Archivio per la categoria 'Scienze'

Suddivisione dell’atmosfera

Materia: Biologia
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Suddivisione dell’atmosfera L’atmosfera di divide in strati detti “sfere” che vengono classificati secondo il regime termico. Partendo dal livello del mare si distinguono in: · Troposfera · Stratosfera · Ionosfera · Esosfera Troposfera Estensione in altezza: 0 mt dal livello del mare a circa 12 km. All’equatore raggiunge i 17 km, mentre ai poli solo 8 km. La maggior parte dell’aria e del vapore acqueo dell’atmosfera si trova in questo primo strato, pertanto rappresenta la zona più densa con i 3/4 dell’intera massa gassosa e del vapore acqueo. La troposfera è lo strato in cui la temperatura diminuisce di circa 6-8° C per ogni 1000 mt di altezza. In essa avviene la quasi totalità dei fenomeni meteorologici e, quindi, si manifestano gran parte delle perturbazioni meteorologiche. Stratosfera Estensione in altezza: da 50 a 80 km. Si estende tra la Tropopausa (zona cuscinetto tra la Troposfera e la Stratosfera) e la Ionosfera. Qui la temperatura risulta costante intorno ai -55° C, ma sale fino a 10° C verso i 45 km. Tale aumento della temperatura è attribuito allo strato di ozono che filtra le radiazioni ultraviolette provenienti da sole e determina un surriscaldamento di quella porzione di stratosfera. I raggi ultravioletti che provengono dal sole trasformano la molecola biatomica dell’ossigeno (O2) in ossigeno triatomico: l’ozono (O3), per questo tra i 14 e i 45 km di altezza incontriamo uno strato concentrato di ozono, chiamato ozonosfera. L’importanza di questa fascia è determinante per la vita su nostro pianeta, infatti essa ha la capacità di assorbire gran parte dei micidiali raggi ultravioletti che altrimenti giungerebbero direttamente sulla terra. Ionosfera Estensione in altezza: da 70 a 500 km. La ionosfera si suddivide in Mesosfera da 80 a 90 km e in Termosfera da 90 a 500 km. La temperatura nella Ionosfera passa da - 80° C fino a giungere, oltre i 500 km dalla terra, a 1500°-2000° C. Si chiama Ionosfera perché le molecole di gas sono in gran parte ionizzate, cioè caricate di elettricità dai raggi cosmici lì non ancora schermati. Esosfera Inizia ad esistere dove finisce la Ionosfera, e cioè a 500 km di altezza. Questa è la parte superiore dell’atmosfera in cui i gas si incontrano solo in tracce. Non è possibile identificarne un limite. Pertanto si può dire che l’Esosfera è l’ultimo strato che a poco a poco si fonde con lo spazio. ()
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Famiglie delle angiosperme

Materia: Biologia
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Propriet fisiche dell’atmosfera

Materia: Biologia
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Proprietà fisiche dell’atmosfera Le grandezze fisiche che caratterizzano l’atmosfera sono: · radiazione solare · temperatura · pressione · umidità Al livello del mare, a 15° C di temperatura a 760 mm di mercurio di pressione, l’atmosfera tipo 0 di riferimento ha peso molecolare 28,966 e densità 1,226 kg/m. Sottoposta alla temperatura di -194,4° C alla pressione di 1 atm., l’aria si liquefa assumendo un aspetto simile all’acqua, ma con colore azzurro, dovuto alla presenza di ossigeno liquido e con riflessi opalescenti causati dalla presenza di cristalli di ghiaccio. ()
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Scoperta della struttura del DNA

Materia: Biologia
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Scoperta della struttura del DNA Presso il laboratorio di biologia molecolare dell’università di Cambridge, il biologo statunitense James D. Watson e il biofisico britannico Francis H. C. Crick determinano la struttura del DNA, che descrivono con il modello della “doppia elica”. ()

Le Angiosperme

Materia: Biologia
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Schelling: la filosofia della natura

