Sulla presente pagina StudentMile.net proponiamo per Voi lavori sul tema Maturita per gli studenti e alunni. Tra i lavori troverete e recezioni, rapporti, lavori di corso e tesi preparati, brevi esposizioni su questo tema (sulla letteratura), le traduzioni dei lavori sul tema, dalla lingua latina e greca all’italiano. Per gli studenti sono accessibili le recezioni pronti sui libri del scrittori italiani ed esteri su tema Maturita.
Le recezioni contengono il breve contenuto del libro, le annotazioni e riassunti di testo completo. Le risposte sul test degli esami posso richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Se avete bisogno di un altro lavoro su tema, potete richiedere con l’aiuto dell’apposito modulo. Tutti i lavori si possono scaricare completamente gratuito.
Qualsiasi lavoro dal questo elenco posso discutere e aggiungere i propri materiali. Aggiungere i propri lezioni e altri materiali di riferimento o l’informazioni aggiuntivi su tema Maturita posso fare con l’aiuto del modulo dei contatti. I documenti di testo presentati in formato Word (.doc), PDF (.pdf). i lavori in laboratorio e risultati degli esperimenti in formato di Excel (.xls). Tutti i lavori archiviati con l’aiuto di WinZip.
Autori del sito non si assumono nessuna responsabilità del contenuto dei file e informazioni.
Il sito si apre meglio con l’aiuto di Mozilla Firefox.

Scarica Seconda Prova - ITIS - Elettronica gratis

Materia: Maturit?
Dimensione: 11.85 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Seconda Prova - IP - Proc. e Tecn. Industr. e Chi. gratis

Materia: Maturit?
Dimensione: 10.93 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Gli indifferenti gratis

Materia: Schede Libri
Dimensione: 4.86 Kb

Scarica Gratis

Gli Indifferenti di Alberto Moravia Nel primo capitolo Leo, seduto sul divano di casa Ardengo, sta aspettando Mariagrazia, l’amante, quando all’ improvviso irrompe sulla scena Carla, figlia di Mariagrazia, che comunica all’ uomo che la madre è quasi pronta. Approfittando dell’ assenza di Mariagrazia, Leo tenta un primo approccio con la ragazza. Dal concitato dialogo tra i due apprendiamo subito il dramma di Carla: detesta la sua vita e vorrebbe cambiarla. Leo le propone un cambiamento radicale invitandola ad andare da lui, ma Carla apparentemente lo respinge (attraverso il suo soliloquio interiore veniamo a conoscenza della reale volontà della ragazza). All’ improvviso un tintinnio della porta a vetri annuncia l’arrivo di Mariagrazia. Comincia una banale conversazione tra i tre in cui si progetta cosa fare della serata. Mariagrazia esclude la commedia di Pirandello “Sei personaggi in cerca di autore”, perchè la recita è popolare e quindi non adatta al loro ceto. Carla ascolta la madre, ma la superficialità della sua conversazione fatta solo di pettegolezzi su amici comuni non fa altro che accrescere la sua insofferenza, così decide di uscire dalla stanza; Leo, invece, partecipa distrattamente alla banale conversazione. Alla fine del capitolo Moravia introduce finalmente Michele, il fratello di Carla, che entrando nel salotto affronta l’argomento economico che è alla base della storia. Leo propone di affrontare la questione dopo cena. Il secondo capitolo si apre con la descrizione di una cena di famiglia, interrotta dalle continue punzecchiature di Mariagrazia rivolte all’ amante, ma con la finale riappacificazione dei due. Mariagrazia, quindi, poichè il giorno seguente è il compleanno di Carla, invita Leo a pranzo. Nel terzo capitolo i personaggi sono riuniti in salotto: Mariagrazia appare angosciata alla notizia dell’ imminente rovina economica; Michele comprende che ci si attende da lui una reazione indignata per il comportamento di Leo, che tenta di imbrogliare economicamente Mariagrazia, sua amante, ma egli non riesce a rompere la prigione della propria indifferenza. Nel bel mezzo della discussione arriva Lisa, amica di famiglia e vecchia amante di Leo Merumeci. Quest’ ultimo sentendosi offeso dall’ insulto di Michele, pretende delle scuse, e il ragazzo è costretto dalla madre a porgerle. Lisa invita a casa sua l’ indomani Michele. Nel frattempo Leo, rimasto solo con Carla, tenta di baciarla; la ragazza non cede, ma prospettando un taglio netto con la vecchia vita acconsente ad un incontro per il giorno successivo. L’ indomani mattina Michele si reca a casa di Lisa. La donna tenta di sedurre il ragazzo, riesce a strappargli un bacio, ma Michele, non accettando quell’ assurda situazione, nè provando alcun sentimento per Lisa, torna a casa. E’ il compleanno di Carla e Leo per “comprare” i favori della ragazza le regala una costosissima borsa e un magnifico mazzo di fiori. Durante il pranzo l’ amante, approfitta del clima della festa per far ubriacare la ragazza e per portarla, in questo modo, ad acconsentire alla realizzazione dei progetti che aveva su di lei. Infatti, quello stesso giorno, Carla accetta di appartarsi con Leo in una dèpendance nel parco, ma a causa del malessere della ragazza ubriaca, l’ approccio di Leo fallisce. Per consolarsi l’ uomo si reca da Lisa, ma la donna, infervorata dall’ illusione di essere amata da Michele, delude le aspettative di Leo. Il capitolo VII vede la famiglia Ardengo riunita attorno al pianoforte su cui Carla annuncia di suonare Bach. Mentre la ragazza suona, ogni personaggio si isola. Michele sogna una donna vera, pura, con la quale tutto sarebbe più facile, tutto potrebbe ritornare al proprio posto. Leo invece, vuole trovare una scusa per allontanarsi dalla casa e portare via Carla. Mariagrazia, vedendo Leo assorto nei suoi pensieri, interviene con una delle sue solite scenate di gelosia seguite da una nuova discussione di tutta la famiglia sulla loro precaria si ()
(more…)

