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Materia: Storia
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Storia: La propaganda alleata in Italia e la nascita del mito americano “STAMPA, RADIO E PROPAGANDA. GLI ALLEATI IN ITALIA 1943-1946” L’organizzazione della propaganda alleata Durante il periodo che va dal 1943 al 1945,in Italia, troviamo uno dei primi esempi moderni di propaganda di guerra effettuata attraverso la stampa da un esercito di occupazione-liberazione. Nella prima guerra mondiale, quando si posero le basi della propaganda scientifica in vigore ancora ai giorni nostri, questa ebbe un contenuto meno ideologico che nella Seconda Guerra Mondiale e inoltre non si verificarono casi di occupazione prolungata eccetto in situazioni particolari. In quel momento la propaganda si esercitò soprattutto all’interno di ogni paese o verso i paesi neutrali (il caso britannico rispetto agli Stati Uniti è emblematico), sebbene, naturalmente, si stimolasse anche il nazionalismo, soprattutto, nel caso dell’impero Austro-Ungarico. Contemporaneamente nacque una forte propaganda operaia e pacifista osteggiata dalle due parti avverse. Il tipo di propaganda utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale è senza precedenti. L’uso della radio per raggiungere l’udienza di paesi nemici è del tutto nuovo ed altrettanto nuova è la completa ristrutturazione dei sistemi informativi nei paesi sconfitti dell’Asse, in Giappone o nei paesi che ebbero dei regimi collaborazionisti sotto l’occupazione tedesca. Nel caso italiano, un paese “occupato” e “liberato” , il fenomeno è un po’ più complesso : gli alleati favorirono una “rivoluzione dall’alto” a carattere democratico ma, a differenza della Germania e del Giappone, esistevano anche forze politiche autoctone che svolsero un ruolo importantissimo. Nel campo dei mezzi di comunicazione questa dualità diventa evidente. Gli alleati mantennero un regime di occupazione in Italia fino al dicembre del 1945 e mantennero per quasi due anni il controllo della radio, della diffusione di notizie di agenzia, la censura e un regime di licenze per le pubblicazioni. Dal momento dello sbarco in Sicilia il 10 luglio 1943 fino al termine dell’amministrazione alleata negli ultimi territori italiani il 31 dicembre 1945, tutti i mezzi di comunicazione italiani (non in territorio d’occupazione tedesca) - stampa , radio e cinema - furono sottoposti a varie forme di controllo alleato da un gruppo di uomini che costituirono la Psychological Warfare Branch (PWB), dell’ Al lied Force Headquarters (AFHQ). Inizialmente il controllo si esercitò in forma diretta nei territori occupati e amministrati dagli alleati attraverso l’ Allied military Government of Occupied Territories (AMGOT, dopo soltanto AMG) e in seguito, nei territori che passavano all’amministrazione del Governo Italiano riconosciuto dagli alleati,attraverso l’ Allied control Commission (ACC). Sebbene in numerose province l’amministrazione italiana funzionasse già con una legislatura autonoma in materia di stampa e informazione attraverso il Sottosegretario di stampa e propaganda, diretto successore del Ministero della cultura popolare fascista, gli alleati pubblicavano numerosi quotidiani sotto il controllo diretto del PWB,e mantenevano - sempre attraverso il PWB - il monopolio delle notizie di agenzia e il controllo assoluto della radio. Il PWB, quando arrivò in Italia nel luglio del 1943, era un’organizzazione di recente creazione. Infatti, durante la preparazione dell’operazione Torch (lo sbarco alleato nel nord Africa), il comandante supremo alleato Eisenhower decise di associare personale proveniente dall’ Office of War information (OWI) nordamericano e dal Political Warfare Executive (PWE) britannico - l’organizzazione britannica di propaganda - e alcuni membri dell’Office of Strategic Services (OSS) nordamericano e del Ministry of information (MOI) britannico. Questo organismo fece quindi le sue prime esperienze nel campo della propaganda e dell’informazione nel Nordafrica e svolse poi un lavoro p ()



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