Materia: Filosofia
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La filosofia della natura Il primo periodo della speculazione di Schelling, compreso tra il 1794 e il 1796,è caratterizzato dalla ripresa e dallo sviluppo della filosofia di Fichte. Con quest’ultimo Schelling condivide pienamente l’impianto idealistico; il riferimento kantiano alla ‘cosa in sé viene sostituito con la ricerca di un principio assoluto da cui derivino sia la forma sia il contenuto della conoscenza. Sin da questa prima fase fichtiana, Schellin manifesta, tuttavia, due esigenze che condurranno a un’aperta critica del suo maestro. In primo luogo, emerge l’istanza di ricercare il fondamento primo della conoscenza non già, fichtianamente, nell’Io puro, bensì in un principio originario che ricomprenda in sé sia il momento soggettivo della conoscenza(cioè l’IO trascendentale)sia la sua componente oggettiva (il Non-io-fichtiano).In altri termini, il soggetto e l’oggetto, lo spirito e la natura, sono le due manifestazioni diverse ma equivalenti, dell’unico principio assoluto. In secondo luogo- e di conseguenza-la derivazione fichtiana del Non-io dall’Io appare insoddisfacente a Schelling, dato che essa risolve la natura, ovvero il mondo oggettivo, in un momento interno al soggetto, in un semplice limite che l’Io pone alla propria attività. Viceversa, Schelling intende affermare che, pur essendo strettamente connessa con lo sviluppo del soggetto, la natura ha una realtà propria, irriducibile a una mera proiezione ed autolimitazione dell’Io.Questi interessi inducono Schelling a dedicare alcuni anni della propria attività giovanile, dal 1797 al 1800,all’elaborazione di una filosofia della natura. Sullo sfondo delle riflessioni schellinghiani vi sono due referenti molto importanti; da un lato i recenti studi e le nuove scoperte scientifiche nell’ambito della fisica, della chimica e della biologia, le quali avevano per alcuni versi messo in questione l’impianto meccanicistico della scienza newtoniana; dall’altro,la nuova interpretazione filosofica della natura in termini di vita e di organismo, che era emersa dalle opere di Goethe, di Jacobi e, innanzi tutto, di Kant. Se nella Critica della ragion pura(1781)Kant aveva elaborato una fondazione trascendentale del meccanicismo newtoniano, nella Critica del Giudizio(1796)egli aveva invece ammesso che la categoria della causalità meccanica era assolutamente insufficiente a spiegare i più semplici fenomeni organici, come la crescita di un filo d’erba o il movimento di un verme. La vita organica poteva essere compresa soltanto facendo riferimento alla nozione di ‘fine’ che, non essendo una categoria dell’intelletto, bensì un concetto della ragione, consentiva di oltrepassare, sia pure su di un piano esclusivamente regolativi, un’interpretazione rigorosamente meccanicistica e deterministica della natura. E la critica del giudizio fu l’opera di Kant che esercitò maggiore influenza sulla cultura romantica, profondamente ostile al meccanicismo razionalistico. Da Kant Schelling mutua, radicalizzandole, due importanti convinzioni. La prima è che l’organismo è una realtà unitaria che possiede in se stessa e oggettivamente il proprio principio di organizzazione. La seconda è che l’organicità può essere estesa dal singolo essere vivente a tutta la natura considerata come una totalità. Quest’ultima affermazione,tuttavia,aveva in Kant un valore esclusivamente analogico,e gli consentiva soltanto di sostenere che la natura, nel suo insieme, può essere considerata come un ’sistema di fini’,cioè una totalità fornita di una finalità complessiva analoga a quella che caratterizza il singolo essere animato. Influenzato dalla tradizione neoplatonica, da Bruno e da Spinoza, Schelling giunge, invece, ad affermare che la natura costituisce un organismo universale nel quale opera un unico principio vitale, l’anima del mondo. In altri termini,sviluppando le riflessioni kantiane sul concetto di organismo,Schelling arriva ad ammettere la stessa nozione-rfiutata da Kant.-di materia vivente.La natura non è ma ()
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Principali fenomeni atmosferici

Materia: Biologia
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Principali fenomeni atmosferici I principali fenomeni atmosferici sono dovuti alla condensazione del vapor acqueo ed allo spostamento di masse d’aria. I fenomeni di condensazione generano le idrometeore, che sono: · nebbia e foschia · pioggia · neve · grandine · rovescio · rugiada e brina La misura delle precipitazioni si esprime in mm di acqua caduta sulla superficie di 1 m2 (mm/m2). In definitiva 1 mm/m2 corrisponde a 1l/m2. ()
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I molluschi