Scarica Montale gratis

Materia: Letteratura Italiana
Dimensione: 8.29 Kb

Scarica Gratis

E. Montale - La devastazione del secondo conflitto mondiale e l’apparizione salvifica di Clizia - La bufera Pur mancando a Montale un positivo sentimento religioso permane nei suoi versi una tensione prepotente all’evento imprevisto, inatteso, salvifico che miracolosamente rinnovi o comunque sia rivelazione di un divino che osserva la vicenda umana e ne traccia indirettamente gli oscuri destini. Tale presenza salvifica si oggettiva nel personaggio femminile di Clizia. Picasso - Guernica Burn Jones, The Princess Sabra Led to the Dragon La Bufera Les princes n’ont point d’yeux pour voir grand’s merveilles, leurs mains ne servent plus qu’à nous persécuter…. Agrippa d’Aubigné, A Dieu La bufera che sgronda sulle foglie dure della magnolia i lunghi tuoni marzolini e la grandine, (i suoni di cristallo nel tuo nido notturno ti sorprendono, dell’oro che s’è spento sui mogani, sul taglio dei libri rilegati, brucia ancora una grana di zucchero nel guscio delle tue palpebre) il lampo che candisce alberi e muro e li sorprende in quella eternità d’istante - marmo manna e distruzione - ch’entro te scolpita porti per tua condanna e che ti lega più che l’amore a me, strana sorella, - e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere dei tamburelli sulla fossa fuia, lo scalpicciare del fandango, e sopra qualche gesto che annaspa… Come quando ti rivolgesti e con la mano, sgombra la fronte dalla nube dei capelli, mi salutasti - per entrar nel buio. La Bufera ( la guerra ) I principi non hanno occhi per vedere queste grandi meraviglie, le loro mani non servono che a perseguitarci Agrippa d’Aubigné ( 1552 - 1630 ) La bufera diventa metafora della guerra; le si attribuisce tutta la violenza della pioggia e della grandine che colpisce violentemente le foglie dure della magnolia. ( la grandine crea un suono di cristallo percosso - è l’eco della guerra che scoppia improvvisa - e sorprende Clizia nel suo nido sicuro in America, dove può non temere le persecuzioni razziali - un barlume luminoso si spegne sui mobili dell’interno, sulle coste dei libri rilegati….appare un rapido baleno che si ritrae ma pare anche persistere nei tuoi occhi, come grana di zucchero che brucia ) il lampo che proietta la sua luce bianca illumina alberi, muri e li sorprende in un chiarore che sembra contrassegnarli per l’eternità - freddo, dolce e vivificante, distruttivo - …diventa in te, Clizia, luce salvifica, anche condanna nel tempo del sacrificio, che ti lega a me più che l’amore, in uno strana fraterna rivelazione e condivisione nella negatività del vivere. e poi lo schianto violento, sordo, i sistri, il fremere dei tamburelli sulla fossa sterminatrice, il muoversi del passo di danza dai toni trionfali, mentre qualcuno cerca di scampare allo sterminio…… Proprio come quando tu, Clizia, cercasti di scampare alla persecuzione e con la mano, sgombrata la fronte dalla frangia dei capelli, mi salutasti, nell’addio, per entrare nello spazio buio della memoria. La poesia vive di una sua complessa trama di rimandi analogici, che ci permettono di cogliere la specificità con la quale il poeta rivive poeticamente l’evento bellico. “La bufera è quella guerra dopo quella dittatura…; ma è anche guerra cosmica, di sempre e di tutti “. Come al solito Montale risolve in significati esistenziali e metafisici anche gli eventi oggettivi, come, in questo caso, il secondo conflitto mondiale e la persecuzione antisemita. Per riproporre l’intensità del duplice scacco storico ed esistenziale ( il devastante scoppio del conflitto e l’allontanamento definitivo di Irma Brandeis, Clizia, la donna - angelo portatrice di salvezza ) il poeta sceglie, come al solito, alcuni correlativi oggettivi. Una serie di immagini ha il compit ()
(more…)

Scarica Fede e scienza gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 527.81 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Il leninismo gratis

