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Materia: Filosofia
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La filosofia esistenzialista Pascal ? importante sia come filosofo sia come scrittore e rappresenta uno dei pi? remoti precursori della filosofia esistenzialista ; indubbiamente egli ? un pensatore piuttosto anomalo ed isolato nel suo contesto , che ? andato a toccare corde non strettamente legate alla fase storica in cui stava vivendo , che vedeva l’ affermarsi sempre pi? netto del meccanicismo . Egli vive nella generazione immediatamente successiva a Cartesio , il quale aveva appena dato al meccanicismo la veste pi? netta e radicale . Pascal ? un filosofo anomalo nel 1600 perch? , a differenza di tutti gli altri , non si inserisce nel filone meccanicistico , non perch? non nutra interessi scientifici ( egli era anzi bravissimo in matematica e in fisica ) , ma perch? riconosce una netta differenza tra le due dimensioni , quella filosofica e quella scientifico-matematica . Ecco allora che la sua filosofia non sar? molto attenta alle questioni gnoseologiche , bens? si occuper? di quelle esistenziali , delle problematiche che riguardano l’ esistenza dell’ uomo . La concezione stessa che Pascal ha di Dio ? radicalmente diversa da quella dei pensatori del suo tempo : il suo Dio non ? quello dei filosofi e degli scienziati , un puro e semplice garante dell’ ordine nel mondo ( il Dio cartesiano e aristotelico , per intenderci , la cui esistenza ? dimostrabile razionalmente e la cui funzione consiste esclusivamente nel dare l’ impulso iniziale al mondo ) ; il Dio in cui crede Pascal ? quello di Abramo , di Isacco , di Giacobbe . Il Dio di stampo aristotelico ( il motore immobile ) , quello dei filosofi e degli scienziati ? un Dio che serve esclusivamente per spiegare l’ origine del mondo , ma che sul piano religioso ? totalmente inutile : non ? certo un Dio che si pu? pregare n? , tanto meno , un Dio con cui si pu? parlare . E’ il Dio in cui crederanno , nel periodo illuministico , i cosiddetti deisti , un Dio che rientra nei limiti della ragione e che non necessita di un atto di fede . Pascal non sente il bisogno di credere in un Dio del genere , e preferisce il Dio delle Scritture , un Dio-persona con cui si pu? parlare e a cui si possono rivolgere preghiere : egli ? quindi teista e non deista . Va ricordato a proposito un’ esperienza personale vissuta da Pascal nel corso della sua vita : egli dice di aver vissuto un’ esperienza intensissima , quasi mistica , che l’ ha segnato profondamente . Tuttavia non volle pubblicare una vicenda tanto personale e allora , dopo averla messa per iscritto , se la fece cucire all’ interno della giacca cosicch? ne siamo entrati in possesso solo dopo la sua morte . Si tratta di una vera e propria invocazione a Dio , a quello che egli chiama , come accennavamo , il Dio di Abramo , di Isacco , di Giacobbe e non il Dio dei filosofi e degli scienziati . D’ altronde , se guardiamo alla filosofia di Pascal , un Dio come quello aristotelico non pu? avere alcun significato esistenziale . Il Dio di Pascal agisce e credere in lui o meno mi cambia radicalmente il rapporto con il mondo e con la vita ; il Dio aristotelico , viceversa , che io ci credessi o meno , non faceva alcuna differenza : egli si limitava a pensare a se stesso e ad agire come oggetto di amore da parte dei pianeti . Certo anche Pascal si cimenta nel dimostrare l’ esistenza di Dio , ma il vero problema che lo assilla , pi? ancora che se Dio esista o meno , ? se valga la pena credere in Dio , quale atteggiamento debba assumere l’ uomo per dimostrare l’ esistenza di Dio . A lui pi? che sapere se Dio esista o meno , gli interessa sapere quale risvolto abbia sulla vita dell’ uomo il crederci o il non cred ()



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