Materia: Biologia
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I molluschi Evoluzione La prova definitiva che i Molluschi derivano dagli Anellidi la troviamo nel fatto che anch’essi possiedono una Procofora, la larva ciliata identica a quella degli Anellidi. Essi si sono indubbiamente differenziati in molte direzioni perchè la biologia e la struttura dei Molluschi differenziano molto da un gruppo all’altro tanto da non poter dare una descrizione generale. Emerge tuttavia un punto estremamente chiaro: i Molluschi hanno acquisito molto presto un mantello, una grande plica enfatica che ricopre il dorso e i fianchi del corpo. La superficie del mantello ha prodotto una conchiglia resistente di materiale calcareo, sotto la quale il corpo dell’animale può rifugiarsi in caso di pericolo. Una volta acquisita questa protezione, i molluschi seguono proprie vie evolutive. Classificazione I molluschi sono un tipo (Mollusca) di Metazoi comprendente circa 120.000 specie viventi (è, dopo gli Artropodi, il tipo di invertebrati più grande) dalla morfologia molto diversificata. Privi di metameria, hanno simmetria bilaterale, talvolta non più evidente (Gasteropodi) e presentano alcune parti omologhe che permettono di identificare in essi un piano di organizzazione comune. Il corpo è tipicamente corto e diviso in capo, che può mancare (Bivalvi), e un tronco a sua volta diviso in un sacco dorsale dei visceri, che racchiude la massa viscerale, e un piede, organo di locomozione tipicamente muscoloso e primitivamente conformato a suola ventrale, che ha subito numerose trasformazioni. Inoltre una duplicatura epidermica si estende dal dorso ai lati del corpo a formare il mantello, detto anche pallio, e racchiude medialmente la cavità del mantello, anch’essa talvolta assente. Tipicamente il mantello secerne una conchiglia calcarea composta di uno o più elementi e di forme svariate a seconda delle diverse classi. La conchiglia può mancare primitivamente (Solenogastri) o, nelle classi in cui è tipicamente presente, subire riduzioni, fino alla completa scomparsa. Il tubo digerente si apre anteriormente con una bocca fornita di una caratteristica lingua dentellata adatta a raschiare le incrostazioni (radula, assente nei Bivalvi) e possiede una ghiandola digestiva (epatopancreas). L’apparato circolatorio è aperto (eccetto nei Cefalopodi) in una serie di lacune celomatiche e costituisce, pertanto, un emocele. Il vero celoma è piccolo e ridotto alla cavità pericardica. Uno o due atri cardiaci ricevono il sangue proveniente da uno o più paia di branchie di tipo ctenidiale ;queste sono tipicamente situate nella cavità del mantello, nella quale sono irrorate da una corrente d’acqua di percorso variabile. Talvolta esistono branchie secondarie. L’escrezione è compiuta da nefridi (da uno a sei paia) che comunicano con la cavità pericardica. Il sistema nervoso consta di un cervello anteriore, un anello circumesofageo e coppie di gangli pedali e viscerali, uniti tramite connettivi. Gli organi di senso comprendono tentacoli, occhi semplici o complessi, organi di senso olfattivi o gustativi (osfradi) e statocisti. I sessi possono essere separati o portati dallo stesso individuo (Gasteropodi) ;la fecondazione può essere esterna o interna. Lo sviluppo dell’uovo porta a una larva trocofora, che testimonia la parentela dei Molluschi con gli Anellidi ;questa larva è in genere seguita da uno stadio detto “veliger”. Talvolta lo sviluppo è diretto (Cefalopodi, Polmonati). I Molluschi vivono in acque marine, dolci e salmastre ;alcune specie sono adatte all’ambiente subaereo (Polmonati). Quasi tutti sono strettamente legati al substrato, sul quale strisciano lentamente, o nel quale scavano, o al quale si possono provvisoriamente o in permanenza fissare ;alcuni tuttavia conducono vita planctonica e i Cefalopodi sono in grado di nuotare velocemente. Vengono distinti nelle classi Monoplacofori, Placofori, Solenogastri (queste tre classi vengono spesso riunite sotto la denominazione di Anfineuri), Gasteropodi, Sc ()
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Funghi e organismi fungoidi

Materia: Biologia
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Inquinamento atmosferico

Materia: Biologia
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Inquinamento atmosferico Sorgenti delle emissioni gassose nell’atmosfera L’atmosfera non è immutabile e le variazioni sono dovute ai cosiddetti gas traccia. Le sorgenti delle emissioni gassose possono essere classificate in: · Sorgenti biologiche · Sorgenti geochimiche · Sorgenti atmosferiche · Sorgenti locali Sorgenti biologiche Gli organismi viventi esercitano un effetto sulla composizione dell’atmosfera in ragione dell’equilibrio fra fotosintesi e respirazione, che interessa grandi quantità di ossigeno e anidride carbonica. Il metano è originato dalla degradazione microbica di materiali organici e dall’attività microbica intestinale di molti animali superiori. L’azoto molecolare deriva dai processi di denitrificazione delle sostanze azotate ad opera di diversi tipi di batteri. Anche l’ossido diazoto (N2O) proviene da questa fonte. Lo zolfo biogenico proviene dall’attività batterica nel suolo e da quella algale degli oceani. Sorgenti geochimiche La più importante fonte di questo tipo è costituita dai vulcani che emettono grandi quantità di SO2, di HCl e di acidi alogenidrici, di metano e di idrogeno. Gli oceani emettono quantità importanti di CO, H2S, CH4 e N2O. Gli incendi emettono grandi quantità di CO2, CO e N2O. Sorgenti atmosferiche Le reazioni che avvengono nell’atmosfera sono provocate dall’ambiente fortemente ossidante e interessano l’azoto, lo zolfo e il metano. Sorgenti locali · Biossido di zolfo. Proviene dalla combustione del petrolio che contiene percentuali di zolfo vicine all’1; dalla produzione di ossido di ferro dalla pirite (FeS2); dalle esalazioni vulcaniche e dalla demolizione della sostanza organica. · Ossidi di azoto. Sono costituiti da NO2, NO, N2O. Derivano dai processi metabolici di nitrificazione e denitrificazione, nonché dagli incendi e dai processi di combustione. · Ossidi di carbonio. Provengono dalla combustione di benzine e di rifiuti, dagli incendi. · Polveri. Provengono dalle combustioni, dai processi di erosione di minerali, dalle eruzioni vulcaniche, dal sistema di trasporto e dalle industrie. · Ozono. Proviene dallo smog fotochimico che si origina nelle zone urbane per azione della luce solare sui vari ossidi emessi dai motori a scoppio e dai sistemi di riscaldamento. Il particellato atmosferico E’ costituito da un insieme di particelle in sospensione. Esso è responsabile della formazione delle patine scure che si formano sugli edifici cittadini, nonché delle foschie delle zone urbane e suburbane. Da alcuni anni è apparsa chiara la sua funzione inquinante come deposito acido secco. Il particellato è composto da particelle molto piccole; una classificazione di massima le definisce suddivisibili in due categorie. · Particelle con diametro compreso fra 0,0001 e 10 ?m: sono particelle che derivano principalmente da processi chimici (reazioni di combustione) e hanno natura acida. · Particelle con diametro superiore a 10 ?m: derivano essenzialmente dalla disgregazione di materiali e comprendono sostanze non acide. A questa categoria appartengono le particelle di natura biologica. ()
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La teoria evoluzionistica