Materia: Storia
Dimensione: 10.96 Kb

Scarica Gratis

Il leninismo Il leninismo ? l’interpretazione toerica-pratica del marxismo, in chiave rivoluzionaria, elaborta da Lenin in e per un paese industrialmente arretrato, come la Russia, dove i contadini rappresentavano la stragrande maggioranza della popolazione. Accennare all’introduzione del marxismo in Russia, non solo fornisce alla comprensione del leninismo il necessario quadro ambintale, ma coinvolge direttamente nel discorso l’evoluzione dello stesso Lenin, la cui iniziale formazione politica si intreccia con le vicende di quell’ala della intelligenzia rivoluzionaria russa venuta al marxismo dal populismo, si nutre degli stessi problemi, ? scandita delle identiche tappe, sebbene contratte in un lasso di tempo molto pi? breve. Il populismo russo ? caratterizzato da tre elementi: 1. una devozione mistica verso il popolo contadino; 2. il rifiuto della industralizzazione, per il prezzo appunto che essa riversa sulle classi rurali, almeno nella forma privatistico-concorrenziale del modello inglese, con la conseguente idea di giungere direttamente al socialismo dall’assetto comunitario tradizionale delle campagne, basato sulla comune rurale od obscina, saltando la tappa del capitalismo; 3. un alemento, infine, messianico-nazionalistico, che gli deriva o comunque l’accomuna alla destra slavofila, attraverso il quale la percezione della grande arretratezza del proprio paese, dolorosamente risentita dagli intellettuali russi, si tramuta in un compensatorio senso di superiorit?, del tutto irreale, ma non per questo meno prepotente ed efficace come stimolo all’azione. Quando, dopo decenni di preparazione teorica, agli inzi degli anni settanta del secolo scorso, il movimento populista si concretizz? nell’andata verso il popolo, da cui doveva prendere il nome, sopravvenne immediata la delusione e la crisi. I contadini riservarono, infatti, una pessima accoglienza agli entusiasti che andavano a loro con la speranza di promuoverne la maturit? civile e politica, per indurli alla sollevazione contro l’autocrazia. Il populismo non abbandon?, per questo, la sua fede nella potenzialit? rinnovatrice del contadino russo, ma si rese conto dell’importanza di istituzioni liberali, per realizzare un proficuo contatto tra intellettuali e popolo altrimenti succube della propria arretratezza culturale e di un’istintiva diffidenza verso il nuovo. Nacque cos? la narodnaja Volja, organizzazione terroristica che si proponeva di intimorire con gli attentati l’autocrazia, per indurla a concedere una costituzione di tipo occidentale. Questa organizzazione segret che raggruppva sotto una rigida disciplina una ?lite di estrazione borghese e persino nobiliare, costitu? il modello del successivo partito leninista. Quando nel 1887 l’attentato ad Alessandro III fall?, dopo che era materialmente riuscito quello ad Alessandro II nel 1881, senza per? che n? seguissero i risultati politici sperati tra i congiurati che caddero vittime della repressione vi fu Alessandro Uljanov: l’allora diciassettenne Vladimir Uljanov, detto poi Lenin, inizi? cos?, sulle orme del fratello maggiore, la sua carriera rivoluzionaria come populista, e sempre in seguito protest? la sua ammirazione per lo strumento organizzativo creato dal populismo, anche se la morte del fratello lo port? a ricvedere la strategia populista basata esclusivamente sui gruppi settari e la prassi degli attentati. Nel frattempo, gi? prima dell’attentato ad Alessandro II, un piccolo nucleo di populisti guidati da Plekhanov (1856-1918) aveva rifiutato, come sterile, la via del terrorismo, spontando le proprie speranze dalla classe contadina, che se ne era dimostrata per cos? dire immeritevole, a quella operaia, ancora agli albori in Russia, ma di cui il marxismo, importato dall’Occidente, garantiva la sicura, oggettiva, scentifica, vocazione rivoluzionaria. Il compito teorico del nucleo marxista fu anzitutto quello di dimostrare che un avvenire capitalista, e quindi la formazione d ()
(more…)

Scarica Uno, nessuno e centomila gratis

Materia: Schede Libri
Dimensione: 4.11 Kb

Scarica Gratis

UNO, NESSUNO E CENTOMILA Dalla critica di G. Croci Come Mattia Pascal, il morto vivo dell’omonimo romanzo, Vitangelo Moscarda, protagonista di “Uno, nessuno e centomila”, si trova impegnato in un disperato esperimento: quello di ricostruirsi un’esistenza svincolata dai condizionamenti imposti dalla natura e dalle convenzioni e di affermare la propria personalità autentica mediante un atto di libera scelta. L’occasione, per Mattia Pascal, è data da un equivoco che lo dà per morto e gli restituisce inaspettatamente TRAMA A un lungo monologo fuori di ogni convenzione esterna, è affidato il dramma di Vitangelo Moscarda, un uomo come tanti, che vive contento della propria condizione fino al giorno in cui la moglie, con ignara leggerezza, gli fa notare un’imperfezione del suo naso: Moscarda comprende di non essere quale egli stesso si è veduto sino allora, ma d’impersonare una realtà sfuggente e molteplice, in flessa dagli occhi altrui. Si sente annullato nella sua esteriorità, ed è questo il principio della follia. Abbandonato dalla moglie, costretto a vivere in un ospizio, si profila per lui una vera e propria morte civile, tanto più pietosa se si considera l’assurda banalità che ha provocato la crisi. Pirandello opera un’abile tecnica narrativa e analitica per analizzare il vulnerabile e problematico Moscarda facendone una delle figure più intense e umane. TITOLO ? la sintesi dell’argomento svolto. Il dramma di un uomo che crede di essere uno come uomo, nessuno perché non era per gli altri quello che finora aveva creduto di essere, centomila perché ognuno lo vedeva in modo diverso. GENERE: Romanzo. PERSONAGGI Il protagonista della storia è Vitangelo Moscarda, figlio di un usuraio e come tale usuraio anch’egli che vive tranquillamente fino all’età di 28 anni. L’inizio della sua pazzia risiede in un banalissimo caso. La moglie gli dice che il suo naso pende a destra. Comincia così la profonda crisi interire che lo conduce al manicomio. La moglie, notando gli strani atteggiamenti del marito che giunge a sbatterla sulla poltrona infuriato decide di ritornare nella casa del padre. Due suoi amici, che si erano sempre occupati degli affari della banca e che lo chiamavano solo quando c’era da firmare qualche carta sono sempre più convinti della sua pazzia. Tutti lo credono folle, anche coloro a cui il “nuovo” Vitangelo Moscarda aveva fatto qualche favore. LA PARTE PIU’INTERESSANTE La vicenda si svolge attraverso il lungo monologo che evidenzia tutti i pensieri e tutte le riflessioni del protagonista. La parte che mi ha fatto più riflettere e che mi ha interessato di più è quando Vitangelo rendendosi conto che per gli altri (a cominciare da sua moglie) era diverso da come era visto, cerca di scoprire se stesso. Passa intere giornate davanti allo specchio, per scrutarsi ma quello dello specchio non è lui: è un altro, un estraneo ed è proprio quell’estraneo che è amato da sua moglie e chiamato teneramente Gengè. CONCLUSIONE La vicenda si conclude quando Vitangelo Mocarda è chiuso in un ospizio. La goccia che fa traboccare il vaso è la vicenda con Anna Rosa, una ragazza di 25 anni, la migliore amica della moglie di Moscarda. Dopo l’abbandono della moglie, Anna fa chiamare Moscarda al convento delle suore con la scusa di dovergli parlare. Giunto al convento incontra Anna che percorre il corridoio, fa scivolare la borsa e subito parte un colpo di rivoltella che le ferisce il piede. ? uno strano incidente: che ci faceva una rivoltella nella sua borsa? Ella si giustifica dicendo che la porta sempre con sé come ricordo di suo padre, morto qualche anno prima. Anna ritorna a casa e ogni giorno Vitangelo la fa compagnia. Un giorno mentre Vitangelo solleva la malata dal letto perché vuole sedersi è ferito da un colpo di rivoltella, tenuta sotto il guanciale. Alla fine del processo Anna viene discolpata e Vitangelo rinchiuso in un ospizio. Questa conclu ()
(more…)

