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Materia: Schede Libri
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Riassunto de “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati Il tenente Giovanni Drogo, dopo il suo normale servizio in caserma, viene assegnato alla Fortezza Bastiani, di cui sente parlare veramente molto bene, anche se nessuno di quelli che glielo racconta ci è mai stato veramente. Passa un paio di giorni a cavalcare verso la fortezza, e ad un certo punto vede su di un ponte un uomo, il capitano Ortiz, che lo accompagna; durante il viaggio discutono della Fortezza Bastiani, e Drogo ne è scoraggiato, anche perché Ortiz non gliene parla granché bene. Arrivati, si rende conto di quanto la fortezza sia squallida, e Ortiz, notandolo, gli propone di poter andar via dopo due giorni, o dopo quattro mesi, al momento della visita di controllo. Si rende conto di come sia “non corretto” nei confronti degli altri andarsene dopo due giorni, e decide di restare almeno per quattro mesi. Mentre parlano di questo, Drogo nota da una finestrella un monte ai piedi del deserto, che lo incuriosisce molto. Gli vien spiegato che altro non è che il deserto del nord, che da lì non arriverà mai nessun attacco, che qui sta l’inutilità di tanto spreco di soldati nella Fortezza Bastiani. La notte, passate le emozioni dei giorni precedenti, solo allora realizza tutta la solitudine della fortezza, e si pente di aver voluto aspettare. Nota che il maggiore Tronk, da ventidue anni alla Fortezza, ha completamente dimenticato tutto il resto del mondo, tutte le sue bellezze. Ã? un maniaco dei regolamenti e dei codici, e vaga per la fortezza come un automa. Nemmeno in una lettera alla madre, a cui è molto legato, riesce a confessare come si senta solo e triste, lì, lontano dal resto del mondo. Nota poi come lì, alla Fortezza Bastiani, tutti stiano come aspettando qualcosa, qualcosa che cambierà la loro vita, ma che no si decide ad arrivare. Il tenete Lagorio, passati i due anni regolamentari, cerca di convincere il ten. Angustina, il quale è rimasto anche lui per due anni alla fortezza, ad andarsene assieme a lui, ma qualcosa dentro di lui gli dice di aspettare, di non andarsene. Arriva adesso la tanto attesa visita medica, il medico è stato informato della situazione e sta già preparando il certificato di malattia, quando Drogo vede dalla finestra di deserto, chiamato “dei Tartari” per via di un antica popolazione che ci viveva. Decide allora improvvisamente di restare, resosi conto di quanto sia abituato ormai alle consuetudini della Fortezza Bastiani, e di come ci sia legato. Da ora in poi non si accorgerà quasi del tempo che passa, penserà di avere sempre ancora molto tempo, e anche lui come gli altri sarà legato alla magia della fortezza, l’attesa continua. Dopo quasi due anni fa uno strano sogno: “è bambino, e dalla finestra di casa sua guarda quella di un ricco palazzo di fronte, dove scorge un altro bambino, Angustina, anche lui piccolo. Vede poi degli spiriti giocherelloni girare intorno al palazzo, e se ne meraviglia, al contrario di Angustina. Gli spiriti prendono a giocare con Angustina, e lui serio, come è sempre stato, acconsente di andare con loro: solo allora Giovanni realizza che quelli sono gli spiriti della morte, e Angustina, consapevole, rimane sempre serio e impassibile”. Il giorno dopo fu assegnato come capo alla spedizione settimanale alla Ridotta Nuova, e lì vide un puntolino nero, su cui poi tutti fantasticarono. Poi si accorsero che era un cavallo nero, e non conoscendone l’origine, un soldato, di nascosto lo catturò, e, tornando in ritardo alla Fortezza Bastiani, e non conoscendo la parola d’ordine, fu ucciso a fucilate dal soldato di turno; il magg. Tronk è assegnato ai suoi funerali, sorvegliato dal maggiore Matti. Dal nord, poi si vedono arrivare schiere di uomini armati, tutti si illudono che la grande attesa sia finita, che quelli siano i Tartari in assetto di guerra, ma apprendono all’ultimo istante che è una specie di operazione catastale autorizzata dal governo. La delusione è forte. Per favorire la fortezza in ciò, una squadra, c ()



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