Materia: Scienze
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Il naturalista inglese Charles Darwin (1809-1882) ritornato da un viaggio in America meridionale, elabora la teoria evoluzionistica, destinata a scuotere le fondamenta della biologia e della zoologia, mettendo in dubbio le teorie religiose sulla creazione del Mondo, degli animali e dell’uomo come specie immutabile. Dopo aver classificato sistematicamente, durante il suo viaggio innumerevoli animali, Darwin si è accorto che le differenze fra le specie vicine sembrano essere legate all’ambiente di vita, ma non è riuscito a capire il perchè. Soltanto dopo essere tornato in patria , in questo giorno legge il “Saggio sul principio della popolazione” dell’ economista inglese Malthus, che mette in relazione le riduzioni demografiche con la carenza alimentare ed ha il “primo lampo di genio” da cui discenderà la sua teoria evoluzionistica. Secondo lo scienziato inglese, l’evoluzione della specie è basata sulla selezione naturale che nel corso dei millenni ha fatto sopravvivere solo gli individui più forti con le caratteristiche adatte all’ambiente di vita. La teoria di Darwin avrà subito la più grande ostilità da parte della comunità scientifica e verrà accettata, almeno in parte, soltanto venti anni dopo. Importanza della selezione naturale Il fenomeno della selezione naturale è alla base dei processi di evoluzione e di adattamento delle specie e quindi, della biodiversità nei vari ambienti terrestri. Condizioni ambientali simili portano, anche in luoghi tra loro molto distanti, allo sviluppo di forme viventi simili (fenomeno della convergenza). Apparentemente quasi tutte le mutazioni non producono alcuna variazione rilevabile nell’organismo e per questo sono dette neutrali; la selezione naturale agisce probabilmente solo su una minoranza delle mutazioni, dette non neutrali, in grado di alterare in qualche aspetto le forme viventi. Gli ultimi anni Darwin trascorse gli ultimi anni della sua vita a cercare soluzioni alle questioni sollevate da l’origine delle specie. Nelle opere successive, tra cui The Variation of Animals and Plants Under Domestication (1868), The Descent of Man (1871) e The Expression of the Emotions in Man and Animals (1872), espose in maggiore dettaglio alcuni argomenti che nell’opera maggiore erano stati solo accennati. L’importanza dell’opera di Darwin fu riconosciuta dai suoi contemporanei mentre era ancora in vita, con l’elezione a membro della Royal Society (1839) e dell’accademia delle Scienze francese (1878). Alla sua morte fu sepolto nell’abbazia di Westminster. ()
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Schema fotosintesi, caratteri ereditari, glicosi.