Scarica Liceo Classico - Seconda Prova - Greco gratis

Materia: Maturit?
Dimensione: 101.8 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Dante De Monarchia Libro I gratis

Materia: Schede Libri
Dimensione: 80.08 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Tesina sul futurismo gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 13.93 Kb

Scarica Gratis

Il Futurismo Introduzione Il futurismo nacque a Parigi nel 1909 con la pubblicazione, sul quotidiano “Le Figaro”, del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. Questo movimento coinvolge tutti i campi della vita e della cultura. Muore così l’arte come fenomeno elitario per seguire tutti i nuovi mezzi di produzione della società industriale contemporanea. Inizia così per i futuristi una nuova adesione alle moderne tecniche e nuovi mezzi espressivi come il cinema e la fotografia. Intendono quindi operare un rinnovamento totale dato da un entusiasmo per il futuro ma sopratutto per l’angoscia del tempo che scorre. Nasce così l’esaltazione per la macchina e quindi per la velocità definita nel Manifesto una nuova bellezza che arricchisce la magnificenza del mondo. I futuristi rifiutano nettamente il passato tanto da proporre la distruzione delle biblioteche, accademie e musei definiti tutti come cimiteri di sforzi vani. Nasce inoltre in loro una nuova concezione violenta (spesso praticata nelle feste futuriste) della vita e della storia, che esalta la guerra a scapito della pace, e disprezza le fasce deboli della società in particolar modo la donna. Questo disprezzo è da intendersi come una condanna non della donna in sé ma del romanticismo datole dalla letteratura dell’epoca. Letteratura Il creatore principale del Futurismo è stato Filippo Tommaso Marinetti. Questa avanguardia venne subito conosciuta a livello europeo grazie alla pubblicità e alle serate futuriste. Vengono definiti dai giornalisti portatori di una visione moderna della vita. Questo movimento coinvolge tutti i campi della vita e della cultura, muore così l’arte come fenomeno elitario per assumere tutte le forme della società industriale contemporanea. Per questo motivo i futuristi aderiscono alle nuove tecniche note in quel periodo come il cinema, la fotografia e vogliono provare tutte quelle sensazioni prodotte da tutti i nuovi mezzi espressivi estranei all’arte, come abbigliamento, arredamento e alimentazione. I futuristi vogliono operare un rinnovamento totale ed il loro entusiasmo che nasce per il futuro è dato in realtà dall’angoscia del tempo che scorre, la fretta di vivere che hanno portato ad una esaltazione della macchina, della velocità e del dinamismo. Vanno per questo contro il passato e assumono spesso un atteggiamento violento valorizzando la guerra a scapito della pace e andando contro le fasce deboli della società come la donna. Il movimento di Marinetti, ha come base in ideologia militarista e autoritaria la quale si può dedurre dal nome avanguardia cioè un avamposto di soldati. Dopo tre anni dalla nascita del Manifesto Futurista, Marinetti crea il Manifesto tecnico della letteratura futurista. L’artista va contro la vecchia “poetica” infatti inserisce immagini che si sostituiscono alle le parole le quali vengono “montate” sulla pagina così come nascono nella mente dello scrittore prendendo il nome di parole in libertà. Il brano quindi risulterà ricco di analogie e di immaginazione senza fili, che associano tra loro le sensazioni visive, uditive, tattili e olfattive. Viene inoltre distrutta la sintassi, abolita la punteggiatura, l’aggettivo e l’avverbio. L’uso del verbo all’infinito,inoltre, viene utilizzato per una maggiore sensazione della realtà. Il testo risulta privo dell’ “io” letterario portando ad una mancanza di soggettività dell’autore.Secondo Marinetti ogni sostantivo deve avere il suo doppio cioè il sostantivo, senza congiunzione, deve essere seguito dal sostantivo cui è legato per analogia. Verranno inoltre create le tavole parolibere, cioè testi nei quali sono accostati parole, cerchi, linee, disegni, colori e caratteri tipografici diversi. Marinetti vuole creare un poeta-giornalista il quale vuole farci entrare nell’atmosfera da lui vissuta in quel momento con sensazioni che variano dai suoni, odori, colori ecc.Un esempio lo abbiamo con il poema parolibero Zang tumb tumb il quale ci des ()
(more…)

