una drammatica realtà.Essa diventa ancor più drammatica, se pensiamo al futuro della nostra società. L’estendersi ormai senza alcun limite della droga, rende possibile l’immagine di una società di drogati , in cui pochi siano rimasti quelli sani: questa dovrebbe essere la società del XXI secolo! Ma se il bambino è il più esposto ed indifeso di fronte al pericolo della droga, non meno lo è l’adulto, che subisce dalla droga danni fisici e morali tali, di privarlo del tutto della sua identità di uomo, capace di ragionare con la propria testa. La droga è in fatti come la piovra che inizia a stringere dolcemente, in modo quasi piacevole, per finire poi però stritolando inesorabilmente e soffocando la propria vittima, incapace poi di liberarsi dai suoi tentacoli. A chi ha cominciato a drogarsi e lo fa in modo abituale, non bastano più in fatti piccole dosi di droghe leggere, ma egli deve far ricorso alle cosiddette “pesanti” dalle quali è poi ben difficile allontanarsi volontariamente. E’ davvero desolante vedere tanti ragazzi ridotti come essere disgraziati,dalla droga;chi una volta scherzava,rideva,giocava,si divertiva spensieratamente e cosi, tanto per provare, ha cominciato ad entrare nel giro, ora è incapace di muoversi, di agire, persino di pensare se non ha l’aiuto della droga a sostenerlo. Purtroppo, esiste molta disinformazione sugli effetti disastrosi della droga, mentre si sa tutto sui piccoli piaceri che una fumata o un “buco” possono dare. Per pochi istanti di falsa felicità, molti non esitano a firmare la propria condanna a morte. La vastità di questo drammatico aspetto della nostra società, è diventata talmente preoccupante nel nostro paese, che le organizzazioni sanitarie ed i gruppi di volontari che si occupano dei drogati e del loro reinserimento nella società, non hanno mezzi e persone sufficienti per affrontare i problemi che si pongono ogni giorno. E’ per questo che occorre diventare tutti più responsabili di fronte al dramma della droga, non soltanto a parole, ma con i fatti. Parlare infatti serve a poco: occorrono l’opera e la collaborazione di tutti, anche e soprattutto di noi giovani, per poter ancora sperare di riuscire a realizzare, nonostante tutto, una società futura sana ed equilibrata, dove lo spettro della droga sia soltanto un brutto sogno ormai dimenticato. ()
(more…)

Scarica Schelling: la filosofia dell’identit gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 5.37 Kb

Scarica Gratis

La filosofia dell’identità Il periodo dell’attività schellinghiana che va dal 1801 al 1805 é solitamente indicato come ‘filosofia dell’identità’ . In realtà, non si tratta di una fase completamente nuova nello sviluppo del suo pensiero, quanto piuttosto l’esplicitazione di un punto di vista implicitamente già insito nel suo pensiero precedente. Il tema fondamentale della filosofia di Schelling era sempre stato quello dell’unità tra natura e spirito. Fino al 1801 però a questa unità egli tentava di giungere partendo dai due termini opposti, che dovevano essere congiunti: così gli scritti tra il 1797 e il 1800 (relativi alla filosofia della natura) partivano dal mondo naturale per reperire in esso la struttura dello spirito, mentre il Sistema dell’idealismo trascendentale del 1800 partiva dal soggetto per giungere all’oggetto. Con la filosofia dell’identità, il cui ‘manifesto’ é l’ Esposizione del mio sistema filosofico del 1801, Schelling intende invece ‘ partire direttamente dall’unità assoluta per derivare da essa l’opposizione ‘. La filosofia della natura e l’idealismo trascendentale appaiono come due prospettive unilaterali, che vanno riconsiderate dal punto di vista della totalità e restituite alla loro giusta collocazione all’interno del sistema. Il fondamento dell’intera realtà é ora ricercato nell’ Assoluto , concepito come identità indifferenziata (o anche ‘uni-totalità’) di soggetto e oggetto, di spirito e natura, di conscio e inconscio. L’Assoluto non é nessuno di questi termini opposti, ma é la radice comune che precede la loro successiva separazione. La scissione degli opposti e la conseguente distinzione dell’uni-totalità in una pluralità di manifestazioni specifiche, non appartiene al piano della realtà e del sapere assoluti, ma solamente a quello dell’ apparenza. E’ questa concezione dell’ Assoluto come indifferenza (cioè assenza di differenziazione) che Hegel criticherà nella Prefazione alla Fenomenologia dello spirito del 1807 con la celebre immagine della ‘ notte in cui tutte le vacche sono nere ‘ : secondo l’ex-compagno di Tubinga il concetto schellinghiano di unità assoluta, eliminando ogni differenziazione sostanziale tra gli opposti, esclude la possibilità di interpretazione dialettica e impedisce di caratterizzare la specificità delle diverse realtà all’interno del sistema. Anche se la filosofia dell’identità non presenta soluzioni di continuità rispetto al precedente pensiero di Schelling, i problemi che essa pone sono diversi. La difficoltà fondamentale non é più quella di rinvenire lo spirito nella natura o, viceversa, l’oggetto nel soggetto. Essa consiste, piuttosto, nello spiegare come la ‘differenza’ possa nascere dall’ ‘indifferenza’. Se la realtà é essenzialmente uni-totalità, priva di differenziazioni interne, come si può arrivare alla distinzione di una molteplicità di esseri? Come si passa dall’Assoluto all’opposizione tra soggetto e oggetto, spirito e natura, conscio e inconscio? Non certo tramite un passaggio graduale, di tipo emanativo, dal momento che Schelling insiste sul fatto che tra l’Assoluto e il finito non c’é forma alcuna di omogeneità: se quello é l’essere, questo é non-essere, irrealtà, nulla. Per rispondere a questa domanda, nello scritto Filosofia e religione del 1804 Schelling introduce il concetto di ’salto’ o anche, in termini più religiosi, di ‘caduta’. Ma questa nozione segna lo spostamento del suo pensiero dall’ambito dell’idealismo speculativo a quello di una filosofia a sfondo religioso, in cui hanno sempre più peso suggestioni mistiche e irrazionalistiche attinte specialmente dalla lettura di Jacob Bohme, cui Schiller é indirizzato da Franz Baader. ()
(more…)