Materia: Biologia
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FOTOSINTESI: 6CO2 + 6H2O luce C6H12O6 + 6O2 CO2 dagli stomi, H2O + Sali minerali dalle radici (linfa grezza) FASE LUMINOSA: Ha bisogno della luce, avviene sui grana, fotosistemi formati da proteine e pigmenti H+ energia accettore primario H+ perdono energia acc. prim. H+,NADP+ NADPH FASE OSCURA: 1. fissazione del carbonio CO2 + RuBP rubisco 2PGA Se manca CO2 il rubisco catalizza la fotorespirazione (RuBP + H2O). C4 e CAM, sistemi x ridurre fotorespirazione. 2. riduzione del carbonio Da carbonio a carboidrato PGA + NADPH PGAL 3. sintesi del glucosio Da fruttosio difosfato (modificazione del PGAL) a glucosio GLICOLISI Processo anaerobico, produce ATP attraverso la scissione del glucosio Dopo la scissione: 2Acido piruvico (3C), 2(4) ATP, 2 NADH Dopo la glicolisi: - respirazione cellulare -fermentazione (rigeneraz. NAD+) RESPIRAZIONE CELLULARE 1. formazione dell’ AcetilCOA (x2) acido piruvico, decarbossilazione (-1 CO2)  gruppo acetile (2C) + COA  acetilCOA, NADH 2. ciclo di Krebs (o dell’acido citrico, o degli acidi tricarbossilici) (x2) Avviene nella matrice del mitocondrio. Acetile (da acetilCOA) + acido ossalacetico  acido citrico (6C) Dopo tante tappe si rigenera l’acido ossalacetico Si creano: 3NADH, 1FADH, 1ATP 3. fosforilazione ossidativa (ipotesi chemiosmotica di Mitchell) Avviene sulla membrana interna, entra NADH (2+2+6), perde 2 elettroni  NAD+ H+ eccitati salgono di livello energetico e si muovono attraverso il citocromo, spostandosi perdono energia troppo lentamente per produrre ATP, x produrre ATP: passaggio contro gradiente  da dove ci sono meno ioni H+ a dove ce ne sono di più (si accumula energia); poi passaggio secondo gradiente attraverso una canale di membrana crea energia, ATPsintetasi catalizza la produzione di ATP, ora gli ioni H+ sono accettati da O2 e formano H2O. —————————————– C6H12O6 + 6O2 6CO2 + 6H2O + ATP (=luce) inverso di: 6CO2 + 6H2O luce C6H12O6 + 6O2 —————————————– TRASMISSIONE DEI CARATTERI EREDITARI Ereditarietà, rivisitazione delle leggi di Mendel; M. parlava di caratteri in base ad un’osservazione macroscopica. Gene  tratto di DNA che codifica per un preciso polipeptide Allele  gene con leggere variazioni Omozigote  linea pura Eteroziogote  ibrido - Seme liscio + seme rugoso 100% seme licio (2G) [legge dell’uniformità degli ibridi] - Seme liscio (2G) + seme liscio (2G) 75% seme liscio, 25% seme rugoso [legge della segregazione dei caratteri] - Monitorati 2 caratteri insieme (linee pure), in 2G: 9 genotipi diversi, 4 fenotipi diversi in rapporto 9:3:3:1 [legge della segregazione dei caratteri] (solo quando i geni viagg. su cromosomi diversi) - Testcross: rrG? + rrvv  se “GG”, tutti gialli; se “Gv” 50%gialli e 50% verdi I gruppi sanguigni A: antigeneA e anticorpo anti-B AB: antigeneA e B, nessun anticorpo B: antigeneB e anticorbo anti-A 0: nessun antigene, anticorpi anti-A e anti-B RH+: no anticorpi RH-: anticorpi anti-RH+ - Codominanza: 1 allele non domina nettamente sull’altro - Pleiotropia: uno stesso gene codifica per caratteri diversi (anemia falciforme) - Eredità plurigenica: più geni codificano per un solo carattere (colorazione della pelle) - Epistasi: due geni cooperano per azzittire o esprimere l’altro Malattie genetiche ereditarie:  autosomiche recessive: - fenilchetonuria (problemi di metabolismo, gravi danni al sistema nervoso centrale)  autosomiche non completamente dominanti (anche se recessivo si esprime un po’): - talassemia o anemia mediterranea  autosomiche dominanti: - acondroplasia (sviluppo anormale dello scheletro) - corea di Hungtinton (deterioramento progressivo delle cellule cerebrali)  legate al sesso: - emofilia (incapacità di coagulare il sangue) X recess. - Daltonismo (incapacità di distinguere alcuni colori) X recess. ()
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Le piante vascolari (tracheofite) e pteridofit