Scarica La battaglia di Waterloo gratis

Materia: Schede Libri
Dimensione: 7.29 Kb

Scarica Gratis

La battaglia di Waterloo di V. Hugo “La Battaglia di Waterloo” è un estratto dal romanzo “i Miserabili” di Victor Hugo, preceduto da un’introduzione di Francesca Sanvitale. Approfondendo sull’enciclopedia la descrizione delle varie fasi della battaglia ci siamo accorti tutti che non coincideva esattamente con la ricostruzione fatta da Hugo; non si tratta, però, di divergenze inappianabili, ma piuttosto di episodi che Hugo ha enfatizzato ed esaltato in modo particolare, contrapposti ad altri che sono stati trascurati o appena accennati. La spiegazione di questo fatto è senz’altro molteplice: in primo luogo l’autore è un francese, e, soprattutto nella descrizione della rotta, cede all’amor patrio nell’esaltare l’eroismo di Cambronne e nel giudicare “il disonore di Blucher”; in secondo luogo l’autore è un romanziere del romanticismo, ed è maggiormente propenso alla narrazione epica che non alla minuziosa descrizione storica (del resto lo riconosce lui stesso: “non pretendiamo far qui la storia di Waterloo… siamo solo un viandante nella pianura, un cercatore…); in terzo luogo l’autore è un politico, e nella realtà in cui cerca di operare deve necessariamente fare i conti con la figura di Napoleone. Ma forse c’è dell’altro, qualcosa di ancora più importante dei motivi precedenti. F. Sanvitale ci ricorda che questa digressione di un’ottantina di pagine, anche se collocata alla fine del secondo libro, venne scritta al termine della composizione dei Miserabili, quindi anche al culmine dell’evoluzione del pensiero di Victor Hugo. Durante tutta la prima parte dei Miserabili vediamo l’autore scosso dall’ingiustizia e dal dolore che accomunano gli umili e gli innocenti: egli si chiede “perché?” Oscilla tra il terribile dubbio del credere ad un disegno cosmico di Dio o al dominio del caso, ma vediamo come nella battaglia di Waterloo questo dubbio si sia ormai risolto: l’agire dell’uomo è condizionato dalla casualità, e l’insieme di tante casualità negative costituisce il destino che condannò Napoleone a sant’Elena. Tutto il libro è pervaso di espliciti riferimenti al caso, a cominciare dalla presentazione (”se non avesse piovuto nella notte dal 17 al 18 giugno 1815, l’avvenire dell’Europa sarebbe stato diverso. Poche gocce di pioggia in più o in meno hanno messo in bilico Napoleone.”) per finire con l’emblematica analisi su cos’è stato Waterloo, con la consapevolezza che “queste cose si fecero…solo perché, nel pomeriggio di un giorno estivo, un pastore disse ad un prussiano ‘passate di qua, non di là!’” e con il rimpianto di aver perso “una luce scura, la cui scomparsa fece l’effetto di un’eclisse”. Ma ora esaminiamo la grandiosa descrizione della “sconfitta delle sconfitte”. L’autore si trova per caso sulla strada di Nivelles, quando giunge davanti a una vecchia porta. Essa era l’entrata di un castello del 1600. Subito la sua vista viene catturata da dei buchi semicircolari all’estremità sinistra. Una contadina gli riferisce che sono stati provocati da colpi di cannone francesi e gli annuncia che si trova ad Hougomont. Da questo punto in poi comincia la narrazione della battaglia di Waterloo avvenuta il 18 giugno del 1815. La prima parte è incentrata sullo scontro sanguinoso che si svolse all’interno della masseria tra le quattro compagnie delle guardie di Cooke (inglesi) e l’intero corpo di Reille (francesi). Colpisce molto la cura meticolosa dei particolari simile a una radiocronaca; in ogni settore del fabbricato l’autore descrive lo stato dei ruderi, indica le posizioni tenute dai due schieramenti. Molto toccante è la descrizione del pozzo nel quale furono accumulati centinai di corpi; la leggenda narra che la notte seguente si sentirono i gemiti di quelli che erano ancora vivi. Ci ha stupito molto come l’autore si sia soffermato sullo stato del frutteto limitrofo al castello: tutti i tronchi dei meli portavano le cicatrici di quel drammatico giorno. Come molti storici, anche Hugo si pose la domanda del perché Na ()
(more…)

Scarica Liceo Linguistico - Seconda Prova - Lingue gratis

Materia: Maturit?
Dimensione: 66.67 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica I vantaggi del cad nel disegno tecnico gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 2.63 Mb

Scarica Gratis

()

Scarica L’illuminismo gratis

Materia: Storia
Dimensione: 3.5 Kb

Scarica Gratis

L’illuminismo Se nel 1700 l’Inghilterra era stato il Paese con il dibattito più fecondo di tutto il continente europeo, una generazione più tardi questo ruolo passò alla Francia, ed in particolare a Parigi. Secondo Denis Diderot il programma di rivoluzione e di rinnovamento culturale che dovevano porsi gli intellettuali del Settecento era basato sull’abbattimento del DOGMATISMO, l’accettazione passiva della cultura del passato, la pigrizia intellettuale. Gli STRUMENTI per raggiungere questi obiettivi erano due: la RAGIONE e l’esperienza dei fatti. Questi nuovi e spregiudicati intellettuali, allora definiti filosofi ed oggi comunemente conosciuti come illuministi, si dettero il compito di riesaminare sotto nuova luce tutto il sapere umano. ? di questo periodo la nascita dell’Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, una monumentale opera a cura dello stesso Diderot e di Jean-Baptiste D’Alembert, che si occupava di tutte le discipline ed i campi del sapere. La sua pubblicazione, per i temi innovativi ed a volte polemici incontrarono subito la strenua opposizione del governo francese e della Chiesa romana. Gli illuministi erano grandi ammiratori del sistema liberale inglese; in particolare concordavano sulla completa libertà di religione e di stampa, sulla fine del potere culturale della Chiesa cattolica, sulla radicale limitazione dell’assolutismo regio. Nel 1734 Voltaire fece conoscere alla Francia il sistema parlamentare inglese, e nel 1748 Montesquieu dette man forte con le sue opere a Voltaire, facendo un esame comparativo delle diverse forme di governo e giungendo a concludere che il sistema delle leggi di ciascun paese ha uno «spirito» di cui deve essere consapevole chi tentasse di attuarvi progetti riformatori. Il DISPOTISMO appariva a Montesquieu una forma di governo tipica dei Paesi asiatici. Nella sua opera “Lo spirito delle leggi ” egli giudicava poco adatta alla Francia la forma del governo repubblicano; più confacente alla realtà francese appariva la necessità di affidare i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario a tre distinti organi: parlamento, il re ed il suo governo, la magistratura. Montesquieu finiva così per auspicare una MONARCHIA COSTITUZIONALE. Di diverso parere era invece Voltaire che invece vedeva in un monarca, anche assoluto, ma illuminato il miglior garante dei diritti e della libertà della borghesia contro lo strapotere della nobiltà. Ben più radicali erano le teorie del filosofo Jean-Jacques Rousseau, il quale riteneva che i mali della società fossero riconducibili alla proprietà privata, alla diseguaglianza economica, all’asservimento dei poveri ai ricchi. La sua soluzione era la nascita di uno stato in cui tutto il popolo fosse sovrano, un cosiddetto stato democratico, in cui il diritto alla proprietà privata sarebbe stato regolato nell’interesse generale della società. Gli illuministi non si occupavano solamente di organizzazione generale dello Stato. Nel 1764 il milanese Cesare Beccaria pubblicò un saggio dal titolo “DEI DELITTI E DELLE PENE ” in cui dibatteva sull’inutilità della tortura e della pena di morte. Beccaria, pur essendo l’illuminista italiano più famoso non fu di certo l’unico: a Milano ve n’era un gruppo che aveva fondato una rivista intitolata «Il Caffè». I libri illuministi vennero ben presto allo scontro con la Chiesa cattolica: molto spesso finirono nell’Indice dei libri proibiti. La maggior parte furono atei, ma molti si proclamavano DEISTI ossia seguaci di un Dio che solo con la ragione arrivavano a conoscere. ()
(more…)