Scarica Platone: l’amore gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 8.04 Kb

Scarica Gratis

L’amore La principale differenza tra l’amore di oggi e quello dei tempi di Platone è che al giorno d’oggi abbiamo in mente un amore “bilanciato”,biunivoco,dove i due amanti si amano reciprocamente;ai tempi di Platone era univoco,uno amava e l’altro si faceva amare:nel mondo greco o l’uomo amava la donna o l’uomo amava l’uomo:l’omosessualità era diffusissima.Talvolta ci poteva essere un amore biunivoco,che Platone spiegava ricorrendo sempre alla teoria del flusso che intercorre tra gli occhi:secondo lui poteva venirsi a creare una situazione di “specchio”:in realtà l’amato vede negli occhi di chi lo ama se stesso perché vede riflessa la propria bellezza;è una concezione mitica che rievoca i celeberrimi versi di Dante:”amor,ch’a nullo amato amar perdona…”:è come se chi è amato si innamorasse del sentimento stesso. Platone ci parla dell’amore(in Greco “eros”,che designa l’amore passionale ed irrazionale,diverso da “agapè”,l’amore puro)nel “FEDRO”:in realtà gli argomenti trattati sono due: 1)l’eros 2)la retorica .Quella di Platone,oltre ad essere un’epoca di passaggio tra oralità e scrittura,è anche un’epoca in cui emerge un importante quesito:come si fanno ad educare i cittadini?Vi era chi rispondeva che l’unica via era la filosofia(tra questi Platone stesso),e chi,come Isocrate,sosteneva che per tale funzione ci fosse la retorica. Platone,dunque,vuole argomentare in difesa della filosofia:le vicende si svolgono nella campagna circostante Atene,in una calda giornata estiva.Protagonista è Socrate ,che si potrebbe dire sempre presente nei dialoghi di Platone sebbene man mano che l’autore matura tenda a sfumare;Socrate in campagna si imbatte in Fedro,un suo discepolo che ama i bei discorsi a tal punto da trascriverli tutti. I due si siedono al riparo dal sole sotto un platano e Fedro mostra a Socrate un’orazione di Lisia,uno dei più grandi oratori greci,che si è appena trascritto:è un’orazione riguardante l’amore a carattere “sofistico”,si cercano cioè di dimostrare cose paradossali ed assurde: Lisia (va senz’altro notato come Platone ben riproduca lo stile lisiano)cerca di dimostrare come sia meglio concedersi a chi non ama:Lisia parte dal presupposto che l’amore sia una “follia” e che concedersi a chi ama è una stoltezza:si avrebbe un amore troppo “appiccicaticcio” che se mai si rompesse farebbe soffrire terribilmente l’innamorato-amante;poi dopo che è passato l’ardore iniziale si torna in sè e ci si rimprovera di esseresi comportati così da “rimbambiti” e si finisce per soffrire di continuo.Con una persona non amata è chiaro che ci si comporterebbe in tutt’altro modo:più che altro si penserebbe ad essere felici noi rispetto all’amato non amato . Socrate a sua volta imposta due discorsi:nel primo conferma la tesi lisiana, mentre nel secondo sostiene che il suo “demone”(una specie di coscienza personale-angelo custode che si fa sentire solo quando Socrate sta commettendo un errore) lo sta ammonendo,facendogli capire che sta clamorosamente sbagliando.Anche per Socrate l’amore è una follia,però,a differenza di Lisia,per lui è positiva:vi sono infatti follie dannose e negative,ma anche positive e benigne.Poi Socrate formula un nuovo discorso per farsi perdonare per quel che ha detto dal dio dell’amore (”Eros”).E’ difficile comprendere quale sia il tema centrale(l’amore?La retorica?);fatto sta che sono due argomenti strettamente connessi tra loro in quanto l’amore(l’eros)è una metafora per indicare la filosofia:questa stretta parentela Platone la esamina meglio nel “SIMPOSIO”(dal Greco sun+pino=bere insieme),il suo capolavoro : Socrate si sta dirigendo verso la casa del tragediografo Agatone quando incontra un amico;allora invita anche l’amico e quando sono ormai arrivati , Socrate comincia a riflettere intensamente.Durante i simposi (all’epoca non c’era la TV e le serate si trascorrevano così)veniva nominato un simposiarca il cui compito era quello di dare un ordine alla discussione facendo passare la parola da un invitato al ()
(more…)