Materia: Biologia
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LE PIANTE VASCOLARI O TRACHEOFITE Piante terrestri dotate di tessuti conduttori e di sostegno con pareti lignificate. La generazione dominante come dimensioni e durata di vita è lo sporofito. Nel corpo vegetativo delle tracheofite attuali sono in genere riconoscibili tre organi diversi per forma, struttura e funzione: la radice, il fusto e la foglia, che nel loro insieme formano il cormo. Le superfici fotosintetizzanti a contatto dell’aria sono protette dalla cuticola, strato impermeabile formato da cutina. Gli scambi gassosi avvengono attraverso stomi con apertura regolata. Si ritiene che le tracheofite non derivino da piante simili alle briofite, ma da un comune antenato del tipo delle alghe verdi e che siano comparse circa 420 milioni di anni fa. Le tracheofite rappresentano la linea evolutiva delle piante terrestri che ha privilegiato lo sporofito rispetto al gametofito. Sono considerate generalmente un gruppo monofiletico. Seguendo il filo dell’evoluzione - 3: la comparsa dei tessuti vascolari e del cormo. I tessuti di conduzione. In ambiente acquatico, gli elementi necessari alla crescita degli organismi autotrofi - acqua, luce, CO2, sali minerali - si trovano tutti uniformemente diffusi nel mezzo liquido. Non c’è quindi necessità per gli organismi di evolvere porzioni differenziate per le due diverse funzioni di assorbimento dell’acqua e di svolgimento della fotosintesi. Anche nelle alghe a organizzazione più complessa non c’è una parte di organismo la cui funzione sia specificatamente l’assorbimento dell’acqua, come avviene per le radici delle piante vascolari: tutt’al più c’è una porzione basale con funzione di ancoraggio, ma l’assorbimento avviene attraverso tutta la superficie del tallo. In ambiente subaereo, invece, acqua e soluti, che si trovano all’interno del terreno, devono essere portati fino alle cellule delle foglie che effettuano la fotosintesi e che si trovano a contatto con l’aria, là dove sono presenti luce e CO2. Nelle briofite, organismi di piccole dimensioni legati a ambienti umidi, il problema è stato risolto in maniera non particolarmente complessa: il compito dell’assorbimento è svolto in parte dai rizoidi, in parte da tutta la superficie della pianta; il trasporto dell’acqua e dei fotosintati avviene in parte per capillarità, in parte in strutture di conduzione molto semplici (idroidi e leptoidi), prive di ispessimenti di lignina. Il cormo. Con l’elevarsi in altezza dello sporofito, sorge l’esigenza di strutture più specializzate. La comparsa della lignina, sostanza probabilmente assente nelle briofite, consente l’evoluzione dei tessuti conduttori. Questi sono organizzati in un cilindro centrale secondo diversi schemi di disposizione a costituire vari tipi di stele. Si ritiene che le prime forme di piante vascolari fossero costituite semplicemente da piccoli fusti erbacei a ramificazione dicotomica alti pochi centimetri, con un’epidermide protettiva, un parenchima corticale con strato esterno verde fotosintetizzante e un cilindro centrale di tessuto conduttore a struttura molto semplice, con xilema centrale circondato da floema (protostele). Lo xilema era formato da cellule allungate che svolgevano insieme funzione di sostegno e di conduzione. Alcuni telomi fertili avrebbero portato all’apice gli sporangi. Secondo la teoria telomica di Zimmermann, dalle ramificazioni terminali (telomi) di questi fusti delle primitive tracheofite sarebbero derivati tutti gli altri organi. La spinta evolutiva verso una maggiore altezza nello sporofito ha portato necessariamente con sé per motivi di stabilità anche l’aumento di diametro del fusto. In tal modo, però, presto il parenchima clorofilliano degli strati esterni della corteccia è diventato insufficiente per svolgere la fotosintesi necessaria al mantenimento di tutto l’organismo. Da qui l’esigenza di una struttura fotosintetica con maggior rapporto superficie/volume: la foglia. Nelle piante vascolari sono presenti due tipi di ()
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Propriet chimiche atmosfera

Materia: Biologia
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Proprietà chimiche dell’atmosfera Tra i vari costituenti l’ossigeno esplica le proprietà comburenti dell’atmosfera, che tuttavia sono meno vivaci di quelle dell’ossigeno puro. La presenza nell’aria ordinaria di vapore acqueo e di anidride carbonica (CO2) comporta altre proprietà: le sostanze avide d’acqua (anidridi, ossidi e sali anidri) si idratano e gli alcali si trasformano in carbonati. Molti metalli sotto l’azione triplice di questi costituenti si alterano: l’alluminio viene ossidato, il ferro si trasforma in carbonato basico idrato (ruggine), il rame, lo zinco ed il piombo si coprono di uno strato di carbonato basico. ()
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Procarioti