Scarica Tesina su Una difficile ricostruzione gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 26.39 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Tesina su Dopo la morte gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 22.99 Kb

Scarica Gratis

Tesina “Dopo la Morte” “ Il viaggio che ognuno intraprende dalla nascita alla morte, è solo una parte di un processo molto più ampio. ” Argomenti Latino (Seneca), Italiano (Foscolo), Inglese (Gray), Storia (Il Nazismo), Filosofia( Hegel e Nietzsche), Geografia Astronomica (Le stelle e le teorie sulla fine dell’universo), Fisica (L’atomo) ed infine Ed. Fisica (I movimenti). Seneca “Non riceviamo una vita breve, ma tale la rendiamo:e non siamo poveri quanto alla vita, ma la sprechiamo con prodigalità” (De Brevitate Vitae ) Questa frase fu scritta da uno dei più grandi scrittori Latini , Lucio Anneo Seneca (4a. C. -65d. C. ). Seneca figlio di ricca famiglia, colto e ottimo parlatore, fu l’educatore di Nerone e in tal veste poté esercitare grande influenza sulla politica di Roma. Seneca si era prefisso un compito, quello di trasmettere a Nerone le sue virtù per farne un modello di stoica saggezza. Ma ben presto capì che Nerone si era incamminato sulla via dell’ assolutismo monarchico, quindi nel 62d. C. abbandona la vita politica. Seneca in quegli anni era deluso, poiché tutti gli obiettivi per i quali si era battuto erano stati sconfitti dalla realtà dei fatti e si sentiva vicino alla morte. Il problema del tempo e quello della morte erano stati sempre presenti alla sua sensibilità. Aveva scritto che gli uomini perdono il loro tempo in cose vane e si accorgono di quanto il tempo sia prezioso solo quando si vedono la morte sul capo: “il saggio impegnerà bene il suo tempo se rifuggirà dal mescolarsi alla folla e coltiverà quegli studi che elevano l’animo alla contemplazione delle cose divine e alla pratica delle virtù “. Egli scrive anche che il prepararsi alla morte non implica la rinuncia al vivere e che è da stolti temere la morte, poiché è la fine di ogni sofferenza per l’uomo. Anzi, dice , quando il saggio non potrà più per l’ostilità dei tempi praticare la virtù, egli deve capire che è venuto il momento di riacquistare la sua libertà con l’estremo atto del suicidio, che è pienamente in suo potere. Ugo Foscolo e Thomas Gray Lo scrittore italiano Ugo Foscolo (1778-1827) ha una visione della morte simile a quella di Seneca. Il Foscolo nel romanzo epistolare le “Ultime lettere a Iacopo Ortis “, storia di un giovane patriota che visto svanire tutti i propri sogni, spinto dalla disperazione amorosa e politica, vede nella morte l’ unica via d’ uscita da questa situazione negativa, al tempo stesso insostenibile e immodificabile. (La morte)intesa in temimi materialistici e nichilistici, come distruzione totale e “ nulla eterno”. Anche nel sonetto “Alla sera” è centrale il concetto del “ nulla eterno “, la sera in quanto immagine della morte, è cara al poeta: la morte ha un’efficacia liberatoria, perché rappresenta l’annullamento totale, in cui si cancellano conflitti e sofferenze. Nel sonetto “In morte del fratello Giovanni “, la visione della morte del Foscolo muta , è centrale nel sonetto il motivo della tomba, che si identifica con l’immagine del nucleo familiare e soprattutto della madre: sulla tomba il poeta spera di poter ricongiungere il legame affettivo col fratello e con la madre che parla, con la cenere del figlio morto, del figlio lontano. Quindi vede la morte come l’ unico mezzo per riaffermare, quel ricongiungimento col nucleo familiare che sembrava impossibile e definitivamente negato. In questo sonetto la morte non è più “ nulla eterno “, ma, essendo “ lacrimata “ consente un legame con la vita. Nei Sepolcri, poemetto scritto sotto forma di epistola poetica indirizzata all ‘amico Pindemonte , originato dall’ editto napoleonico di Saint-Cloud. Pindemonte da un punto di vista cristiano, sosteneva il valore della sepoltura individuale, mentre Foscolo da un punto di vista materialistico aveva negato l’importanza delle tombe, poiché la morte produce la fatale dissoluzione dell’ essere. Foscolo poi , riprese quella discussione, ribadendo , iniz ()
(more…)

Scarica Prima Guerra Mondiale gratis

Materia: Tesine
Dimensione: 19.32 Kb

Scarica Gratis

()