Materia: Biologia
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I REGNI VIVENTI Un tempo, agli albori della sistematica naturalistica, i viventi erano divisi nei due soli regni vegetale e animale. Per il grande naturalista Linneo (XVIII secolo), gli animali si distinguevano dalle piante perché, a differenza di queste, sono esseri viventi dotati di sensibilità. In seguito, con l’aumento delle conoscenze sulle caratteristiche e la biologia delle diverse forme di vita, questa distinzione si è rivelata del tutto insufficiente. In particolare è risultato che numerose forme ad organizzazione meno complessa, tra cui molti unicellulari, sfuggono a una simile suddivisione. La scoperta e l’accumulo di conoscenze sui batteri ha inoltre portato a riconoscere una prima fondamentale divisione tra i viventi in procarioti e eucarioti, di livello molto superiore a quella tra gruppi diversi di eucarioti come gli animali e le piante. Oggi procarioti ed eucarioti vengono per lo più considerati due super-regni (o dominii) distinti. Anzi, secondo molti sistematici, la grande varietà presente all’interno dei procarioti suggerirebbe di suddividere i viventi addirittura in tre dominii, due dei quali corrispondono agli attuali procarioti. Fig. 1 - I tre dominii dei viventi. Bacteria e Archaea comprendono i procarioti, Eukarya gli eucarioti. Col procedere delle conoscenze sistematiche, nuovi regni sono stati individuati e descritti sia all’interno dei procarioti che degli eucarioti. Seguendo un criterio strettamente filogenetico, secondo cui ogni categoria tassonomica dovrebbe riunire solo organismi che hanno avuto un’origine comune, si è arrivati a classificare i viventi in un numero elevatissimo di regni. Tuttavia, dal momento che i legami filogenetici tra i vari gruppi di organismi non sono stati ancora completamente chiariti e numero e nomi dei regni cambiano frequentemente a scapito della chiarezza, comunemente ci si riferisce a una suddivisione in cinque soli regni (uno di procarioti e quattro di eucarioti), anche se alcuni di questi sono sicuramente polifiletici e provvisori. In particolare il grande regno dei protisti, che riunisce gli eucarioti a organizzazione meno complessa, è poco più che un regno “di risulta”, cioè un insieme eterogeneo che riunisce tutte le forme che non rientrano negli altri regni. Per questo motivo, la maggior parte degli studiosi che si occupano di organismi ad organizzazione meno complessa (alghe, organismi fungoidi, ecc.) non riconosce il regno dei protisti, che viene suddiviso in regni più piccoli di organismi più simili fra di loro. I REGNI VIVENTI (secondo la teoria dei 5 Regni): Monera (Procarioti) - Archibatteri - Eubatteri Protoctista (Protisti) Plantae (Piante) Fungi (Funghi) Animalia (Animali) Fig. 2 - La suddivisione dei viventi secondo la teoria dei cinque regni. I CINQUE REGNI DEL MONDO VIVENTE MONERA PROTISTI FUNGHI PIANTE ANIMALI tipo di cellula procariota eucariota eucariota eucariota eucariota materiale genetico DNA non associato a proteine in cromosomi DNA associato a proteine in cromosomi DNA associato a proteine in cromosomi DNA associato a proteine in cromosomi DNA associato a proteine in cromosomi membrana nucleare assente doppia o singola doppia doppia doppia organuli cellulari assenti presenti presenti presenti presenti cloroplasti assenti presenti o assenti assenti presenti assenti parete cellulare non cellulosica assente o presente; cellulosica o di vario tipo in genere chitinosa cellulosica assente nutrizione autotrofa o eterotrofa per assorbimento autotrofa o eterotrofa per assorbimento o fagocitosi eterotrofa per assorbimento autotrofa eterotrofa per ingestione organizzazione cellulare unicellulari unicellulari, pluricellulari poco differenziati pluricellulari pluricellulari pluricellulari sistema nervoso assente assente assente assente presente, spesso complesso re ()
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Atmosfera

Materia: Biologia
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L’atmosfera L’atmosfera è il fluido di lavoro del motore termico della terra; infatti la maggior parte dell’energia radiante proveniente dal sole viene convertita in energia termica prima di essere reimmessa nello spazio. I venti sono i mezzi che ridistribuiscono questa energia. L’atmosfera non si può vedere, toccare e sentirne l’odore, eppure vi siamo completamente immersi. L’atmosfera fornisce i gas necessari alla vita sul pianeta; i quali gas grazie alla forza di gravità non si disperdono nello spazio. Oltre a ciò essa ci protegge dalle pericolose radiazioni ultraviolette provenienti dal sole. L’involucro che avvolge la terra è spesso circa 500 km e si suppone che il suo peso sia di circa 5000 miliardi di tonnellate. Pertanto sul nostro corpo preme costantemente una colonna d’aria del peso di una tonnellata stando a livello del mare. Salendo di quota questo peso tende a diminuire. ()
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L’origine dell’atmosfera

Materia: Biologia
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L’origine dell’atmosfera Qualche miliardo di anni fa l’atmosfera del nostro pianeta era molto diversa dall’attuale, sicuramente la miscela era formata da gas leggeri come l’elio (He), l’idrogeno (H2), l’ammoniaca (NH3), il metano (CH4) e l’azoto (N).L’altissima temperatura che si elevava dal suolo terrestre fece sì che molti dei componenti primordiali dell’atmosfera riuscissero a vincere la forza di gravità e a disperdersi nello spazio. Successivamente violente eruzioni vulcaniche e inevitabili impatti con meteoriti, parteciparono alla creazione di un’altra atmosfera. Il raffreddamento della terra poi evitò di conferire energia ai nuovi componenti dell’atmosfera e quindi a farli uscire fuori dall’attrazione terrestre.Processi chimici iniziarono a stabilizzare l’atmosfera confermando così la presenza decisa dell’azoto, del vapore acqueo e del biossido di carbonio. L’ossigeno iniziò più tardi ad apparire con un processo dovuto alla scomposizione del vapore acqueo causata dalle continue scariche elettriche. La comparsa dei primi elementi biologici sul pianeta avviò un’altra serie di reazioni fisico-chimiche; tra queste la fotosintesi clorofilliana, diventata poi un processo di normale routine grazie alla nascita delle piante.La conversione fotochimica dell’ossigeno infine creò lo strato di ozono. Nel frattempo la condensazione del vapore acqueo in pioggia diede origine agli oceani.Tre miliardi e forse più di anni fa la terra era avvolta da un’impenetrabile coltre di vapori e pulviscolo, molto più densa di quella che attualmente ricopre il pianeta Venere.Dopo qualche milione di anni parte di quella coltre è caduta a terra, si è trasformata in oceani, formando così l’attuale atmosfera e parte si è dispersa nel cosmo. ()
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I licheni

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I licheni Che cosa sono i licheni L’uso del termine “LICHEN” per descrivere questi curiosi organismi si deve allo studioso greco Teofrasto e risale a circa 2300 anni fa. Solo molto più tardi, nel 1867, Simon Schwendener dimostrò che ogni lichene è formato dalla stretta alleanza fra due organismi molto diversi fra loro, un FUNGO e un’ALGA VERDE e/o un CIANOBATTERIO. LA SIMBIOSI La loro unione è definita come simbiosi mutualistica; entrambi gli organismi, infatti, traggono dei vantaggi non indifferenti dalla presenza del “partner”. Il fungo può utilizzare parte dei composti organici prodotti dall’attività fotosintetica dell’alga; l’alga riceve dal fungo protezione, acqua e sali minerali. L’unione tra il micobionte (fungo) e il fotobionte (alga o cianobatterio) dà luogo alla formazione di un organismo vegetale completamente nuovo, il lichene. Che cosa sono i funghi ? Sono organismi privi di clorofilla. Il corpo del fungo, detto tallo è formato da un intreccio fittissimo di filamenti (IFE). I funghi si riproducono attraverso la formazione di spore. Esistono funghi saprofiti, che si nutrono decomponendo i residui organici, parassiti, che si nutrono aggredendo altri organismi e simbionti, che vivono in stretta relazione con altri organismi viventi senza danneggiarli. A questi ultimi appartengono i “funghi lichenizzati”. Che cosa sono le alghe ? Le alghe sono un gruppo variegato di vegetali fotosintetici, quindi autotrofi. Possono essere unicellulari o pluricellulari. Non tutte le alghe vivono nell’acqua: alcune prosperano anche all’interno delle nostre città, sui muri, sui tronchi, sulle rocce o sui vetri. Le alghe dei licheni sono soprattutto le “alghe verdi” (cloroficee). Le “alghe azzurre” (cianobatteri), invece, non possiedono cloroplasti. Forma, colore e specie LA FORMA E IL COLORE La varietà di forme e di colori dei licheni è davvero sorprendente. Talli rossi, aranciati, nerastri, gialli, bianchi, verdi, grigi, ora aderiscono alle rocce, ora alle cortecce, altre volte crescono a ciuffi pendenti dai rami degli alberi, altre ancora si ergono dal terreno. COME RICONOSCERE I LICHENI E’ piuttosto semplice riconoscere la presenza dei licheni nell’ambiente in cui viviamo. Questi vegetali sono in realtà più diffusi e presenti di quanto si creda, ma per scovarli occorre osservare con una certa attenzione la superficie dei vecchi muri, i tetti delle vecchie case, le rocce, le cortecce degli alberi, le distese di muschio nelle radure. E’ molto più facile trovarli dove la qualità dell’aria è migliore, quindi lontano dai centri urbani e dalle concentrazioni industriali. Nella foto riprodotta qui a fianco, si può ammirare la varietà dei licheni che abbelliscono la corteccia di un ciliegio (Toceno, Val Vigezzo, 900 m slm). LE SPECIE Non è affatto semplice, invece, riconoscere ed identificare la specie cui appartengono i talli che osserviamo. Ad oggi sono state identificate più di 13000 specie , di cui 2000 circa in Italia. Una prima sommaria distinzione può essere fatta in base alla loro forma. Esistono licheni: ? crostosi, sono strettamente aderenti al substrato. La superficie può essere continua o strutturata in aree poligonali, dette areole ? fogliosi, in cui il tallo è costituito da lamine fogliacee che crescono in dirazione parallela rispetto al substrato. Le rizine, piccoli fasci di ife, garantiscono l’ancoraggio al substrato; ? fruticosi, in cui il tallo si sviluppa in verticale rispetto al substrato e tende a ramificarsi in varie direzioni (lacinie). L’aspetto, nell’insieme, è cespuglioso. ? composti, in cui il tallo è in parte parallelo al substrato e in parte si sviluppa in modo perpendicolare rispetto al substrato. LICHENI CROSTOSI Sono patine strettamente aderenti al substrato. (Foto: Rizhocarpon geographicum) LICHENI FOGLIOSI Presentano lamine o lobi a sviluppo parallelo al substrato. (Foto ()
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Composizione dell’atmosfera

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Composizione dell’atmosfera L’atmosfera ha una composizione variabile che permette di differenziare lo strato in due parti, di cui la prima a composizione chimica costante. Alcuni elementi relativi alla composizione e alla costituzione rivestono grande importanza ai fini della valutazione biologica di questa ecosfera. La parte più vicina alla terra è composta da: · 78 873i azoto (N), sostanzialmente inerte; · 21 1243832i ossigeno (O), interessato in molti cicli geochimici, per cui la sua presenza non è costante; · 1 1239532i argon (Ar), immesso nell’aria dai vulcani ed è geochimicamente inerte; · 0,03 873i anidride carbonica (CO2), prodotta da processi naturali o da attività umane; · 0,01 1960751979i altri gas, tra i quali l’ozono che ha la proprietà di intercettare i raggi ultravioletti; · sono presenti anche vapore acqueo, impurezze e pulviscolo atmosferico. ()
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