Scarica Il fattore umano gratis

Materia: Schede Libri
Dimensione: 5.18 Kb

Scarica Gratis

Il fattore umano di Graham Greene Rapporto tra fabula e intreccio: La struttura di questo testo segue chiaramnte l’ intreccio infatti le vicende non si susseguono in ordine logico-cronologico. In questo romanzo sono presenti numerosi flash-back che però non vengono messi molto in evidenza infatti, come in molti libri di questo genere, si ricorre spesso all’uso dei flash-back per rendere più chiaro e avvinciente il racconto. Caratteristiche della fiaba e le funzioni dei personaggi (funzioni di Propp): In questo romanzo non vi sono le caratteristiche tipiche della fiaba come il lieto fine ma vi sono alcuni personaggi che rappresentano le funzioni di Propp. Il protagonista è chiaramente Castle che ha Boris, Ivan e in parte sua moglie come aiutanti; l’ antagonista non è impersonificato da una singola persona ma bensì dall’ intera organizzazione di servizi segreti per la quale lavora eccetto Davis e Cynthia che sono suoi amici. In alcune situazioni anche altri membri dell’organizzazione, come Daintry, diventano aiutanti di Maurice, forse poiché siccome si conoscono da anni si sono in parte affezionati. Personaggio principale: Il personaggio principale è chiaramente Maurice Castle. Egli lavora in una organizzazione di servizi segreti dell’ Inghilterra nella sezione che si occupa dell’ Africa poiché prima di vivere lì lavorava nella sezione del Sudafrica della sua organizzazione; proprio in Africa ha conosciuto la moglie Sarah con cui vive anche tutt’ora. Egli è molto affezionato alla moglie e a suo figlio Sam nonostante non sia realmente suo figlio. In Africa aveva conosciuto alcuni comunisti come Carson che lo hanno aiutato a portare su moglie Sarah e suo figlio Sam in Inghilterra; probabilmente è anche per questo che fa il loro informatore e poi andrà a stare a Mosca. Castle è un uomo che conduce una vita “normale”, senza vizi, eccetto quella del whisky, ed ha la sua giornata tipo che trascorre ormai da anni invariata “Castle riusciva di solito a prendere il treno delle 18,35 in partenza da Euston, e arrivava così a Berkhamsted alle 19,12 precise. Alla stazione trovava la bicicletta - conosceva il bigliettario da molti anni e la lasciava sempre in consegnia a lui.” Proprio per la sua tranquillità non è assolutamente sospettato dalla sua organizzazione per la fuga di notizie e purtroppo ne paga le conseguenza il suo amico Davis. Maurice ha una certa età e si rende conto di non essere più adatto al tipo di lavoro che svolge, infatti durante il romanzo cambia decisamente il tipo di vita. Il punto di vista e il tipo di narrazione: Graham Greene, in questo romanzo, è un chiaro esempio di narratore onnisciente: infatti sa tutto di tutti i personaggi; questo aiuta oltretutto a capire meglio le vicende come avviene, ad esempio, nell’ omicidio di Davis. Talvolta però il punto di vista si sposta su altri personaggi , ma non si sofferma mai molto a lungo. Immaginando un film che segue questa trama, la telecamera seguirebbe per la maggior parte del film Castle spostandosi solo saltuariamente sugli altri personaggi. Analisi dello spazio e del tempo: Per quanto riguarda il tempo possiamo dire che il tempo della storia è circa la prima metà di questo secolo mentre il tempo del racconto è di circa due mesi. Questo romanzo è ambientato nella maggior parte in Inghilterra e nel finale in Russia; occorre però specificare che in numerosi flash-back e in alcune riflessioni viene presa in considerazione l’ Africa. La descrizione che ho deciso di analizzare è a pagina 261, quando Maurice scende in cantina e osserva dal tombino le gambe di un uomo. La cantinaera una volta una carbonaia e questo aggiunge già una certa sensazione di mistero; dal tombino vede le gambe di un uomo e presta molta attenzione a questo particolare. Sono pochi gli elementi descritti sia perché non si vedeva molto e sia perché l’autre vuole lasciare pazio all’ interpretazione sia del protagoni ()
(more…)

Scarica Anna Karenina gratis

Materia: Schede Libri
Dimensione: 7.68 Kb

Scarica Gratis

ANNA KARENINA BIOGRAFIA DELL’AUTORE Scrittore russo (Jasnaja Poljana, Tula, 1828-Astapovo, Rjazan, 1910). Se Puskin è, a ragione, considerato il più grande poeta russo, indubbiamente T. resta il massimo narratore del suo Paese e uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi l’originalità, la potenza dell’espressione, la finezza dell’indagine psicologica, la pienezza della sua Weltanschauug. Soldato, egli combatté, di ritorno dal Caucaso, nell’armata danubiana contro i Turchi e partecipò alla difesa della città. L’artista deve tenere conto soprattutto del primo». Con superbo realismo egli rappresenta l’inconciliabile divisione tra mondo dei proprietari e dei contadini e ne capisce e riferisce la ragione. Basti rifarsi a quanto annota nel 1856 di fronte al rifiuto dei suoi contadini di accettare l’affrancamento al servaggio da lui offerto. T. ha già rivelato il segno più alto della sua arte, la capacità di intendere il processo psicologico degli altri, ansiosamente alla ricerca di penetrare il mistero dell’esistenza, di trovare le chiavi per riaprire al mondo le porte dell’innocenza, della semplicità naturale della vita. Nella libertà T. vede l’unica possibilità di salvezza dell’uomo. Ne conseguirà la scomunica da parte della Chiesa russa (1901) e la persecuzione dello zar, ma T. aveva visto perfettamente la prevaricazione del secondo e la miseria della prima, volta a conservare il proprio privilegio, e cercò di riportare la semplicità nella religione ritraducendo i Vangeli (1880), proponendo il messaggio di Cristo di là dal miracolismo e consegnando Cristo alla semplicità della morte, tema costante nel ciclo naturale della vita. L’unica norma della libertà deve risiedere nella personalità dell’educatore. Considerato uno dei più grandi moralisti dell’Ottocento, T. affrontò i temi del rinnovamento della morale dell’umanità esortando al ritorno alla fede dei primi cristiani, per combattere il male non con la violenza, ma col miglioramento di se stessi. L’opera fu un quadro della società russa dal 1805 al 1812. Il tema centrale del romanzo nacque dalla sintesi tra l’epopea nazionale russa, coagulata intorno alla battaglia di Borodino, e la sua interpretazione. Qui è il fulcro della concezione filosofica della storia in Tolstoj. Contrario al culto della personalità, all’eroe sostituisce il popolo come forza determinante della storia. Dopo Anna Karenina si dedicò alle opere filosofiche, alle considerazioni pedagogiche e religiose, poi pubblicò La morte di Ivan Ilic (1886) in cui esprime la tensione che domina la sua vita di scrittore: il motivo della morte. Al teatro diede ancora la commedia I frutti dell’istruzione (1886-89) e il Cadavere vivente (1900), mentre col romanzo Resurrezione espresse la sua più passionale protesta contro la Russia zarista e le sue decadenti istituzioni, dalla famiglia all’amministrazione della giustizia. Polemista indomabile, dopo aver pubblicato Hadji Murat (1904), storia di un orgoglioso capo caucasiano, perseguitato da Stamil e da Nicola I, nel 1908 insorse ancora una volta contro il governo con un articolo aspro, durissimo, Non posso tacere, denuncia delle condanne a morte inflitte dallo zar ad alcuni rivoltosi del 1905. In disaccordo con la moglie, che non poteva capire le laceranti contraddizioni del suo spirito, volto ormai all’imminenza della morte, a cercare la fine semplice, maestosa, onesta dell’albero, che ha accettato la sua sorte in serena contemplazione della vita, T. lasciò Jasnaja Poljana, alla ricerca di un’umanità semplice in cui rifugiarsi. TITOLO DELL’OPERA: Anna Karenina, romanzo pubblicato tra il 1875 e il 1877 è l’analisi limpida Del dramma interiore di una donna fiera e nobile travolta da un amore colpevole che la pone in urto con l’ipocrisia delle istituzioni, con l’incomprensione della società nobile che prima la circondava e che poi la spinge al suicidio. GENERE: prevale il romanzo storico. PERSONAGGI: ANNA: giovane signora Del gran mo ()
(more…)

Scarica Epicuro: vita gratis

Materia: Filosofia
Dimensione: 6.39 Kb

Scarica Gratis

La vita - Epicuro Nel 306 a.C. si vide sorgere in Atene , oltre all’ Accademia e al Liceo , un’altra scuola filosofica , il Giardino ( in Greco Khpos ) . Fondatore di essa fu Epicuro , nato a Samo da genitori ateniesi nel 341 a.C. Da giovane , nella vicina Teo , entrò a far parte della cerchia di Nausifane , che si richiamava all’insegnamento di Democrito e che in seguito Epicuro avrebbe criticato . A 18 anni si dovette recare ad Atene per compiere i due anni di servizio militare richiesti agli efebi . Successivamente fondò una piccola comunità filosofica a Militene , nell’isola di Lesbo , e poi a Lampsaco . Nel 307 - 306 , tornato ad Atene , acquistò una casa con un giardino e vi fissò la sua scuola , una comunità filosofica di amici , di cui facevano parte anche donne e schiavi , che conducevano una frugale esistenza in comune , lontani dalla vita pubblica . La principale attività era la lettura e lo studio degli scritti di Epicuro , il quale continuava a intrattenere rapporti epistolari con discepoli lontani . Alla sua morte , avvenuta nel 271 a.C. , la casa e il giardino passarono ad Ermarco , che divenne il caposcuola , secondo le stesse disposizioni testamentarie del maestro . La fedeltà e la venerazione per il capostipite fu un contrassegno tipico e costante della scuola epicurea e la figura di Epicuro finì per sfumare nella leggenda e nel mito , per essere addirittura caricata di valori divini : per i discepoli degli anni a venire Epicuro non fu più solo il maestro , ma una sorta di divinità . ” Ille deus fuit ” oppure ” genus humanum ingenio superavit , et omnis restinxit , stellas exortus ut aetherius sol ” ( grazie al suo ingegno superò il genere umano e tutti privò di luce , come al suo sorgere il sole nell’ etere spegne le stelle ) dice il latino Lucrezio ; i discepoli , inoltre , conservavano sovente ritratti di Epicuro e il ventesimo giorno di ogni mese la scuola celebrava la sua memoria e quella di uno dei discepoli a lui più vicini , Metrodoro ( divenuto famoso per la sua tipica asserzione : ” ricordati che sei nato mortale di natura e hai avuto un tempo limitato : ma con i tuoi ragionamenti sulla natura sei assurto all’ infinità e all’ eternità , e hai contemplato le cose che sono , che furono e che saranno ” ) . Epicuro compose numerosi scritti . Di molti di essi abbiamo soltanto titoli o scarsi frammenti : Sul canone , Sui generi di vita , Sul fine , Su ciò che si deve scegliere o fuggire . L’opera più importante sono i 37 libri Sulla natura , scritti in un lungo arco di tempo ; su di essa Epicuro tornò incessantemente , riprendendo problemi e approfondendo temi già ritrattati in precedenza . In quest’opera era sviluppato il suo insegnamento in tutti i suoi aspetti , non soltanto in relazione alle questioni della filosofia della natura , ma anche di gnoseologia e di etica . Di essa non rimangono che frammenti papiracei , rinvenuti nella villa di un ricco romano epicureo , situata ad Ercolano e colpita dall’eruzione del Vesuvio nel primo secolo d.C. In essa soggiornò nel primo secolo a.C l’epicureo Filodemo di Gadara , che vi costruì una ricca biblioteca , in gran parte di testi epicurei . Integralmente conservate nel decimo libro delle Vite dei filosofi di Diogene Laerzio sono invece le Lettere di Epicuro , indirizzate a tre diversi destinatari : a Erodoto ( sui principi della dottrina atomistica ) , a Pitocle ( sulla meteorologia ) , e a Meneceo ( sull’etica ) . Le lettere espongono in forma compendiata i capisaldi della sua dottrina . Epicuro attribuisce grande importanza all’esercizio della memoria : le lettere hanno appunto lo scopo di consentire ai principianti di fissarsi in mente gli elementi fondamentali della sua filosofia e ai più progrediti di richiamarli e usarli nelle varie circostanze della vita . Aspetto tipico del ()
(more…)